Mettere il ghiaccio nello Champagne non è più un reato punibile con la forca
La maison Moët & Chandon rompe un tabù e lancia sul mercato il primo champagne da bere col ghiaccio. La bella notizia è che il Moët Ice Impérial sarà disponibile “SOLO all’interno dei beach club più cool di Costa Smeralda, Versilia, Riviera Romagnola e nelle terrazze più esclusive d’Italia”. E mai comunicato stampa fu più gradito.









mai parole più sagge furono spese
http://www.youtube.com/watch?v=v17Zv5MF6A8
PIENAMENTE D’ACCORDO!!!!!!!
Ma come si fa a bere un ottimo champagne con del ghiaccio???
ma siamo impazziti?!?!?!?
e allora beviamoci la coca-cola calda, la birra a 25° C, il vino rosso ghiacciato ed il bianco caldo come il thè delle 18:00.
Ah un’altra drittata sarebbe di bere la vodka ghiacciata con un po di alcool puro sopra da accendere tipo B52!
Furrrrrrrrrrbi sti francesi!
Mai parole piu’ sagge in merito, va però encomiata la meravigliosa bolla speculativa di questa mediocre cuvée. La bottiglia bianca è davvero cool, marketing davvero azzeccato, e il ghiaccio rende decente anche il peggior vino per cui doppio onore al merito degli eperti di marketing dell’azienda
io invece lo trovo liberatorio…era l’ora che ci pensassero!
giusto su world of fine wine ne parlavano questo mese in termini di “i tempi sono maturi per il ghiaccio nello champagne”.
Potenza della Moet che se lo faceva Pommery li massacravano
un vino indecoroso come il moet si merita giustamente un cubetto di ghiaccio per allungare il brodo.
sai quanti pirla
se Ca del Bosco fa altrettanto vado a picchettare i cancelli dell’azienda
ahahahahah
Se mai dovesse accadere (ma quelli della Cà del Bosco non sono pirla!!) chiamami che vengo a picchettare pure io!!!!
non ho finito la frase
“sai quanti pirla seguiranno la moda?”
temo tanti
Sta cosa dell’abbassamento mostruoso delle temperature di servizio delle bevande alcoliche sta prendendo abbastanza piede mi pare.
Da quello che so io una temperatura bassissima rende quasi impossibile sentire bene gli odori e i sapori e di conseguenza viene da pensare che dal punto di vista organolettico ste bevande non siano un granchè se le vogliono mimetizzare con il freddo.
Ci pensavo l’altro giorno quando ho sentito la pubblicità di una birra (notissima) che pubblicizzava una nuova spillatura a 0 gradi centigradi.
Bah.
Purtroppo partiamo da un assunto erroneo: pensiamo che tutti quelli che bevono vini usino il bicchiere adatto, perdano qualche frazione di secondo ad annusarlo sia da fermo che in movimento, lo ingeriscano provando le differenti sensazioni che il vino crea all’interno del cavo orale e, infine, si preoccupino dalle corrispondenze gusto-olfattive con il cibo che stanno mangiando. Se tutti facessero così un colosso come il gruppo LVMH se ne sarebbe fregato di proporre una idea come questa e avrebbe spinto su altri parametri organolettici. In realtà, quando faccio assaggire dei vini, purtroppo anche pregiati, capita che taluni clienti non annusino, non gustino ma, semplicemente, deglutiscano. In quest’ottica il vino diviene status-symbol e quindi va bene tutto e anche più. La cosa non mi preoccupa più di tanto: chi mi conosce sa cosa aspettarsi dalle mie proposte e dubito verrà a chiedermi questo vino
Non è birra , è acqua sporca.
Concordo pienamente.
Resta il fatto che probabilmente è acqua più sporca del solito se per essere apprezzata necessita della spillatura a 0 gradi.
rimango curioso di assaggiarlo, non è uno champagne qualunque con del ghiaccio dentro, è una cuvèe specifica con dosaggio composizione e maturazione sui lieviti studiata per rendere al meglio a basse temperature e prevedendo l’effetto diluizione.
dal punto di vista enologico è una sfida anche, se si vuole, affascinante.
e come no..la sfida tra i ghiacci
quando verrò da te per mangiarmi una fiorentina mi raccomando
modernizzala con un bel impiattamento su una granita al rosmarino che ti prendo a bastonate.
ahahahahahahahahah
bellissima quella della sfida tra i ghiacci!!!!
Dai Andrea, dì che stai scherzando!
Io temo invece sia una strategia per vendere una cuvée da quattro soldi per piu’ di quanto valga, il gruppo LVMH però fa comunque vini encomiabili, a parte qualche caso di azzardi commerciali…
Kenray e Fabbretti, siete vecchi, conservatori e ottusi. Soprattutto se si parla di Champagne.
Praticamente fascisti nei modi, se non nelle convinzioni.
Andrea, appoggio la tua voglia di conoscere, vediamo se ci si trova in qualche beach club esclusivo a sorseggiare sta’ meraviglia. Nella scelta propenderei per la Costa Smeralda, più che la Riviera Romagnola, non si sa mai si incontri il Succi…
all’insegna del famolo strano ho visto tramontare pseudo mode ben più famose
che poi il glam-drinking lo faccia crescere di 2 cm è tutto da dimostrare
addendum
il packaging però è fantastico. i cugini ne sanno una più del diavolo. se la bottiglia contenesse liquido seminale di salmone e non malvasia francese la venderebbero uguale.
quoto
Non raccolgo la provocazione e mi rinchiudo nel mio guscio pleistocenico…. tiè
Vasco Rossi fece la reclame di uno Champagne in piccole bottigliette da bere con la cannuccia in dotazione, rigorosamente nera.
Un amico ci aggiungeva qualche goccia d’angostura perche’ gli piaceva così.
Adesso anche il ghiaccio…
Preferisco non aggiungere proprio niente, pero’ devo ricordare che “de gustibus non est disputandum”
Per esempio Beppe il “citrico” a volte metteva qualche oliva nel Barolo e non ha scandalizzato mai nessuno. Il mio bisnonno metteva qualche bottiglia di Barolo in soffitta, dove d’estate c’e’ un caldo boia, perche’ assumesse in poco tempo quel gusto di “merdin” che andava bene se ci si inzuppavano poi i biscotti per la bisnonna, quasi senza denti, a cui piacevano i vini stravecchi e maderizzati (perfino il Grignolino vecchio…).
In veneto nacque l’ottimo sorbetto al cabernet, che sorprese molti golosi di gelato all’Hotel Gallia di Milano trent’anni fa, servito fra una portata e l’altra di pesce cucinato in abbinamento a dei vini rossi giovani.
Andiamoci cauti a “cassare” cio’ che rappresenterebbe per noi un’assurdita’. C’e’ gente che vuole qualcosa di diverso e ne ha il pieno diritto. E’ stato a furia di sperimentare che sono nati dei cocktails favolosi.
Questo Champagne con ghiaccio assomiglia ad un cocktail. Sarebbe interessante anche farne una granita tipo siciliana…
Intendiamoci, io resto sul classico, anzi non mi va giu’ neanche la flute e continuo a preferire le coppe a forma di seno, fatte a mano all’inizio del secolo scorso, lasciatemi dalla nonna.
Pero’ non precludo nuove strade a nessuno, memore dei lazzi e degli insulti che si prese a suo tempo Dom Perignon quando invento’ caparbiamente lo Champagne, senza cedere neanche quando scoppiavano le bottiglie perche’ allora non ce n’erano molte di adatte a quelle pressioni…
E che dire della Veuve, che foro’ il tavolo della sua cucina per fare il primo pupitre da remouage…
Su, gente, che non siamo mica retro’!
per l’amor di dio
ma tutto quanto sopra ha un senso
aggiungere acqua al vino molto meno.
non si tratta di essere retrogradi ma realisti
se poi il ghiaccio è quello dei bar nostrani che il più delle volte ha il sapor merda-trielinica lascio immaginare il risultato
però, e giustamente, i gusti son gusti.
c’è chi lo da e chi lo piglia.
Finalmente berrò moet! Ma si chissà quanto ne venderanno se il vino si presta al loro pubblico ben venga. Evviva.
Io lo assaggerò perché sono curioso dentro ma nutro qualche dubbio sulla possibilità che diventi lo champagne della mia vita. Non ho alcun dubbio invece sul fatto che questo prodotto sfonderà. Già me le vedo quelle bottiglie con relative flûte e glacette sui tavolini dei cool-privè di di mezza Italia…
E’ chiaro che la LVMH ha lanciato un prodotto che ha un preciso target di riferimento, a mio avviso.
E non è casuale che faccia una campagna di lancio così circoscritta e mirata. Cosa cazzo vuoi che ne capisca di bolle il pappone di turno che stappa grandi formati di Champagne in discoteca solo per far colpo su qualche figa o per essere più figo del suo vicino di privè che magari prende un prosecchino? E che magari di butta giù una flute in un sorsone dopo aver mangiato banane e fragoline.
La cosa che invece mi incuriosisce è il prezzo. Mi piacerebbe poi sapere a quanto, mediamente, si venderà.
La leggenda vuole che il grande Baron Philippe de Rothschild bevesse lo Chateau d’Yquem SOLO con cubetti di ghiaccio nel bicchiere…
infatti quì si parla di champagne….
…e di ghiaccio in un vino francese di presunta qualità. Comunque sembra strano ma nessuno ha notato che in realtà lo champagne è sempre stato consumato nei “night” di mezzo mondo con il ghiaccio nel bicchiere della entraîneuse di turno mentre il “pollo” si stordiva con lo champagne da quattro soldi, guarda caso quasi sempre Moet, venduto a caro prezzo. Niente di nuovo sotto il sole, solo che a questo giro è la casa madre a sponsorizzare direttamente la faccenda!
E chi il Grignolino nel Philipponat…..
Champagne annacquato…. non occorre neppure commentare, dai.
Finché se lo bevono i fighettoni, gli aspiranti silvio e le zoccolette negli esclusivissimi club supervip, non me ne può fregare di meno… ma se cominceranno a spacciarlo in posti umani, potrebbero girarmi le palle.
Trovo giusto che Moet lanci la moda del ghiaccio nello champagne che verrà servito nei bar più esclusivi della penisola per fare felici quelle teste di cazzo che li frequentano,che non saprebbero distinguere un vino rosso da una spremuta di pompelmo.Lo champagne verrà inoltre servito con accompagnamento di tartine alla segatura e merda secca,eccellente!
ghiaccio nello champagne ottima bevenda!pratica che in Ais si fa da una vita!privatamente ovvio e non ai corsi…questi della Moet hanno scoperto l’acqua calda…