Avete letto il politichese nell’intervista di Paolini sulla guida-non guida Espresso? Perché fa un po’ ridere

Avete letto il politichese nell’intervista di Paolini sulla guida-non guida Espresso? Perché fa un po’ ridere

di Antonio Tomacelli

Incredibile ma vero, abbiamo trovato il modo di decifrare il “vinese”, lingua nota solo agli addetti ai lavori che si occupano di vino in maniera professionale, quindi una piccola percentuale dei consumatori finali. Un po’ quello che succedeva una volta con i giornalisti che sapevano tradurre il “politichese”, linguaggio oltremodo difficile da comprendere, oramai scomparso dopo l’avvento di un movimento come la Lega, che ha fatto della comunicazione diretta con il popolo un dovere al quale si sono assoggettati gli altri partiti: il “celodurismo” di bossiana memoria è stato adottato, con sfumature diverse, da una larga fetta politica.

E per il vino? L’impresa titanica è stata quella di capire cosa ha detto Antonio Paolini, responsabile della guida Espresso, insieme ad Andrea Grignaffini, nell’intervista rilasciata a Cronache di Gusto. Si parla di Guida dei Vini e si parte con una smentita: “Non sarà una vera e propria Guida, ma un modo per rompere gli schemi sul vino”. Dichiarazione forte, alla quale segue una spiegazione altrettanto efficace. “Da quasi 30 anni si fanno le cose tutte in maniera standard in questo campo e credo che sia arrivato il momento di pensare a cose nuove. Ecco, noi ci mettiamo la faccia. La nostra Guida saprà raccontare ai consumatori, perché è a loro che principalmente ci rivolgiamo, cosa c’è di nuovo da bere o assaggiare, cosa da riassaggiare, cosa da conservare”.

Indubbiamente lo schema è rivoluzionario, sembra quasi che nelle altre edizioni si scrivesse di argomenti quali giardinaggio e filatelia, rivolgendosi solo a pochi appassionati. Quindi azzardiamo qui la possibile traduzione dal vinese: “Continuiamo a fare quello che fanno tutti, solo dobbiamo raccontare che siamo diversi dagli altri”.

Altro aspetto incredibile è che gli assaggi vengano fatti in commissione composta da almeno due o tre soggetti, una vera e propria rivoluzione rispetto a quanto visto fino ad oggi. Ma il bello deve ancora arrivare: “Basta spulciare un po’ in giro per rendersi conto di questa rincorsa che hanno i curatori delle guide alle aziende: una sorta di gara a chi ne inserisce di più. Poi, alla fine, più o meno ci sono tutte nelle varie guide. Per farne una sola ci vorrebbe un’enciclopedia di duemila pagine. Quelle meritevoli, però, ci sono tutte. Il ricambio, anno dopo anno, o guida dopo guida, non è così grande. Diciamo, poi, che c’è sempre la speranza che inserendo più aziende si vendano più copie. Noi proveremo a fare grandi numeri, mettendo meno aziende”.

Qui sembra sicura quest’altra versione, debitamente tradotta: “Smettiamola di mettere in Guida aziende che non fanno pubblicità, che non comprano le guide, grandi e piccole non importa, basta che collaborino. L’editore ci ha detto che deve risparmiare sulla carta e quindi non c’è bisogno di essere democratici per forza, scegliete voi ma con intelligenza”.

Poi ecco uno sguardo alle prospettive molto innovativo: “E’ davvero difficile sbagliare un vino, bisogna impegnarsi molto. Il livello medio è buono, per questo noi non vogliamo fare un’enciclopedia del vino italiano, ma un manualetto dove inserire le eccellenze, le bottiglie impedibili, per tante ragioni. Non ci baseremo sul prezzo, anzi se inseriamo quelle eccellenti che costano poco, per noi è una vittoria. Ma guarderemo molto le caratteristiche di Originalità e congruità del territorio che questi vini vogliono rappresentare”.

Su quest’ultimo passaggio, sembra che il pensiero originale fosse questo: “Abbiamo provato a fare qualcosa di completamente diverso e non ci siamo riusciti. Allora ci siamo messi a guardare quello che facevano gli altri, abbiamo preso un po’ da tutti e vogliamo produrre una sorta di Bignami del vino, basso prezzo e larga diffusione… speriamo!”

[Immagine: Jader Jacobelli alla conduzione di Tribuna politica, 1972 circa, via Il Messaggero]

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

13 Commenti

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amedeo

circa 1 anno fa - Link

A questo punto siamo tutti curiosi di avere tra le mani questa guida "rivoluzionaria". Magari la faranno uscire anche prima, tipo metà agosto, così, tanto per essere originali, diversi dagli altri.

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Cristiana Lauro

circa 1 anno fa - Link

A trovarla l'intera collezione dei Bignami! Erano fatti benissimo, mentre adesso ci tocca il "Bignami del Bignami", ovvero Google, quello che ci spinge alla ricerca di tutto quello che non sappiamo con due click e dove non peschiamo la risposta più esauriente, ma quella più corta, così facciamo prima. Oppure quella che meglio asseconda il preconcetto dal quale eravamo partiti. Altrimenti non potremmo vivere di miserabili pregiudizi, accidenti a noi! Avrei preferito aspettare l'uscita del lavoro della squadra Espresso prima di giudicare. Non mi piace così..

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amedeo

circa 1 anno fa - Link

Consiglio poi di leggere, nei commenti all'articolo di Cronache di Gusto, il divertente botta e risposta tra Cernilli e Paolini.

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cernilli

circa 1 anno fa - Link

La Lauro "en privé" mi ha tirato le orecchie, e forse con ragione. Non avrei dovuto commentare, ma è stato più forte di me. Spero solo di avere strappato un sorriso a qualcuno ma me ne scuso con i lettori e anche col vecchio Paolini, che però ha trovato il tempo per una risposta un po' piccata, cosa che mi dispiace.

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Cristiana Lauro

circa 1 anno fa - Link

Ah!Ah! Ma sì una tiratina d'orecchie ogni tanto, in amicizia, ci sta. E poi con Antonio siete vecchi amici. Certe bevute abbiamo fatto tutto insieme. E chi se le scorda!...che Amarcord ti tira fuori la Lauro alle sei di un pomeriggio d'estate. 😉

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Emanuele

circa 1 anno fa - Link

Uh! Me lo voavvéde di corsa.

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excellence

circa 1 anno fa - Link

che bello... in questa diatriba ci rivedo tutto il provincialismo e campanilismo molte volte stigmatizzato e condannato dai protagonisti, in quanto freno per il meraviglioso mondo del vino...

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sergio

circa 1 anno fa - Link

Alla presentazione Enzo Vizzari disse: “Si chiamerà – I Vini dell’Espresso – dice il direttore Enzo Vizzari – e l’obiettivo è realizzare uno strumento pensato per il consumatore evoluto prima che per gli addetti ai lavori. Non sarà quindi una pubblicazione generalista e onnicomprensiva, sarà più agile, articolata in diverse sezioni: da – i migliori assaggi dell’anno – ai migliori acquisti – alle migliori bottiglie da acquistare e conservare – ai migliori vini di ogni denominazione… Naturalmente il tutto corredato da schede e commenti sulle aziende”. "l’obiettivo è realizzare uno strumento pensato per il consumatore evoluto"(E Vizzari) E le 15 edizioni passate per chi erano state pensate? Per un consumatore involuto? E' stato il Web, sono stati i SOCIAL a far evolvere il consumatore "contemporaneo"? C'è tanto CONFORMISMO in giro, c'è tanta OMOLOGAZIONE nel web(social compresi) che sarà inevitabile una svolta nella RETE, di cui già parlano alcuni dei più grandi studiosi mondiali di internet.........E può darsi che la Nuova Guida ESPRESSO sia nata già vecchia.

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sergio

circa 1 anno fa - Link

Anche il MODO in cui Vizzari ha sostituito Rizzari-Gentilini è il sintomo di come si sono (in)evoluti i TEMPI? Da un'intervista di Ernesto Gentili: "Buongiorno Ernesto Gentili. Dicci subito una cosa, te l’aspettavi? Prima di parlare di aspettative vorrei fare un piccolo passo indietro: abbiamo fatto 13 edizioni della guida, prima con un contratto triennale e poi rinnovato ogni anno per 10 volte. Questo vuol dire che c’era un rapporto di fiducia e questo rapporto comprendeva anche la piena libertà di espressione. Detto questo, la diminuzione del numero di pagine dell’ultima edizione non era certo un segnale confortante e poi a gennaio mi è arrivata la telefonata di Vizzari… Che ti convocava a Roma per una riunione? Assolutamente no, mi diceva solamente che la direzione dell’Espresso aveva deciso di cercare altre strade relative al settore vino. Anche se aggiungeva che potevamo fare delle proposte, ho capito che questo rapporto durato 13 anni stava per finire. Ma poi vi hanno convocato ufficialmente? Ti ripeto che l’unica comunicazione (anche difficile perché la linea era disturbata) è stata quella telefonata. Poi non ho e non abbiamo saputo più niente. Del resto non mi risulta che abbiano fatto un comunicato ufficiale, ma la notizia sia stata data “ufficialmente” da Luciano Pignataro. A questo proposito: prima ho parlato di un buon rapporto con l’Espresso per 13 anni, di una fiducia data e ricambiata, proprio per questo mi sento di dire che potevano chiudere la cosa in maniera più elegante e… mi fermo qui. Ma durante quella famosa telefonata Vizzari come ha motivato la scelta? Non l’ha motivata, ha detto solo che era una scelta della direzione editoriale."(dall'intervista) . Noi commentatori cerchiamo di motivare le nostre critiche: ma potremmo incappare in un blog che, come E Vizzari, ti toglie la parola...senza nessuna motivazione.

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gp

circa 1 anno fa - Link

Il riferimento finale al basso prezzo (della futura guida) risulta incomprensibile se non si cita questo passaggio dell'intervista di Paolini. Il prezzo: “Ancora da definire, ma meno di quella dello scorso anno”. Quindi l'anno scorso il prezzo era stato aumentato dai consueti 19,50 a 22 euro, nonostante la riduzione di un centinaio di pagine, solo per poter rivendicare la sua riduzione come claim pubblicitario al momento della nuova uscita... D'altronde, di claim pubblicitari è tempestata tutta l'intervista, che sembra dare per scontata una certa dabbenaggine da parte del lettore. Se tu mi dici che investirai di meno nella guida, che taglierai il numero delle aziende e dei vini recensiti eccetera, garantendo che questo calo quantitativo sarà più che controbilanciato da un guadagno in qualità, a me fa lo stesso effetto dell'oste che giura sulla bontà del suo vino, cioè zero credibilità -- ma forse sono io che sono troppo smaliziato. Se vogliamo invece parlare di cose serie e non di fuffa, sarebbe interessante che qualcuno chiedesse a Paolini come "enogastronomi" che si occupano più di "gastro" che di "eno" (vedi il mio commento qui, http://www.intravino.com/media-notizia-2/ecco-il-comunicto-stampa-della-nuova-guida-espresso-vini-2017/ ) pensano di riuscire a mantenere il livello qualitativo delle passate edizioni della guida, curate da critici del vino a tutti gli effetti. Il tenore dell'intervista -- poca sostanza e molta parlantina, come sottolineato da Tomacelli -- sembra già fornire una risposta...

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erique

circa 1 anno fa - Link

come risposta politica, quest'estate tra bologna e la sardegna mi berró tutti i 20/20 segnalati da rizzari e gentili negli ultimi anni.

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sergio

circa 1 anno fa - Link

"... ma la notizia sia stata data “ufficialmente” da Luciano Pignataro"(Ernesto Gentili nell'intervista) "Noi commentatori cerchiamo di motivare le nostre critiche: ma potremmo incappare in un blog che, come E. Vizzari, ti toglie la parola...senza nessuna motivazione."(sergio) E' soltanto un caso che il blog che ha dato "ufficialmente" la notizia che Vizzari toglieva la parola a Rizzari-Gentiliniche ... dopo 13 anni è lo stesso blog che mi ha tolto la parola...senza nessuna motivazione.

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sergio

circa 1 anno fa - Link

Parlando con un amico della nuova guida mi ha detto: "E se il nuovo progetto non dovesse decollare? Ti immagini E. Vizzari chiamato al TELEFONO dalla proprietà del gruppo editoriale per conunicargli che ci sono novità che lo interessano? Chi non ha avuto il Coraggio di guardare negli occhi Rizzari-Gentili per comunicare che erano stati licenziati avrà il coraggio di chiedere un incontro dal vivo per... capire le ...motivazioni... del suo siluramento?" Un altro amico aggiungeva: "I nuovi Paolini-Grignaffini per mesi hanno "tramato" in silenzio con Vizzari per "sostituire" i loro due "colleghi" Rizzari-Gentili. Ti fideresti della loro nuova guida?"

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