Manuali per principianti: come si serve e si beve il sidro

Manuali per principianti: come si serve e si beve il sidro

di Angela Mion

Paese che vai sidro che trovi. Che poi a voler mettere le carte in tavola, per noi gente abituata alla vigna, al buon vino, al bon ton, al food pairing anche in trattoria, vediamo questa bevanda con estrema diffidenza e genuino dispetto.

Tanto a dire che probabilmente è più alto il consumo pro capite di aceto di mele rispetto al sidro.

Eppure, di sidro si potrebbe spendere più di qualche capitolo e a metterci la bocca con un po’ di allenamento potrebbe pure iniziare a piacere.

Così è stato che quest’estate sono partita a cercar vino e ho trovato sidro.

Per caso mi sono imbattuta nel Principato delle Asturie. Pensate alla Spagna, al nord ovest, tra la Galizia e la Cantabria, sul mare, si trova questa regione tipica la cui capitale è Oviedo, capitale pure di una tradizione lunghissima e lontanissima legata al sidro. E il sidro lì è un’istituzione, la gente lo beve più del vino e della birra, lo bevono all’aperitivo e al pranzo della domenica, lo bevono sempre. La produzione è legata ad un disciplinare stretto ed il sidro è DOP e benvoluto da tutti.

Vi prego se non avete dimestichezza col sidro di non partire da quello delle Asturie altrimenti potreste rimanere traumatizzati, salvo non siate avvezzi consumatori di birra acida o di qualche versione zen di kombucha.

Era l’ora di pranzo, praticamente le tre del pomeriggio, quando arrivo ad Oviedo dopo aver scollinato monti e monti: ero un po’ stordita e affamata il giusto. E quel giorno lì avevo pensato: oggi a pranzo niente alcol.

Il destino vuole che la prima via che trovo, a piedi, a caso, sia la calle Gascona: el bulevar de la Sidra. Evocativa quanto basta e capace in un lampo di rimandare ogni buon proposito al lunedì successivo.

Vi racconto cosa succede se per caso finisci nelle Asturie ed è ora di pranzo (ore 14-16.30) o cena (dalle 21.30).

– Ti siedi, il cameriere con un cenno labiale impercettibile ti dice sidro. Tu dici mh, che può essere sì, forse, ma che è medio, piccolo sto sidro? Acqua? Semmai la ordino dopo.

– Non ti sei ancora orientato. Arriva il cameriere con una bottiglia verde da mezzo litro col tappo di sughero. Poi butti l’occhio sui tavoli accanto, quelli dietro, quelli davanti. Tutti bevono sidro, tutti la stessa bottiglia tutte le bottiglie col tappo di sughero anche dopo l’apertura, tutti i bicchieri semivuoti.

– Vabbè ordini. Nel frattempo, il cameriere ti versa il primo goccio del tuo sidro. Prende il tuo bicchiere, prende la tua bottiglia, si posiziona sopra ad una tinozza di legno che poi ti accorgi che per terra ce ne sono ovunque, alza la bottiglia e cerca di far cadere il sidro sul tuo bicchiere schiantandolo. Quello che non finisce nel bicchiere finisce nella tinozza, se non finisce nella tinozza finisce nel pavimento, amen. Lui non deve guardare né sidro né bicchiere, a sensazione, amen ancora.

– Il cameriere ti guarda serio e dritto ti caccia direttamente in mano il bicchiere con circa un cm e mezzo di sidro. Ritappa la tua bottiglia e se ne va.

– Tu resti un po’ così. Assaggi questo cm e mezzo di sidro nel tuo grande bicchiere, ti chiedi: perché così poco? Bah, forse voleva farmelo assaggiare. La degustazione è lì per lì un po’ traumatica. La volatile c’è generosa, un residuo di carbonica che non saprei ben descrivere, boh ecco tipo l’acqua Ferrarelle per intenderci in maniera banale, dei tenui profumi di mela ed un sapore che non conosci, molto fresco e con una bella personalità. La sidra natural, quello che lì bevono tutti. Pare leggero assai eppure fa 6 gradi.

– Il cm e mezzo finisce subito così pensi di versartene un altro po’. Prendi la tua bottiglia e stai per….zac arriva il solito cameriere che sgocciola il bicchiere a terra, rialza la bottiglia, posiziona il bicchiere che puntualmente sbaglia due volte su tre e ti ricaccia in mano il bicchiere con un altro cm e mezzo di sidro.

– La reazione quindi è istantanea: perché me lo cacci in mano sto bicchiere? Lui ha capito e mi dice: non sono mica loco! Lo devi bere subito! Dall’asturiano capisco che lo schianto del sidro dall’alto sprigiona i profumi creando una sorta di schiuma, in pratica stimola il residuo di anidride carbonica, ma se lo lasci lì tempo zero e ritorna piatto. Ergo lo devi bere alla russa. Se appoggi il bicchiere e ce n’è ancora un po’ sei spacciato, potrebbe andare a finire sui tuoi piedi. Zucchero aggiunto non ne abbiamo quindi l’effetto mosca è scampato: il disciplinare prevede solo mele e mele.

– Una bottiglia è da 0.5 l: forse forse se ti va bene che il servizio ha esperienza ne bevi 0.33 l.

– Non andare in ciabatte che il lavaggio dei piedi è molto probabile.

– Se ti viene in mente che te ne vuoi versare un pochino da te perché il cameriere non ti vede alzati pure e mira l’importante è che non ti vedano che guardi. Se non centri il bicchiere nessun problema, alcuni locali al posto della tinozza hanno direttamente delle canale di scolo o della comoda segatura.

– Con prudenza ho chiesto il permesso al cameriere di assaggiare un goccio di sidro versato senza caduta dall’alto. Occhio felpato e quasi offeso con cenno della testa ha fatto sì. Mi guarda e mi fa capire: senti che bella differenza tra questo e quello versato dall’alto?!  Io annuisco. Come Pinocchio.

La bottiglia da 0.5 costava 3 euro seduta. Questo rito che ho descritto si chiama escanciar. 

In alcune sidrerie, non solo ad Oviedo, anche Gijon, bellissima cittadina, il sidro potrebbe uscire a zampillo violento direttamente da delle piccole botti e finire diretto nel bicchiere.

A dire il vero a casa ho provato con una bottiglia d’acqua in giardino a mirare il bicchiere dall’alto coi gatti che mi guardavano. Facile? Più o meno. Ho calcolato che con sei ore di allenamento a settimana prima di natale potrò aprire in cucina la bottiglia che ho portato a casa.

 

8 Commenti

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Stefano

circa 1 settimana fa - Link

Hai dimenticato di dire che molti camerieri lo versano dietro la schiena, tenendo la bottiglia altissima e il bicchiere bassissimo. Il risultato è un odore di sbronza stantia per tutto il centro di Oviedo, che per altro è un posto bellissimo

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Nic Marsél

circa 1 settimana fa - Link

Forte! Alla fine comunque è meno peggio di Fantozzi al ristorante giapponese :-) Sta cosa se non la vivi di persona non ci credi e anche quando lo vedi coi tuoi occhi continui a non crederci per qualche giorno. Sono Pazzi Questi Asturiani :-) L'estetica del gesto che diviene di gran lunga più importante della sua utilità pratica. Ma perchè?

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Marco P

circa 1 settimana fa - Link

e quel goccetto che ti servono si chiama "culin" ...che non capisci se è perché sta sul fondo (culo) del bicchiere, oppure perché lì ci è finito proprio per puro culo

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Angela

circa 1 settimana fa - Link

Tutte e due mi sa ; )

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marcow

circa 1 settimana fa - Link

Non conoscendo la escanciar di Oviedo ho approfodito e i numerosi video del web confermano l'ottima descrizione contenuta nel testo. Questa singolare procedura ha degli scopi pratici importanti(v articolo e anche wikipedia) ma potrebbero essere raggiunti diversamente, come a Gijon. Penso che la escanciar accresca fortemente il fascino del sidro sul bevitore. Non sappiamo se è una travata moderna del marketing o un rituale che ha radici antiche nel passato. Mi ha fatto piacere conoscere la escanciar attraverso questo articolo.

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Angela

circa 1 settimana fa - Link

Credo davvero che la cosa più avvincente di questa insolita procedura sia proprio il fatto che non si tratti di mode. Lo fanno ora, forse anche per occhi curiosi e forestieri come i miei, ma lo fanno anche tra loro. Anzitutto tra loro. Poi c'è da capire che magari potrebbero pure farne a meno... no che faccia miracoli la caduta del sidro.. sempre sidro resta.. ma perderebbe tutto il fascino che ha. La manovra da dietro alla schiena non l'ho vista........non avevo l'ombrello... Comunque bello! Le tradizioni e la loro forza.

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marcow

circa 1 settimana fa - Link

Il bel commento di Angela toglie dei dubbi.

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Franco

circa 4 giorni fa - Link

Bella scoperta e... articolo spassosissimo, complimenti :D

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