Mercato FIVI: i miei “best buy” sotto i 15 euro

Mercato FIVI: i miei “best buy” sotto i 15 euro

di Davide Bassani

Adesso dico una cosa brutta ma ovvia: il mondo del vino è così diviso che manco la sinistra italiana. La sinistra una volta aveva le feste dell’Unità – ora manco quelle – per andare d’accordo ritrovando una sintonia perduta e se non davanti all’effige di Togliatti (troppo poco migliorista), quantomeno di fronte ad una bella salama da sugo. La salama da sugo – ovvero ciò che mette tutti d’accordo, almeno per due giorni – del turbolento mondo enoico italico è il mercato dei vignaioli indipendenti a Piacenza, che, come tante cose belle, accade solo una volta l’anno. Posso dirlo: sabato 23 e domenica 24 io c’ero ed ho visto lupi ed agnelli a braccetto per due giorni, parlarsi, scambiarsi dritte e suggerimenti; non c’erano vinnaturisti, vinoveristi, solfitopiattisti, suprematisti del lievito selezionato e protettori dell’enzima autoctono. Solo amanti del vino da una parte e dall’altra del banchetto. Bellissimo. Peccato duri poco. Poi si torna a combattere una guerra che esiste solo nei commenti di qualche blog e nei post di qualcun altro. La gente “vera”, (il popolo, direbbe il capitano) a queste cose non ci bada, beve e basta, figuriamoci se degusta. E’ qualunquismo? Forse.

A volte mi chiedo se tutto questo discutere valga il prezzo del fiato speso in parole, l’inchiostro – digitale e non – sparso ma, come quando mi chiedono il motivo della mia passione per il vino, si, vale. E perché? Perché si.

Quindi, litighiamo tutto l’anno, strappiamoci i capelli, sfidiamoci a chi spara il commento più acido (lo spunto di certi sa di volatile anche controvento) ma parliam come un sol uomo per ribadire una cosa: il mercato della FIVI è una figata pazzesca e chi se lo è inventato merita gloria in saecula saeculorum.

Ed ora scateniamoci, ho due appunti da trascrivere e vorrei un po’ sentire la vostra idea sugli assaggi di questa due giorni; io riporto solo i miei “best buy” sotto i 15 euro. Poi ditemi i vostri:

Bergmannhoff – Vernatsch (Schiava) 100%: delicato, colore rosso scarico (anche scarichissimo) profumi tenui di fragoline, lamponi, alcolicità moderata. Me lo son goduto a “temperatura” fiera ma fresco e con una bella pasta allo scoglio o un caciucco è la morte sua, ma un po’ anche mia. Di commozione. 9 euro.

Podere Giardino – Suoli Cataldi Lambrusco Marani 100% MC: qua lo dico; secondo me, siamo davanti al futuro del Lambrusco in senso qualitativo e di lavorazione. Metodo classico con affinamento sui lieviti per 30 mesi, 9.90 euro di goduria per un’inaspettata persistenza ed un perlage da Franciacorta navigato.

Il Mottolo – Vigna Maré – 50% Cab. Sauvignon, 50% Cab. Franc: forte dei riscontri ottenuti con il Serro, l’ammiraglia di casa, l’azienda propone anche questo “semplice” Cabernet venduto quasi a prezzo discount – 7.5 euro. Gastronomico e goloso, speziato e morbido, amalgama alla grande l’anima Dr. Jekill del Cabernet Sauvignon e il nerbo Mr. Hyde del Franc. Avercene.

Armin Kobler – Klausner 100% Pinot Grigio: grande vino sent’amme. Chi ha in odio il tappo a vite se ne faccia una ragione. Fruttato come sa esser il Pinot Grigio, mela, erba fresca ed una lunghezza invidiabile, alla cieca direi alsaziano, apro gli occhi e si sente del minerale. Elegantissimo. 13 euro spesi bene, ma bene bene. Chapeau.

I Pentri – L’Amore delle Api – 100% Fiano: mea culpa. Ho sempre associato il beneventano all’aglianico – non amando particolarmente la falanghina – preferendo le più famose e blasonate bottiglie irpine, quando non lucane. Idem per il Fiano. Ma questa ribalta tutte le mie convinzioni: di grande struttura, effluvi di pesca e mandorla, piacevolmente sapido e con un’acidità che fa scuola. Bello… Anche il prezzo: 12 euro.

Barattieri – Il Faggio (100% Brachetto passito): nota per il lettore: andava assaggiato PRIMA del mastodontico Vin Santo di Albarola che potrebbe (a ragione, ma a volte mi capita di non essere d’accordo con me stesso) asfaltare qualsiasi parere su questo onestissimo passito che viene venduto a 13 euro facendo dignitosamente il suo mestiere. Complesso, dolce ma non stucchevole, confettura di fichi, vaniglia e viola appassita; forse non semplice da abbinare così su due piedi quindi nel dubbio me lo tracanno da solo.

4 Commenti

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Lanegano

circa 3 settimane fa - Link

Cascina Melognis Ardy 2016 : Barbera e Chatus, 7 euro...buonissimo....
Fuori concorso perchè più cari Riesling 2012 e 2014 Castello Di Stefanago e Sogno di Vis Amoris , Pigato 2011 in magnum che mi ha fatto ricalibrare le opinioni su quel vitigno....

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Massimiliano

circa 3 settimane fa - Link

Sottoscrivo l'Ardy di Cascina Melognis, a quel prezzo difficile trovare qualcosa di paragonabile. Alla lista aggiungo il Valtenesi rosso di Catrina (8euri), la Schiava di Thurnhof e il Ciro' di Cantina Scala sui 10 euro... ma la lista sarebbe lunghissima..

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Marco De Mitri

circa 3 settimane fa - Link

condivido il commento sulla Manifestazione. Non ricordo benissimo i prezzi ma i prodotti dei seguenti produttori mi hanno molto emozionato: Cantine Viola con il magliocco Arcuri con un ciró che porcaputtanalamiseriaébuonissimo Istine.... mamma che Chianti!!! Francesconi....fa un albana pornogastrica Grifalco.... l'aglianico che mi piace I Carpini.... Timorasso timorasso Timorasso ma che aveva in degustazione Un blend di barbera -frejsa e dolcetto 2010 freschissimo. Complimenti alla FIVI. Il prossimo anno saró ancora Li...lo giuro!!

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Sancho P

circa 3 settimane fa - Link

Ragazzi, Venite ad Enotica a Roma il prossimo Marzo. La location è poco attraente, ma tanta bella gente, produttori stupendi e vini a prezzi politici. Rino Varaldo, Nadia Curto, il grande Michele La Luce, Aurora, i Botri, Adrighetti e tanti altri.

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