Anteprima Krug Clos du Mesnil 2004, più luce e freschezza in Champagne

Anteprima Krug Clos du Mesnil 2004, più luce e freschezza in Champagne

di Andrea Gori

La 2004 è stata un’annata magnifica più per abbondanza che per qualità, ma che ha visto comunque grandissimi vini rilasciati nei mesi scorsi. Mancava giustamente solo la firma di un solista fuoriclasse di chardonnay a sancire il giudizio definitivo in merito e, finalmente, abbiamo potuto scoprire anche il Clos du Mesnil 2004, anticipato dal millesimato 2004 della stessa Krug che forse ricorderete come “luminous freshness” qualche mese fa, ritrovato sempre più in forma negli assaggi nelle scorse settimane.

L’annata 2004 in Champagne è stata gioia e benedizione dopo la calda e complicata 2003 soprattutto per via dell’abbondanza dovuta all’inverno freddo la primavera fresca per molte settimane, poi una bella estate calda senza scossoni o grandine e con la giusta pioggia e un bel settembre  a chiudere il cerchio perfetto. Anzi il Clos perfetto in questo caso, perfetto come questo vigneto giardino di neanche 2 ettari (che pure ha varie epoche di vendemmia, a volte distanti anche diversi giorni) protetto da mura di pietra dal 1698, nel cuore del mitico village Le Mesnil-sur-Oger, nome davanti cui tutti si tolgono il cappello. In particolare il Clos Du Mesnil nel 2004 è stato vendemmiato tra il  24 and 26 settembre, a dare la diciottesima edizione di un vino nato con la vendemmia 1979, e ne sono state prodotte 12548 bottiglie e 500 magnum numerate.

Così ce lo introduce Olivier Krug che abbiamo incontrato qualche settimana fa a casa sua:

ed ecco infine le nostre note…

Krug  Champagne Vintage 2004 chardonnay (39%), pinot noir (37%) meunier (24%)
Segue alla lettera l’idea di freschezza luminosa attribuita all’annata dalla maison e si rivela sempre più intenso, ricco e citrino, dalla bocca leziosa, armonica ma forzuta e con una lunghezza inusitata e classe luminosa. Un vino che nasce al bicchiere dagli agrumi di arancio e pompelmo, con cenni di note in chiaroscuro di bergamotto, liquirizia e pepe nero per poi proseguire su susina, lamponi e fragole candite disposte su un biscotto al cacao. Danza al palato con eccezionale sale e acidità che rendono lieve un vino dal corpo e tensioni importanti e, nel mentre, esplode al palato con rimandi di mango e frutto della passione per chiudere su cacao, arancio candito e nocciola. 96

Krug Champagne Clos du Mesnil 2004 chardonnay 100%
Vino intenso e luccicante, sensazione di abbondanza e raffinatezza tra gelsomino, tiglio e mandorle, dolcezza e piccantezza in un’armonia quasi solenne, vaniglia, pompelmo, lime, pinoli e resine, poi tostature e mela caramellata, legno, gesso e petricore e fumè a ricordare certi riesling, ancora nocciole e mandorla, bocca che taglia e cuce con acidità sostenuta giovanile e una bellissima concentrazione. Impatta nel pompelmo e nello zenzero e restituisce scampoli di grandiosità di frutto con zenzero candito e fava tonka nel mentre punge e scalza ogni tipo di sete. Lascia con una sensazione di appagamento, serenità eppure di freschezza disarmante. Serviranno decenni ma sarà una meraviglia. 98+

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

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gianpaolo

circa 2 mesi fa - Link

e il Gori parla meglio inglese di Renzi!

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