La guida Vini d’Italia 2010 de L’Espresso regione per regione

di Massimo Bernardi

Fabio Rizzari e Ernesto GentiliProvando a mettere ordine tra lo tsunami di dati che i curatori della guida Vini d’Italia 2010 dell’Espresso hanno riversato ieri sul loro blog, abbiamo scoperto che il maggior numero di premi è andato al Piemonte. E per questo, non è che servisse la calcolatrice. Sono 62 le 5 Bottiglie assegnate. Oltre ai grandi Barolo 2005, a Barbaresco e Barbera, spiccano i vitigni nordici come  Gattinara e Carema. Le cose in Toscana vanno meglio dell’anno scorso. L’edizione 2010 della guida attribuisce 18 riconoscimenti in più, con buoni risultati per la zona del Chianti Classico, ancora vitigno di riferimento della regione. Montalcino è in ripresa, modesta con i Brunello 2004, gagliarda con il Rosso.

La solita coppia è seguita come l’anno scorso dal Trentino Alto-Adige. Sono 25 le bottiglie che ottengono un punteggio tra 18 e 20, il calo dell’Alto Adige viene compensato dalla crescita tumultuosa dei vini trentini.

Il Sud
La Campania recupera le posizioni che aveva un paio di anni fa, le 5 Bottiglie sono 13. In crescita la Sicilia (12 coccarde) premiata per i vitigni autoctoni tipo nerello mascalese dell’Etna o nero d’Avola. Bene anche le tipologie tradizionali come Moscato di Pantelleria e Marsala.

Dopo i bianchi del Friuli Venezia Giulia, due regioni emergenti. Emilia Romagna e Puglia ottengono quattro riconoscimenti a testa.

Anche la guida dell’Espresso aumenta sensibilmente il numero dei premi, sono 214 in tutto, 30 più dell’edizione 2009. Uniformandosi alla sensazione del tutti premiati-nessun premiato, già provata con i millemila 3 Bicchieri 2010 del Gambero Rosso.

Immagine: Acquabuona.

12 Commenti

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Leonardo Romanelli

circa 10 anni fa - Link

La domanda che sorge spontanea è: a quando una top 100? Solo 100 vini premiati ogni anno. Impossibile?

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Fabio Rizzari

circa 10 anni fa - Link

beh, Massimo, ci sarebbero alcuni quintali di considerazioni da fare in merito, ma essendo ancora in vacanza fuori dei sacri confini patrii e rispondendo da una postazione di fortuna, con un computer in legno massello, sarò (semi)sintetico: 1) usando noi una scala di punteggi, per quanto esecrabili siano per alcuni appassionati, offriamo anche una scalatura nei vini premiati. La soglia di accesso "all'eccellenza" è puramente convenzionale. Noi l'abbiamo fissata anni fa a 18/20, dopo gli assaggi di quest'anno sono saltati fuori così 200 e passa vini; ma basta salire di mezzo punto, a 18,5/20, e si scende a meno di 80 vini. A parte questo, non mi pare che sia una guida "todos caballeros" in ogni caso. 2) copioincollo dal nostro illuminato e rimasticato commento: "una guida dei vini non si valuta solo dall’elenco dei premiati, per quanto indicative tali scelte siano. Né tampoco ci pare conclusivo comparare la lista della guida A con quella della guida B. Sembra molto più saggio valutare in base ad altri elementi. Per dirne qualcuno: il taglio interpretativo complessivo (se si riesce a capire quale sia…), l’onestà dei giudizi, anche quando sono ahinoi sbagliati (e può capitare), la quantità di dati e di piani di lettura offerti all’appassionato" Poi vedi tu. Buona serata

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Diego

circa 10 anni fa - Link

i 3 bicchieri saranno quasi 400, altro che i premi dell'Espresso che sono molti di meno... Ma si sono dimenticati la Valle d'Aosta?

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Lizzy

circa 10 anni fa - Link

L'unica cosa che ame veneta balza agli occhi è la risicatissima lista delle "bottiglie" della mia regione. Sicuramente vuol dire qualcosa, ma cosa? mi vengono in mente solo considerazioni negative, perciò soprassiedo. L.

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Lizzy

circa 10 anni fa - Link

Scusate la fretta, ripeto: " a me veneta". L.

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Fabio Rizzari

circa 10 anni fa - Link

Aridalli… Mi scuserete se sarò poco diplomatico, sono appena tornato da una cena abbondantemente innaffiata da un bel rosso della Loira (traditore della patria) e non ho voglia di fare giri di parole. D’accordo, abbiamo pubblicato noi questa benedetta lista dei premi, ma è anche vero che oggi è uscita la guida tutta intera. Insisto: ma perché ci si ostina a leggere tutto nella prospettiva dell’un per cento del lavoro svolto? E soprattutto: perché questa lista DEVE essere equilibratamente rappresentativa delle diverse regioni d’Italia? Perché DEVE essere una sorta di manuale Cencelli, dove ogni zona e sottozona ha da avere i suoi bravi riconoscimenti, soppesati con un bilancino (se l’Alto Adige ha 10 premi, il Veneto deve averne almeno altrettanti, altrimenti etc etc)? Noi facciamo assaggi, ripetuti e attenti, possiamo sbagliare qua e là come tutti, ma poi non adattiamo i risultati sulla base di considerazioni geopolitiche. Non ci interessa. Il Veneto ha avuto meno premi dell’anno scorso? Amen, però abbiamo una discreta fetta di aziende venete recensite in più, e con risultati molto lusinghieri. Credo che conti più questo della singola coccarda, per quanto piacevole possa essere.

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M.Grazia (Soavemente)

circa 10 anni fa - Link

Gentilissimo Fabio Rizzari, sto leggendo la Guida con attenzione, soffermandomi sul Veneto. E' vero, come Lei dice, le aziende recensite sono più dello scorso anno. L'invito a considerare il lavoro complessivo e non la mera "contabilità" delle coccarde, mi trova del tutto d'accordo. Lei sa, tra l'altro, che l'attribuzione dell'Eccellenza al Soave Classico Sengialta di Balestri Valda mi rende particolarmente felice. Tuttavia, anche dando per buono il fatto che "non adattiate i risultati a considerazioni geopolitiche", a me come "bianchista veneta", suona comunque piuttosto strano quest'unico premio a un vino bianco veneto. Se poi, come bianchista allargo la visuale ad un' area un po' più vasta, quella Gardesana e vado a leggere quanto è scritto, ad esempio riguardo ai produttori di Lugana, mi suona altrettanto strano che il Lugana dell'Anno- il Lugana del Lupo di Ca' Loiera - definito "magnifico e tra le più grandi espressioni nella storia della denominazione"non abbia raggiunto l'Eccellenza. Il titolo di "vino dell'anno" forse lo esclude? Non mi consideri eccessivamente critica, ma l'impressione che io ho è che stiate cambiando un po'la vostra impostazione generale, e tuttavia mi riesce difficile comprendere " il taglio interpretativo complessivo (se si riesce a capire quale sia…)", per usare le Sue stesse parole. Cordialmente. M.Grazia

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Fabio Rizzari

circa 10 anni fa - Link

Mi piacerebbe risponderle in modo più ampio, visto che le sue osservazioni sono argomentate e documentate, e non frutto di un’impressione superficiale. Conto di farlo, soprattutto sul Veneto, appena avrò a disposizione un pc dell’ultimo secolo (e non il comò con la tastiera in palissandro che sto usando ora). Per ora le scrivo che la nostra impressione è di aver reso ancora più coerente, da nord a sud, il filo rosso interpretativo della guida; ma questa è una risposta ovvia, come chiedere all’oste se il vino è buono. Se lei non riesce a individuarlo, questo mi pone tuttavia degli interrogativi. Comunque, in pillole: la nostra coerenza – come la vedo io, ovvio – sta nel fatto che cerchiamo di valorizzare vini autentici, non “costruiti”, il che non significa vini sempre e necessariamente “fini”: per dire, ci sembra autentico un rosso di Molettieri (ottimo, ma non certo fine) e un rosso di Gottardi. Sono riuscito a trascrivere pure troppo con queste risorse, grazie e alla prossima.

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Ernesto Gentili

circa 10 anni fa - Link

Non sono solito intervenire, è molto più bravo e tempestivo il buon Fabio (Rizzari), ma non posso esimermi dal farlo quando le critiche sono rivolte con compostezza e puntualità, come nel caso di M. Grazia. Il Lugana di Ca' Lojera non raggiunge l'eccellenza perché ha ricevuto "solo" 17 e non 18/20, ma lei ha ragione: la definizione "magnifico", pur se da relazionare alla tipologia, è sproporzionata in eccesso rispetto al voto assegnato. Comprenderà che non è così facile controllare al millimetro tutti i testi che ci pervengono in chiusura redazionale. Il Veneto, a prescindere dal numero dei vini top (aggiungiamo però anche 8 vini "outsider" su un totale di 50), non soddisfa? Accettiamo la critica e ci impegniamo sin da ora ad alzare il livello di indagine sui vini della regione. Escludo, infine, qualsiasi cambio di impostazione della Guida. Ci siamo imposti, come ha già risposto Fabio, di lavorare senza pregiudizi e aggiustamenti a tavolino. Una scelta che può portare a qualche apparente incoerenza ma il processo di convergenza nell'interpretazione di un vino da parte di più assaggiatori deve seguire, a nostro avviso, un processo di evoluzione naturale. Per quanto riguarda il taglio critico complessivo ritengo, cara M. Grazia, il suo giudizio un po' precipitoso e ingeneroso nei nostri confronti. L'argomento merita sicuramente un approfondimento ma, insomma, non voglio farla troppo lunga. Un saluto cordiale Ernesto Gentili

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Alessandro Morichetti

circa 10 anni fa - Link

Considero la guida dell'Espresso uno spartiacque. Ostica e poco utile per i non-wine-addicted, preziosa, da scoprire e termine di paragone per chi segue il mondo del vino con incipiente passione. Non banale e imprevedibile, felicemente senza figli né padroni e, come ricordato sopra da Fabio Rizzari, avulsa da equilibrismi geopolitici. Purtroppo o per fortuna sconta un organico tanto qualificato quanto risicato, con pro (omogeneità di criteri e vedute su tutto il territorio, coerenza valutativa, riscontri peer-to-peer quasi immediati) e contro (una svista o un abbaglio, quando sei praticamente solo davanti a una batteria numericamente impegnativa, possono capitare anche al miglior Bettane). Esulando per un attimo dal mondo del vino, la sana libertà di giudizio senza condizionamento alcuno, oggi, è un bene prezioso e non negoziabile in nessun campo. Ben venga, sempre.

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busiello vincenzo

circa 10 anni fa - Link

guida vini espresso 2010, a proposito dell'harlequin di zymè: "...odori ematici....." (non l'ho mai bevuto, ma veramente odora di sangue? sicuramente costa come una sacca di sangue, quelle che si trasfondono...che vergogna)

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