di | ven 16 dic 2011 ore 12:31
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rughe

La missione di oggi è: uccidere il marketing prima che possa inventare la crema antirughe Dior allo Chateau d’Yquem

Non sono uno cui spuntano i canini ogni treperdue, né mi si rizza il pelo tutti-i-dì. Voglio dire: faccio parte della generazione che ha fatto sedere in parlamento Cicciolina e la Carfagna senza soluzione di continuità e senza fiatare. Nel marketing, poi, ci sguazzo felice e più di qualche pagnotta portava incisa una grande M per ricordarmi la provenienza. Questa lunga premessa mi serve per dire che ho smesso di scandalizzarmi dai tempi in cui Topo Gigio fece outing e scappò con Calimero. Gli piacevano i pulcini di colore, chissà.

Stamattina, però, qualcosa è riuscita a scalfire la mia scorza indurita dal tempo. Un titolo, una frase appena intercettata su gugolnius: “L’Or de Vie: la linfa del vitigno di Yquem racchiusa in una crema firmata Christian Dior”. Te lo ricordi, lettore, il gesso che strideva sulla lavagna, vero? Ecco, a me uguale e, causa contrazione delle scapole, mi è scappato un clic dalla canna del mouse. Sono atterrato sulle pagine di Vogue senza danni apparenti e, non volendo, ho letto quanto segue. Leggi anche tu, parola per parola, ci si rivede fra poche insensate righe:

Gli antichi greci si riferivano al vino definendolo il nettare degli Dei considerando la sua pianta estremamente preziosa. Non sbagliavano dato che oltre alle proprietà benefiche che già conosciamo, oggi si scopre che nel cuore della linfa del vitigno sono imprigionate dieci molecole dal potere antiossidante eccezionale.

I ricercatori Christian Dior hanno estratto il loro straordinario potere e l’hanno racchiuso in un sublime trattamento, L’Or de Vie. La pelle si illumina, il viso viene totalmente rimodellato e rimpolpato, le rughe riempite facendo tornare indietro le lancette dell’orologio biologico. Tutto questo grazie al Miyabenolo C presente nell’Yquem, la linfa della vite più preziosa in grado di riattivare la produzione di fattori di giovinezza e di controllare fino al 54% dei geni coinvolti nel processo di invecchiamento totale.

Capito mio caro lettore? Gli scienziati della Dior hanno scoperto l’elisir di giovinezza e — pensa te che culo — lo hanno trovato nella vite più preziosa, L’Yquem. Che poi non è neanche una vite ma una località francese nella quale si produce il prezioso nettare. Al mondo, per dire, esisterebbero migliaia di vitigni da quali estrarre qualunque porcheria ma loro no, loro lo hanno scoperto proprio nella linfa del vitigno più prezioso, quello che costa di più. Possono, a questo punto, i miei tre neuroni pensare che dietro questa colossale fuffa ci siano dei marketing man con grossi problemi mentali dovuti a un’infanzia difficile, o no? Vuoi le prove, caro il mio lettore? Ripensa allora al resveratolo e alle sue magiche proprietà, queste si farmaceutiche e non solo estetiche. Fu scoperto in abbondanza nel vitigno più umile che la storia ampelografica ricordi: il negroamaro dei contadini di Puglia. Ma il marketing, per quanto idiota, non commette mai lo stesso errore due volte.

P.s.: avrei mile altre considerazioni da fare sul target di riferimento, ma odio d’istinto la frase “target di riferimento”. È un mio limite, lo so.

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14 commenti a La missione di oggi è: uccidere il marketing prima che possa inventare la crema antirughe Dior allo Chateau d’Yquem

  1. ammetto di averla regalata anni fa, infilando la crema dentro una cassettina di legno di Yquem riempita per il resto con sassi. Peraltro è DAVVERO cara, 50ml costano più di una bottiglia di Yquem di annata minore e come una mezza bottiglia di annata top.

    In ogni caso vorrei tranquillizzare i lettori scandalizzati: a nessun acino d’uva è stato fatto del male per la realizzazione di questa crema, il principio attivo è infatti ricavato dalla linfa delle viti. Per come la vedo io, ottima iniziativa in casa LVMH.

  2. avatar nicola a.

    Chateau Perenne

  3. In merito al target di riferimento vale l’antico adagio napoletano: senza ‘o fesso, ‘o ritto nun campa

  4. avatar she-wolf for ever young

    Mi piacerebbe tanto fidanzarmi con Fabio Cagnetti.

    • Si prega di inviare CV con foto, grazie.

      A proposito, ma secondo voi il Domaine de la Romanée-Conti dei cosmetici è La Prairie, Nubo o qualcun altro?

      • avatar Nelle Nuvole

        Se rimaniamo nell’ambito dei Duty Free di classe c’è solo un nome:
        Sisley.

        • in effetti la All Day All Year è un po’ una staple di quando non sai cosa regalare…

  5. avatar francesca ciancio

    a me interesserebbe sapere da Cagnetti se la signorina che ha ricevuto la crema ne ha poi tratto beneficio….

    • A me invece piacerebbe sapere se Cagnetti ha tratto beneficio dalla ragazza cui ha regalato la crema :-) .

  6. bah non vedo lo scandalo… avete mai letto le brochure dei prodotti per capelli di Shu Uemura? fra le tante cazz… ops frasi di marketing basate su ingredienti pazzeschi, la “deepsea water” letteralmente acqua delle profondità marine: “La Depsea Water origina dalle regioni polari della Groenlandia e l’Antartica, viene raccolta a 200 metri sotto il livello del mare, a Cape Muroto, in Giappone.
    Si tratta di una delle acque più pure della terra, non è contaminata dall’inquinamento e dalla luce solare, ed è ricchissima di minerali.
    Riesce ad essere assorbita rapidamente dalla pelle, ne stimola la naturale idratazione e la rende più luminosa.” Quindi? 40 euro per uno shampoo…

    Come detto sopra… finchè il target consumer è disposto a spendere per un bel packaging e una frase ad effetto, questi prodotti, magari di nicchia, continueranno ad esistere…

  7. avatar Nelle Nuvole

    Le volete le donne belle? Quelle fate circonfuse d’oro e d’argento che vi guardano con occhi stellati e vi dicono “grazie amore, pensavo che la tua insana passione per vini costosi e incomprensibili non mi riguardasse e invece tu adesso mi hai fatto felice!”
    Allora mettetevi in coda per acquistare una crema esclusiva che potete anche leccare sul viso dell’amata per catturare gli aromi primari, secondari e terziari di siffatta rarità.

    Siamo ancora a diverse lunghezze dai francesi per quanto riguarda il marketing.

  8. avatar chicco di caffè
  9. avatar Luca Cravanzola

    quando vedo questo tipo di marketing mi chiedo sempre:

    perchè loro si e noi no??

    Possibile che per etichettare un vino bisogna far scendere il cristo in persona (il figlio non basta più) e questi possono scrivere il diavolo che vogliono??

    Perchè troviamo motadella naturale, aceto balsamico di modena, olio extravergine e via discorrendo e sui vini se Farinetti scrive Già vino oppure nuovo o fresco viene multato e gli ritirano 70000 bt dal mercato??

    Possono realmente dimostrare che la linfa (??) arriva esattamente dalle viti dello chateau d’ Yquem??

    Un mio amico su una bottiglia da gdo a 2 euro finita aveva scritto, tra l’altro, “vigneti storici”
    La finanza gli ha chiesto se poteva dimostrarlo….
    Risultato: sequestro di parecchie pallet pronte ad uscire e rietichettatura di tutto il lotto.

    Vino Vs Alimentare 0-10

  10. avatar Laura

    *un simile target di riferimento

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