Ma poi cos’è per voi Bordeaux? Sentite una risposta (molto) qualificata

Ma poi cos’è per voi Bordeaux? Sentite una risposta (molto) qualificata

di Alessandro Morichetti

Sono vini che purtroppo bazzico poco perché costano e io sono poverello me. Ne ho letto come tanti e bevuto qualche grande bottiglia spot con gran godimento. Come ovunque ci sono anche vini sopravvalutati ed è una zona che per indole attira particolarmente investitori e bevietichette, che spesso coincidono: ma Bordeaux è Bordeaux e l’introduzione di questo seminario in video, da Roscioli a Roma e condotto da Maurizio Paparello e Giovanni Ascione, pone di fronte ad un interrogativo rilevante: cos’è per voi Bordeaux?

I due loschi figuri lo estendono anche alla Borgogna e io – che sono un segugio, ho posto la domanda ad un esperto di settore, il quale mi ha così risposto: Borgogna è l’erotismo, se vuoi sensualità, può nascere una storia d’amore; Bordeaux è qualcosa di porno, sesso irresistibile, “zozzo” e magari depilato.

Per il Papa e Giovanni, invece, Bordeaux è la finezza mentre Borgogna è la potenza. E buona visione!

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

18 Commenti

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Grand cru

circa 3 anni fa - Link

la lezione comincia sotto l'incipit unanime dei due relatori: 'bordeaux e' la finezza, Borgogna la potenza'. Punto e basta, a buon intenditor poche parole.

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suslov

circa 3 anni fa - Link

il borgogna nella sua bella bottiglia tonda e pienotta e' vino cattolico apostolico romano mentre il bordeaux nella sua precisina bottiglia dritta e razionale e' vino protestante evidente

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vinogodi

circa 3 anni fa - Link

...divertente filmato, con un bel teatrino a due voci divertente e per certi versi con diversi spunti interessanti , soprattutto quando parla di sottosuoli, dei perché dei vitigni in determinate aree e del loro grado di maturazione in rapporto al sottosuolo e climat ; però ... per cultura democratica (e carattere) personale non sono portato ad accettare generalizzazioni così univoche ed errate come : "bordeaux e' la finezza, Borgogna la potenza", anche perché la ritengo una sesquipedale sciocchezza . Si cita in tal senso Le Pin ; spero davvero che ne abbiano bevuto (spero di si) e se si più di una bottiglia, soprattutto non in qualche kermesse promozionale (che non penso) , oppure Latour (potenza allo stato puro) o Ausone (se vogliamo spaziare per tutti i territori) , ma anche i Valandraud , Pavie , Haut Brion ... si , insomma, se si vuole intendere grande equilibrio fra forza , carattere ed eleganza , discutiamone . Eppoi "potenza" parlando di Pinot Nero? Soprattutto in certi cru e certi produttori ? Ma Chambolle ed Echezaux, quindi , stanno in Langa? OK , Perrot Minot, Bernard (Dugat Py) , Denis Mortet non sono certo segaligni ... ma "potenza " dove? Ma allora parlando di Montepulciano, Primitivo o Aglianico a parte "pachidermici" come si potrebbero definire ?

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landmax

circa 3 anni fa - Link

A mio parere l'affermazione in sè "Bordeaux e' la finezza, Borgogna la potenza" è, in effetti, azzardata, ma il ragionamento per cui "in Borgogna la potenza è un valore" mi convince abbastanza, nella misura in cui, per la mia esperienza, riscontro che un grand cru di Borgogna ha quasi sempre maggiore concentrazione di un 1er cru, che ha maggiore concentrazione di un village. Questa cosa è abbastanza percettibile. Che però Bordeaux punti solo all'archetipo della finezza mi convince abbastanza poco (a meno che non limitiamo l'analisi a quei pochi premier cru capaci di sfidare il tempo).

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fru

circa 3 anni fa - Link

Bravissimo Vinogodi, Come sempre nettissimo e esemplare.

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Emanuele

circa 3 anni fa - Link

Etiam logica tum consequentia commentariorum, mihi longior esse.

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Nelle Nuvole

circa 3 anni fa - Link

Beh... che dire? La cosa più intrigante di questa Lectio Magistralis (!) è il body language di quello con l'acconciatura rasta. Vorrei sapere cosa beve tutto il tempo del video, presumo uno champagne, a giudicare dalla bottigliae. Il tutto mi sembra un pochino arraffazzonato, dai giudizi definitivi sulla differenza fra Bo e Bo ( qui Vinogodi ha detto la sua, che condivido in pieno) alle sentenze su come era all'inizio lo Cheval Blanc del 1947 o che in Italia il Merlot si vendemmia a metà agosto. Si capisce comunque che i due conduttori della Lectio Magistralis (!) siano a conoscenza della materia, anche in modo approfondito, ma il video regala un'idea di qualcosa un tantinello superficiale.

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sergio

circa 3 anni fa - Link

Grande. Condivido anche la forza argomentativa di alcune parti del commento di Vinogodi.

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Mike Tommasi

circa 3 anni fa - Link

Bordeaux = finezza e Bourgogne = potenza? Ma quanto han bevuto? :-) Le annate del secolo bordolesi (almeno 10 negli ultimi 20 anni) sono quelle potenti, quelle con un caldo mediterraneo. E Parker che cercava? Potenza. E nessuno ha influenzato Bordeaux quanto Bob. Non i courtiers, non i négociants. Bob e gli speculatori 'mericani. Perchè i grandi châteaux di Bordeaux fanno vini da speculazione. Per nostra grandissima fortuna, la speculazione ha fallito per gli ultimi 7 anni, e Bob quest'anno va in pensione. Ora forse ci sarà un po' di finezza a Bordeaux. ;-)

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Alessandro Morichetti

circa 3 anni fa - Link

Mike, non a caso i vini citati come epici sono moooolto più vecchi dell'era-Parker. Bassi di alcol, volatili alte, ph bassi. Quelli mi sembrano i modelli di riferimento indicati e non vorrei che qualcuno prendesse sottogamba un semplice estratto finendo per non cogliere la profonda conoscenza dei due dietro al tavolo ;-).

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Michele Tommasi

circa 3 anni fa - Link

OK "lettura" (video) mia troppo veloce forse. Tesi interessante. Capisco per Bordeaux, propensa con i ambiamenti climatici recenti a fare vinoni e quindi si cerca di domare la cosa... ma in che modo precisamente? E per la Borgogna, non vedo per qual motivo, sei hai un vino che tende da solo alla finezza, vorresti cercare la potenza. Come se sempre l'obiettivo fosse un equilibrio (illusorio) fra potenza e finezza. MA ok, converazione interessante

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vinogodi

circa 3 anni fa - Link

CITO: "Bassi di alcol, volatili alte, ph bassi. Quelli mi sembrano i modelli di riferimento indicati" ...che sono poi gli stereotipi di finezza che caratterizzano i grandi vini , a maggior ragione i vecchi Bordeaux . PS: Alessandro, non siamo così distanti come chilometraggio. Fai un salto a casa mia che si beve qualche Premier di inizio novecento e poi discutiamo sul serio...

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Gilberto

circa 3 anni fa - Link

Il ragionamento dietro l'equazione Bordeaux = finezza, Borgogna = potenza si capisce ed è condivisibile, ma la sintesi è un po' eccessiva e diventa paradossale. Se mi si passa il paragone calcistico, è chiaro che se Del Piero mette su muscoli e comincia a lasciare indietro i difensori in progressioni di potenza, o a tirar cannonate precisissime da 30 metri, il tutto senza perdere tocco, guizzo e intelligenza, diventa il massimo di quanto si possa avere in un calciatore. O viceversa che se Hulk (il calciatore brasiliano) acquista un tocco sopraffino e il dribbling stretto diventa imbattibile. Ma la natura di Del Piero resta la finezza, e di Hulk la potenza. (per completare il ragionamento bisognerebbe poi immaginare una scuola calcistica che produca giocatori alla Del Piero all'interno della quale un 1% di essi sviluppi anche quelle caratteristiche di potenza che li rendono dei veri fuoriclasse, e viceversa per la scuola che produce calciatori tipo Hulk, e poi chiedersi come definire l'una e l'altra scuola, e a quel punto credo risulti evidente la natura paradossale della sintesi proposta). Insomma quello che si cercava di dire è che sia in una regione che nell'altra l'apice lo si raggiunge creando un vino completo ed andando quindi a cercare la caratteristica che è più difficile avere per quella tipologia di vino. Su questo penso si possa essere del tutto d'accordo.

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Grand cru

circa 3 anni fa - Link

ho provato tre volte a leggere il post di Gilberto ma mi sono arreso anche perche' di calcio capisco meno che di vino ... Ho una proposta per Intravino, le prossime puntate della lectio magistralis in questione le venda al Gambero rosso channel, cosi per una questione di diritti ci evita di vederle qui...

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Gilberto

circa 3 anni fa - Link

Scusa, Grand Cru, anch'io di calcio capisco meno che di vino (credo). Forse è proprio quello il motivo della poca chiarezza. Comunque mi sono arreso pure io...

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paolo

circa 3 anni fa - Link

i ragazzi sono giovani, si faranno.

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paolo

circa 3 anni fa - Link

tra l'altro hanno letto Lichine.

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Rossano

circa 3 anni fa - Link

La mia sensazione è che si facciano i conti senza l'oste, cioè senza i vitigni. Se in Borgogna si cerca maggiore potenza è perché il Pinot Noir è il vitigno più raffinato del mondo, al punto da essere efebico e da avere disperato bisogno di esprimersi al suo massimo potenziale per poter dare vini di massima espressività. Se a Bordeaux si cerca maggiore finezza è perché il Cabernet e il Merlot (per non parlare del Petit Verdot o del Carmenère) sono vitigni vigorosi ma molto grossolani, al punto da risultare rozzi e da avere disperato bisogno di un estenuante lavoro di lima per poter raggiungere la raffinatezza necessaria a parlare di grandi vini. Il che non toglie che alla fine, per quanto le tendenze relative all'interno delle due tipologie siano queste, quando si viene al confronto diretto fra i grandi vini di Bordeaux e i grandi vini di Borgogna, il Bordeaux è il vino più potente ed avvolgente, e il Borgogna è il vino più raffinato e sfaccettato. In conclusione mi preme dire che questo non equivale a dire automaticamente che i Borgogna siano superiori ai Bordeaux. Le vette massime si avvicinano per valore assoluto, credo sia opinione condivisa piuttosto largamente, con posizioni personali che variano più per l'estetica personale che per il valore intrinseco dei vini. La mia personale preferenza va ad esempio ai grandi Borgogna, ma forse forse in cima alla lista ci sta quel maledetto di Haut Brion, e forse forse nei primi tre ci metto pure La Mission Haut Brion. Questo per quanto riguarda la Francia, perché se allarghiamo all'intero panorama internazionale il numero uno è il Nebbiolo, e non ci sono cazzi. E' in corsia di sorpasso da molti anni, e fra qualche decennio guarderà tutti dall'alto in basso, ne sono piuttosto convinto. Guarda caso ha sia potenza sia raffinatezza, sia profondità sia complessità, sia purezza sia varietà.

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