Le liaisons dangereuses tra il vino e i film di genere

di Adriano Aiello

Commedia – Trebbiano
La singola prestazione può deludere enormemente e il movimento può non convincere per intere annate, ma cade sempre in piedi. Non esiste cinema senza la commedia. E non esiste compromesso davanti alla sala tra fidanzata in cerca d’evasione, amico cinefilo rompipalle e spettatore occasionale che non finisca in commedia. Così nel vino. Il trebbiano lavora per tutti. A voi gli abbinamenti di secondo livello.

Gangster – Chardonnay
Troppo facile associare il cinema criminale a un vino campano o siculo. Già più solleticante provare con qualcosa di calabrese. Ma saremmo comunque fuoristrada, perchè il tratto distintivo di ogni cinema gangsteristico, che ci sia di mezzo la mafia italia, i marsigliesi, gli irlandesi, i russi o gli americani, è l’esibizione vuota e simbolica delle bollicine.

Erotico – Malbec
Non ce ne voglia il Malbec che se la cava sicuramente meglio di un genere morto e decaduto; abbattuto a destra e a sinistra, sopra e sotto dall’abuso espositivo dei nostri tempi (dal tubo, alla pornografia amatoriale, fino ai telegiornali: la morte dell’immaginario sessuale più elementare si consuma domesticamente). Preferiamo ricordarlo profumato come un Malbec appunto; rigoglioso, sensuale e iconoclasta come un film dell’indimenticabile Russ Meyer o di Aristide Massaccesi.

Horror – Vermentino
E’ il genere su cui imperversano i più urticanti luoghi comuni. Le mamme, il parroco e i doppiatori lo considerano stupido, blasfemo e morboso (tre potenziali complimenti). Invece è un illustre specchio di noi stessi, di chi siamo e cosa pensiamo. E proprio per questo le bufale non mancano mai. Un po’ come certi vini apostrofati in tutti i modi (freschi, da tavola, quotidiani) ma di gran carattere come i tanti Vermentini che affollano la nostra penisola. Pronti a confrontarsi col tempo più di quanto si creda.

Coming of age – Sangiovese
Spesso lo abbandoniamo insensibilmente, ma nessun racconto di crescita e di formazione di un enostrippato può prescindere dal Sangiovese e dalle sue espresssioni toscane più celebri. Si comincia quasi sempre così, magari coi bicchieri di carta a una braciolata bucolica adolescenziale. Un lustro dopo si finisce alle feste universitarie a ingurgitare Nero d’Avola con lo stesso inapprezzabile bicchiere. Prima di diventare definitivamente adulti. E un po’ ingrati.

Polar – Pinot
[attitudine professorale mode on]: il polar è il poliziesco francese. E no, non è una rielaborazione di quello americano, come il Pinot non è il vino “inventato” da Sideways (che è carino, ma ampiamente sopravvalutato). Perché l’americanizzazione dell’immaginario deve avere degli argini e sarebbe il caso di restituire questo vitigno alle atmosfere suadenti dei capolavori inarrivabili di Melville e alle bevute distratte dei suoi anti-eroi stanchi e annoiati.

Peplum – Malvasia del Lazio
E’ l’associazione più ovvia ma altresì obbligata. I polpettoni virili (e malcelatamente gay) in costume nell’antica Roma – ma non solo – richiedono il bianchetto dei castelli. Rapido, fresco, troppo spesso stucchevole. Ma se avete un costume da centurione che vi volete bere?

Action – Nebbiolo
L’esplosivo e pirotecnico cinema hollywoodiano del terzo millennio ha perso le fila del genere teoricamente più vicino alle sue esigenze basse. Perché? Si parla molto, si post-produce troppo e si mena male. Soprattutto all’eroe duro e puro è stato sostituito sto dannato eroe riluttante che fa venire la prostatite. Ecco che allora ritornano pure I mercenari a fare il lavoro sporco, ma il patetitsmo supera i livelli di soglia. Però come non paragonare il vero cinema action al Nebbiolo?! Come?

Cinepanettone – Asti Spumante
Ovvio pensare a Boldi e De Sica old-style, ma il cinepanettone è qualcosa di più comprensivo dell’italietta infima e piccolo borghese che tradisce, scureggia e inganna. E’ un’idea del mondo e del cinema. Un’idea della vita. E’ la locura di Boris. E’ la cazzo di Locura, René (cit.). E’ l’ Asti spumante. Daje.

E thriller, melodramma, musical, teen-movie e fantascienza? Che ci sono a fare i lettori?

11 Commenti

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she-wolf que reste-t-il de nos amours

circa 7 anni fa - Link

Polar-Pinot, ou est le Noir?

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Signor Aiello, lei si è dato da fare onorabilmente e nessuno se l'è filato. Male, malissimo. Di materiale qui ce n'è a iosa. Per cominciare il Cinema. La maggior parte degli enocaghetti di mia conoscenza sono anche super espertoni di cinema, com'è che tacciono? Spirito di parte? Appartenenza allo stesso circolo parrocchiale che impedisce l'urlo belluino per l'accostamento di Marylin col Trebbiano? O il vero cinema action col Nebbiolo? Altro che scendere in piazza, qui si tratta di erigere barricate. Cavarsi i reggiseni e bruciarli per la blasfemìa della combinazione Gangster-Chardonnay. L'unico accoppiamento che mi sento di appoggiare è Erotico-Malbec. Si da il caso che per motivi anagrafici abbia visionato Supervixiens - The original one - a suo tempo quando uscì in Italia. Ebbene sì. Un autentico Malbec argentino ci sarebbe stato proprio bene.

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Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

In effetti si è battagliato piú la volta precedente. Magari gli accoppiamenti sono meno blasfemi di quanto credono. E poi sono contenutistici non iconografici

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Gabriele Succi

circa 7 anni fa - Link

Forse per il "Coming of age" sarebbe stato più adatto il Lambro... ...il Sangiovese però lo bevo da quando ho 13 anni (me lo versava mio nonno nel bicchiere assieme all'H2O) e non ho ancora smesso...

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roberto bardelli

circa 7 anni fa - Link

Ottimi abbinamenti il Malbec,il Pinot (noir?)e l'Asti spumante,ma il gangster,la commedia e soprattutto. il Nebbiolo,che ci incastra con l'action-movie? Non ce lo vedo proprio Bruce Willis o l'Ethan di Mission Impossible fermarsi a sorseggiare un Sori' Ginestra tra un'esplosione e un'inseguimento sulle Highway di L.A.,cossiccome non avrei visto Jean Paul Belmondo destreggiarsi tra i bassifondi di Marsiglia fumando Gauloises e tracannando un Monfortino.. Meglio forse un bel Cabernet-Sauvignon internazionale,un po' scontato ma pieno di effetti speciali,sicuramente non il nostro preferito ma senz'altro scacciapensieri.

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Adriano Aiello

circa 7 anni fa - Link

Ribadisco che l'idea base è: se un vino fosse un genere che vino sarebbe? Non che vino berrebbero i protagonisti del genere. Non è la Monroe che assomiglia a un Trebbiano, ma la commedia. Non è Bruce Willis che si beve il Nebbiolo (altrimenti sarebbe una red bull) ma l'action che me lo ricorda

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roberto bardelli

circa 7 anni fa - Link

Si si,questo l'avevo capito,ma proprio per questo non mi convinceva l'associazione. Detto questo,il gioco e' divertente,ma sicuramente ardito.

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Enrico Pacciani

circa 7 anni fa - Link

Sottoscrivo: action e nebbiolo proprio non ce li vedo. In una generalizzazione, il cinema d'azione rappresenta il culmine del potere globalizzante e globalizzato di Hollywood, quindi anche per me l'analogia è con un cabernet o altro blend bordolese di stampo internazionale (se vogliamo limitarci al bolgherese, Spielberg è Sassicaia, Michael Bay è Ornellaia). Riprendendo alcuni elementi del ragionamento sul nebbiolo, proporrei semmai il tannat come correlato enoico del cinema d'azione sviluppatosi ai margini dell'Impero (il primo Luc Besson, il cinema di Hong Kong anni '80-'90). L'unico che forse può avvicinarsi al Nebbiolo è Michael Mann, potente e rarefatto al tempo stesso.

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Rossano Ferrazzano

circa 7 anni fa - Link

In che cosa il nebbiolo le ricorda gli action movies?

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Francesco Fabbretti

circa 7 anni fa - Link

premessa: dammi il telefono de pusher fatto: ieri sera mi son visto i mercenari due; ridondante, pasticciato, maldestramente autoironico come un Cab di Napa. Film e vini che, in fondo in fondo, un cincinìn ogni tanto, te li spari di nascosto per vergogna di esser scoperto dall'enocaZZetto di turno

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roberto bardelli

circa 7 anni fa - Link

Perfetto,hai trovato le parole che a me non erano venute...

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