La peggior carta dei vini che abbiate mai letto (Prosecco di Frascati edition)

di Antonio Tomacelli

Le perle inanellate dalla “peggior carta dei vini che MAI sia stata scritta” sono da consegnare ai posteri. Gli autori di questo autentico capolavoro letterario sono i proprietari di un ristorante Thai in quel di Roma e, proprio perchè stranieri, concediamo loro una seconda possibilità: per il momento, terremo segreto il nome del locale a patto e condizione che entro il termine improrogabile di 7 giorni venga posto fine allo scempio linguistico. Lo so, sono un po’ duro, ma non è bello vedere una redazione che si rotola sul pavimento. Bagnato. Altro che Rotfl.

Grazie a Francesca Ciancio per la segnalazione.

P.s.: se siete sopravvissuti ai vini bianchi abbiamo per voi il colpo di grazia: la carta dei rossi!


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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

29 Commenti

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Angelo Di Costanzo

circa 8 anni fa - Link

Semblelebbe, dico semblelebbe, che sclivono come pallano... :-) Con Jacopo ce l'eravamo appena detto: http://larcante.wordpress.com/2012/03/10/carta-canta/

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 8 anni fa - Link

Angelo, siamo andati in sincronia... ;-)

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 8 anni fa - Link

Visto che è un ristorante cinese, dovrebbero scrivere Balolo, Gotto d'olo, Molellino. :-) Però gli va dato atto che Gewurztraminer è scritto corretto, meglio di molti ristoranti italiani.

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Angelo Di Costanzo

circa 8 anni fa - Link

Glielo avrà sclitto qualche amico lomano... :-)

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

In compenso c'è Terre del BARORO.

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armin kobler

circa 8 anni fa - Link

Beh, per essere veramente precisi: Gewürztraminer, non Gewurztraminer. Cmq molto meglio che il Nero D-avola!

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Angelo Di Costanzo

circa 8 anni fa - Link

Invero più che l'umlaut - che rimarrebbe una rarità - conterebbe scrivere bene il nome del produttore che manca di una "n", Tiefenbrunner. Però dai gli stiamo a spaccare il capello... :-)

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armin kobler

circa 8 anni fa - Link

appunto, in verità conta altro, su questo siamo d'accordo tutti.

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

GOLD ROSSO? Comunque prego notare MATEUS/LANCERS.

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Jade

circa 8 anni fa - Link

ci sono sempre. sempre.

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Da altro ristorante cinese https://m.facebook.com/home.php?__user=100002598042320#!/photo.php?fbid=214444205318846&id=100002598042320&set=a.108286312601303.16148.100002598042320&__user=100002598042320

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Daniele Camponeschi

circa 8 anni fa - Link

Tremendo. Vero anche che bere vino in un ristorante di cucina thailandese è come accompagnare una lasagna col saké. Magari non è nemmeno thailandese ma dovrebbe rendere l'idea. Almeno credo ;)

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Questo è un discorso secondo me molto complesso e anche dibattuto. Stasera non ne ho la forza, ma ce ne sarebbero molte da dire, e credo che un abbinamento con alcuni di quei piatti sia possibile.

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Daniele Camponeschi

circa 8 anni fa - Link

Certo Tommaso, la mia era una piccola provocazione. La carta non sembra quella di un grande ristorante. Può darsi che il cuoco sia bravissimo ma in sala battono la fiacca!!

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Tommaso Farina

circa 8 anni fa - Link

Completamente d'accordo. A Milano c'è un cinese-thai di pregio, lo Shangri La, che ha una carta dei vini che ricordo corposa e corretta. Ma mai, dico mai ho visto qualcuno ordinare del vino. Massimo birra Tsingtao, che tra l'altro odio. Quando ci torno, provo a dare un occhietto alla lista dei vini.

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GiacomoPevere

circa 8 anni fa - Link

Io sarei per andare tutti in blocco a cena da loro, ordinare le migliori bottiglie, e poi una volta in tavola rimandarle indietro perchè io voglio bere il Sauvignon di Marco Feluca mica il dozzinale vinello di Marco Felluga! :)

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Pietro Caputo

circa 8 anni fa - Link

Quando, dopo feluca, ho letto gregorio di faudi non ce l'ho più fatta... mi son ribaltato! domani entro in enoteca e lo chiedo...

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Carema86

circa 8 anni fa - Link

Senza che ci fossero errori di ortografia... a Gotto d' Oro mi sn ribaltato lo stesso:)

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Daniele Rigillo

circa 8 anni fa - Link

Per me il massimo è stato leggere, in una carta vini (italiana, in Puglia), una COSA chiamata ALIANITICO (!!!): andando per deduzione, capii che si trattava di aglianico leggendo, tra le righe precedenti, nomi di altri vitigni. D'altronde, cosa importa al cliente di chi fa quel vino, o di altre informazioni? L'importante è sapere che è un ALIANITICO! ;)

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

guardate che non c'è bisogno di arrivare in mete esotiche per spisciasi da ridere: signora up-class con pelliccia un paio di settimane fa entra in enoteca e mi chiede con nonchalance se ho lo chardonnay di "qualcosa che suona come L'ALTRO POMERIGGIO" (tasca d'almerita)

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leonardo

circa 8 anni fa - Link

A me hanno chiesto: Franciacorta ca del bue (incerenitore in provincia di verona) Ferrari Perrier (forse lo volevano molto gasato). Immagina le mie risate.

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Nicola Ravagnan

circa 8 anni fa - Link

ecco dopo 25 anni di attivita in questo settore leggo cio che leggevo 25 anni fa domanda: ma e vermaente evoluto questo mercato o e solo apparenza

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Olimarox

circa 8 anni fa - Link

I miei complimenti e incoraggiamenti al bistrattato ristorante tailandese (in cui non entrerò mai, preferendo la cucina etnica italiana). Abbiate pazienza, amici orientali, qui amano sparare sulla croce rossa e la pietas non sanno nemmeno dove stia di casa, anche perché non rende. Per quel che mi riguarda mi felicito invece che abbiate comunque cercato di offrire dei vini italiani assolutamente degni ai vostri clienti. La prossima volta, magari, fatevi aiutare da un amico italiano per la grafia e dal buon gusto per levare il 'lancers'. Ho visto carte peggiori in tante italianissime bettole. Continuate così.

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She-wolf in the Far East

circa 8 anni fa - Link

In un ristorante Thai, anche in quel di Roma, una carta così va premiata per la scelta e per i prezzi, almeno dei bianchi. Quelli dei rossi non si leggono. La cucina Thailandese è di solito piuttosto raffinata ed elegante. Niente a che vedere con gli "involtini primavera", per me il corrispondente asiatico di "pizza pepperoni". Ringrazio Friedan Ciancio per la segnalazione, e quasi, quasi la prossima volta che sono a Roma ci vado a mangiare. Molti piatti della cucina "far east" si possono benissimo abbinare col vino e nelle liste di cui sopra ce ne sono un paio niente male.

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Renato

circa 8 anni fa - Link

Ho provato abbinamenti con cucina orientale e molto spesso si riesce a trovare una piacevole armonia. Si tratta sempre di pietenze non molto strutturate per cui la scelta va verso direzioni ben precise, però sono abbinamenti nuovi che secondo me confermano che il vino può accompagnare quasi tutto. Certo la carta dei vini.... se l'avessi presentata alla tesina dell'esame da Sommelier, forse oggi parlerei di altri. La carta dei vini secondo me è lo specchio della cantina... quindi spero per quelle bottigle che vengano tenute meglio di come sono indicate nella carta.

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Rick

circa 8 anni fa - Link

Sono d'accordo, ho visto di peggio e di meno scusabile: la dvisione tra bianchi e rossi c'è, la scelta non sembra casuale e i prezzi grosso modo corretti; pretendere competenza territoriale forse è giusto, ma anche poco realistico, così come è comprensibile la confusione nel trascrivere le etichette. Escludo però che sia un "vero" thai, perché la confusione fra R ed L e soprattutto gli ideogrammi, fanno pensare a una gestione cinese.

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Cristiana Lauro

circa 8 anni fa - Link

Esilarante! Il nome, cacchio!!! :-)

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maurizio gily

circa 8 anni fa - Link

non è la peggiore. Ne ho viste di peggio.

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