Le Bèrne, l’evoluzione di un cru del Nobile di Montepulciano

Le Bèrne, l’evoluzione di un cru del Nobile di Montepulciano

di Andrea Gori

La storia delle Bèrne e della famiglia Natalini è esemplare per capire il recente passato di una denominazione come il Nobile di Montepulciano ma, soprattutto, per intravederne squarci di futuro, semprechè in zona prevalga l’interesse collettivo e non le fughe in avanti o di lato di pattuglie di produttori come successo negli ultimi anni. La storia dei primi 20 anni del Nobile de Le Bèrne, è la storia dell’evoluzione di un cru di Cervognano, territorio particolare e sapido che fa storia a sé, come dimostrano Boscarelli e altri grandi della docg che si sono affrettati a comprare in zona.

Le Bérne è piccola cantina che nasce come imbottigliatrice in proprio solo dagli anni ‘90, ma qui si fa vino almeno dai tempi degli etruschi da cui il nome “Verna” o “Verena”, ovvero, poggio dove svernare. L’azienda attuale nasce negli anni ’60 con Egisto Natalini che, insieme al figlio Giuliano, hanno sempre prodotto uve e vino da Nobile, ma solo con le due annate 1995-1996 vendute in blocco per 100 milioni di lire (all’epoca un discreto gruzzoletto), è stato possibile mettere su una cantina ripianando qualche debito ma accendendone ovviamente altri.

Risale a quegli anni anche l’arrivo di Andrea Natalini, figlio di Giuliano e fresco di studi enologici, e l’inizio della collaborazione con Andrea Vagaggini, enologo fuoriclasse del sangiovese, che è arrivato quasi subito perchè la voglia di confrontarsi con questo cru particolare era forte.

le berne montepulciano bott 1
Il filo conduttore di tutti i vini de Le Bèrne è la tessitura fresca e verticale che viene fuori al meglio in annate meno calde ma che, in quelle torride, riesce comunque a contenere eccessi di calore e maturazione del frutto; ciò che rende speciale questi vini è proprio il suolo con terreni di origine pliocenica con forte presenza di conchiglie, fossili e sassi sui 350 mt si altitudine.
Montepulciano è zona geograficamente aperta molto più di Montalcino e del Chianti Classico, ha molti più sbalzi termici, clima più continentale e profumi più importanti, ma non tutto è uguale. Il cru di Cervognano ricorda Montosoli a Montalcino, “regge” il sangiovese in purezza molto meglio di altre zone; ricordiamo, infatti, che la maggior parte del Nobile di Montepulciano è un assemblaggio di uve con una storica abbondante presenza di canaiolo e i residui dell’ invasione di merlot e cabernet negli anni ’90.

Vino Nobile di Montepulciano 2016
Note floreali primaverili ma anche autunnali di spezia e sottobosco che poi lo caratterizzeranno in futuro. Oggi è tanta polpa, frutto, ricco ma bilanciato con stile. Ha sapidità, ampiezza e salinità, grande impronta dell’annata. 93

Vino Nobile di Montepulciano 2015
Vino esplosivo e salato, tannino che ruga appena il palato ma ha solo bisogno di tempo per illuminarsi appieno. 91

Vino Nobile di Montepulciano 2013
Sanguigno, di sottobosco e juta, stuzzicante e acceso. Tannino roccioso e profondo ma un poco imballato. 88

Vino Nobile di Montepulciano 2010
Evoluzione e sale, cuoio e liquirizia ma ancora tantissimo frutto, poi senape e floreale con viola candita e confettura di lamponi. Equilibrio in bocca splendido, finale lungo e ammaliante. 95

Vino Nobile di Montepulciano 2008
Cola e noce moscata, frutta sotto spirito, bocca bella per eleganza e leggiadria anche se l’evoluzione si sente molto bene rendendolo forse già troppo esile. 87

Vino Nobile di Montepulciano 2006
Eleganza e discrezione, tannino splendido e soffuso. La persistenza in bocca è lunghissima, vino strepitoso da ogni punto di vista. 96

Vino Nobile di Montepulciano 2004
Ampio, croccante e saporito, la grana tannica è splendida, fila via in scioltezza e allunga benissimo. Vino fantastico, fresco, pulsante e vitale. 92

Vino Nobile di Montepulciano 2002
Delicato e sottile, floreale di lavanda, rosa bulgara e viole. Bocca ancora grintosa, fruttata e pulsante. 88

Vino Nobile di Montepulciano 2001
Annata delle meraviglie, tanto equilibrio e morbidezza, il tannino è sottile con una vena sapida straordinaria che emerge nella complessità felpata, un raro connubio di forza ed eleganza. 95

Vino Nobile di Montepulciano 1999
Tostature di cacao, poi menta e juta, sottile amarena, pepe e incenso. Bocca più rilassata e tranquilla ma il grip è ancora ben presente e soddisfa ad ogni sorso, crescendo nel bicchiere e al palato. 93

Vino Nobile di Montepulciano 1997
Vino serico ed elegante, naso floreale, poi sandalo, pepe, macis e humus, lunghezza e agilità. Vino ancora da tavola che ha qualche margine intrigante di evoluzione. 91

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

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