L’incontenibile entusiasmo del presidente di Assoenologi mentre annuncia cose

L’incontenibile entusiasmo del presidente di Assoenologi mentre annuncia cose

di Tommaso Ino Ciuffoletti

“Il presidente Riccardo Cotarella spiega l’importanza di essere presenti anche su Instagram, il social più caro ai giovani”, così la pagina Facebook di Assoenologi e già quello “spiega” non suona molto confidenziale, ma visto che ce lo spiega varrà pure la pena ascoltare la spiegazione.

All’uopo funge un video – camera fissa, leggermente pendente a destra – del “presidente Riccardo Cotarella” medesimo, che seduto su poltrona di pelle (alle spalle canonica libreria di foto, libri e bottiglie) si cala nei panni – comprendiamo, non consuetissimi – dell’influencer.

Va detto che la spiegazione promessa non è che rispetti le attese. “Ci avvaliamo di questo social – dice il presidente Riccardo Cotarella parlando di Instagram – che è quello che poi parla più ai giovani, che piace tanto ai giovani e lo faremo raccontando che cosa? Il mondo del vino, raccontando la nostra professione così veramente attraente, perché attrae proprio tanti giovani, in Italia e nel mondo. Quindi racconteremo che cosa? Racconteremo il mondo del vino”.

Sarà che repetita iuvant, come dicevano i latini, ma insomma, come spiegazione non è che sia di quelle da mandare a memoria.
Si fatica un po’ a percepire l’entusiasmo del presidente Riccardo Cotarella nel dare l’annuncio, che, per carità, non sarà certo travolgente o particolarmente rivoluzionario, ma insomma, un po’ meno funereo poteva anche essere.

Non è che qualcuno qui s’immaginasse un video con Cotarella a fare balletti stile TikTok o parlare tutto frizzantino con vaghi accenni di slang da trapshit o roba del genere. Ma nella linea immaginaria che va da Angela di Mondello ad un’annunciatrice nordcoreana si poteva anche azzardare un dignitoso collocarsi mediano, magari più prossimo a Nicoletta Orsomando che a Fedez.

Ma almeno col sorriso.

Così come del resto anche un format un po’ diverso lo si poteva pure azzardare, per non far venire in mente un backstage stile Boris. “Ah regà, do’ stanno sti ggiovani?”. “Stanno su Tikketokke, ma là ce tocca de ballà” “Ennò, ballà no!” “E allora potemo annà su Istagram!” “E vabbè, famose sto Istagram” “Daje regà, ditecelo ar presidente”.

A meno che l’intento non fosse esattamente quello di giocarsela sul paradosso. Fare un video che pare un annuncio funebre, per dire che si sbarca sul social dei giovani è un testacoda comunicativo da situazionismo a là Debord (e se vendono le scarpe della Lidl a centinaia di euro, magari la cosa funziona pure e Cotarella ci diventa virale in quattro balletti e ci mette tutti zitti). Ma se così non fosse, ci permettiamo, in modo cordiale, di suggerire che non c’è nulla di male a non essere su Instagram, TikTok o altrove.

Ma nel momento in cui si decide di essere presenti su un canale, non sarebbe poi male farlo in modo adeguato. Vale per Assoenologi, come per le millemila cantine italiane che su Instagram ci sono, ma poi ti chiedi perché. Certo non tutti possono essere Barbacàn (che invece su TikTok e Instagram ci sono e alla grande), ma almeno un piccolo sforzo per conciliare la propria immagine e il proprio tono di voce con quello del canale che si intende usare beh … lo si potrebbe fare.

Ecco che forse il video del presidente Riccardo Cotarella potrebbe avere un senso nient’affatto banale. Rappresentare in modo plastico, l’importanza di saper comunicare e farlo in modo appropriato per evitare inciampi. Ma in fondo noi siamo qui per questo e speriamo che questi appunti benevoli siano presi come spunti per il futuro.

Ah, un’ultima cosa: se dico su Facebook che apro una pagina Instagram, magari un link al profilo lo si potrebbe anche mettere. Così, tanto per…

 

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Tommaso Ino Ciuffoletti

Ha fatto la sua prima vendemmia a 8 anni nella vigna di famiglia, ha scritto di mercato agricolo per un quotidiano economico nazionale, fatto l'editorialista per la spalla toscana del Corriere della Sera, curato per anni la comunicazione di un importante gruppo vinicolo, superato il terzo livello del Wset e scritto qualcos'altro qua e là. Oggi è content manager di una società che pianta alberi in giro per il mondo, scrive storie alcoliche per una rivista fiorentina, vende libri, ma soprattutto produce vino clandestinamente per salvare se stesso e un intero paese.

9 Commenti

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Maurizio

circa 2 settimane fa - Link

Propendo per l'ipotesi paradosso, ahhahaha

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Renato

circa 2 settimane fa - Link

Complimenti Ciuffoletti. Osservazioni giuste ma soprattutto divertenti. Ganzo veramente.

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Nelle Nuvole

circa 2 settimane fa - Link

Se ce l'ha fatta Joe Biden ce la può fare anche Riccardo Cotarella, che Presidente lo è già. Trovategli un/social media Manager "giovane" sul serio invece di criticarlo e basta.

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Tommaso

circa 2 settimane fa - Link

Una critica è una consulenza data gratuitamente. E questa è data in modo scherzoso, ma - come scritto - "speriamo che questi appunti benevoli siano presi come spunti per il futuro". Da qui a travargli un social media manager capace (poi per me può avere pure 80 anni) ce ne passa. Credo Assoenologi abbia tutte le risorse per provvedere in proprio! ;)

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Paolo

circa 2 settimane fa - Link

"rabbrividiamo!" (cit. Natolia di Bratislava)

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Carlo

circa 2 settimane fa - Link

Niente male, all'alba del 2021 accorgersi che i social funzionano nella comunicazione... Come sempre il mondo del vino arriva tardi, d'altronde è sempre in mano e gestito da ultra sessantenni

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Fabio

circa 2 settimane fa - Link

Diciamo che i social, all'alba del 2021, hanno UNA PARVENZA DI PERCEZIONE CHE FUNZIONINO. Ma più che altro sono quello che ho sempre sostenuto fossero, da una decina d'anni abbondanti: un "cestino". Dove tutti vanno a sfruculiare e dove l'infinita mole di "spazzatura" sovrasta quelle pochissimissime cose con una parvenza di utilità.

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Rolando

circa 2 settimane fa - Link

Direi che ognuno dovrebbe fare il mestiere di cui è capace. Nello specifico: ma perché non far fare un video a qualcuno che li sa fare per davvero?

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Dario

circa 1 settimana fa - Link

Perché l'Assoenologi è ormai proprietà privata di Cotarella.

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