L’etichetta era bellissima

L’etichetta era bellissima

di Sara Boriosi

Sono un (bel) po’ stanca dei vini di merda dall’etichetta accattivante con lo spiegone nella retro, il caos che crea e il disordine che impera tanto nel calice quanto nella vita, le poesie di Pessoa e i rimandi al significato.

Questo vino è cuore e culo, dietro c’è il pensiero azione opere e ragionamento. Questo vino è frutto della passione del vignaiolo che ha letto La Recherche e vuole tradurre la vita del nonno misantropo nel bicchiere e se non lo trovate, se non ritrovate il tentativo del produttore di sintetizzare il rapporto del nonno con il resto del paese di centocinque anime allora non avete capito lo spirito del vino che lo rappresenta.

Quello che c’è nel calice non è il nonno, è la volatile che brucia le narici e lo spiegone della retroetichetta non me lo farà apprezzare: mi renderà nervosa e insofferente perché mi obbliga a uno sforzo che a tavola non voglio subire perché a tavola mi voglio rilassare.
Se il vino è ridotto, non sarà lo spiegone intriso di sangue del produttore e merda di vacca a farmelo piacere. Mi farà incazzare, anzi, perché mi mette nella condizione di dover comprendere e accettare che quei difetti sono imposti come virtù.

Vorrei un mondo con le etichette che recano annata denominazione e nome del vino, e ingredienti nella retro.
Già la vita è complicata e mi tocca digerire persone con le quali non dividerei nemmeno un buondì Motta, figuriamoci un vino di merda fatto con le migliori intenzioni, che pago e dovrei capire sebbene sia un vino fatto male.

Scusate lo sfogo, ho bevuto un vino di merda dall’etichetta bellissima con una bella frase motivazionale nella retro. E non era della Merini né di Frida Khalo, pensate.

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Sara Boriosi

Vivo come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, il mio cuore appartiene al Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osservo il mondo, più dei vini mi piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo faccio nel mio blog Rosso di Sara ma soprattutto per Intravino. Gestisco con godimento la migliore enoteca della città, ma lo faccio piena di sensi di colpa.

23 Commenti

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Gurit

circa 2 mesi fa - Link

Insomma, un altro ottimo vino naturale fatto come duemila anni fà..

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Più che altro, mi pare di avere capito, fatto male. Chi lavora bene con poche o nulle schifezze chimiche ma dotato di conoscenze e 'manico' produce di solito vini memorabili e fortemente identitari. Lungi da me ripartire con la diatriba ormai stantia tra 'convenzionali' e 'naturali' anche perchè chi è affezionato a questo blog dovrebbe già sapere ampiamente di cosa si tratta. Come in ogni ambito qualcuno è capace di fare le cose, qualcuno meno.... Ovviamente se si prediligono prodotti artigianali e non 'dopati' un margine di rischio è inevitabile. Personalmente ho ormai una nutrita batteria di produttori affidabili e queste amare sorprese non mi capitano (quasi) più.

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Lanegano

circa 2 mesi fa - Link

Più che altro mi sfugge il motivo per cui, se chi vinifica non è assolutamente certo della 'tenuta' del suo vino, non si aggiungono 30/40 ml di solforosa...

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Patrick Jane

circa 2 mesi fa - Link

Non sarà la solforosa a salvare un vino di melma, al massimo ne certificherà lo schifo più a lungo.

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antonio mestichelli

circa 2 mesi fa - Link

Fa non va accentato a meno che non sia un imperativo : fa' i compiti!

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Daniele Cuomo

circa 2 mesi fa - Link

A rigore non è un accento ma un apostrofo, che rimanda all'elisione della "i". Giusto per completezza.

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Sandro

circa 2 mesi fa - Link

..."e ingredienti nella retro"... Ne conosco solo pochissimi e rientrano in quella categoria dei vini cosiddetti "naturali". E mi risulta che solo da questo mondo si faccia richiesta di specificare gli ingredienti. Forse se si desidera un mondo migliore bisognerebbe anche spingere ( e lo dico soprattutto agli addetti ai lavori) xchè il mondo attuale possa cambiare. Poi che un vino con una etichetta semplice ed ingredienti specificati sia più buono di altri, questo lo decide solo l'assaggio.

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sabrina somigli

circa 2 mesi fa - Link

Sono le parole che quelle volte non mi sono uscite per mancanza di coraggio. Viva le etichette con frasi di Guido Catalano 😍😂😂

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Davide

circa 2 mesi fa - Link

E poi non mettono mai la provincia di provenienza ma solo la località, qualcuno sa spiegarmi il motivo?

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Mauro Locatelli

circa 2 mesi fa - Link

Perché la normativa prevede così. Se scrivi la provincia in etichetta arriva la Repressione Frodi, ti fa to-tò sul culetto e se gli gira ti fa ritirare i lotti già in commercio per non conformità. Nonostante quello che si pensa (e si vede) in giro, in Italia non c'è un'assoluta libertà rispetto a quello che si può mettere o non mettere in etichetta/retroetichetta. Mi è capitato di assistere ad un'ispezione dell'ICQRF in una cantina, una delle retroetichette riportava "vino affinato almeno X mesi sui propri lieviti": l'ispettore voleva (giustamente) sapere se tracciando all'indietro quel lotto di vino avrebbe trovato esatta corrispondenza a quanto riportato in retroetichetta...in quel caso tutto era in regola, ma il consiglio della Repressione Frodi, in linea generale, è di non riportare in etichetta/retroetichetta nulla che il produttore non possa effettivamente dimostrare.

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Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

Vero, senza contare che a volta alcuni nomi di provincia sono contenute nelle denominazioni stesse ed usarli creerebbe in alcuni casi più confusione che chiarezza.

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BT

circa 2 mesi fa - Link

cioè NON puoi mettere il luogo più preciso rispetto al luogo più vago ed ampio? stupendo. è incredibile l'intrusione delle regole.

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Mauro Locatelli

circa 2 mesi fa - Link

E' consentito solamente riportare il Comune e ovviamente il Paese. Vergate sul Membro - Italia è ok Vergate sul Membro - MB- Italia non è ok

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Mauro Locatelli

circa 2 mesi fa - Link

manca una virgola, sorry. Vergate sul Membro - Italia è ok, Vergate sul Membro - MB- Italia non è ok

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josè pellegrini

circa 2 mesi fa - Link

Il motivo è che gli italiani non conoscono la geografia .Se gli chiedi il più importante fiume italiano rispondono il Nilo, e il Sannio pensano sia una zona del Friuli. Figurarsi le province !

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Davide

circa 2 mesi fa - Link

Perché tu Jose’ conosci l’appartenenza geografica di ogni comune d’Italia.....? Ma per piacere inserire il cervello prima di scrivere.

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josè pellegrini

circa 2 mesi fa - Link

Certo che no. Ma le province sì. Quindi so collocare geograficamente un Comune . Quanto a cervello caro Davide , posso prestartene un po'.Ma veramente cerchiamo di parlare di vino, magari senza abusare della parola m....!La pace sia con voi.

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hakluyt

circa 2 mesi fa - Link

Ma davvero pensi quello che hai scritto ???

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josè pellegrini

circa 2 mesi fa - Link

Ti riferisci a me ?

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hakluyt

circa 2 mesi fa - Link

ovviamente

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josè pellegrini

circa 2 mesi fa - Link

Rieccomi . Se l'ho scritto , lo penso. Che gli italiani non sappiano la geografia è assodato. Ce ne faremo una ragione . Adesso vorrei tanto assaggiare il vino di Quiliano, che evoca ricordi un'infanzia felice .Ah saperlo , che era un grande vino....

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hakluyt

circa 2 mesi fa - Link

Quindi tu davvero pensi che gli italiani (gli italiani al plurale... come se fossero una persona sola...) siano convinti che il Nilo è il più importante fiume d'italia ??? Peccato, ti avevo offerto l'opportunità di fare ammenda ma hai reiterato le tue generalizzazioni che, come tutte le generalizzazioni, sono sbagliate in partenza...

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@Feder_wine

circa 2 mesi fa - Link

Mi verrebbe da dire: «ma non è colpa mia!» PS: notare le virgolette basse o caporali..............

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