di | mer 25 lug 2012 ore 10:31
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Manuali | Come farsi il vino in casa (in 22 facili mosse) e vivere felici

Tutto è relativo (cit.): mostrate questa tabella con le istruzioni per farsi il vino in casa a un industrialotto del settore e, come minimo, vi riderà in faccia commiserando la vostra ingenuità, ma fatela vedere a un produttore di vini naturali e sentirete subito uno strano calore sotto i vostri piedi: siete sul rogo dei sofisticatori e nessuno potrà salvarvi. Ma, allora, quanto è affidabile questa infografica? Serve davvero a farsi il vino a casa? A occhio e croce qualcosa di buono può venire fuori ma, sappiatelo, non è la ricetta del Masseto. È carina, ben fatta ma niente di più, una sorta di vademecum per i lettori entry-level anche se ci sono due o tre passaggi che attengono più all’industria che al focolare domestico. E poi i nostri lettori lo sanno bene: esistono più metodi di vinificazione che tacchi di scarpe, quindi abbandonatevi placidamente ai commenti e scegliete il vostro: siamo sicuri che sarà quello giusto.

1. Scegli l’uva migliore e seleziona (pulisci) i grappoli
Pochi chicchi rovinati o muffiti possono rovinare il risultato finale. Meglio perdere un po’ di tempo che tutto il vino.

2. Pigia e diraspa
È la prima pigiatura, quella che rompe i chicchi e toglie i raspi.

3. Raccogli il mosto (succo e bucce) in un capace contenitore
Facile, no?

4. Aggiungi i lieviti
Eccoci al primo dilemma: segui la tabella e compri i lieviti selezionati in bustina, o preferisci attendere che la fermentazione parta naturalmente grazie ai lieviti indigeni?

5. E i nutrienti per far partire la fermentazione
Se hai scelto la prima opzione sappi che per risvegliare dal sonno i lieviti serve un po’ di pappa supplementare, in genere sostanze azotate.

6. Aggiungi dell’acido
Già, ma quale? Citrico? Malico? Tartarico? Qui la tabella non è chiara: nel dubbio astenersi.

7. Lascia il mosto in fermentazione per un paio di settimane tenendo chiuso il contenitore a meno che tu non ne stia usando uno provvisto di valvola.
Questa cosa delle due settimane prendila con le pinze. La temperatura influenza molto la durata della fermentazione: il calore risveglia i lieviti e il freddo li addormenta. Meglio, comunque, la seconda che ho detto.

8. Rompi due volte al giorno il cosiddetto “cappello” di bucce. Se necessario aiutati con uno sturalavandino.
Le bucce tendono a salire formando un cappello che impedisce al mosto di ossigenarsi. Di più: le bucce, asciugandosi, non rilasciano più le sostanze che daranno colore, sapore e durata al tuo vino. Rompi il cappello con lo sturalavandino ma, dai retta a me, compralo: quello di tua moglie sa, come minimo, di candeggina.

9. Usa un mostimetro (costa pochi euro) per misurare la quantità di zucchero rimasta
La fermentazione termina quando i lieviti finiscono la pappa e tutto lo zucchero presente nel mosto si è trasformato in alcol.

10. Dopo un paio di settimane versa il mosto nella pressa
Beh, dai, questa ce la fai da solo.

11. Vacci piano con quella pressa altrimenti il vino risulterà tannico e amaro.
Non tutto il succo che riuscirai a spremere è vino degno di essere bevuto, quindi pigiatura soffice e senza strizzare le bucce.

12. Imbottiglia in grandi damigiane di vetro
Servono per completare l’affinamento e chiarificare il vino prima dell’imbottigliamento. Assicurati che siano ben pulite.

13. Aggiungi tannini a piacere.
Uhm, questo è un altro dei punti controversi. Intanto fatti una cultura qui ma sappi che i tannini vanno maneggiati con cura e in dosi omeopatiche. Anzi, facciamo così: salta questo passaggio, più adatto agli enologi volanti che al DOY. Mi ringrazierai.

14. Aggiungi anche chip a piacere.
Come sopra. Rileggi qui ma non esagerare e soprattutto non usare MAI la segatura del tuo falegname di fiducia: non è la stessa cosa.

15. Lascia il vino a riposo per alcuni mesi.
Ne ha diritto, poveraccio.

16.  Travasa il vino da una damigiana all’altra più volte, lasciando i sedimenti sul fondo.
Operazione delicata e da eseguire con cura. Col tempo si depositeranno sul fondo della damigiana un tot di sedimenti. Travasa lentamente e senza agitarli, avrai un vino più limpido e pulito.

17. Assaggialo spesso finchè non ti sembrerà buono
Non sei curioso? Forza, assaggialo e controlla che non stia diventando aceto.

18. Aggiungi qualche tavoletta di zolfo per evitare rifermentazioni e acidificazioni.
Lo facevano gli antichi romani, puoi farlo anche tu. Si trovano facilmente in commercio ma segui le dosi indicate se non vuoi sentire tanfo di Belezebù. Più noto come “solfiti”, è presente in molti degli alimenti in commercio.

19. Imbottiglia.
Anche questa operazione va fatta con la massima cura per non rimettere in sospensione i sedimenti. Bottiglie pulite e via andare.

20. Tappa.
Se non ti chiami Giacosa lascia perdere i tappi di sughero professionali e costosi. Un truciolato o un tappo in silicone andranno benissimo: non devi sfidare i secoli.

21. Metti le bottiglie a riposo per qualche mese/anno/secolo.
Senza esagerare, te l’ho già detto. E controlla di quando in quando che l’aceto è sempre in agguato.

22. E finalmente bevi!
Prosit!

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7 commenti a Manuali | Come farsi il vino in casa (in 22 facili mosse) e vivere felici

  1. avatar Malticidio

    Il punto 6 si riferisce ad una miscela dei tre acidi citati,composta dal 50% tartarico 30%malico 20%citrico

  2. avatar tobia

    molto americana come vinificazione…

    • avatar MAurizio

      Già. C’è da chiedersi se l’autore avesse i capelli arancioni … :-(

  3. ..Eh..se in vinificazione andrò nel panico seguirò quest’infografica alla lettera.

    Risultato: Ikea-taste wine

    ;-)

  4. Pingback: Fare il vino in casa « pierinoisoldi

  5. avatar GIUSEPPE

    Da 12 anni facciamo il vino con un amico mio.Lui ha tutta l’ attrezzatura, quando lui finiva di fare il suo, dopo facevo il mio con la sua attrezzatura successe che all’ insaputa abbiamo comprato l’ uva lo stesso giornocosi mi sono dovuto prestareun torchio che non usavano da tempo, parte del del torchio era arrugginito l’ho pulitoper bene el’ho strelizzato. penzi che potroávere problema col mio vino? ancora fermenta dentro I barili di acciaio inossidabile puo’essere contaminato? Potresti darmi quiche consiglio? GRAZZIE

    • avatar Giuseppe

      doppo tanti anni torno a fare il vino , pero ce iuna diferenza e bianco e non lo lasiato bolire avendo messo solo il mosto nel recipiente ,che sucede ora , ha gia vinito di bolire cosa faccio lo travaso e metto gia l’olio ?

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