Le 10 regole d’oro di chi ama il vino


A te che timidamente e con curiosità avvicini il mondo dell’uva fermentata, a te che da qualche tempo ci dài dentro con bottiglie, guide e degustazioni, a te che spendi in enoteca cifre da finale della Champions League, a te che guardi ammirato i guru indovinare il vitigno annusando un vino a 30 cm di distanza, ecco, proprio a te dico: continua così, stai andando benissimo. Ma attento, i peccati capitali dell’enosnob, tronfio di noiose sicurezze e sopracciglia alzate, sono in agguato. Perché disquisire del sentore di grafite nella nuova annata di Sassicaia con un tassista benevolo o consigliare uno Champagne metodo solera a tua mamma che deve invitare gli zii a cena sono bruttissimi segni. Annota queste 10 regole per esercitare la passione con costanza e abnegazione, lo spazio per aggiungerne qualcuna non manca.

1 ) Non te la menare | Questo è il primo e più importante comandamento. Sii pronto a ricacciare indietro il celolunghismo in ogni sua forma, pensando a quanto poco sai di biologia molecolare o di storia delle relazioni internazionali. Se proprio devi sfogarti, fallo con chi ti sfida con frasi del tipo: “Il 2005 in Bovgogna mi sembva sopvavvalutato, ho assaggiato degli Ovegon che invece…”.

2 ) Assaggia tutto e ogni volta che ne hai l’occasione | Se puoi cerca di farlo “alla cieca”, senza sapere prima di cosa si tratta e ogni tanto non disdegnare (basta una volta ogni sei mesi) un vino “ordinario” dal bottiglione: ti aiuterà a ricordare da dove vieni e soprattutto quanto te la stai spassando adesso.

3 ) Adotta un piccolo produttore | Sceglilo in base ai vini e alle affinità. Vai a trovarlo, compragli i vini e seguilo di vendemmia in vendemmia. Scoprirai la gioia di conoscere un vino e un territorio da vicino.

4 ) Fatti adottare da un onesto enotecario | Ti aiuterà a muoverti, a scoprire nuovi mondi e a risparmiare soldi. Come scerglielo? È semplice: innanzitutto deve essere simpatico e in secondo luogo devi osservarlo mentre parla dei suoi vini preferiti: se vedi una luce che gli si accende negli occhi e non riesci più a farlo smettere, non c’è dubbio, farà al caso tuo. Attenzione però: il tuo palato è sovrano, se non ti piace un vino non è perchè non lo capisci, è perchè non ti piace.

5 ) Privilegia i produttori che hanno a cuore l’ambiente (bio-qualcosa, per intenderci) | Il vino buono ha bisogno di una natura non strapazzata.

6 ) Non bere mai da solo | Il bello del vino è la socialità e poi se si divide, si risparmia.

7 ) Monopolizza garbatamente la carta dei vini al ristorante | Non per tirartela, ma perché è qui che si mette in pratica il tuo esercizio per il fine ultimo cui ogni buon enofilo deve tendere, ovvero il momento delle tre “G”: good food, good company, good wine.

8 ) Vai almeno una volta al Vinitaly rimanendo sobrio (non soberrimo, ma sobrio) | Non serve arrivare a Verona per bere come spugne fino a non distinguere più un Cerasuolo abruzzese da un Barolo. Il bello è assaggiare tanti vini sputandoli con diligenza. Poi non siamo mica alla fiera del masochismo, i più buoni si deglutiscono magari facendo il bis.

9 ) Leggi un po’ di tutto, ma soprattutto quello che ti annoia meno | Rifuggi la stampa da setta di intenditori che sciorina descrittori e sentenzia ogni due righe con malcelata retorica. La vita è già troppo breve per bere male, figuriamoci per leggere male di vino. E prega apri Intravino almeno 3 volte al giorno.

10 ) Costruisciti un percorso personale | Appassionati a un vitigno, a una zona, a una tipologia e scoprila pian piano, senza fretta, senza usare i punteggi come bussola, ma saltando di etichetta in etichetta a seconda delle occasioni, degli spunti, della casualità, delle notizie volanti. E infine, quando ti sentirai abbastanza forte da poter essere guida a tua volta, fai del sano proselitismo. Il vino buono ha bisogno di bravi bevitori. Racconta ai tuoi commensai come sei arrivato ad un vino, chi lo fa, la sua storia e quali ricordi ti legano alla bottiglia. Intanto, ricolma i loro bicchieri.

[Immagine: Bert Witt]





53 commenti a “Le 10 regole d’oro di chi ama il vino”

  1. Che bell’articolo! quoto soprattutto “il tuo palato è sovrano, se non ti piace un vino non è perchè non lo capisci, è perchè non ti piace.”. Quanti clienti vedo entrare intimoriti in enotca, quante volte mi sento dire “non lo capisco” e li correggo “non ti piace”. Onestà.

    p.s.
    aggiungerei che l’enofilo che incontrasse il tipo di cui al punto 1 (“Il 2005 in Bovgogna mi sembva sopvavvalutato, ho assaggiato degli Ovegon che invece…”.) è autorizzato a rispondergli “vai a cagXXe” senza dover temere di dare spiegazioni

  2. Stefano Ghisletta commenta:

    Complimenti bell’articolo, lo dovrebbero leggere in molti ;-)

  3. ken-ray ken-ray commenta:

    perfetto! danilo, alcune luci si sono accese nel mio microscopico cervello

    da un po’ di tempo sto imparando e molto.
    grazie alle persone voi.

    ps.

    andrea gori, mio sommo maestro, nell’articolo ti vedo tirato in causa…..

    pps.

    (miss NN aspetto diligentemente le sue lezioni private, sa che mi piace e molto la frase “good food, good female company, good wine” ? così tanto che ne ho fatto uno stile di vita)

    ppps

    le parole vinitaly e sobrio non possono esistere nella stessa frase

    • Nelle Nuvole Nelle Nuvole risponde:

      @ken-ray, non impartisco lezioni, condivido piaceri.

      • ken-ray ken-ray risponde:

        sa che abbiano affinità elettive non da poco? in primis il piacere di bere buon vino.
        sul fronte del gusto, come giustamente conferma danilo, bisogna dar retta al proprio palato.
        quindi ribadisco con fermezza il mio attaccamento al milleunanotte.
        e son quasi sicuro che una verticale “privata e rigorosamente a due” di questo vino le farebbe cambiare idea.
        nel caso contrario sono disposto a fare pubblica ammenda.
        sulle degustazioni alla cieca vorrei far notare sommessamente che per il labrusco mi rendo disponibile a chiunque voglia coivolgermi. so riconoscere i miei limiti. in quanto a superarli..ne riparliamo.

        mi sono scordato di questo

        Fatti adottare da un onesto enotecario.

        ecco, di contro posso affermare che io ho adottato lui.
        mi costa come un porsche.
        ma almeno è onesto. forse è anche competente

  4. Sara Porro commenta:

    Ma nella storia delle relazioni internazionali invece è lecito menarsela? Io ci avrei la laurea.

  5. Signora Signora commenta:

    NON C’ENTRA CON L’ARTICOLO……..MA…..

    AVETE VISTO SU WIKIO CHE INTRAVINO E’ IL PRIMO SITO IN ITALIA SUI VINI?

    AUGURI.

  6. Nelle Nuvole Nelle Nuvole commenta:

    Ineccepibile, aggiungerei, per un livello più “advanced”
    - Non avere pregiudizi, impara ad ascoltare te stesso. Quello per cui impazzivi ieri può oggi non soddisfarti più. Ogni età ha la sua bellezza e la sua scelta di vino.

    - Sii flessibile e magnanimo, non cazziare qualcuno che mostra di amare il Lambrusco e trova il Sangiovese “tropppo secco” o il Barolo “troppo acido”.

    - Ogni tanto puoi bere anche da solo, ci sono momenti in cui ti trovi da solo lontano da casa migliaia di chilometri e un buon bicchiere ti scalda il cuore. Se poi é anche un tipo di vino a te sconosciuto ti può regalare un piacere sensuale ed intellettuale che ti fa compagnia.

  7. GIULIO GIULIO commenta:

    Complimento, l’ho condiviso subito sulla mia pagina facebook :-)

  8. ziadada ziadada commenta:

    Proprio bello, nella lettera e nello spirito.
    Provvedo a dare, come si suol dire, “ampia diffusione” :)

  9. francesca ciancio francesca ciancio commenta:

    io vorrei adottare Roddolo. Che dite, glielo chiedo?

  10. Nic Marsèl Nic Marsèl commenta:

    Fantastico! Seguo alla lettera da anni tutti e dieci i comandamenti, ma ora un problema : ho finito i soldi :-)

  11. Tomaso Armento commenta:

    Concordo con tutto, solo una precisazione , secondo me importante: al punto 5 “bio qualcosa”.

    Molto meglio la prima parte della frase “hanno a cuore l’ambiente”, ricordo uno scambio di battute che ho molto apprezzato “la vigna è parte dell’ecosistema” non “è l’ecosistema”. Combinato sempre con la visita e con la conoscenza del produttore, la definizione di per se non è ancora una garanzia, purtroppo. se quando vai a vedere le vigne ci son solo vigne e non vedi boshi prati e altre parti della natura fatti delle domande.

    Danilo, ti sei anche dimenticato una delle mitiche “io con quello li non ci pavlo nemmeno, tvoppi solfiti”.

    Ciao
    Tom

    P.S. tra i consigli dovevi metterci di venire a cena da te, per fare una prova di cio che intendevi con il punto 4 applicato a un ristoratore e iniziare a spiegare come mettere in pratica il punto 7!

  12. Angelo Di Costanzo Angelo Di Costanzo commenta:

    Li cvedo tutti buoni pvopositi, alcuni un po steveotipati ma val bene sottolineave un appvvoccio ludico al piaceve del vino… :-)

    Una obiezione però lasciatemela avanzare sul punto 5):

    5)- Privilegia i produttori che hanno a cuore l’ambiente (bio-qualcosa, per intenderci) | Il vino buono ha bisogno di una natura non strapazzata.
    Ma perchè, conoscete produttori che non hanno a cuore l’ambiente o addirittura quello dove crescono le sue uve?

    • Questione spinosa, certamente. Per la mia esperienza personale, tutti i miei vini preferiti sono fatti da viticoltori che se non dichiarano esplicitamente l’appartenenza a una filosofia o a una certificazione, hanno comunque un’attenzione maggiore per l’ambiente e un totale rifiuto per le ptratiche invasive in cantina o in vigna. L’importante però è averla e non ce l’hanno tutti purtoppo. Forse per i piccoli produttori la tua affermazione è vera, ma per i grandi non ci metterei la mano sul fuoco…

      • Angelo Di Costanzo Angelo Di Costanzo risponde:

        Ciao Danilo, io credo che chi fa viticoltura di qualità la fa e basta. Piccolo o grande che sia (forse è questo il male più grande della comunicazione di oggi – il voler per forza etichettare)Non credo che ci sia alcuno che beva robaccia da tetrabrick e ne venga a raccontare in un Social. O almeno lo spero per loro.

        Conosco produttori che fanno 2000 bottiglie e tutte le difficoltà che hanno per stare sul mercato nonostante tutto l’amore possibile per la propria terra ma consoco parimenti produttori grandi, che fanno milioni di bottiglie e che investono fior di soldoni per migliorare la vigna e l’habitat in cui cresce.

        Non vedo in entrambi i casi diversità di sentimento, forse un approccio diverso, magari vini a loro immagine, diversi, ma la terra, la viticoltura è preservata alla stessa maniera.

        Poi se il discorso è piccolo (e sfigato!) è bello, allora è tutta un’altra storia…

        ;-)

        • Sono d’accordo con te angelo. Solamente avanzavo qualche dubbio sul tuo assioma viticoltore=amante della natura. Per i piccoli forse è universalmente valido, ma per i grandi è più difficile. Naturalmente esistono tanti grandi produttori cin una coscienza ambientale avanzata e, anzi, spesso proprio a loro si devono sperimentazioni e pratiche innovative dal punto di vistadella sostenibilità che non potrebbero essere messe in atto da chi ha meno massa critica e capitali per farlo. Quindi il discorso non è piccolo/sfigato è bello. Il discorso è grande/industriale meno bello, perchè per forza di cose un’industria del vino fa più fatica a rinunciare a percentuali di uva in una vendemmia non felice e ci dà dentro con i “rimedi”. Il fatto che però sia meglio adottarne uno piccolo piuttosto che grande dipende dal fatto che è più facile e più bello interagirci per un’appassionato.

  13. armando treccaffé armando treccaffé commenta:

    Kenray baaaasta di flirtare con NN….all’ultimo banco con un bicchiere di Tavernello da degustare e poi ne parliamo….
    ma la Porro ‘ è vramente cosi’ carina o esce migliorata su Intravino?

  14. like, like, like

    ma non sono troppo sicuro sul punto 6

  15. Maurizio Fava commenta:

    sono sempre un po’ prevenuto verso i decaloghi.
    lo era anche Mosè, che pare abbia spaccato una delle tre tavole scendendo dal monte perchè non la condivideva.
    su due cose in particolare non sono per nulla d’accordo: il “bio-qualcosa” (preferisco bere vini che siano buoni, a prescindere dalle autocertificazioni ecologiche) e lo sputo.
    I miai vecchi mi hanno insegnato che sputare è da maleducati.
    “Se non sai bere, stattene a casa”, dice un mio amico precirrotico che è sulla breccia da 70 anni…
    e concludo con un’altra citazione storica: “Il vero bevitore beve con moderazione”. E’ di Richard. Richard Burton.

  16. armando treccaffé armando treccaffé commenta:

    Be buon viaggio NN, che dire… anche io mi son divertito molto con voi due.. grazie anke ad Intravino che è er mejo Blog der bigoncio… maagari adesso lavoro un po’ di più…
    KenRay ma dov’è che T 6 infrattato?

  17. armando treccaffé armando treccaffé commenta:

    @ Lerner beato te che puoi gioire di cotanta bellezza in vivo…
    io me ne torno a rosicare in silenzio….

  18. carolina carolina commenta:

    dieci regole d’oro, ma manca la 3-A:
    adotta un piccolo produttore, ma dopo non smenargliela troppo, e sopratutto le prime volte guarda e taci. che hai tempo se l’adotti davvero di chiedere e sapere, magari stando culo a culo con lui. perchè adottare vuol dire osservare ed imparare.

  19. punto 3) fatto di recente

    punto 4) fatto da anni. Ho l’oste personale, è Fabrizio pagliardi de La Barrique. Fidatevi di lui, ha la passione e la trasmette.

  20. NEBBIOLO67 NEBBIOLO67 commenta:

    E PER FINIRE “NON ESISTE IL BUON VINO, ESISTE LA BUONA BOTTIGLIA, LA DIFFERENZA LA FA’ IL PRODUTTORE…”

  21. A. A. commenta:

    Ho iniziato da poco a bevicchiare curiosando qua e là e osservando il punto 2. Prima il vino e poi l’etichetta. O meglio, se mi piace il vino, mi ricorderò l’etichetta.
    Nel punto 4 si intende che l’enotecario mi somministri i vini a sue spese? :D

  22. Vinogodi Vinogodi commenta:

    … articolo piacevole in base anche al percorso personale di chi legge : mio figlio (11 anni) ha detto che non l’ha divertito…

  23. Notizia di servizio per Kenray: miss NN è ospite presso la mia enoteca oggi….. che charme :-)

  24. Consiglio a tutti di leggere queste 10 regole con molta attenzione.

  25. Grazie. Anche a nome di non capisce niente di vino e ha la possibilità di capire che on è una loggia massonica e di chi, solo per quel (poco) che sa storcerà il naso, credendo che condividere cultura sia perdere allure…

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