Tre vini di Natale scelti tra gli stand della Fivi

Tre vini di Natale scelti tra gli stand della Fivi

di Giorgio Michieletto

Manca ancora un mese a Natale e state già pensando a lucine e palline? Rovistate nel buio della cantina in cerca dei vecchi addobbi e vi illuminate di fronte alle vetrine che brillano? Non preoccupatevi. Chi fa l’albero di Natale in anticipo è più felice: adesso lo dice anche la scienza. Ci prepariamo a tornare bambini, almeno una volta all’anno; forse dovremmo farlo tutti i giorni. E un rito casalingo – come quello dell’albero in salotto – diventa ancora più magico con tre vini bianchi da abbbinare alle ghirlande candide, mentre dalla cucina arriva il profumo della cena. Sono bottiglie che ci hanno emozionato fra i tantissimi validi assaggi al mercato Fivi di Piacenza (per altro appuntamento più imperdibile del Natale, vedi post di Davide Bassani).

In un sol bianco, 2017: Siro Merotto. Con la soppressa di Brenton. È un rifermentato in bottiglia di sola glera che ha trovato una perfetta armonia. Cedro, mela golden, canditi, finale di crema pasticcera. Tanti agrumi natalizi e lieviti del panettone. Un sorso essenziale e mai banale, di finezza. Esaltare la semplicità è quasi romantico: non fa il botto ma fa festa. E può avere anche una evoluzione interessante. Soppressa di Brenton col pane scaldato sulla stufa.

Le 7 scalinate 2016, Blanc de Morgex et de La Salle – Valle d’Aosta Dop, Ermes Pavese. Con un ragù bianco di coniglio e porri. Prie blanc in purezza. Puro. Gocce di pioggia scolpite nel ghiaccio. Un brivido di montagna. Roccia e anice, frutta gialla e accenno idrocarburi, erba appena tagliata, finocchietto e sedano selvatico, origano fresco. Radice di liquirizia nel finale, con un po’ di frutto della passione. Le uve arrivano da un vigneto di circa 80 anni, attorno ai 1200 metri: pergola bassa, anzi bassissima con piloni di ardesia. Grappoli non diraspati, pressati a mano e macerazione 48 ore a freddo. Solo acciaio e tanta bottiglia: magnum. Solo 200: cesellate.

Brezanka 2013 di Rado KocjančičCon un tripudio di formaggi semistagionati e il pane di segale scaldato sulla stufa. Uvaggio di 15 varietà bianche da un vigneto centenario che produce meno di un chilo di uva per pianta. C’è di tutto: vitigni conosciuti (vitovska, malvasia istriana, riesling, sauvignon, ribolla, pinela, auxerrois) e sconosciuti (due varietà a piede franco, non certificate). C’è di tutto anche nel bicchiere. Cinque giorni di macerazione, poi fermentazione in botti grande e affinamento fino alla vendemmia successiva: almeno un anno di bottiglia. Immediata complessità. Resina, fiori d’acacia e pesca, albicocche secche, aghi di pino, pepe bianco e cannella, uvetta e zenzero con uno sbuffo salmastro e di cipria. Lunghissimo, con un finale più sul frutto e sulle spezie e con una aromaticità evidente ma sempre composta. Fuori è tornato il sole, ma in casa comincia a nevicare.

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Giorgio Michieletto

Giornalista professionista: ieri cronaca nera, oggi rosa. Ieri, oggi e domani: rosso, bianco & co. Varesino di nascita e cuore, milanese d'adozione e testa. Sommelier Ais. Se c'è una storia la deve raccontare.

2 Commenti

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Elena

circa 4 mesi fa - Link

Ottime citazioni e ottimi vini

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Virginia

circa 4 mesi fa - Link

Grazie dei consigli, per non fare brutta figura ;)

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