Mito di Borgogna, il Cros Parantoux: Emmanuel Rouget vs Meo Camuzet

Mito di Borgogna, il Cros Parantoux: Emmanuel Rouget vs Meo Camuzet

di Redazione

Vincenzo Le Voci è farmacista e bevitore seriale di altissimo livello. Le sue descrizioni centrano spesso il bersaglio.

Il mondo del vino è complesso e affascinante. È fatto da grandi uomini che grazie al loro intuito, al loro estro, alla loro passione e servendosi dell’ausilio di madre natura, riescono a creare degli icon wine che diventano oggetto di culto, ricercati e strapagati in tutto il mondo. Uno di questi è sicuramente il Cros Parantoux.

Henry Jayer è riuscito a creare un vino-mito partendo da un premier cru che per anni è stato denigrato, addirittura per un periodo utilizzato per coltivare carciofi. Il Cros Parantoux è un vigneto dall’altitudine elevata, di difficile accesso e lavorazione, ma Jayer intuì che il Cros era un vigneto ideale per la sua idea di vinificazione. Non si può parlare di questo vino senza citare la famiglia Camuzet che già intorno agli anni ’50 possedeva 1/3 del Cros ma non ne aveva intuito le potenzialità, tanto da far confluire le uve nel Vosne-Romanée Village.

Il 1978 fu l’anno della svolta, Jayer produsse il suo primo Cros Parantoux, il resto è storia. I Mèo tuttora sono proprietari di 0,29 ettari, la restante parte è di Emmanuel Rouget, nipote di Henry Jayer. Oggi ho avuto la fortuna di assaggiare gli unici Cros Parantoux attualmente prodotti, ovvero quelli di Mèo Camuzet e di Emmanuel Rouget, di seguito le mie note.

Mèo Camuzet, Vosne-Romanée au Cros Parantoux 2009: la prima sensazione è quella di trovarsi di fronte a un vino denso, dal frutto carnoso, dalla componente aromatica per certi versi simile a quella di Rouget ma contemporaneamente spostata su toni più scuri. L’annata è una lente di ingrandimento per questo vino, il cru è lì che parla, ma con voce più sostenuta. Il sorso è più materico e largo, quasi indomabile, nessuna dolcezza, nessun compromesso, potenza, energia, persistenza. Grande vino.

Emmanuel Rouget, Vosne-Romanée Cros Parantoux 2010: trasparente e luminoso, dicono sia la versione più fedele a quella del mitico Jayer. Pulsa profumi eterei, di fragole, aghi di pino, ciliegia, pepe bianco, sfuma in un lieve sentore speziato. In continuo movimento, straripa di energia e sapidità; non si concede mai del tutto o forse lo fa a modo suo e si lascia ricordare per una persistenza infinita, degna dei migliori grand cru. Sostanzialmente un pareggio per i partecipanti.

 

Parantoux

Vincenzo le Voci

3 Commenti

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vinogodi

circa 3 mesi fa - Link

...ricordo una bella verticale di entrambe dove c'era anche l'incomodo di un paio di annate di Jayer (se ricordo bene la prima annata , 1978 e la 1982 più la 1995 Vosne Romanèe "Derniere année produit par Henry Jayer .... come scritto in etichetta...) , descritte in un vecchio articolo su Doctor Wine . Chiaramente preferisco, personalmente , la versione maggiormente aderente alla storia/stile del nipote di Henry Jayer (Rouget) ma sono senz'altro due grandi versioni ...

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vincenzo

circa 3 mesi fa - Link

... in quei tempi Marco erano possibili queste verticali.....oggi bisogna scegliere se bere un parantaux di Jayer o comprare un automobile 😂😂..

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vincenzo

circa 3 mesi fa - Link

Marco, altri tempi... con i prezzi di adesso una verticale con anche i vini di Jayer è improponibile...

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