Mi gioco una palla che questo è un grande vino, due no ma una sì: la vitovska 2015 di Marko Tavčar

Mi gioco una palla che questo è un grande vino, due no ma una sì: la vitovska 2015 di Marko Tavčar

di Giovanni Corazzol

A imporre moderazione e misura sarà forse l’età, con le cose del vivere che si sommano gravando sull’estro. O sarà questo paesaggio familiare e comprensibile del Carso, questa strada d’asfalto che  passa per Opicina, che costeggia la trenovia, che si infila dolce nella boscaglia e supera un confine piccolo e stretto. O questo vento freddo che pulisce e rende il cielo di smalto e i profili chiari; queste pietre che tagliano la terra e si infilano negli occhi, questi alberi curvi di Bora che temono il mare.
Sarà il profumo della kobasica che Marko Tavčar sta sfumando nel vino. Sarà il benvenuto di questo giovane padre, l’ospitalità che offre al ramingo inaspettato, maleducato, passato da Kreplje senza preavviso ad un’ora in cui si sfumano salsicce per i figli. Sarà che le cose più son care più meritano lingua asciutta.

Marko Tavčar ha 35 anni forse, una faccia sorridente e buona, un paio d’ettari piantati a vitovska, malvasia, chardonnay e terrano, sparpagliati qua e là su un territorio che concede più radure che vigne. È buon amico di Marko Fon con cui lavora a Goriansko i pochi filari di malvasia da cui nascono i rispettivi vini di punta: la Gorjanka e il celebrato Quattro Stati di Fon. Ha una cantina sotto la casa di famiglia, grande come un salotto; vi trovano spazio le vasche d’acciaio, le botti e gli insaccati che stagiona. Anche una vasca di teran di cui non parlerò perché il vino è poco e lo merita solo chi raggiunge Kreplje.

I 2015 in uscita a breve sono sculture di sale e frutti gialli soavi, torrenti stretti e lunghi che il topos impone scompaiano per riapparire improvvisi, impregnati di pietra bianca e marinati con salvia, menta e timo. Vale soprattutto per la vitovska che, appena imbottigliata, ora scorre impetuosa, irruente e primaverile, scalciante ed energica; si presenta più espressiva nei singoli componenti rispetto all’ unità pacata e armonica che avrà dopo il disgelo. Il gioco del riconoscimento di quelle componenti ora slegate all’assaggio, induce a sbilanciarsi: tutti i 2015 di Tavčar sono spaziali, la vitovska in particolare è interstellare. Lo dico con moderazione e misura.

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Giovanni Corazzol

Membro del Partito del progresso moderato nei limiti della legge sostiene da tempo che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell'obbedienza.

5 Commenti

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Patrizia Signorini

circa 4 mesi fa - Link

c'è modo di assaggiare questi vini?

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Giovanni Corazzol

circa 4 mesi fa - Link

Tavcar non ha in Italia una distribuzione centralizzata anche se credo che lavori con La Caneva di Mogliano Veneto

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valerio rosati

circa 4 mesi fa - Link

Avendo in mente di fare prima o poi un viaggetto da quelle parti, Tavcer, Fon e, in generale, i produttori appena al di là del confine parlano italiano o per contattarli devo usare l'inglese?? Grazie

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Alessio

circa 4 mesi fa - Link

Concordo sul giudizio, vini spaziali, anche il terrano. @Valerio Sul Carso, Istria, Brda e Vipavska Dolina parlano tutti italiano. Se vai verso l'interno inglese o tedesco al nord. Se hai bisogno di consigli contattami pure.

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valerio rosati

circa 4 mesi fa - Link

Grazie! Se riesco a organizzarmi, ti chiederò sicuramente qualche dritta ;-)

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