La causa persa del giorno è trovare un vino più conveniente del Cirò di Librandi


Lunedì piovoso, avaro di superlativi e produttori da 580 bottiglie tutte. Oggi ho voglia di vino conveniente, quello che la wine list racconta leggendo da destra a sinistra. Quello spesso schifato nelle cene fighe dove di più è meglio e dimenticato anche dagli appassionati sempre in cerca del piccolo-e-nuovo è bello. Librandi è un’azienda da 260 ha e quasi 3 milioni di bottiglie. Le premesse del vino infimo/omologato ci sono tutte, ma non potremmo essere più distanti dal vero. Dire Librandi è dire Cirò, il Cirò. Il gaglioppo è uva rossa di grande riconoscibilità. Colore scarico, fragranza speziata e verticalità segnano vini di carattere, amati da chi non cerca rossi tondi e opulenti. Molto in sintesi.

Potremmo parlare del nuovo disciplinare international del Cirò, della sua storia mitica, del ruolo centrale di valorizzazione giocato dai Librandi negli ultimi decenni, ma non lo faremo. Quando ignoranza ed economia guidano le scelte, c’è poco da discutere. Il pensiero di oggi è che fare un vino territoriale, serio e buono ad un prezzo clamoroso, vergognosamente basso, conveniente si può. Carta e penna: Cirò rosso classico Librandi, 6,50 in enoteca. Già così sarebbe arduo trovare competitors, ma adesso viene il bello. Librandi è l’unica azienda che io conosca a vendere in magnum lo stesso vino ad un prezzo ancor più concorrenziale, così tanto che quasi mi vergogno a dirlo. 10 euro sullo scaffale, per capirsi. Mi do una sola giustificazione nell’ottica aziendale: ne facciamo tanto, lo facciamo puro, se credi in questo vino fino a prenderlo in magnum, ti premiamo. Perché il risparmio di imbottigliamento non giustifica il prezzo. Trovare un’etichetta più conveniente, in Italia è fuori, è la causa persa di oggi. Tentar non nuoce, figurarsi.





95 commenti a “La causa persa del giorno è trovare un vino più conveniente del Cirò di Librandi”

  1. Simone F Simone F commenta:

    6,5€ in enoteca? Mai visto a quel prezzo, almeno a Torino. Piuttosto attorno ai 5€, con minimi di 4,3€ (cirò rosso, rosato e bianco). Bei vini!

  2. Franco Ziliani commenta:

    Concordo in pieno con la scelta del Cirò rosso (il discorso vale anche per il rosato ed il bianco) degli amici Librandi e suggerisco un altro vino dal rapporto prezzo qualità spettacoloso: Copertino Riserva 2004 della Cantina Sociale di Copertino (che oggi si chiama Copertinum) in Salento http://www.cupertinum.it/

    • Fabio D Fabio D'Amico risponde:

      Capisco che i Librandi siano tuoi amici, ma a mio avviso è un vino mediocre che dovrebbe costare al massimo 2,50 euro. Il montepulciano rocca ventosa di cantina tollo (che costa 2,10 euro) è equivalente, il primitivo di manduria di mottura a 3,85 euro è nettamente superiore….

  3. Nic Marsèl Nic Marsèl commenta:

    Il Dolcetto d’Alba Cru “Nervo” della Cantina Vignaioli Elvio Pertinace di Treiso, acquistato su consiglo di Ziliani e che si puo’ trovare nella GDO a circa 4 euro. Buono davvero!

  4. Nic Marsèl Nic Marsèl commenta:

    Sempre nella GDO ho trovato sotto i 5 euro dei gradevolissimi Sauvignon 2009 e St Maddalena 2010 della Cantina Produttori di Bolzano St.Magdalena-Gries, e il Lacrima di Morro d’alba di Monteschiavo.

  5. kenray kenray commenta:

    visto che si gioca a chi ce l’ha più lungo….

    ho trovato all’esselunga una ribolla gialla spumante della cooperativa produttori di cormons a 5 euros…

    ottima.

    il prosecco martini extra dry invece…bah….è bella solo l’etichetta

    • Nic Marsèl Nic Marsèl risponde:

      E vai con la competizione! Sempre all’esselunga dalle mie parti trovo il Calepino Brut a 7,99 (prezzo pieno). A mi parere il miglior rapporto qualità/prezzo per un metodo classico. Per la cronaca, costa meno che in cantina (e questa non l’ho mai capita).

      • Stefano Stefano risponde:

        Ma la GDO in alcuni casi si può anche permettere di avere ricavi zero o addirittura di vendere sotto costo per questioni promozionali…. mai sentito parlare di prodotti civetta?

        • kenray kenray risponde:

          oppure imporre alla cantina prezzi di vendita superiori visto che ha il coltello dalla parte del manico.

        • Federico Federico risponde:

          Più probabile che la cantina abbia applicato un prezzo speciale ai buyers della GDO visti i volumi sicuramente elevati degli acquisti. A questo sicuramente si aggiunge il ricarico meno elevato applicato dalla GDO.
          Per i sottocosti ci sono delle norme da seguire e vanno esplicitamente dichiarati.

          • Alessandro Bandini risponde:

            E’ tutto normale, molte cantine vendono direttamente al prezzo “da enoteca” per non fare concorrenza ai propri clienti.

          • Diciamo che un vino in GDO ha un ricarico inesistente, aggiungiamo che, visti i quantitativi, si strappano prezzi imbarazzanti (per le stesse cantine), a ulteriore informazione consideriamo un bonus annuale per l’iserimento a scaffale (qualche migliaia di euro), un bonus ulteriore per posizionamento in “testata di gondola” (idem), quattro tagli prezzo concordati con l’azienda nel corso di un anno. Questo è quello che davvero succede. Ovviamente queste operazioni sono comprensibili soltanto a monte di una produzione “elefantiaca” di bottiglie. Ecco perchè, fatta eccezione per alcuni prodotti civetta, le selezioni del canale GDO e del canale HORECA tendono a differenziarsi

  6. enzopiet enzopiet commenta:

    Sono d’accordo, il Cirò rosso classico di Librandi è uno di quei vini che avranno sempre un posto nella mia personale hit-parade rapporto qualità prezzo.
    Altri nomi?

    Greco di Tufo Terre degli Angeli di Terredora.
    Montepulciano Villa Medoro.
    Castel del Monte Bombino Nero Pungirosa, (vinificato in rosato), Rivera.
    Castel del Monte Parco Grande (Nero di Troia, Montepulciano,Aglianico) di Giancarlo Ceci. BIO.

    tutti entro i 10 euro.

  7. Federico Federico commenta:

    Si potrebbe citare qualche Lambrusco a prezzi simili …. ma poi si rischia il linciaggio da parte di alcuni frequentatori del blog non ancora convertiti alla new wave emiliana … ma è solo questione di quando, non di se ….
    ;-)

  8. Carmine Capacchione Carmine Capacchione commenta:

    Aglianico del Vulture Vignali
    Cantine di venosa
    3,90 in enoteca

  9. Tommaso Tommaso commenta:

    La cosa che colpisce di più è la scelta della magnum a 10 euro. Davvero complimenti.

  10. Flachi10 Flachi10 commenta:

    Essendo genovese sono il RE del rapporto qualità/prezzo. Nel seguito alcuni consigli.

    Assaggiato sabato sera, a mio avviso il miglior vino mai bevuto nella vita per 9€ (prezzo enoteca!): Sedilesu S’Annada 2008 (Cannonau 100%). Commovente.

    Cappellaccio Rivera 2004 (Aglianico 100%) prezzo intorno ai 12€ in cantina. Conturbante.

    Spigau Crociata 2004-2005-2006 (Pigato 100%) prezzo intorno ai 8€ in cantina. Nettare.

    Gutturnio Casa Benna 2009 (Barbera 65% Bonarda 35%) prezzo intorno ai 6€. Spremuta di lampone ed amarena.

    • Flachi10 Flachi10 risponde:

      Spigau Crociata Cantina Rocche del Gatto.

    • enzopiet enzopiet risponde:

      Qui a Bari il Cappellaccio Riserva di Rivera costa meno di 9 euro! :)
      Non l’ho inserito nella mia lista solo perchè avevo già segnalato il Pungirosa di Rivera, che ti consiglio vivamente di assaggiare.

    • Simone F Simone F risponde:

      Ho provato il S’annada 2007 oggi. All’inizio bei profumi molto “ciliegiosi” e sapori che li seguivano a ruota. Dopo qualche ora s’è fatta sentire la quasi totale mancanza d’acidità, un’eccessiva rotondità e sapori un po’ troppo “dolciastri”. Sono io che ho percepito male o è normale che il Cannonau sia un vino così tanto “pacioccoso”? Sempre che qualcuno ancora lo legga questo commento…

      • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

        Caro Simone il Cannonau è tutt’altro che pacioccoso cerca un po’ qualche notizia o recenzione sul perdas rubias e vedrai…

        • Simone F Simone F risponde:

          In realtà è la seconda volta che assaggio un Cannonau; la prima, due annetti fa, non mi aveva lasciato un’impressione affascinante ma francamente neanche mi ricordo se l’avessi percepito come vino molto morbido o meno. Il S’annada 2007 che ho bevuto io però, effettivamente, risulta molto levigato con dei sapori fruttosi molto “rassicuranti” e non credo la bottiglia sia difettosa (seppur non sia affatto un esperto). Se avrò occasione proverò un altro Cannonau a breve per capire se è l’uva che dà risultati del genere o se è solo questione di produttore. Insomma: dal giudizio sul 2008 della guida Espresso (il che in realtà può semplicemente significare che tra i vini della sua categoria è ottimo) e dal commento estasiato di Flachi mi aspettavo qualcosa di più :)

  11.  luca79 commenta:

    Per quanto riguarda il Refosco consiglierei quello di Mulino delle Tolle o Bruno Venica, entrambi friulani, entrambi sui 5/6 euro però solo in cantina.

  12. Piteto Piteto commenta:

    “Turel” dei Produttori del Nebbiolo di Carema, (è il loro base)
    visto al Carrefour di Grugliasco (To) a…2Euri!!!

  13. RAMPAVIA RAMPAVIA commenta:

    Esselunga, Carrefour ed altri potrebbero finalmente decidersi a fare una Foires aux Vins sul modello francese; allora sì che ci sarebbe da divertirsi sul serio.

  14. Mara Mara commenta:

    Sempre più furbo il Morichetti. Lancia un quesito e tutti a fare le complilation. A gratis! Tempo fa toccò ai ristoranti, ora ai vini. La prossima saranno gli hotel e allora in edicola uscirà la guida unica al mangiare,bere e dormire bene sotto a un euro a cura del Morichetti. Great balls of fire! Saluti.

  15. armando trecaffé armando trecaffé commenta:

    Vini internazionali: Soshito-Nakakata 2006 Cantina Sociale di Fukushima…perfetto per il sushi, se lo mettete in frigo ve lo trasforma in radio…grande potenziale di invecchiamento: 200 anni minimo… mi hanno dato 10 euro per portarlo a casa….
    Meglio di cosi’…

  16. Massimiliano Montes Massimiliano Montes commenta:

    Fa schifo.
    Il Cirò di Librandi è semplicemente brutto.

    Sono appena tornato dalla Calabria ed ho bevuto tutti i Cirò possibili. Ho trovato schifezze immonde, pseudo-cirò mescolati con sangiovese e cabernet… Solo uno che mi sia piaciuto veramente.
    Il 2008 di Francesco De Franco è un grande vino, al pari di un nebbiolo o una chiavennasca. Sono anche andato a trovarlo in cantina: cura maniacale del vino e degli strumenti di produzione, tanta passione, tanta cultura enologica e non.

    Ale, mi sorprendi… bevi proprio di tutto…

    • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

      Su Librandi nn m pronuncio: per me uno che vende bute a milioni ha sempre ragione: fa lavorare un sacco di gente, mantiene le superfici vitate salvagardando il paesaggio e paga un sacco di tasse che ci aiutano tutti a vivere meglio….di li’ a berlo o a magnificarlo cmq ce ne passa….
      condivido appieno Montes y Mares: Francesco De Franco è un grande… modesto e simpatico….mi restano sole due bocce del suo vino…sigh…transit gloria cellae

      • Ho trovato interessantissimo ‘A vita 2008 di Francesco De Franco e ho letto meraviglie del 2009. Di qui a stroncare il Cirò di Librandi ce ne passa, anche perché forse senza “quel” Cirò non staremmo qui a parlarne. A parte il mio gusto, la critica di settore è concorde sulla grandezza del Rosso Classico, e anche questo è un dato che terrei presente.

        • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

          ….condivido appieno il Morika: verissimo che Librandi ha continuato a produrre Gaglioppo in purezza quando non ci credeva + nessuno… un atto di coerenza e resistenza cOlturale… sneza di lui il Ciro’ sarebbe scomparso…

    • kenray kenray risponde:

      il cirò è nella mia black list

      nono posto

    • Franco Ziliani risponde:

      solo un incompetente o una persona in malafede può affermare che il Cirò di Librandi “fa schifo”.

      • kenray kenray risponde:

        zillo ammetterai però che nel panorama cirò c’è molto e molto e molto da sistemare.
        da calabrese adottivo e vacanziero ne ho assaggiati molti e nessuno mi ha mai soddisfatto. anzi.
        il librandi non conosco.

        se capita poi ti dico

        e non t’incazzare. dai.
        sai che su intravino c’ è una specie di “rutto libero” per gentile concessione dei redattori.

        • Fabio Fabio risponde:

          Sei tu che “rutti libero” Ziliani.
          Caso mai non lo avessi capito il commento di Ken era riferito a te.

          • kenray kenray risponde:

            non credo proprio fabio

            stimo ziliani oltre il consentito.
            e nonostante sia intertriste

          • Fabio Fabio risponde:

            Avevo capito male, purtroppo.
            Allora diventa la mia opinione: Ziliani rutta libero.
            Montes può avere usato il termine “fa schifo” che Ziliani non condivide, ma di sicuro c’è che il Cirò è considerato uno dei peggiori vini italiani (io mi occupo di vino professionalmente, non parlo a vanvera) e che Librandi col suo milione di bottiglie a tutto mi può fare pensare tranne che ad un prodotto di qualità

          • Qui di gente che si occupa professionalmente di vino ce n’è parecchia ma l’arte del giudizio preventivo di un prodotto non è granché adeguata al ruolo.

            Poi che c’entra, i sauvignon neozelandesi fanno tutti pietà, chiaro :-D .

            “Prima provare, poi parlare”. (Stefano Caffarri)

          • Fabio Fabio risponde:

            Provato, provato… fa schifo

          • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

            Fabbio guarda che T querelo… anzi T faccio fare una visita da certi cuggini calabri di buona “famigghia” che ti faranno un’offerta di acquisto che non potrai rrifiutare…

      • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

        Io sono notoriamente incompetente :-) .
        Non sono però in malafede… non prendo mazzette… io ;-)

        • kenray kenray risponde:

          boni..state….boni…

        • Franco Ziliani risponde:

          adesso lei dimostra che io “prendo mazzette” o la querelo

          • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

            ….vogliamo il sangue….forza Montes, cos’è sta storia delle mazzette di Zillo? O volevi dire bottigliette?
            Che figo sto forum….

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            “solo un incompetente o una persona in malafede può affermare che il Cirò di Librandi fa schifo”
            E’ lei che meriterebbe una querela Ziliani :-)
            Solo un cretino può pensare che io sono in malafede (e non è certamente il suo caso Ziliani ;-) ).
            Sa qual’è il problema della critica in ambito eno-gastronomico? Che la fanno personaggi che lavorano e guadagnano nel mondo dell’eno-gastronomia.
            L’unica guida che io stimo (nonostante i difetti) è la guida Michelin: loro guadagnano (si arricchiscono, direi) vendendo pneumatici, non hanno bisogno di fare markette con l’eno-gastronomia, non hanno una pagina di pubblicità.
            Il mondo dell’eno-gastronomia invece è pieno di markettari, blog compresi.
            Io dico sempre e solo quello che penso. Non guardo in faccia a nessuno. Non esistono amici ne tantomeno regalini (non mi hanno mai regalato una bottiglia di vino, le ho sempre pagate).
            Io dirò sempre quello che penso, in assoluta buona fede.
            E non me ne frega niente che le non gradisce, sono cavoli suoi (sa quanti ristoratori ho stroncato che se la sono legati al dito?). F.U.

            P.S. Come detto in altro post le querele le faccio mangiare al cane

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            Come vado Armando…?

          • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

            Grande Montes, hai steso Zillo senza pietà…
            bravissimo…ecchepalle sto Zillo: “ti quelero…cattivone”….
            dove posso leggre le tue recensioni sui ristoranti? Hai un blogghe? Con stima, Armando

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            Infine caro Ziliani è lei che accosta l’idea delle “mazzette” alla sua persona. Io ho solo detto che di mazzette IO non ne prendo.
            Questa dalle mie parti si chiama “coda di paglia” ;-)

      • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

        D’altro canto è difficile comprendere come riesca a produrre 3 milioni di bottiglie.
        Secondo “inumeridelvino.it” la produzione a DOC/DOCG della Regione Calabria ammonta a 66.000 ettolitri per il 2009. Ammesso che la metà siano di Gaglioppo siamo a 33.000 ettolitri, con cui, se la matematica non è un’opinione, si possono produrre 4,4 milioni di bottiglie da 0,750 l.
        Questa è la produzione complessiva di tutte le aziende calabresi. I 4,4 milioni di bottiglie vanno suddivisi tra tutti i produttori calabresi. Non dimentichiamo inoltre che il Cirò si produce solo nella piccola zona prevista dal disciplinare.
        Anche ammettendo una prevalenza schiacciante di Librandi… qualcosa non torna: i conti.

    • Vinogodi Vinogodi risponde:

      … deo gratias , un commento davvero illuminato che “quoto” con poche riserve … le poch riferite ad una generalizzazione che non mi sento di avallare , in quanto a cercare c’è del buono e del …fermento . Venendo alla “storia” calabra , assaggiato un Gravello 1999 di Librandi poche settimane fa eccellente . De Franco il vero emergente della zona , assolutamente vino fuori dagli schemi soliti e davvero con grandi interpretazioni …

  17. Alberto G. Alberto G. commenta:

    Il ciro’ di Librandi non lo bevo da qualche annetto,ma dire che faccia schifo caro Massimiliano proprio no.Al suo prezzo penso sia ancora buono.Certo se sei un sostenitore del naturale il piu’ possibile ammetto e concordo sull’ottimo sicuramente “A Vita ” di F.De Franco.Piccolo produttore,come detto grande cura in vigna e cantina,usa solo lieviti autoctoni o quasi e se ricordo bene limita al massimo uso di solforosa.Elegante ,persistente, equilibrato .Qualche euro in piu’ben speso.

  18. Lorenzo Lorenzo commenta:

    All’esselunga di casa mia in Toscana ho preso:

    -Chianti Classico Castellare di Castellina a € 7,99
    -Verdicchio dei Castellli di Jesi Classico Bucci a € 7,99

    Altrimenti in enoteca vado (in ordine sparso) di:

    -Chianti Rufina Frascole a € 7,50 (un prezzo di cui lo stesso Lippi a Terre di Toscana si è meravigliato perché lui in cantina lo vende a poco meno di € 9)
    -Montepulciano d’Abruzzo Valle Reale Vigne Nuove a € 6,50
    -Chianti Classico Catello d’Albola (è Zonin, lo so, ma trovo sia assai territoriale lo stesso) a € 6,50
    -Valpolicella classico Antolini a € 8,00

    Frascole, in particolare, a quel prezzo sarebbe da berne a secchi

    Ah… dimenticavo… Chianti Classico di Val delle Corti a € 9,00

  19. Leggo e condivido le parole del signor Ziliani (“solo un incompetente o una persona in malafede può affermare che il Cirò di Librandi “fa schifo”.”). Ciò detto, mi sorge inevitabile LA domanda: basta che un vino sia mediamente accettabile al gusto e/o all’olfatto perchè io lo voglia bere? Sarà che presto saltuariamente volontariato per strutture terapeutiche per alcolisti (tanto per ricordare a me stesso che con questa bevanda il baratro è dietro l’angolo), ma sentire magnificare le sorti di un vino (qualunque esso sia) perchè “costa poco” e “non è male” mi provoca un fastidioso brivido di disagio.

    • Mario Crosta Mario Crosta risponde:

      I vini di Librandi, Ciro’ Rosso classico compreso, non sono sempre uguali tutti gli anni. Non conosco in Italia un tipo di vini tanto sensibili al sole, alla pioggia ed alla capricciosita’ del tempo come quelli, forse proprio per i vitigni da cui derivano.
      Una volta avevo bevuto un Gravello 1998 talmente buono e complesso che quando riuscii a recuperarmi un 2000 ebbi l’ardire di proporlo a un panel di amici che frequentavano un corso di degustazione. Non l’avessi mai fatto! Stappato dalla mattina, non riusciva ad aprirsi neanche col chiavistello, i nasi frugavano nel calice l’ombra di un aroma qualsiasi, almeno uno eppure non ci fu nulola da fare. Dissi immediatamente all’importatore di segnalare la cosa al produttore ed in effetti da allora ho proprio notato questa grande sensibilita’ dei vini Librandi all’andamento delle annate.
      Tenete conto che il Consorzio, di cui Librandi non fa parte, per ovviare evidentemente a questo difetto degli antichi vitigni calabri ha pensato di annaffiarli con vitigni internazionali, piu’ facili da coltivare e vinificare, che coprono molti difetti.
      Librandi preferisce andare avanti così, rischiando anche delle sonore lezioni in diverse annate, studiando e ristudiando, sperimentando tutto il possibile con l’aiuto dell’Universita’, proprio per ritornare dopo millenni a trovare il giusto modo di farne un vino splendido senza inciuci con le uve moderne.
      Tanto di cappello a quel capatosta di Librandi, dunque!
      Noi abbiamo troppa fretta di giudicare.
      Ricordo ancora il parere del prof. Alberto Zaccone all’assaggio del Sassicaia 1968 al Castello della Sala, presente il marchese Piero: “tanto fumo, poco arrosto”. Eppure gia’ nel 1973 fu ottimo, nel 1977 rasento’ di poco un successo formidabile e nel 1978 divenne davvero eccellente.
      Che la critica sia impietosa… OK, ci sto. Ma non sparate su chi fa il vino con tanti sacrifici, tanta passione, tanta scientificita’, con un progetto ambizioso a spese sue e non dello stato o della Sopexa.
      E a quel prezzo di vendita, un vino fatto in così grandi quantita’, ce ne sono pochi. Negli elenchi che fate ne ho visti alcuni che valgono davvero la spesa e sono convinto dunque che il consesso dei commentatori sia molto qualificato e capira’ bene cio’ che penso del Ciro’ Rosso classico di Librandi.
      Il bianco pero’ non mi soddisfa mai.

      • “Che la critica sia impietosa… OK, ci sto. Ma non sparate su chi fa il vino con tanti sacrifici, tanta passione, tanta scientificita’, con un progetto ambizioso a spese sue e non dello stato o della Sopexa.”
        quoto e straquoto super mario

      • Scusa, ma che c’entra con il mio post? (me lo hai scritto in risposta e non vedo la “connessione”)

        • Mario Crosta Mario Crosta risponde:

          Francesco Fabbretti, niente di polemico, anzi cercavo a dir la verita’ una sponda, una d’indubbia professionalita’ (un’opinione che mi son fatto leggendoti sempre con molto interesse). Sei un enotecaro appassionato, hai una conoscenza ed un’esperienza notevoli in fatto di vini, di annate, di gusti proposti dal produttore in rapporto o meno con i gusti della clientela e speravo che tu potessi sviluppare ancora meglio il tema, che non e’ per niente facile. :)

          • Mario, lungi da me la polemica, avevo pensato che avessi digitato un commento ma che per errore lo avessi allegato alla mia risposta. Su Librandi in se ho le mie idee così come su altri degnissimi produttori che collocano vini in una fascia di prezzo medio-bassa. Intendiamoci, non sono vini “cattivi”, secondo me se ne potrebbe fare a meno. Sono del partito “bere meno, bere meglio”. Traduco in concreto: se voglio spendere 7 euro mi compro una “mezzina” (0,375) di Chianti Fontodi (o Nebbiolo Parusso, o …. beh, vabbeh, hai capito)

    • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

      …Condivido al 100% Faber come sempre, equilibrato esperto e acuto….bravo…la vita è troppo breve per perdere tempo con robe cosi’ (“costa poco” e “non è male”)…a questo punto il cabenet di mio cognato mi fa divertire di +….

  20. all’Esselunga di Viareggio, dove abito, trovo interessanti, ed entrambi sotto i 10 euro:

    DOCG Valtellina Superiore “Sassella” di Nino Negri

    DOC Barbera del Monferrato Frizzante “La Monella” di Braida

  21. GIAMPIERO PEZZUTI GIAMPIERO PEZZUTI commenta:

    Questa storia del Cirò di Librandi che avrebbe il miglior

    rapporto prezzo qualità è venuta a noia e puzza molto di

    ”parola d’ordine”.

    Si, il vino sarà anche interessante, ma che tutte le enoteche

    di una stessa zona di una regione che non credo manchi di vini

    (la Toscana) abbiano in vetrina la bottiglia di Librandi con

    scritto ”Dice l’Espresso(sti c..!)vino migliore per rapporto

    prezzo qualità”, mi fa pensare che o l’Espresso ha ancora un

    appeal incredibile o che l’Azienda produttrice sia scesa in

    campo con metodi…molto persuasivi.

    Buongiorno a tutti.

    Giampiero Pezzuti.

  22. Manilo Manilo commenta:

    Ammazza vedo con piacere che vi volete tutti bene,(: ma che faccio lo assaggio sto Cirò de Librandi?
    Io ancora più novello del novello non ho mai bevuto il Cirò o forse si avendo un suocero calabrese, ma sicuramente del contadino e non mi è piaciuto.

    Come sapete sto ultimando il corso, dal titolo “introduzione al vino” ( na mezza ciofeca) non è neanche riconosciuto bah.

    Il prossimo livello ancora non ho capito quale è il mio, (sarà un sottogrado) si farà in uno dei migliori resort del mondo La Posta Vecchia, spero che stavolta almeno la scheda venga fatta da noi e non un copia incolla, anzi un detta ed incolla.

    Scusate sto andando off topic, ho capito che dovrò segnarmi tutti i nomi delle vostre top list ed assaggiarli, penso che sia inutile ora comprarmi una bott. da 50€ e non capirne i verticali, a meno che il Fabretti che è di Roma mi dice il nome di qualche enoteca che frequenta, per rubargli qualche segreto.

    Ieri sera dopo una magnum della Valdo Extradry, alla salute di Kenray milanista, il mio amico compagno di corso mi fa assaggiare un Grumello della Valtellina anno 2002, bei profumi ma corto, come un maglione rintrizzito.

    • Alberto G. Alberto G. risponde:

      Fabbretti che e’ una persona seria, per i commenti sempre calibrati (almeno quelli che ho letto io da quando “bazzico” su intravino)e’ anche competente.Se ricordo bene dovrebbe essere un enotecario di Roma ,ma non ama farsi pubblicita.
      Non lo conosco affatto ma ti posso dire che mai,a mia memoria ho letto il nome dell’enoteca in cui lavora. Se chiedi un po in giro penso ,ti diranno dove trovarlo.
      Qualche bottiglia di Librandi te la rimedia anche se non e’ certo tra le sue preferite,e di sicuro tante altre.
      Prosit.

    • Non ti proccupare Manilo, tu continua a bere… è l’unica dritta che conosco

      • Manilo Manilo risponde:

        Beh, diciamo che la mia beva è migliorata,grazie al corso ed anche ai docenti, tu che stai nel giro conosci Paolo Peira enologo?.
        Poi ero curioso di assaggiare il DRC 64 che avevo chiesto al sommelier che organizza il corso, non ero stato chiaro nella richiesta sfarfugliando un DC e qualche numero perchè non ricordavo, questo mi dice ho capito ora te lo porto alla prossima lezione, facendomi capire che non era un granchè. Anche perchè li sto rimpallando con il blog di Intravino che non conoscono, ed ho incominciato a fare qualche nome di voi dal Ziliani al Gori te compreso, a te non te conoscono il Ziliani e Gori li hanno come amicizia su Facebook, dicendomi che il Ziliani è un blogger, un critico e del Gori uno scrittore di vino e basta.
        Ritornando a bomba mi ha portato un DcD rosso di Sicilia,Criso di Bellamonte, buono il primo bicchiere ma al secondo non ci arrivi, marmellata allo stato puro, sto DRC 64, quanto costa dove se prende e senza fare una ricerca in internet quale è la cantina.
        Grazie

        • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

          Caro Manlio una bottigli del Domaine la Romanéé Conti 1964? Magari a 7/8 mila euro qualche esemplare lo trovi….Ma il tuo messaggio era un pesce d’aprile? credo che si tratti di uno dei vini + cari la mondo…cmq se te li puoi permettere…

          • Manilo Manilo risponde:

            Grazie Armando ecco perchè non me lo ha portato…..qui non è questione di permetterselo, è proprio un controsenso spendere 7/8 mila euro.
            Ecco perchè il Cagnetti nel suo admin ha quella bottiglia, ora capisco tutto.
            Per ora mi accontento di una venticinquina d’euro, sono ancora un novello, poi strada facendo se sale la competenza, saliranno anche gli investimenti.
            Comunque non era un pesce d’Aprile era solo ignoranza.

        • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

          L’ho trovato a 1.600 euro su e-bay.
          http://cgi.ebay.it/ws/eBayISAPI.dll?ViewItem&item=280655054874
          Manilo, te lo compri e ce lo fai assaggiare? Un goccetto? Solo a me e Armando però :-)

          • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

            Dai Manlio, a 1600 euro è praticamente regalato…fai uno sforzo su….

          • Manilo Manilo risponde:

            Meglio non fare sforzi, non se sa mai, facciamo un patto prima voi due mi fate assaggiare le vostre cantine, dopo aver fatto ancora un pò di esperienza e si vedrà il da farsi.

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            Ti vuoi bere tutta la cantina????? Magari 2 o 3 bottiglie…
            Si può fare, quando vuoi :-)

          • Manilo Manilo risponde:

            Dimmi dove?

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            Profondo sud :-)

          • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

            …tutti da Montes a svuotargli la cantina…siamo invitati?

          • Manilo Manilo risponde:

            Sicilia o Calabria, Armando non spandere la voce.

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            Tutti invitati! Compresa la signora NN :-)
            Sicilia, Manilo. Però possiamo saltellare dal Piemonte alla Francia alla Germania alla Nuova Zelanda alla Toscana etc. etc.
            Per 3 caffè (il caro Armando) licenza di bevuta libera.
            Per te che sei un neofita bevuta con accompagnamento.
            Per NN “At least” di Etta James in sottofondo.

          • Massimiliano Montes Massimiliano Montes risponde:

            Ma… Manilo aveva detto “le vostre cantine” quindi dobbiamo dare fondo anche alle risorse di Armando ;-)

          • armando trecaffé armando trecaffé risponde:

            Da me in Belgio siete benvenuti ma 2° me Palemmo è + bella ….veramente pensiamoci a un’incontro speciale… Manlio tu dove alberghi di solito?

          • Manilo Manilo risponde:

            Allora io albergo nel centro in prov di Roma, precisamente Cerveteri, anticamente Nova Caere capitale dell’Etruria, diciamo che io mi trovo a metà strada fra voi due, però la mia cantina non è ancora alla vostra altezza l’unico francese è un Bordeaux del 69 un pò di Chianti, qualche Montepulciano abruzzese, un pò di Tintillià la mia preferita per ora poi Lagrein e scarseggio con i bianchi, però ho scoperto che il Fabbretti è un enotecaro su Roma e guardando il suo sito son rimasto estasiato e presto andrò a trovarlo.
            Perciò verrete tutti nella città eterna, attendo notizie.

            Massimiliano ho un amico a Palermo, prima o poi dovrò andare, mai dire mai.

  23. Andrea Andrea commenta:

    Se volete bere un Cirò rosso notevole:

    Cirò rosso classco – Tenuta Iuzzolini

    Costo: 6,50 euro in enoteca. Ma l’ho visto anche in offerta a 4,50
    Certo il Librandi è più rintracciabile ma il confronto non esiste.

    Saluti.

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