L’Automated Prosecco Machine e le altre stupide invenzioni del marketing

L’Automated Prosecco Machine e le altre stupide invenzioni del marketing

di Elena Di Luigi

È l’obiettivo del marketing quello di sorprenderci, magari con delle idee, anche geniali, che quando tradotte nella realtà provocano delle conseguenze piú grandi di quelle previste. Nell’epoca dei social media succede anche che tutto si gonfia e sgonfia nel giro di poco tempo e quindi anche una protesta, magari giusta, spesso arriva quando la platea si è già dissolta. Questo è quanto è successo al Consorzio di tutela della Denominazione di Origine Controllata Prosecco quando ha fatto notare alla Gran Bretagna che ció che producono non puó essere venduto come gassosa.

A Londra la catena di wine bar Vagabond ha pensato di lanciare l’apertura dell’ottavo locale piazzando all’ingresso un distributore giallo stile ATM da cui i passanti si potevano servire di prosecco al bicchiere, gratis. La promozione è durata due giorni, pensata anche per festeggiare la fine di Dry January, mese in cui molti si astengono dal bere alcol per risettarsi dopo le festività. L’idea ha sfruttato il fatto che questo bar, nel cuore della City finanziaria, un tempo era una banca. Neanche a dirlo, il lancio ha attirato l’attenzione di tutti i passanti e infatti il locale è stato subito ribattezzato Vegabank e il distributore APM (automated prosecco machine).

Tuttavia l’iniziativa di marketing non è affatto piaciuta al Consorzio del Prosecco che ha minacciato una denuncia e mandato un rappresentante a visionare l’ATM, perché per legge il prosecco si puó solo vendere in bottiglia e versato dal vetro. E se certa stampa ha parlato di effetto boomerang, perché il consumatore di fatto non ha interesse a conoscere certe regole, per il Consorzio è stata l’occasione per ribadire che la UE non solo non permette la distribuzione del prosecco alla spina, ma anche che i tentativi o le richieste dei pub di venderlo al boccale non hanno futuro.

La catena Vagabond che nei suoi wine bar propone 160 vini provenienti da tutto il mondo e la birra artigianale self-service, già a dicembre aveva eretto un cartellone fuori la stazione di King’s Cross di Londra per lanciare un locale a Canary Wharf, il secondo centro finanziario della città. Il cartellone riproduceva un muro fatto di mattoni da cui spuntavano due rubinetti, uno per il vino rosso e uno per quello bianco. Per un giorno i pendolari si sono potuti servire di vino e celebrare cosí i 100 anni dal proibizionismo. La campagna si è ispirata alla trovata dei produttori dell’epoca che per aggirare la legge vendevano mattoni impregnati di vino (wine bricks), i quali, una volta lasciati immersi per tre settimane in una stanza al buio, trasformavano l’acqua in qualcosa presumibilmente simile al vino. A rendere il tutto ancora piú esilarante era l’etichettatura con cui questi mattoni venivano venduti, con le istruzioni su cosa non fare per non ritrovarsi, inconsapevolmente, con dell’alcol a casa e quindi infrangere la legge “Do NOT leave brick in a bucket of water. Especially if it’s in a dark room. And definitely DON’T leave it in water in a dark room for three weeks. That may result in wine, and that would be VERY BAD.”

Bibendum Wine che è una delle agenzie di vino piú note di Londra e specializzata nella distribuzione alla ristorazione e ai wine bar del paese, nel suo rapporto annuale sull’andamento delle vendite future, prevede che nel 2020 il consumatore britannico non solo continuerà a bere prosecco, confermando cosí un trend di +28% registrato nel 2019, ma si innamorerà del Pink Prosecco il cui debutto è previsto entro l’anno. Insomma, marketing o no, il futuro di questo vino in GB é decisamente roseo.

1 Commento

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Lanegano

circa 6 mesi fa - Link

'Fuck off' si può dire.....?!?

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