di | mer 01 ago 2012 ore 12:05
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La valigia del vinofilo. Quali vini portare in vacanza, se portarli, se si va in vacanza

Faccio i bagagli. Me ne vado, addio, parto. Vado qui vicino per pochi giorni, pure se con la crisi globale, mondiale, totale (e anche un po’ termonucleare) passare da una provincia all’altra ha già il sapore della lussuria. Ma prima di fare la valigia, come sempre, come tutti, ho il mio foglietto volante delle cose da non scordare assolutamente, che comincio a compilare a febbraio, di solito. Quest’anno ho aggiunto una sezione speciale, i vini da assaggiare, o riassaggiare, o comunque le due o tre etichette confortevoli, rassicuranti, sulle quali torno sempre a distanza di tempo perché – hey, siamo tutti enoesagerati, ma in fondo al cuore c’è posto solo per quelle poche, stabili certezze.

Bollicine. E quando dico “bollicine” dico Franciacorta, e chi voleva capire ha capito. Ho un paio di Rosé da testare, e uno è il franciacortino di Gatti. L’altro è un veneto, Fulvio Beo di Ca’ Rugate, che proprio non conosco ed è un po’ come portarsi il lavoro in vacanza. Però la bolla rosa è il genere di spumante che prendo volentieri anche senza sapere, a scatola chiusa. Del resto, insomma, se uno non prova, poi come fa a dire?

Lambruschismi o cose simili. Questo in teoria è un prolungamento della sezione precedente. Sarà che per me le bolle servono a rendere appetibile pure la cocacola. Se poi sono disciolte nella bevanda odorosa, si figuri signora mia, è come invitarmi a nozze. In valigia metto un rosso col frizzo che non è un Lambrusco in senso stretto, ma è una cosa simile fatta da un lambruschista, Monte delle Vigne: il suo Rosso. Sostanzialmente barbera al 75%, e bonarda. Adesso il 2011 sta venendo fuori, come si dice in linguaggio tecnico, cioè sta diventando veramente una figata, come si dice quando non ci sente nessuno. Io lo consiglio freddo, di frigo. Non è il genere “fermentazione naturale con le fecce riottose e coi lieviti che fanno iabadabadù”, ma è semmai una release pulitina e fruttata.

La mia terra (la Liguria). Porterò meco l’opera omnia di Laura Aschero: il Pigato 2011 è in coda di riassaggio (testato ad aprile era ancora duretto). Il Vermentino invece è una certezza, direi uno dei primi tre Vermentino nella Riviera di Ponente. La chicca secondo me è il suo Rossese, che nella denominazione “Riviera di Ponente” spesso viene vinificato come un rosato carico, un cerasuolo, un vattelapesca. Questo è sul genere “rosso lieve delicato fragrante e croccante”. Postfazione per i miei amici di Dolceacqua che si arrabbiano facile: LO SO, il Rossese cool è quello vostro. (Faccina).

A questo punto del post il blogger inserisce di solito la domanda per innescare i commenti: e voi, che vini vi portate in vacanza? Oppure esplorate solo le produzioni locali? Ecco, l’ho fatto. Vi ricordo che io non sono pagato a post, ma a commenti, quindi commentate in tanti che ho appena cambiato il Cayenne. Attenti alle parolacce, che il software progettato dalle Orsoline vi fionda in moderazione. Buone vacanze, in ogni caso.

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31 commenti a La valigia del vinofilo. Quali vini portare in vacanza, se portarli, se si va in vacanza

  1. avatar she-wolf for native languages

    Bravo Fiore, essendo di Genova usi quasi solamente le parole necessarie, senza sprechi.
    Quasi.
    Cosa vuol dire “testare” usare il tuo capoccione per aprire le bottiglie testé menzionate?

    Io provo il vino locale, se posso mi porto l’olio d’oliva da casa. E anche la compagnia, passati i tempi in cui potevo testare la fauna del posto.

    Felice di contribuire alla rata per la Cayenne.

  2. Io i vini non li porto mai con me.
    Vado in vacanza anche con l’obiettivo di scoprire qualche nuova bottiglia … suggerimenti per la Valle d’Isarco ? :-)

    • avatar gionni1979

      Nossing e Abbazia di Novacella….

    • avatar Zakk

      In Val d’isarco cerca Zohlhof, radoar e Garlider, uno vicino all’altro sopra a Chiusa, sulla strada per Velturno.
      Poco conosciuti, introvabili, bbbboni.

      Io in ferie bevo il meno possibile per depurarmi da un anno alcolicamente impegnativo.

      • avatar FdM

        Un altro nome valido è Klaus Lentsch (in val d’Isarco, a maso Hemberg) fa Veltliner, Pinot Nero e Gewürztraminer. Tutti da provare

    • avatar Zakk

      Dimenticavo: se sei in Val d’isarco il 24 agosto, a Bolzano c’è la presentazione dell’annata nuova di circa 70 produttori alto atesini.

      • avatar gionni1979

        E’ vero… ci sono stato due anni fa, ma mi sembrava che fosse il 10 di agosto per San Lorenzo…. Forse sbaglio….

      • Grazie dei consigli… rientrerò a Roma il 26 quindi non mi lascerò scapare la presentazione!

        • avatar roberto bardelli

          Assolutamente imperdibile il Pinot Noir di Hartmann,ex enologo di cantina di Terlano.
          Il Dona’ noir (cosi’ si chiama) per me appassionato della Borgogna e’ l’unico pinot nero italiano che vale un premier cru o un discreto grand cru.Quindi,se puoi,spendi pure i circa 45 euro che ci vogliono per una delle rare 2.000 bottigle di questo nettare (tra l’altro,biodinamico)!

    • veramente non voglio sfruttare il post per pubblicità ma siccome c’è un po’ di confusione circa gli eventi citati:

      la “vinea tirolensis” organizzata dai vignaioli avrà luogo il 24 agosto:
      http://www.kobler-margreid.com/download_blog/FWS_Vineatirolensis_2012.pdf

      il “calice di stelle” organizzata da tutte le cantine del comune di bolzano invece il 10 agosto:
      http://www.suedtiroler-weinstrasse.it/italiano/manifestazioni-attuali/calici-di-stelle.html

    • kiemberger, khornelhoff, Unterortl, Nusserhoff. Di III e IV suggerisco (III) Gneiss (taglio di blaterle, freulere e m. thurgau) IV)) blaterle (in purezza). Non sono i loro vini di punta (per Unterortl rieslig e p. nero, per nusserhoff lagrein e Elda) ma danno un respiro e un’idea altoatesina da “piccolo borgo antico”… commoventi

    • avatar patrizia

      Valle Isarco, meraviglia dei binchi. Gumphof, fiè allo Sciliar; PLiger, Bressanone; KofererHof, Varna, Nossing, Bressanone…..

  3. avatar Antonio

    Ciao a tutti, mi associo a Fiorenzo sulle bollicine, Francesi di piccoli produttori oppure Fiorini Lambrusco di Sorbara “Corte degli Attimi” buonisssssssssimo

  4. avatar OsteRobi

    Ciao Vacanzieri, io vado di rifermentati in bottiglia!
    -Garganega di Stefano Menti
    -Radice di Paltrinieri
    -Casa Coste Piane di Loris
    e visto che una bolla + impegnativa nn guasta:
    Erpacrife nebbiolo M.c…goduria!!

    e poi..tanta sana birra fatta bene!!

    Buon tutto..a tutti!! :)

    • Anch’io faccio scelte analoghe per l’estate, oltre alla Garganega di Menti e al Radice di Paltrinieri, bevo volentieri:

      - Fortana Sur Lie! di Mariotti
      - Redentor Rosato di Raboso di Tessère

      Come prosecchi un paio: Nicos di Nicos Brustolin + un altro che non posso citare per conflitto di interessi ! (chiedere a Elia Cucovaz) ;-)

      Sulle bolle impegnative dico che in questo periodo sono in assoluto trip per l’Extra Brut di Camossi !

      • avatar OsteRobi

        Ciao Marco,

        nn volevo esagerare con Mariotti, e su Camossi sfondi un portone che nn esiste!!
        Ci vorrebbe un furgone con cella frigorifera!!:)

      • Lambrusco di Sorbara “Falistra” 2011 Podere il Saliceto…
        Terra vignata Verdicchio Matelica 2010 Borgo Paglianetto…
        …spendete il giustissimo e bevete bene, parecchio…

  5. avatar Giovanni Solaroli

    Se è per il cotenne di fiore, commento:
    in valigia metto solo calzini ascellari e mutandoni giro-collo. per le bevute vacanziere sono soggetto passivo: quel che passa il convento, gli amici, gli osti e in genere la gente del luogo. Che ne sa una più di me. Saluti

  6. avatar Adriano Aiello

    L’immagine del foglietto è tragicamente calzante. La posso arricchire con la sequela di bestemmie successive allo smarrimento del medesimo appena arrivato a destinazione (alto adige nel mio caso). Attivo le sinapsi ma penso sempre che qualcosa dimenticherò e il calvario assume proporzioni tonitruanti. Poi mi ricordo che sono un papà e non posso pensare sempre a quale pinot bianco dovevo assaggiare. Che poi qui o vai in cantina o i ristoranti sono tutti un po’ uguali: muscolari, mediamente apprezzabili ma avari di una carta dei vini che rispecchi i valori territoriali. Mi offrono bianchi random sfusi. Tse…

  7. avatar pietro

    Qui a Riva del Garda in hotel improponibile lista vini che non solo nom eccelle ma arriva a ricarichi del 400%… esempio tra le bollicine Ferrari Brut (esatto quello del supermercato, neanche il perlé) 40€. Provato un Lagrein per la modica cifra di 18€ (come da post il terzo meno caro) presdochè imbevibile.
    Trovata una enoteca (unica su tre del centro non scaduta a pseudo edicola enoica per tedeschi) in cui fare acquisti, vista la gentilezza e competenza del proprietario… rimane da capire come portarmi la boccia al ristorante dell’hotel… mancia al maitre?
    Settimana prossima in quel di Tonezza porto da casa alcuni rossi che da tempo volevo provare:
    - Levia Gravia 2001 magnum
    - Oracolo di Inama
    - Bradisismo sempre Inama
    - Amarone Campo dei Gigli 2005 Tenute Sant’Antonio.
    bollicine: Franciacorta Rosé di Faccoli
    bianco: Bucci base e Balciana di Sartarelli.

    Adios

  8. Una bottiglia di Stretto Passito di Criserà (da terrazzamenti vista Stretto di Messina però sulla sponda calabrese) in frigorifero, da belle gioie al palato.

  9. vado a Merano e, nonostante i suggerimenti dati all’amico Andrea ilbeonefotografo, non tocco un goccio di vino mamco a morire: lo faccio tutto l’anno che non riesco a non analizzarlo per cui sarebbe un prolungamento del mio lavoro… “prego, vuol brindare con me— grazie, preferisco dino”

    • avatar Fabrizio pagliardi

      Birra???? O ti metti a pane e acqua???

      • acqua e tanti bei piatti succulenti. Se proprio bevo andrò sul già conosciuto che la carta dell’hotel (per l’appunto hotel terme di merano) proporrà

  10. avatar Manilo

    IO ancora indeciso dove andare, proprio due estremi.
    Valcamonica per Enrico Togni ,poi scendere dal Camossi e perchè no Arici,visto che ci sono anche il Gatti,insomma non casco male e di mattina in cerca di funghi, starei da Dio.
    Opzione numero due: a scrocco casa del suocero nel Parco Nazionale del Pollino versante a 15 km da Scalea,perciò so di qualcosa a Saracena e poi buio totale e non voglio fare 200 km per andare a visitare una cantina, la mattina mare a Diamante.
    Il problema stà in ogni caso portare poche valige, maggiormente in Valcamonica, per fare spazio a cartoni.

  11. avatar Adriano Aiello

    Quanta gente da queste parti! Tocca organizzare visite in cantina di gruppo…

    • avatar Manilo

      Voglio i nomi (:-

  12. Sigh….io in vacanza non ci andrò, ma tante buone degustazioni mi farò!
    la cantinetta frigo ho gia riempita da mò e ad agosto, a svuotarla m’accingerò e …forse…a settembre ve lo racconterò!!!
    Prosit!

  13. Si parte martedì, Sarzana e zone limitrofe in Vespa d’antan.
    Quindi:
    - Santa Caterina (Vermentino e Giuncaro), e se è pronta anche l’albarola.
    - Ponte di Toi Vermentino
    - Walter De Battè in tutta la sua poliedricità
    - Fravizzola Vermentino
    - Arici Rosè, sperando di recuperarlo in zona perchè più di un paio di bocce in Vespa faccio fatica (siamo in due)
    Poi si va in Croazia, non in Vespa, fortunatamente. Mi affiderò quindi sia al mio naso che al mio bagagliaio, purtroppo non capiente come quello del Cayenne di cui sopra…
    PS: ciao a tutti, primo post anche se vi seguo da parecchio come lettore!
    Michel

    • avatar OsteRobi

      Ciao Michel,

      Santa Caterina..ti piace vincere facile!! :)
      Per Arici..spero tu sia fortunato..il rose’ nuovo esce da settembre!!
      Robi

  14. avatar Teodoro Viola

    Verdicchio di Matelica Collestefano

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