L’Espresso | I vini dell’eccellenza per la guida 2012

di Alessandro Morichetti

La curiosità per i vini d’eccellenza segnalati dalla guida 2012 dell’Espresso è alle stelle. Beh, insomma, eccoli uno per uno. La veste grafica migliorerà domani ma, nel gergo tecnico, dicasi “gol di rapina” ;-). Il tempo delle analisi arriverà e non vedo l’ora di avere tra le mani il testo per leggerlo nel dettaglio. Ora, però, check it out.

Piemonte
18 Erbaluce di Caluso Le Chiusure 2010 Favaro – Le Chiusure
18 Gavi del comune di Gavi Bruno Broglia 2010 Tenuta La Meirana
18 Langhe Bianco Hérzu 2009 Germano Ettore
18 Moscato d’Asti Sourgal 2010 Perrone Elio

20 Barbaresco Asili 2006 I Paglieri – Roagna
19 Barolo Cannubi S. Lorenzo – Ravera 2007 Rinaldi Giuseppe
19 Barbaresco Crichët Pajè 2002 I Paglieri – Roagna
19 Barolo Riserva Monfortino 2004 Conterno Giacomo
19 Gattinara 2007 Travaglini Giancarlo
18.5 Barbaresco Crichët Pajè 2001 I Paglieri – Roagna
18.5 Barbaresco Martinenga 2008 Cisa Asinari
18.5 Barbaresco Pajorè 2008 Rizzi
18.5 Barbaresco Rizzi 2007 Rizzi
18.5 Barolo 2007 Mascarello Bartolo
18.5 Barolo Margheria 2007 Vigna Rionda – Massolino
18.5 Barolo Riserva Gramolere 2005 Manzone Giovanni
18.5 Barolo Vigna S. Caterina 2007 Porro Guido
18.5 Boca 2007 Le Piane
18.5 Gattinara Le Castelle 2006 Antoniolo
18.5 Gattinara Osso San Grato 2007 Antoniolo
18.5 Gattinara Valferana 2004 Nervi
18 Barbaresco Asili 2008 Ca’ del Baio
18 Barbaresco Asili di Barbaresco 2008 Giacosa Bruno
18 Barbaresco Gallina 2008 Castello di Neive
18 Barbaresco Gallina 2008 Lequio Ugo
18 Barbaresco Pora 2008 Bianco Gigi
18 Barbaresco Riserva Asili di Barbaresco 2007 Giacosa Bruno
18 Barbera d’Alba Cerretta 2009 Conterno Giacomo
18 Barolo Bricco Pernice 2006 Cogno Elvio
18 Barolo Bricco Sarmassa 2007 Brezza Giacomo & Figli
18 Barolo Brunate 2007 Poderi Marcarini
18 Barolo Falletto di Serralunga d’Alba 2007 Giacosa Bruno
18 Barolo Monprivato in Castiglione Falletto 2006 Mascarello Giuseppe e Figlio
18 Barolo Parafada 2007 Vigna Rionda – Massolino
18 Barolo Riserva Bricco Boschis Vigna San Giuseppe 2005 Cavallotto
18 Barolo Rocche dell’Annunziata 2007 Settimo Aurelio
18 Barolo Vigna Gattera 2007 Revello Fratelli
18 Barolo Vigna Lazzairasco 2007 Porro Guido
18 Barolo Vigna Liste 2006 Borgogno Giacomo & Figli
18 Carema Etichetta Bianca 2007 Ferrando e C.
18 Coste della Sesia Nebbiolo Castellengo 2008 Centovigne
18 Dolcetto delle Langhe Monregalesi La Chiesetta 2010 Il Colombo
18 Gattinara Pietro 2007 Iaretti Paride
18 Ghemme 2005 Ca’ Nova – Giada Codecasa
18 Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco Vecchie Vigne 2006 Accornero Giulio & Figli
18 Verduno Pelaverga Basadone 2010 Castello di Verduno

Trentino Alto Adige
18.5 Trento Riserva Lunelli 2004 Ferrari
18 Isidor 2008 Fanti Giuseppe
18.5 Foradori 2009 Foradori
18.5 Morei 2010 Foradori
18 Sgarzon 2009 Foradori
18 Teroldego Rotaliano Sangue di Drago 2009 Donati Marco
18 Villa Gresti 2006 Tenuta San Leonardo
19 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2010 Nössing Manfred
18.5 Alto Adige Terlano Pinot Bianco Riserva Vorberg 2008 Produttori Terlano
18.5 Alto Adige Terlano Sauvignon Quarz 2009 Produttori Terlano
18.5 Alto Adige Valle Isarco Kerner 2010 Nössing Manfred
18.5 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner Lahner 2010 Taschlerhof – Peter Wachtler
18.5 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner R 2010 Köfererhof
18 Alto Adige Bianco Stoan 2010 Produttori Termeno
18 Alto Adige Müller Thurgau Athesis 2010 Kettmeir
18 Alto Adige Sauvignon Ansitz Waldgries 2010 Plattner Heinrich – Waldgries
18 Alto Adige Terlano Chardonnay 1998 Produttori Terlano
18 Alto Adige Valle Isarco Kerner 2010 Strasserhof
18 Alto Adige Valle Isarco Kerner Praepositus 2010 Abbazia di Novacella
18 Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau Brixner 2010 Köfererhof
18 Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau Sass Rigais 2010 Nössing Manfred
18 Alto Adige Valle Isarco Pinot Grigio Brixner 2010 Köfererhof
18 Alto Adige Valle Isarco Riesling Kaiton 2010 Kuen Hof
18 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2010 Kerschbaumer Alois – Garlider
18 Alto Adige Valle Isarco Sylvaner Brixner 2010 Köfererhof
18 Alto Adige Valle Isarco Veltliner 2010 Strasserhof
18 Alto Adige Valle Venosta Riesling Castel Juval Windbichel 2009 Unterortl – Aurich
18 Alto Adige Bianco Passito Comtess’ 2008 Produttori San Michele Appiano
18 Alto Adige Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Terminum 2009 Prod. Termeno
18 Alto Adige Moscato Giallo Passito Vinalia 2009 Cantina Produttori Bolzano
18.5 Alto Adige Pinot Nero Donà Noir 2007 Hartmann Donà
18 Alto Adige Lagrein Riserva 2008 Mayr Josephus – Unterganzner

Toscana

18.5 Vin Santo del Chianti Classico 1994 Castell’in Villa
18 Sanpetrolo 2002 Tenuta di Petrolo
18 Vin Santo di Montepulciano 2001 Poliziano

18 Vernaccia di San Gimignano Montenidoli Carato 2007 Montenidoli
18 Vernaccia di San Gimignano Riserva 2009 La Lastra

18 Cristino 2010 La Piana

19 Brunello di Montalcino 2006 Cerbaiona
19 Brunello di Montalcino 2006 Le Ragnaie
19 Il Caberlot 2008 Podere Il Carnasciale
18.5 Brunello di Montalcino 2006 Pian dell’Orino
18.5 Brunello di Montalcino 2006 Poggio di Sotto
18.5 Chianti Classico 2008 Castello della Paneretta
18.5 Chianti Classico 2009 Badia a Coltibuono
18.5 Chianti Classico Antico Lamole Vigna Grospoli 2008 Fattoria di Lamole
18.5 Chianti Classico Riserva 2007 Val delle Corti
18.5 Le Pergole Torte 2008 Montevertine
18.5 Morellino di Scansano Riserva Capatosta 2009 Poggio Argentiera
18 Bolgheri Rosso Superiore L’Alberello 2008 Collemassari – Podere Grattamacco
18 Bolgheri Sassicaia 2008 San Guido
18 Brunello di Montalcino 2006 Biondi Santi
18 Brunello di Montalcino 2006 Col di Lamo
18 Brunello di Montalcino 2006 La Cerbaiola – Salvioni
18 Brunello di Montalcino 2006 Le Chiuse
18 Brunello di Montalcino 2006 Pietroso
18 Brunello di Montalcino 2006 Stella di Campalto – San Giuseppe
18 Brunello di Montalcino 2006 Tenimenti Angelini – Val di Suga
18 Camartina 2008 Querciabella
18 Carmignano Riserva Piaggia 2008 Piaggia – Vannucci Silvia
18 Cavalli Selection 2008 Agricola degli Dei
18 Chianti Classico 2009 Castellinuzza – Paolo Coccia
18 Chianti Classico 2009 Villa del Cigliano
18 Chianti Classico Riserva Torre a Destra 2006 Castello della Paneretta
18 d’Alceo 2007 Castello dei Rampolla
18 Gabbro 2008 Montepeloso
18 Masseto 2008 Ornellaia
18 Montevertine 2008 Montevertine
18 Orma 2008 Orma
18 Paleo Rosso 2008 Le Macchiole
18 Rosso di Montalcino 2008 Poggio di Sotto
18 Rosso di Montalcino Colleoni 2009 Santa Maria
18 Sangioveto 2007 Badia a Coltibuono
18 Tenuta di Trinoro 2009 Tenuta di Trinoro
18 Vallerana Alta 2009 Camillo Antonio
18 Veneroso 2008 Tenuta di Ghizzano
18 Vino Nobile di Montepulciano Mulinvecchio 2008 Contucci


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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

100 Commenti

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Giovanni Corazzol

circa 7 anni fa - Link

Callo! w i terlaner, w foradori. Su santo roagna io che dovrei stare zitto sempre invece uhm. Buono eh? Per l'amore del cielo, pero'. Uhm. Ecco non so se mi son spiegato

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Giovanni Corazzol

circa 7 anni fa - Link

Dove callo e' il pico?

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Eddie Marfy

circa 7 anni fa - Link

Sul Pruno 08 il migliore dopo il 98. Grazie per NON aver premiato il Cuvee du Bois Chardonnay valdostano. Hanno coraggio e per questo li amo.

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zakk

circa 7 anni fa - Link

aria fresca. complimenti, la guida migliore che ci sia per ricerca e coraggio. Forse un po' sul versante talebano, ma come confutare certe scelte? BRAVI

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Gianpaolo Paglia

circa 7 anni fa - Link

Posso dire che avere due vini tra i 40 della Toscana, e uno che sta accanto a nomi come Brunello Poggio di Sotto e Pergole Torte, so' soddisfazioni?

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gallia

circa 7 anni fa - Link

Te credi che sia un effettivo premio alla qualità in quanto tale, oppure un plauso verso uno stile finalmente vicino a come concepiscono Rizzari e Gentili?

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Gianpaolo Paglia

circa 7 anni fa - Link

Io non faccio i vini pensando a quello che piacera a Rizzari e Gentili, e neanche a quello che piacera' a qualche altro giornalista, o persino al pubblico. Tra l'altro, non so neanche piu' cosa voglia dire "qualita'", una volta lo sapevo e si identificava con parole come densita', frutto, concentrazione, aromi, ricchezza. Suppongo che sia piaciuto il tentativo di smarcarsi da una idea della Maremma vinicola legata al concetto di qualita' a cui ho fatto riferimento, e al fatto che forse in questi nuovi vini appare una lettura del territorio che lascia immaginare un percorso diverso, forse non immaginabile anni fa, dove i vini si disinteressano di apparire per invece cercare di essere.

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Abdul Omar Taleban Barol

circa 7 anni fa - Link

fratelli,quando è prevista la pubblicazione della guida? è l'unica guida che leggo sempre con curiosità e piacere pace e bere!

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Francesco Annibali

circa 7 anni fa - Link

curioso d assaggiare grignolino, barbere longobarde, pinot nero furlano e rossi ciociari. sul versante bianco i due "fate l'amore con il sapore" dell'isarco, di due produttori cintura nera. tocc'annà

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

Mi sembra molto sbilanciata a favore di alcune regioni...battute come tappeti..a scapito di altre, vedi Veneto. Ottimo il Vespaiolo di Contrà Soarda..complimenti a loro!

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Enoteca Pitti Gola e Cantina - Firenze

circa 7 anni fa - Link

I nostri complimentissimi vanno a Riccardo delle Ragnaie, il mitico Roberto di Val delle Corti e Mr. Socci in quel di Lamole! A Martino, Palmucci e "El Diego" non li facciamo più nemmeno !! :) Al Castello della Paneretta, per tutta la passione e il lavoro che ci mettono, si meritano questi grandi riconoscimenti .. Io avrei premiato anche qualche altro brunello, ma sicuramente nel chianti è stato fatto un ottimo lavoro..

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ag

circa 7 anni fa - Link

Mi associo. Bravi, anzi di più. Di cuore (i complimenti).

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luc83

circa 7 anni fa - Link

Sono contento per AR.PE.PE che ha sbaragliato tutti, finalmente le guide si sono accorte del vigna regina ;)

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

A mio avviso alcune regione ne escono poco rappresentate, sono infatti pochissimi i vini citati, ad esempio : in Calabria solo un vino rosso possibile ? In Sardegna solo 3 rossi raggiungono il podio ? Inverosimile Non discuto i vini premiati, ma l'assenza di troppi allo stesso livello

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Rorschach

circa 7 anni fa - Link

se non sbaglio nella guida 2010 di rossi sardi premiati con l'eccellenza non ce n'era manco uno...non son mai stati tantissimi i vini eccellenti per l'espresso, almeno in quantità non paragonabile ai 3 bicchieri et altri

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Marino

circa 7 anni fa - Link

Però io stavolta li applaudirei perché hanno premiato giustamente il "Tankadeddu Però" di Panevino!!!E sono contento per l'Azienda La Visciola di Piglio.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

contenti pure noi http://www.intravino.com/vino/la-viticoltura-biodinamica-e-meglio-ora-cho-le-prove/

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Calabria molto sottostimata purtroppo e non solo dal punto di vista vino.

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Rizzo Fabiari

circa 7 anni fa - Link

Grazie per la segnalazione. Segnalo al volo che così, a occhio, manca un vino della lista (il Nobile di Montepulciano Mulinvecchio 2008 di Contucci). Già che ci siamo, toglierei "dolci" prima dei due Etna bianchi...

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Franco Ziliani

circa 7 anni fa - Link

l'ho detto sabato, partecipando al Gastronauta - la registrazione della trasmissione si puo’ ascoltare direttamente qui - che la Guida dell'Espresso é la migliore del lotto... Poi ho anche detto che le guide sono inutili, o quantomeno superate nell'epoca dell'informazione diffusa via Internet, e con l'antico potere messo in discussione da siti e blog (anche questo) ma questo sarebbe un altro e lungo discorso...

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Sono perfino preoccupato nell'essere d'accordo con il sig. Ziliani, nella seconda parte del suo appunto, quando dice che le guide cartacee sono superate ed obsolete. Lo " volliamo " fare questo lungo discorso sulla " gloria passata " delle guide ( o delle giude dipende ) ed allora " famolo ", perchè sempre rimandare, sempre rimandare ? Che ve lo dico affà

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Marco De Tomasi

circa 7 anni fa - Link

Ooooooh, finalmente un po' di coraggio. Qualcuno che si è accorto dell'Isidor di Alessandro Fanti (Manzoni Bianco) e dell'Antico Pasquale di Masari (Durella 100%). Quest'ultimo a dire il vero era già entrato in eccellenza nella stessa guida con il 2003 (il primo prodotto). ... e vedo tante altre cose interessanti !

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Fabio Cagnetti

circa 7 anni fa - Link

Mi sembra l'unica guida che abbia ancora quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare gusto, e che negli ultimi decenni è sempre più rara. Non contano le presenze, i voti o le assenze dei singoli, conta l'esistenza di una linea che mi appare coerente.

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Marco De Tomasi

circa 7 anni fa - Link

Toh, vedo pure il Moscato d'Asti Sourgal 2010 di Perrone. L'ho preso sabato scorso: cercavo quello di Saracco ma l'enotecaro me l'ha sostituito con questo, che costa pure meno ... Domenica lo apro così mi faccio un'idea. (però l'etichetta è veramente orribile !)

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Luciano

circa 7 anni fa - Link

Toh, anche il mio enotecaro maronita li ha tutti e due... coincidenza? :-D

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Davide Bonucci

circa 7 anni fa - Link

Strafelice per i Coccia di Castellinuzza, persone semplici che hanno la fortuna di vivere e lavorare in un luogo meraviglioso

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ag

circa 7 anni fa - Link

c'è un monte di amici tua nella lista: che sei nel panel?

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

Meno snob dell'anno scorso e decisamente molto "territoriale". Chapeau

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Francesco Annibali

circa 7 anni fa - Link

Non entro nel merito delle singole bottiglie per ovvi motivi, ma già lo sguardo di insieme è molto significativo anche senza assaggio, e dona l'impressione, ripeto impressione, di mancanza di MCR, filtrazioni, chiarifiche e rabbocchi interregionali. Soprattutto le idee su metodo classico, Montefalco e forse una certa Valpolicella - al di là della inevitabile variabilità delle annate in gioco - mi sembrano molto chiare e interessanti. Se ne potebbe discutere

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Gianfranco Guerra

circa 7 anni fa - Link

Qualcuno ha già assaggiato il Cavalli Selection? Che mi dite del Fatalone? Grazie.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

non ci segui da tempo gianfranco... http://www.intravino.com/assaggi/tenuta-degli-dei-tommaso-cavalli-e-il-nuovo-interprete-del-terroir-di-panzano/ siamo stati di manica meno larga ;-)

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Alberto G.

circa 7 anni fa - Link

Interessante sulle regioni piu' blasonate,meno su altre. Specie dando uno sguardo al cento sud. Umbria,Abruzzi,Lazio,Campania,Basilicata, Calabria, Sicilia,mi sa che manchi anche qui QUALCOSA:

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Alberto G.

circa 7 anni fa - Link

Centro-Sud cui aggiungo Puglia e Sardegna sinceramente hanno scelto ottimi vini,non ne conosco altri, ma ripeto mancano alcuni vini, che se facessi io la guida sarebbe impensabile omettere. Riassunto:per avere un quadro il piu'rappresentativo possibile,uno dovrebbe acquistare o consultare il cofanetto di tutte le guide,trarre le proprie conclusioni.

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Ma nemmeno se me le regalano

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Alberto G.

circa 7 anni fa - Link

Ti diro'regalate non fanno danno,donano a volte un po di colore sugli scaffali,puoi sempre usarle come fermaporte,fermafinestra o sotto la persiana per far passare un po' di venticello ecc. ecc.

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 7 anni fa - Link

aggiungici la Liguria va'.

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maurizio rusconi

circa 7 anni fa - Link

Fra i pochi 19 complessivi uno che mi sta a cuore: collio bianco vecchie vigne di roncus. bravo marco. e bravi rizzo fabiari e.... ernili gentesto

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

battute del c@@@o

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anonimo

circa 7 anni fa - Link

menre noi stiliamo classifiche in gran numero mediocri e di parte i francesi proseguono con la finanza creativa e lucrosa vendendo fumo per oro colato. e a quanto pare ci riescono benissimo. a quando una borsa italiana sulla produzione nazionale di livello? a quando i derivati sul prosecco o sul barbera? (quelli fatti sul brunello sono stati una catastrofe se non ricordo male) io dico che potrebbe essere l'ora del kickoff. meditate produttori meditate. articolo: Quale accoglienza hanno riservato le aste ai millesimi più giovani di Château Mouton-Rothschild in formati speciali? Le aggiudicazioni raccolte nella tabella qui accanto rispondono senza esitazioni che l'accoglienza riservata ai Mouton delle vendemmie tra il 1995 e il 2006, imbottigliati sia in magnum che in doppio magnum, sia in jeroboam che in imperial, è stata positiva, con un solo calo di prezzo rispetto al 2010 e 16 aumenti. I risultati sono ancor più interessanti, perché quelli ottenuti dalle annate meno recenti erano stati quantomeno contradditori. Complessivamente, le 17 bottiglie di formato speciale sono cresciute di valore del 29,76%, con un profitto di 12.258 euro su un investimento di 41.196. Sommando questi risultati con quelli delle annate più antiche è così possibile affermare che Château Mouton-Rothschild, nel suo complesso, ha garantito agli investitori un guadagno più che soddisfacente, pari al 18%. Va detto che le quotazioni in questo periodo le fanno le aste di Hong Kong, dove si bada molto al valore di status symbol del vino. È per questo che le grandi vendemmie del passato, nelle bottiglie speciali meno vistose, possono subire inattesi tracolli ma in sostanza il valore dei formati speciali recenti è salito del 29,7% di cesare pillon

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anonimo

circa 7 anni fa - Link

dei vini elencati sopra ne conosco una decina. mi pare una valutazione corretta. almeno per quelli che conosco io. manca sempre succi all'appello.

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Gabriele Succi

circa 7 anni fa - Link

@ Anonimo E che ti aspettavi? :(

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

Non capisco cosa ci azzecchi l'asta della mouton rotschild, (maison non riconducibile a cantina produttrice di vino..ma piuttosto gioelleria fuori scala), con tutto il discorso che si sta facendo.. bah

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Vignadelmar

circa 7 anni fa - Link

Strano non vedere fra le eccellenze marchigiane il miglior verdicchio degli ultimi (molti) anni: il Riserva Gioacchino Garofoli 2006. Questa è una cosa che accumuna Gambero Rosso e L'Espresso; il primo ha dato il titolo di bianco dell'anno ad un Verdicchio (ci mancherebbe altro! ) ma non è questo di Garofoli; L'Espresso non gli dà l'eccellenza......forse son io ad aver le visioni degustative!!! . Ciao

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Rinaldo

circa 7 anni fa - Link

I bianchi marchigiani di quest'anno sono gli stessi dello scorso anno. Con in più Bucci e Pistillo e la variante La Distesa. Mi piacerebbe capire come mai. Condivido sull'eccellenza di questi (a parte Collestefano'10 degustato nel mese di giugno, forse troppo presto, con pochi caratteri a corredo della spinta acida: secondo me al di sotto delle annate precedenti), però forse si poteva allargare lo sguardo anche altrove nei paraggi.

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

No Luciano, tu non hai le visioni degustative ma i motivi sono ben altri

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Min Cul Pop

circa 7 anni fa - Link

Accetto con serenità il giudizio sfavorevole all'Emilia-Romagna. E anche se mi secca constatare che solo un sangiovese, dopo tutti gli sforzi dei romagnoli, si è affermato, debbo concludere che al momento dell'assaggio non fossero all'altezza del massimo riconoscimento. E allora vorrà dire che lo stimolo per i vignaioli romagnoli sarà maggiore. Dico questo perchè sò che chi ha fatto il lavoro in Romagna, Francesco Falcone, è persona più che competente, onesta nel giudizio, e corretta nelle valutazioni. Io comunque me li berrò lo stesso. Succi incluso.

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Giovanni V.

circa 7 anni fa - Link

Qualche esempio? Tu cosa avresti premiato?

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

X Paglia Posso concordare pienamente con lei quando afferma che non fa i suoi vini per piacere ai curatori, ma non quando scrive nemmeno al pubblico. A chi li venderebbe lei i suoi vini se il pubblico non li apprezzasss e quindi non li comprasse? Ci faccia capire se voleva dire questo, ma spero di no.

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gianpaolo paglia

circa 7 anni fa - Link

Se hai pazienza di seguirmi, provo a spiegare. Chi mi conosce sa che in questi ultimi anni ho cambiato molto i miei vini in modo anche abbastanza radicale. Non l'ho fatto perche' i vini di prima non li vendevo, perche' per fortuna li ho sempre venduti, l'ho fatto perche' i vini che facevo prima non mi rappresentavano piu'. La vuoi piu' chiara? Perche alcuni vini di prima non mi piacevano piu'. Se avessi voluto fare qualcosa che piaceva al pubblico, avrei potuto rimanere fermo. Se facessi qualcosa pensando al gusto del "pubblico", rischierei di prendere delle strade che potrei, dopo, sentire non adatte a me. Io spero vivamente, che quello che faccio piaccia, non tanto al pubblico, ma almeno ad "un pubblico", che sia sufficentemente grande da permettermi di vendere tutto il vino che faccio. Puo' sembrare una differenza da poco, ma e' invece radicalmented diverso. Questo vuol dire che mi sento libero si provare, di sperimentare, di mettere in commercio un vino rosa pallido contro i supermuscolari e inchiostrati sangiovesi di altri che, vuoi o non vuoi sono quelli con cui mi devo confrontare. Da quando ho smesso di seguire un modello, ho ritrovato il piacere di fare vino.

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corrado dottori

circa 7 anni fa - Link

Bravo!!!

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Complimenti davvero Gian Paolo: questa si chiama schiettezza.

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Chiarimento arrivato ed esaustivo, è ovvio che un " bravo " produttore quale ti ritengo, non può e non deve seguire le mode del momento che in questo settore cambiano sempre dopo pochi anni. Il nostro/il Tuo gusto cambia con l'età e con l'esperienza acquisita, quindi è giusto che anche il Tuo modo di fare e concepire il vino possa/debba cambiare, naturalmente sempre con i favori ed il consenso del Tuo pubblico, quello che non ti farà rimanere le bottiglie in cantina, ma se le scolerà con grande piacere. Ti ricordi 10 anni fa, il mercato, le guide, la pubblica opinione cercava i vini muscolosi, con molto estratto in colore , tannini ed altre sostanze, oggi tutti noi ( e da quanto hai scritto pure Tu ), andiamo alla ricerca della eleganza e finezza, termini troppo abusati ( e non aggiungo mineralità che ogni volta che lo sento mi fa venire da c@@@@e ) ma che sono quelli che piu' danno piacere e valore ad un vino, i francesi ce lo hanno ben insegnato. Il vino rappresenta un pezzo di anima del produttore che lo ha " generato" insieme alla sua terra. Grazie

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Francesco Maule

circa 7 anni fa - Link

Roagna uber alles! Molto buoni son molto buoni, essendo io poi ignorante di Langa dico che ci possono stare sti super voti... ...ma che avra' fatto il buon luchino per esser cosi' incensato? Scherzi a parte, w Roagna!

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

per essere così incensato spara i prezzi alle stelle... ecco risolto facile facile il quesito

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Luca Cravanzola

circa 7 anni fa - Link

Roagna vende i suoi vini a prezzi alti da una vita, Alfredo non mandava più i campioni alle guide. Poi l'espresso si è ri-svegliato... Non ci sono strategie particolari sotto, ma se tu conoscessi Luca ed Alfredo capiresti da solo ;)

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

E' diventata prassi diffusa e consolidata, da parte di moltissimi produttori " premiati ed incensati " dalla guide, alzare a dismisura i prezzi dei vini. Trovo questo atteggiamento poco serio al limite della onestà intellettuale e mi fermo qui essendo ospite in un blog frequentato da persone civili

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mirko

circa 7 anni fa - Link

Bellissimo vedere Marino Colleoni e Riccardone Campinoti al top FINALMENTE

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mirko

circa 7 anni fa - Link

e pure non vederci niente di Gaja, Ricasoli è piuttosto bello spero un giorno di leggere tra queste righe anche il Barbacarlo di Maga, la lombardia enologica ha bisogno di riattaccarsi agli uomini di sani principi che l'hanno costruita e custodita

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amaro

circa 7 anni fa - Link

Verissimo, peccato però vedere il sopravvalutato (soprattutto dal punto di vista economico) Masseto, di gran lunga inferiore al Barbacarlo anche se i 2 vini restano comunque imparagonabili per tipologia e territorio. Tra gli spumanti vedere i soliti Ferrari, Berlucchi e Cà del Bosco mi angoscia, e non poco!!!

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Gabriele

circa 7 anni fa - Link

Se sfogliate le edizioni passate vedrete che il buon Lino, col millesimo 2007, prese l'eccellenza.

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va-lentino

circa 7 anni fa - Link

Occorre sempre qualcuno che va controcorrente, io credo che questa guida abbia scelto di essere l'anti guida premiando vini che sono un po lontani dal mercato (cosumatori) ma, se una guida premia vini lontani dal mercato, che guida è, per i consumatori oppure per due curatori che vorrebbero rifarsi la verginità, dopo tanta condivisione delle scelte delle peggiori selezioni del Gambero Rosso? Perdonatemi ma, io non do molta credibilità a persone che hanno sempre predicato un credo ed improvvisamente si sono convertiti sulla sponda estremistica opposta. Io che ho pagato anche soldi per partecipare ad un corso di marketing enologico che aveva come docente Fabio Rizzari, non posso credere ala genuinità di una conversione così radicale, così come rileggendo le prima guide curate del duo Gentili/Rizzari, non ci vedo persone con un idea chiara di qualità. Mi pare invece che si tratti di due persone hanno scelto un target non coperto da nessuna guida e con perfetta scelta di marketing hanno definito un posizionamento di comodo.

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

@ Va-lentino Molte tue considerazioni mi hanno fatto riflettere e trovato d'accordo. I due curatori appena hanno fiutato l'aria pesante intorno alle guide ( o giude dipende dal punto di vista ) , si sono inventati qualcosa di nuovo, inserendo ogni anno qualche ( poche ) azienda semisconosciuta, pescata qua e la. Un goffo tentativo di rifarsi una verginità persa malamente nel corso degli ultimi 20 anni, basta andare a rileggersi qualche edizione datata. Il consumatore, l'appassionato, gli addetti ai lavori del 2011 non sono piu' ai livelli del 1990 quando internet non esisteva, oggi tutto corre veloce, troppo veloce per questi personaggi il cui tempo è scaduto da almeno 7/8 anni. Daniele Cernilli questo lo ha fiutato e piuttosto che fare la classica piroetta di 360 gradi, come molti vecchi curatori di vecchie guide, ha preferito cambiare completamente tipo di lavoro, diamogliene atto

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Lei è decisamente disinformato.

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Gentilissimo Armando, una sola domanda : ma lei per caso è collaboratore di qualche guida e nel caso affermativo di quale si tratta ? Grazie

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Dimenticavo : nel caso NON fosse collaboratore a nessun titolo di NESSUNA guida mi/ci spieghi perchè sarei disinformato, io ho espresso una mia opinione , un mio pensiero, magari avrò pensato un po male, ma come diceva nostro zio Giulio...... In attesa di Sue delucidazioni in materia

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Collaboro con Duemilavini, la stessa Guida con cui collabora, con la massima efficienza e laboriosità, Daniele Cernilli.

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Min-Cul-Pop

circa 7 anni fa - Link

Tu esprimi pensieri viziati frutto di pregiudizi e di brutte esperienze fatte da bambino. Non conosci le persone eppure giudichi le loro motivazioni. Ma tu che ne sai(non di un campo di grano) ma di un semplice campo da uva? Normalmente le persone fanno ciò in cui credono e che a loro piace, e non fanno calcoli a tavolino. Non i degustatori, comunque. Io li trovo molto liberi nei giudizi e se poi questo non ti piace, pazienza. Ma cerca almeno, lo so che costa fatica, di essere costruttivo.

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controcorrente

circa 7 anni fa - Link

Per favore cose nuove!!!!! Per quale ragione credi che non si vendano più le guide? Che colpa ne hanno questi due poveretti se hanno cercato di salvarsi cercando di vendere qualche copia in più? La coerenza? ...........lasciamo perdere queste bazzecole!

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Gabriele Succi

circa 7 anni fa - Link

Questi "due poveretti" come li chiami tu non fanno tutta la guida da soli... Ad esempio per la Romagna (e la Puglia credo) le schede delle aziende sono curate da Francesco Falcone del quale non discuto le doti di degustatore (è sempre e comunque una cosa personale), ma senza dubbio sulle conoscenze delle aziende ci metto tutte e due le mani sul fuoco. A dimostrazione di questo si veda l'esteso articolo sul Sangiovese in Romagna che si trova nel n. 37 di Enogea. Il bravo Falcone si è fatto un mazzo tanto a girare per tutte le aziende che producono il sangiovese nella terra dei "piadinari" e si è studiato tutti i territori e le varie morfologie dei vari terreni nell'ambito dei confini della denominazione. Soprattutto, ha assaggiato tutti i prodotti di TUTTE le aziende. Quindi, se tutta la guida dell'Espresso rispecchia "l'andazzo" ...tanto di cappello. PS Per i maligni: non è che in quella guida io abbia ottenuto migliori risultati rispetto alle altre, eh!

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Angelo Recali

circa 7 anni fa - Link

Mah, non ci vedo malafede o furbizia, qui ci vedo onestà riconoscendo di avere una visione diversa rispetto al passato (all’epoca idue non firmavano certo le scelte finali del Gambero). E l’onestà è nell’ammetterlo. Trascrivo dall’introduzione della guida espresso del 2009 (quindi uscita nel 2008): “se cambia il mondo della produzione, non si vede perché non debba cambiare il giornalista che rende conto di questo cambiamento. Non abbiamo difficoltà ad ammettere che il nostro metro di giudizio evolve man mano che evolve la nostra conoscenza del vigneto italiano, dei suoi prodotti, dei suoi progressi storici. Sarebbe anacronistico, oltre che ingiusto, valutare un vino italiano attuale con gli stessi criteri che usavamo cinque o dieci anni fa. È onesto ammetterlo, così come è importante sottolineare che i criteri di analisi rimangono definiti e privi di compromessi, oggi come cinque o dieci anni fa”. Per fare operazioni di marketing non basta “scegliere l’opposto dei vini moderni”, ci vuole conoscenza e palato. Altrimenti sarebbero buoni tutti a fare “l’antiGambero”.

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Il prezzo della libertà su Internet è anche leggere uno che si firma "va-lentino" che fa nomi e cognomi di professionisti dalla specchiata onestà asserendo, trincerato dietro la puerile sciarada che si è scelto come nickname, che non crede alla genuinità delle loro scelte. La paghiamo volentieri, anche se io continuo a credere che se ci si firmasse con nome, cognome e ip pubblico si sarebbe tutti un po' più civili, meno vigliacchi, e che si leggerebbero finalmente su questi blog solo giudizi che si sarebbe capaci di emettere anche di persona, occhi negli occhi. In piena legittimità e con la massima dignità, a quel punto, quand'anche fossero giudizi severi o vere e proprie stroncature.

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Marossi

circa 7 anni fa - Link

Concordo in pieno.

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Marossi

circa 7 anni fa - Link

P.S.: Lo so, sembra ironico, e invece no.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Anche io sono d'accordo e non sono ironica.

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Nic Marsèl

circa 7 anni fa - Link

Armando non mi trovi per niente d'accordo. Certo nessuna scusa per i commenti volgari, maleducati, incivili, vigliacchi o in malafede. Per tutto il resto (ed è tantissima roba), quello che conta è il messaggio e non CHI l'ha scritto. Purtroppo c'è ancora troppa gente che si lascia condizionare dal nome del mittente. E poi scusa, il passaggio successivo sarebbe forse quello di firmarsi col codice fiscale e firma digitale per evitare falsificazioni o problemi di omonimia?

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Non capisco con cosa non sei d'accordo. Mica ho scritto che tutti i commenti sono incivili e volgari. Ho detto che sparirebbero. Ti pare conquista da poco? Magari sì, ma non credo. A me no.

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Nic Marsèl

circa 7 anni fa - Link

Non sono d'accordo che ognuno debba firmarsi con nome e cognome. I commenti incivili non sparirebbero, le altre motivazioni (più importanti) sono spiegate nel precedente commento.

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Franco Ziliani

circa 7 anni fa - Link

Bravo Armando, ancora una volta sono assolutamente d'accordo con te. Le affermazioni di tale va-lentino (per me sarebbe stato più giusto se si fosse firmato va-fuoristrada...) sul "duo Gentili/Rizzari" che non avrebbero un'idea chiara di qualità" e che avrebbero "scelto un target non coperto da nessuna guida e con perfetta scelta di marketing hanno definito un posizionamento di comodo" mi sembra solo una solenne stupidata. Sparata trincerandosi il conigliesco anonimato dell'ennesimo nickname. Averne di degustatori e di professionisti seri come Fabio, Ernesto e larghissima parte della squadra di degustatori della guida dell'Espresso. E averne di degustatori e galantuomini come Armando di cui mi onoro di essere amico.

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Nic Marsèl

circa 7 anni fa - Link

Se il tale si fosse firmato Valentino Rossi, il commento sarebbe stato comunque postato e sarebbe stato comunque stupido. La stupidità della gente non si trincera dietro a un nickname. Sarebbe troppo facile da debellare.

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Non intendo dire che uno debba firmarsi con nome e cognome, ma che forse dovrebbe essere tracciabile, identificabile. Al solo scopo di aggiungere LEALTA' ai suoi commenti, non certo a quello di silenziarlo.

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Va-lentino ha scritto anche altro : " Perdonatemi ma, io non do molta credibilità a persone che hanno sempre predicato un credo ed improvvisamente si sono convertiti sulla sponda estremistica opposta. Io che ho pagato anche soldi per partecipare ad un corso di marketing enologico che aveva come docente Fabio Rizzari, non posso credere ala genuinità di una conversione così radicale, così come rileggendo le prima guide curate del duo Gentili/Rizzari, non ci vedo persone con un idea chiara di qualità. " Perchè offendere scrivendo che è una " stupidata " quando qualcuno la pensa diversamente da lei ? Si guardi allo specchio e poi scriva

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va-lentino

circa 7 anni fa - Link

Credo che hai problemi con la lettura! Fermati un attimo, rifletti e dimmi dove ho usato la parola "stupidata" che tu mi attribuisci??? Le opinioni sono sempre valide sia che vengano da una parte che dall'altra, basta solo che siano sincere e le mie le sono!!!!

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Nic Marsèl

circa 7 anni fa - Link

Armando, sul tema mi "infervoro" travirgolette :-) perchè la questione del nome e cognome mi puzza un pochino. Di solito viene rivendicata dai personaggi più o meno mportanti/influenti del mondo del vino, che forse vorrebbero rimarcare la superiore "autorevolezza" del loro commento rispetto al signor Paolo Rossi (nessuno) di turno. So che non è il tuo caso, ma spesso leggo maggiore arroganza nell'atteggiamento da parte di chi si firma rispetto a chi invece si nasconde dietro un nickname. Della serie "io so io e tu non sei un kazzo".

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

Gentile Armando Le rispondo a quanto da Lei scritto sopra : " Collaboro con Duemilavini, la stessa Guida con cui collabora, con la massima efficienza e laboriosità, Daniele Cernilli " Ora mi è tutto piu' chiaro, in riferimento alla sua precedente affermazione, Lei è parte in causa e capisco benissimo la sua posizione, ma le chiedo di rispettare le posizioni educate fin qui espresse civilmente da chi NON è d'accordo con i suoi pensieri. Ripeto, non me ne voglia, anche se la capisco : per me le guide cartacee sono obsolete e superate dai tempi, mi scusi la franchezza ma è ciò che penso ed insieme a me tanti appassionati che di vino ne comprano parecchio, ivi compresi la stragrande maggioranza dei produttori italiani.

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va-lentino

circa 7 anni fa - Link

Sapevo di generare una polemica ma, se uno crede in una cosa non può non dirla, soprattutto se dice un misto tra verità oggettive ed opinioni in cui crede fermamente. Non ho offeso nessuno ma ho limitato la mia analisi ai fatti, non credo che per questo uno debba postare nome e cognome per esporsi ad eventuali ritorsioni. Mi dispiace di quello che ha scritto Franco Ziliani, perchè lui in tema di ritorsioni subite dovrebbe essere specialista, così come se si concentra un po, forse ricorderà che di solito mi prendo anche lei mie responsabilità mettendo nome e cognome quando questo serve. In Italia siamo i campioni del cambio casacca ma io come non l'accetto nella politica, non la accetto neanche per chi vuole valutare vini, se una persona che fa opinione e che, tiene lezioni su come fare i vini, non può accorgersi di aver sbagliato tutto o molto e dirci: "peccato per voi che mi avete creduto, non ero un esperto ma ora ho imparato e giudico meglio di ieri", io questo ci vedo nell'introduzione alla guida 2009 "Non abbiamo difficoltà ad ammettere che il nostro metro di giudizio evolve man mano che evolve la nostra conoscenza del vigneto italiano, dei suoi prodotti, dei suoi progressi storici. Sarebbe anacronistico, oltre che ingiusto, valutare un vino italiano attuale con gli stessi criteri che usavamo cinque o dieci anni fa. È onesto ammetterlo, così come è importante sottolineare che i criteri di analisi rimangono definiti e privi di compromessi, oggi come cinque o dieci anni fa”. Se devo essere sincero la mia opinione è che del vigneto ancora molti giornalisti devono imparare molto e malgrado questo vogliono insegnare a chi nel vigneto ci vive ma, questo è normale? Che vengano a lavorare nei vigneti, che imparino ad assaggiare le uve prima dei vini e poi, possiamo anche parlarne.

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Gianpaolo Paglia

circa 7 anni fa - Link

a me pare che tu trascuri il fatto che nella nostra esperienza del vino si parte senza sapere nulla, poi si crede di sapere qualcosa, poi ci si accorge di non sapere nulla ancora, ecc., ecc. [Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione. (James Russell Lowell)] Proprio chi conosce e frequenta il vino di piu' tende a capire che la strada per la conoscenza e' lunga. Solo dove esiste una centenaria tradizione, e in Italia solo in pochissimi posti esiste, ci sono delle ancore e dei barlumi.

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va-lentino

circa 7 anni fa - Link

Cosa mi stai dicendo che si può fare il curatore e degustatore di una guida senza avere la conoscenza della materia? Io credo che tutti possano cambiare idea ma, assolutamente non lo può fare (continuando a fare il "professore") chi con le sue idee si è fatto paladino di un credo e maestro per chi pensa di saperne di meno. E' esattamente come per la politica, ci sta tutto che un politico cambi idea ma, buon senso vuole che faccia ammenda del suo errore e di tutte le persone a cui ha chiesto il voto convincendole di idee sbagliate e si faccia coerentemente da parte. Perdonami se sembro un po eretico in materia ma, credo che l'etica sia alla base di tutto e nel nostro paese troppo spesso diventa un opzional inutile!

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Gianpaolo Paglia

circa 7 anni fa - Link

Ma non esiste una idea giusta e un idea sbagliata a priori, il vino non e' una scienza esatta. Cio' che pareva buono e giusto prima, con una maggiore esperienza ed esposizione a diversi vini, puo' semplicemente apparire semplice, banale e meno interessante, dopo. E' una cosa talmente evidente nell'esperienza di quasi tutti coloro che si avvicinano al vino e lo frequentano per molti anni, da risultare banale. Persino la fisica nucleare cambia, cosa di deve pensare, che Einstein era un ciarlatano? E tu, ami gli stessi vini che amavi 10 anni fa?

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va-lentino

circa 7 anni fa - Link

Giampaolo, tu hai ragione ma, come hai giustamente scritto: "con una maggiore esperienza ed esposizione a diversi vini", il che equivale al fatto che si è persa ogni credibilità in quanto ci si è posti a giudici al primo mese di studi in giurisprudenza. Non serve aggiungere altro!!!! a me, piacciono tutti i vini di prima ma che, in 10 anni non sono stati stravolti, più molti altri che sono arrivati nuovi, oppure da conversione dei produttori. A parte questo, io non faccio e non ho mai cercato di fare l'opinion leader.

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Va-dove-loce

circa 7 anni fa - Link

Paglia, suvvia, lei è un esempio lampante. Sino a pochissimi anni fa nessuno se la filava. Il suo cambio di rotta non è dovuto a maggiore esperienza... semplicemente, "finita l'america" (letti basi per confetture extra) ha dovuto cominciare a fare vino sul serio. Ed è stato bravo a capire dove andavano le guide. Da uomo d'affari qual'è... Questa nuova guida poi sprizza "paraculaggine" da tutti i pori, e nessuno, nemmeno i curatori lo possono smentire. Certi vini premiati sono l'antitesi del "cotto&mangiato" tanto amato dal duo nei bei tempi che furono....

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Angelo Recali

circa 7 anni fa - Link

Ma perchè offende? "sprizza paraculaggine da tutti i pori" è una frase onesta? e poi denigrare nascondendosi dietro un anonimato è onesto? guardi che l'impressione che da' è di uno che ha questioni personali in ballo e un giudizio non sereno. Lei ha un'opinione diversa da molti altri e l'ha ripetuta con astio molte volte. NOn esageri.

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Rorschach

circa 7 anni fa - Link

una curiosità: nella storia delle guide è mai stato premiato un prosecco?

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Fabio Cagnetti

circa 7 anni fa - Link

il Cartizze di Villa Sandi sono due anni di fila che prende i Tre Bicchieri, e quello di Nino Franco è ospite assai frequente del club dei pentagrappolati.

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

Siiii...Follador, Villa Sandi, Nino Franco, così...al volo why?

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Luca

circa 7 anni fa - Link

Mi pare che crescano anche gli eccellenti dell'espresso, o sbaglio?

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giorgio

circa 7 anni fa - Link

@ Va- lentino C'è stato un equivoco, io ho risposto in tua difesa a questo intervento : " Franco Ziliani risponde: 29 settembre 2011 alle 15:20 (link) Bravo Armando, ancora una volta sono assolutamente d’accordo con te. Le affermazioni di tale va-lentino (per me sarebbe stato più giusto se si fosse firmato va-fuoristrada…) sul “duo Gentili/Rizzari” che non avrebbero un’idea chiara di qualità” e che avrebbero “scelto un target non coperto da nessuna guida e con perfetta scelta di marketing hanno definito un posizionamento di comodo” mi sembra solo una solenne stupidata. Sparata trincerandosi il conigliesco anonimato dell’ennesimo nickname. Averne di degustatori e di professionisti seri come Fabio, Ernesto e larghissima parte della squadra di degustatori della guida dell’Espresso. E averne di degustatori e galantuomini come Armando di cui mi onoro di essere amico." Io non offendo mai le persone, nemmeno su un blog, a differenza del soggetto in questione. Ciao

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Alessandro Morichetti

circa 7 anni fa - Link

Da queste parti dovremmo imparare presto ad esprimere idee in maniera pacata, argomentata, non compulsiva e sempre rispettosa degli interlocutori. L'utilizzo dei nickname è una libertà che ci concediamo a patto che non diventi un paravento per parole scritte che sarebbero irripetibili a voce. Da ora in poi non saranno più ammessi commenti che violano le regole di un dialogo civile. E' un avvertimento per tutti. Che Rizzari e Gentili non vadano dove porta il vento lo si capisce leggendo i testi e studiando l'approccio critico. Che ci sia stata una maturazione del gusto è ben diverso dal proferire certi giudizi. Hanno professionalità da vendere a tutti e il blog dell'Espresso è un gioiellino di arguzia. Sta di fatto che si può dissentire dalle scelte, dal metodo di lavoro e avere tutt'altra impostazione critica. Questo non giustifica mai l'utilizzo di certe espressioni. Ringraziamo in anticipo chi continuerà a partecipare civilmente a questa bella costruzione di senso condivisa.

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