Millesima 2018 | Bordeaux 2016 alla prova della bottiglia: la riva destra

Millesima 2018 | Bordeaux 2016 alla prova della bottiglia: la riva destra

di Andrea Gori

L’eterna sfida della riva destra di Bordeaux, artefice dei grandi miracoli negli anni ’90 con Pomerol e Saint-Émilion, nel 2016 pareva dare spazio ad un ribaltone atteso – e per molti commentatori ci sarebbe stato. In effetti dopo una primavera alluvionata e un’estate calda e soprattutto secca, le piogge di settembre (13 e 14) hanno portato un clima più fresco, e spostato con calma in avanti la data di vendemmia, dando tempo al merlot e al cabernet franc di  maturare in maniera ottimale. Rispetto alla 2015 tutti parlano di meno struttura, volume e carnosità, ed è stato certamente un bene per alcuni chateau, anche troppo innamorati dell’estrazione e delle bombe fruttate (specie a Saint-Émilion).

Nei nostri assaggi in realtà ciò che manca quanto a struttura pare essere stato purtroppo compensato con il legno, e non sempre con buoni risultati. Quello che invece è assolutamente incantevole, e ci ha strappato numerosi brividi di piacere, è il grado di definizione del merlot nel Pomerol, raramente così degno di ammirazione. Nei nostri assaggi svolti durante il late en primeur organizzato da Millesima nelle sue cantine, in fase di rinnovo ed espansione, si ritrovano molti bei vini. Anche se i prezzi in queste zone sono cresciuti, e non poco, durante gli ultimi anni.

► Pomerol
Bon Pasteur. Soffuso, dolce e pepato, frutta di bosco e uvetta, bocca fresca e piccante con tannino saporito. 91-93
Clos du Clocher. Caramello e ribes nero, prugne e mirto, bocca dissetante e completa con finale fresco e sapido, con  bellissimo tannino. 91-93
Clos l’Eglise. rafano e lamponi, freschezza ed estratto notevole, tannino cremoso e netto ben presente e balsamico. 90-92
Clos Rene. Resine mallo di noce e fragole, bocca semplice e coperta da legno. 84-86
Connivence. Appena selvatico poi menta, caramella ai frutti di bosco, bocca un po’ contratta. 86-88
Conseillante. Stupendo, ricco e ammaliante, debordante di frutto e pepe, caramello, peperone e mirto, bocca di velluto ma con forza enorme e futuro radioso. 96-98
Croix de Gay. Balsamico e mentolato, ginepro e more, bocca riarsa con tannino molto potente. 88-90
Croix du Casse. More e prugne, sandalo s pepe, bocca sapida e fine, non enorme ma ben condotta. 86-88
Domaine de l’Eglise. Pepe e mirtillo, frutto ricco e scuro, bocca ampia, fitta ma anche delicata, finale bellissimo. 90-92
Feytit Clinet. More di rovo e rafano, senape e menta, bocca dolce e saporita ma con estratto cangiante, notevole e speziato. 91-93
Fleur de Gay. Arioso e floreale, viole e rose, bocca ampia, dolce con legno dominante ma piacevole (per me…). 88-90
Mazeyres. Profondo, scuro e ricchissimo naso di frutto, bocca più agile ma sempre pronta. 86-88
Nenin. Speziato e lezioso, bocca con frutto e sale, grande tannino che rilancia le viole e il chiodo di garofano. 90-92
Petit Village. Scuro di mirtillo e miele di castagno, bocca con tannino un po’ ispido ma ben mentolato. 87-89
Pointe. Lamponi e caramello, dolce e lezioso al palato ma piacevole. 86-88
Rose Figeac. Lamponi e fragole, saporito e dinamico, bocca con energia e ottimo rigore tannico. 91-93
Sales. Solare e frutto rosso, bocca agile e mentolata, un po’ ispido il tannino  e finale con tocco di amarognolo. 85-87
St Pierre. Ricco e scuro, piccante ed estratto enorme, bocca arcigna. 84-86
Vray Croix de Gay. Sandalo e scatola di sigaro, mirtillo e pepe, bocca con tannino discreto e lunghezza. 86-88

emilion

► Saint-Émilion
Brun. Pepe e more di rovo, bocca piacevole, ritmata anche se esile. 85-87
Trottevieille. Dolcezza, vaniglia e cocco poi mirto e mirtillo, bocca ampia e soffusa con tannino leggero, preciso e saporito. 88-90
Barde Haut. Pepe e alloro, bocca di menta, tannino che asciuga ma l’allungo è buono. 85-87
Canon. Floreale e speziato, lampone e ribes rosso, bocca agile e succulenta, piacevolissima, leggiadro e pungente quanto basta il tannino. 93-95
Canon La Gaffeliere. Potenza di frutto scuro e pepato, more e ciliegie, peperoni arrostiti, bocca con franc in evidenza poi torrefazione e caffè nel finale tannico e affumicato, piacevolissimo. 92-94
Chauvin. Talco, ribes rosso e nero, bocca dolce e ampia ma il tannino punge un poco. 87-89
Clos Fourtet. Bellissima spinta da franc tra peperone e frutto rosso, intenso e speziato, bocca sontuosa ma snella, elegante, e dal finale lunghissimo e intrigante. 94-96
Clos Jacobins. Pepe e sandalo, more e mirto, bocca con tannino un poco crudo e materico. 87-89
Couvent de Jacobins. Salvia, anice e ginepro, more e ribes nero, bocca sapida e fruttata con tannino ben condotto, con spunti sapidi e balsamici. 90-92
Dominique. Frutta rossa, speziato, fragole e pepe al palato con nota tannica appena verde. 85-87
Faugeres. Ricco e inchiostrato, prugne, pesca e mirto, bocca con frutto enorme ben sorretto dal resto. 90-92
Figeac. More di gelso, mirtillo , energia e suadenza, ricchezza e opulenza (con la mano di Rolland raramente così ispirata) che proseguono al palato in tanti rivoli dolci e salini, grande passo e struttura da campionissimo, destinato a durare decenni. 96-98
Fleur Cardinale. Mirtillo, pepe, resine e succo di ciliegie, bocca ampia e speziata, tannino docile. 90-92
Fombrauge. Spezia e succo di ciliegie, bocca saporita dolce e lunghissima, ritmo tannico giusto. 90-92
la Gaffeliere. Spezia incantevole e originale, alloro e bergamotto, prugna e sale, bocca ariosa semplice ed efficace. 91-93
Grand Corbin. Lamponi e ribes rosso, leggero e soave il naso, tannino un po’ rustico ma adatto alla materia. 86-88
Grand Corbin Despagne. Pepe e mirtillo, ricchezza e grandeur fruttata, bocca materica e dolce, finale lungo. 87-89
La Mondotte. Acqua di Colonia, pepe e confettura mirtillo, bocca dolce e placida ma la discreta spinta tannica anima benissimo il tutto. 91-93
Larcis Ducasse. Senape, ginepro e more, bocca molto matura con tannino che graffia e spinge la materia intensa e dolce, rilanciando in freschezza con una progressione notevole. 91-93
Les Grandes Murailles. Acceso e intenso, more e ribes, struttura e ricchezza con dolcezza ben contrastata da sale e tannino. 86-88
Pavie Macquin. Resine e mirto, frutto molto scuro, caramello e anice, vaniglia e mirtillo, tannino ricchissimo e finale fresco, balsamico, grande in prospettiva. 93-95
Quinault l’Enclos. Ricchezza e solarità, mirtillo e amarene con pepe, legno bello e grande piacevolezza al sorso, divertente e di struttura tannica solida. 91-93
Quintus. Rose e viole, mirto, bocca ampia e fresca con tannino piacevole e ritmato, che esalta il cabernet franc più abbondante di sempre nel blend, uno dei vini del futuro in zona (del resto è lo stesso proprietario de La Mission e Haut Brion…). 92-94
Sansonnet. Pepe e mirtillo, ardito e pesante, legno e spezia, bocca di stile e ricchezza con tannino che spinge tanto. 90-92
Soutard. Canditi e agrumi, fragole in confettura, bocca ficcante e fresca. 88-90
La Tour Figeac. Allegro, speziato e denso, caramello e mandorle, bocca dolce e carica ma tannino ben presente. 88-90
Troplong Mondot. Ricchezza solita ma anche grazia, con frutta rossa e spezia, bocca monolitica e speziata, scurissima e piccante, tannino abbonante che se la giocherà bene. 93-95
Villemaurine. More di rovo e ribes, senape, bocca contrastata e arcigna con tannino e legno in evidenza, ma anche materia dolce e abbondante, da capire dove andrà. 88-90
BeauSejour Becot. More e confettura di ribes, senape, bocca ampia e ottima finezza di tannino che risveglia le viole, il pepe e il timo. 90-92
Beausejour Heritiers Duffau Lagarosse. Lamponi, fragole e nota gommosa, bocca semplice e un poco arida anche se lunghezza è discreta. 82-84
Faurie de Souchard. Inchiostrato, frutto in confettura e saporito, bocca molto indietro, materia e legno fuori scala ma impressiona. 90-92

Qui gli assaggi relativi alla riva sinistra.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

9 Commenti

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Francesco

circa 2 mesi fa - Link

Note interessanti. Spicca il giudizio negativo per Beausejour Heritiers Duffau Lagarosse che ha ricevuto, in generale, punteggi molto elevati dai vari critici internazionali.

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

fammi controllare che ci sta che abbia invertito alcuni giudizi, erano addirittura tre le aziende Beausejour!

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Francesco

circa 2 mesi fa - Link

Cortesemente, le chiedo se ha anche assaggiato Château Clinet e Château Gazin a Pomerol. Le note confermano le ottime riuscite per La Conseillante e Figeac.

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

Erano presenti alla degustazione ma quando sono passato io erano terminate... cmq Gazin mi dicono tra i migliori (sui 95 punti) e Clinet ancora meglio... purtroppo anche come prezzi siamo quasi ai 100 euro a bottiglie enprimeur!

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Francesco

circa 2 mesi fa - Link

La ringrazio. Mi scusi se abuso della sua gentilezza, mi interesserebbe sapere come valuta l'annata 2016 rispetto alla 2015 per Pomerol e Saint Emilion.

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Andrea Gori

circa 2 mesi fa - Link

l'ho scritto nel post relativo alla rive gauche...ma nessun abuso! Secondo me sotto la 2016 sicuramente sia come concentrazione che come equilibrio, in media mi pare che essendoci meno "ciccia" il legno abbia prevalso e non poco in molti casi. Poi ovviamente bisogna vedere chateau per chateau perchè ci sono stati exploit importanti...ma in generale anche come rivalutazione negli anni credo che la 2015 sia un cavallo migliore.

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Francesco

circa 2 mesi fa - Link

Grazie, molto gentile. In effetti leggendo le note, sembra che molti Château, in particolare in St Estephe , Pauillac e St Julien abbiano prodotto vini notevolissimo nel 2016.

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Stefano

circa 2 mesi fa - Link

Grazie mille Andrea, davvero preziose le tue note. Avrei pure io delle curiosità puntuali (p. Es. Château Canon-Pecresse, che Millesima ha in catalogo e che ho trovato ottimo sia 2010 che 2011), ma ti faccio una domanda più generale: sei invitato ogni anno come divulgatore /giornalista, oppure Millesima ha anche canali per chi vende vino professionalmente? Io da privato comunque faccio circa un paio di ordini all'anno, e mi sento di fare una ottima pubblicità, perché cercando bene, oltre ai blasonati produttori proposti comunque a prezzi onesti, si trovano spesso ottime offerte, anche di aoc poco note.

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Montosoli

circa 2 mesi fa - Link

Grazie Andrea ! Gli Chateau che si affidano ad affermati enologi....sembra che sono di un bell passo piu avanti.

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