L’ultima frontiera degli abbinamenti | Che vino bere guardando Avatar?

di Antonio Tomacelli

Lo avete abbinato con tutto lo scibile culinario, pizza compresa. Ne avete tentato l’accoppiamento col cioccolato e la musica Heavy metal, ora siete pronti a varcare l’ultima frontiera degli abbinamenti col vino? Massì dai, vino e cinema vanno insieme da dio e poi, con queste poltrone e questo servizio, vuoi mettere? Certo, per il momento devi andare in America per trovare i Gold Class Cinema, ma chissà che prima o poi anche in Italia si svegli qualche imprenditore. Intanto, per chi volesse farci un pensierino, diciamo subito che occorrono 200 milioni di dollari e tanta fortuna.

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Poi servono dei cinema, nemmeno grandissimi visto che le proiezioni sono riservate a piccoli gruppi, e poltrone comode col pulsante per chiamare il cameriere. Caldamente consigliate bellissime hostess per servire i clienti stravaccati e qualche chef che cucini a puntino i quattro menù disponibili (divisi in piccolo, grande o tuttodolci). Si spazia dal finger food a ricette più complicate come risotti, pasta e l’inevitabile pizza.

avatar cocktailCosa manca ancora? Ah si, un sommelier che vi aiuti nella scelta dei vini, naturalmente. La carta c’è e comprende pure qualche boccia italiana come Barolo e Pinot Grigio – che in America va fortissimo. La scelta è davvero ampia, considerato che siamo al cinema, e il consumo è al bicchiere o a bottiglia (160 dollari per un Gaja). Vini bianchi, rossi, bollicine e pure qualche passito da abbinare ai film più sdolcinati. Preferite un bel cocktail? Pronto, il barman è al vostro servizio e i Golden Class Cinemas ne ospitano uno diverso ogni settimana. Anche la birra chettelodicoaffà è di classe e patatine o pop corn sono davvero speciali. Vi preoccupano i prezzi? Rilassatevi, sono quelli di un buon ristorante con in più un cinema di prima visione, insomma niente di che. Bene, ora che siete belli comodi, non vi resta che scegliere il vino da abbinare con l’ultimo capolavoro di James Cameron, l’azzurrissimo Avatar. Voi cosa scegliereste? Una bollicina americana o un bicchiere di Valpolicella? Io mi butto sui cocktail, magari un Blu Lagoon, così rimango in tema…

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

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