#lira2012 | E se i calciatori della nazionale fossero vini?

di Fabio Cagnetti

L’Europeo del grano e degli abusi (veri o presunti) sugli animali entra nel vivo, si moltiplicano i tricolori lungo le strade, all’inizio non ci credeva nessuno, i più continuano a non crederci e chi ha buona memoria ricorda come nel Mundial ’82 passammo il girone immeritatamente, giocando male e in virtù di un gol segnato in più rispetto al Camerun. Potevamo noi di Intravino astenerci dal giochino dell’abbinare ad ogni giocatore della rosa azzurra un vino? Probabilmente sì, ma come avrete capito non è successo. E quindi, invitandovi a seguire su Twitter l’hashtag #lira2012, scelto da alcuni tra i più sagaci cinguettatori del pallone, ecco le mie interpretazioni sui 23 della nostra Nazionale.

PORTIERI
Gianluigi Buffon – Brunello di Montalcino: è stato al centro di innumerevoli scandali e polemiche, desta sospetti con inquietante periodicità, ma alla fine va riconosciuto come uno fra i grandissimi, e le sue capacità non sono oggetto di discussione. Right or wrong, he’s still the captain.
Salvatore Sirigu – Riesling italico: ha trovato fortuna più all’estero che in patria, e ben difficilmente viene schierato in prima squadra.

DIFENSORI
Cristian Maggio – Taurasi: le sue prestazioni in Campania parlano da sole, anche se non sempre gli allenatori lo utilizzano al meglio.
Giorgio Chiellini – Cannonau: di grande struttura, ha forza fisica ma anche una discreta tecnica e duttilità, ed è impenetrabile, palombelle croate permettendo. Ogni nazione vinicola che si rispetti dovrebbe avere uno come lui.
Angelo Ogbonna – Franciacorta: generato al Nord con materiale perlopiù alloctono, ha fatto vedere grandi cose nelle serie minori ma deve ancora dimostrare il suo valore nel calcio che conta. Costa caro, e per qualcuno è sopravvalutato.
Federico Balzaretti – Barbaresco: piemontese DOCG, è stato interpretato da opposte fazioni. Spesso messo in secondo piano a vantaggio di nomi più altisonanti, in realtà nel suo ruolo è uno dei migliori.
Ignazio Abate – Vermentino: instancabile cursore della fascia tirrenica (e non solo), non sarà un fuoriclasse ma ha sapidità, intensità, struttura.
Andrea Barzagli – Verdicchio: se ne parla sempre poco, ma ha dimostrato con i fatti di essere un giocatore di prima fascia. Statistiche alla mano, è un vincente.
Leonardo Bonucci – Amarone: non andrà più così di moda, ma è pilastro di una squadra vincente, e con la sua struttura rinforza il reparto rendendolo – si spera – impenetrabile. Anche se non sempre le prestazioni corrispondono alle aspettative.

CENTROCAMPISTI
Thiago Motta – Cabernet Franc: oriundo che ha fatto bene in Italia e meglio all’estero, alcuni ne sono innamorati ma i più continuano ad avere dubbi sul fatto che continui ad essere schierato titolare.
Claudio Marchisio – Rossese di Dolceacqua: qualcuno lo diceva da anni, che era un campione, ma critica e pubblico erano divise. Ora è maturato, ma ha ancora davanti i suoi anni migliori. Un vincente, reduce da una stagione strepitosa.
Emanuele Giaccherini – Lambrusco di Sorbara: effervescente e rinfrescante, in grado di dare imprevedibilità alla manovra offensiva della squadra. Purché lo si utilizzi come ala e non come terzino tornante.
Daniele De Rossi – Barolo: colonna portante dell’enologia italica, baluardo insuperabile di austerità e struttura, tannico e complesso, dà il meglio di sé dopo lunghi anni di affinamento. Sempre indeciso tra manica lunga e manica corta.
Riccardo Montolivo – Vernaccia di San Gimignano: è in Toscana da un sacco di tempo, e si attende con pazienza che mostri davvero la sua stoffa di campione, ammesso che ne abbia. Ha qualità, ma è discontinuo.
Andrea Pirlo – Chianti Classico: orgoglio del Made in Italy, è un fuoriclasse che non teme lo scorrere del tempo. Segna e fa segnare, ed è fondamentale nell’economia della squadra.
Alessandro Diamanti – Primitivo: ha fatto tanta, tanta gavetta, è sbocciato tardivamente e ha cercato fortuna all’estero, trovandola fino a un certo punto. Ha raccolto meno di quello che avrebbe potuto, tuttavia i colpi non gli mancano.
Antonio Nocerino – Barbera: tanta quantità ma anche qualità, di grande struttura, in grado di fare bene in qualsiasi squadra. Non un fuoriclasse, ma un giocatore fondamentale.

ATTACCANTI
Mario Balotelli – Merlot: potente e concentrato, di origine alloctona ma italiano a tutti gli effetti, nessun vitigno può farti incazzare più di lui, ma è in grado di tirare fuori il 100/100 quando meno te l’aspetti. Tuttavia le cose migliori le ha fatte vedere all’estero.
Antonio Cassano – Etna: vulcanico, imprevedibile, ha i colpi del fuoriclasse assoluto e quando vuole li mostra tutti. Peccato abbia il fiato corto, core ‘ngrato…
Antonio Di Natale – Prosecco e Asti: umili e disposti al sacrificio, ma segnano sempre un sacco di gol.
Fabio Borini – Cesanese del Piglio: affettuosamente soprannominato dai romani Er Caciara. Tanto potenziale e tanta buona volontà, in grado di metterla dentro e di fare grandi cose se ben interpretato, tuttavia il meglio deve ancora venire, e speriamo che venga.
Sebastian Giovinco – Picolit: e mi si perdoni la freddura.

14 Commenti

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salva

circa 9 anni fa - Link

A proposito di freddure, Balotelli sarebbe un Negramaro!....e comunque Forza Barolo

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gionni1979

circa 9 anni fa - Link

Prandelli .... Vin Santo!!!!

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Andrea, ilbeonefotografo

circa 9 anni fa - Link

Grande interpretazione Fabio! soprattutto per chi hai associato al Barolo ... e meno male che non c'è nessun Tavernello biancoceleste! :-)

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Marco Grossi

circa 9 anni fa - Link

Geniale! Bravo Fabio!

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Ale - Copenhagen

circa 9 anni fa - Link

Sarà che sono fazioso......e reputo l'Amarone un gran vino, ma l'accoppiamento con Bonucci mi sembra azzardato. Viste le qualità del giocare l'abbinamento mi sembrerebbe più azzeccato con un bel bottiglione di Cavicchioli tappo a vite da 2 litri (al supermercato credo si riesca a comprare con un paio di euro). Per il resto, ottime scelte. Per Balottelli anche l'accostamento con il Pinot Nero non sarebbe stato male....ovviamente non per il nero (sarebbe stata peggio di quella su giovinco ;-) )ma perchè è un vitigno con enormi potenzialità ma indubbiamente difficile da vinificare in modo opportuno.

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Marco De Tomasi

circa 9 anni fa - Link

"Potevamo noi di Intravino astenerci dal giochino dell’abbinare ad ogni giocatore della rosa azzurra un vino?" Direi di si ... peccato non ci siate riusciti !

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federicoFFW

circa 9 anni fa - Link

Adoro il Picolit!

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Adriano Aiello

circa 9 anni fa - Link

Mancano i passiti:)

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malakunin

circa 9 anni fa - Link

Bello il gochino e quasi tutti più che azzeccati gli abbinamenti. Forse solo Bounicci e l'Amarone non mi convincono, sarà perchè ritengo l'Amarne un signor vino e Bonucci affatto un signor giocatore. In ogni caso come per tutto ciò che riguarda il calcio e il vino si può discutere ma l'idea è simpaticissima, complimenti!!!

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Manilo

circa 9 anni fa - Link

Su Bonucci non sò d'accordo neanche io, lo vedrei più come un Fortana. Balotelli più come un Riesling da giovane fresco poi bisogna aspetttare 6/7 anni e spero dia soddisfazioni.

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Andrea

circa 9 anni fa - Link

Andrea Pirlo forse meglio come "Capriano DOC" visto che è pure produttore di modestissimi vini... Sicuramente, in futuro, con i suoi € farà tanto...è solo alle prime armi, nel vino!!

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Andrea Pagliantini

circa 9 anni fa - Link

Antani brut millesimè.

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gianmarco

circa 9 anni fa - Link

un giochino che gianni mura fece nel lontano 2006... se non altro, porta bene

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luigi

circa 9 anni fa - Link

scusate, ma manca De Sanctis (spero non sia un olio... uhm)

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