Intervista a Francesco Paolo Valentini: il Trebbiano 2013 può attendere ma uscirà il Montepulciano 2012 a Natale. Era ora

Intervista a Francesco Paolo Valentini: il Trebbiano 2013 può attendere ma uscirà il Montepulciano 2012 a Natale. Era ora

di Cristiana Lauro

Non faccio altro che parlare dei Valentini, sarà mica una cotta? Non è che per caso si chiami amore? A tutti quelli che si chiedono che fine abbia fatto l’amore, rispondo con un cenno di fiducia, un personale segno di speranza: il mio è rintracciabile e ha un domicilio certo e sicuro, a Loreto Aprutino, in Abruzzo.

Dico i Valentini perché ora che Edoardo non c’è più per me esiste tutta la famiglia. Adriana, Elena, Francesco Paolo, Gabriele e Aaron.

Dopo una carrellata di annate felicissime di Trebbiano d’Abruzzo – molto differenti nella sostanza – e dopo quella punta di diamante che è stata la 2010, Francesco Paolo ha deciso di posticipare l’uscita dell’atteso 2013. Non è pronto, deve riposare ancora un po’ in bottiglia, ne riparleremo l’anno prossimo. L’ho assaggiato insieme a loro e condivido la scelta. Un produttore serio non può deludere le aspettative del pubblico e nemmeno le sue.

Francesco Paolo è il primo critico, talvolta giudice severo, dei suoi vini. Lo scorso anno – durante una cena di famiglia con pochi amici – tirò su dalla cantina tutte le annate di Trebbiano e Montepulciano d’Abruzzo che non ha mai commercializzato. Come molti sanno i vini di Valentini non imbottigliati escono come sfuso e questo capita spesso soprattutto al suo Montepulciano. Fu una delle degustazioni più importanti della mia vita dal punto di vista didattico, della conoscenza della materia e dell’esperienza sull’assaggio in generale; seconda solo alla memorabile verticale storica dal 1880 condotta un paio d’anni fa da Paolo Lauciani all’Hilton di Roma, con la benedizione di Franco Ricci.

Da quegli assaggi insoliti, straordinari – stavolta l’aggettivo è straordinariamente azzeccato – ebbi la misura definitiva di quanto Francesco Paolo fosse un uomo, agricoltore e artigiano produttore di vino, onesto e corretto. La maggior parte delle bottiglie che assaggiammo – destinate fin dall’inizio unicamente alla verifica post tempore – passarono brillantemente l’esame dei nostri palati, se si fa eccezione per quello di Francesco Paolo che rasenta la pervicacia e, d’altra parte, non ho mai visto quell’uomo scivolare in autocelebrazioni narcisistiche di scarsa sostanza e sostenibilità.

Ma se per il Trebbiano dobbiamo attendere il prossimo anno, poco prima di Natale uscirà, invece, il Montepulciano d’Abruzzo 2012. Prodotto in pochissime bottiglie, segue l’annata 2006, uscita nel 2009, che ho riprovato poche sere fa e adesso inizia ad essere veramente buono, anzi fantastico.

Insomma, di millesimi ne ha saltati parecchi. Succede perché il vino di Valentini è un prodotto artigianale che non subisce “aggiustamenti” in cantina, ovvero: se l’uva montepulciano non ha la giusta maturazione fenolica non è garantito il lungo invecchiamento, quindi quel vino non andrà in bottiglia.

Io l’ho bevuto e lo trovo spettacolare. In questo momento ha una nota un po’ verde, di gioventù, e lo considero un pregio. Credetemi che di rossi con questo passo in Italia non se ne bevono facilmente e la longevità sarà di certo il vero talento di questo grande Montepulciano, così come l’orgoglio dei Valentini. Anzi, voglio che sia proprio Francesco Paolo a raccontarvi i suoi vini. Di sicuro lo sa fare molto meglio di me: ecco un po’ di domande, e risposte.

Perché hai scelto di posticipare di un anno l’uscita del Trebbiano 2013?
Semplicemente perché non è pronto. Ogni vino è figlio della sua annata e ha i suoi tempi di maturazione. Un po’ come le persone, non tutte maturano alla stessa età. Quel vino ha un PH basso, ovvero acidità alta, senza contare che la malolattica è incompleta, quindi dobbiamo lasciar passare una calda estate ed un freddo inverno. Poi, piano piano, si avvicinerà ad essere pronto.

Un accostamento con un millesimo precedente?
È difficile paragonare un’annata ad un’altra, un po’ come per le pietre del fiume: sono tutte pietre, ma sfido chiunque guardi in basso coi piedi nell’acqua a trovarne una uguale all’altra. Posso dire che questo vino dal punto di vista meteorologico nasce da un’annata media, quindi rientra in quella categoria. Però è difficile dire come sarà, non essendo ancora pronto. Bisogna vedere l’evoluzione. Per ora direi, semplicemente, che è il trebbiano dell’annata 2013.

(Cosa???? Questo è pazzo, sta fuori di testa. È buonissimo, ve lo giuro!)

Parlaci del Montepulciano 2012, in uscita a Natale dopo tanti anni.
Il Montepulciano 2012 è figlio di un’ottima annata. Primavera piovosa, estate calda ma non priva di piogge. Autunno mite con poche piogge. Vendemmia nei tempi tradizionali del montepulciano, ovvero prima metà di ottobre. Questo ha dato delle corrette maturazioni zuccherine e soprattutto fenoliche. Lavorazione in cantina atta a dare vini eleganti ed armonici. Quindi macerazioni brevi per non estrarre troppo colore e tannini. Fermentazione a cappello galleggiante con follature a mano. Ovviamente utilizzo di soli lieviti indigeni, nessun controllo della temperatura di fermentazione, nessuna filtrazione ma solo tanta pazienza. E follia, secondo lo stile della casa. È un vino che inizia ora ad essere appena pronto. Uscirà a dicembre perché necessita ancora di un colpo di frusta dell’estate.

Quante bottiglie avete prodotto?
Le bottiglie prodotte sono veramente poche, circa diecimila.

Ho appena riaperto un Montepulciano 2006 che ha ancora una vita davanti. Ci racconti qualcosa su questo vino che poi è l’ultimo uscito in commercio se parliamo di rossi?
Il 2006 è il primo vino che ha rotto con le precedenti vinificazioni. Macerazioni brevi (sei o sette giorni), meno rimontaggi e follature a mano con follatori in legno, copiati da testi di enologia dell’Ottocento. Iniziai a impostare una nuova vinificazione per ricavare vini eleganti dal montepulciano. Ho messo in atto quello che con mio padre avevamo studiato a tavolino, ma che lui purtroppo non ha potuto sperimentare. A papà non piacevano i montepulciano pesanti, alcolici e troppo ricchi di estratto, le marmellate per intenderci. Era attratto dai grandi rossi francesi e pensava o sognava di avvicinarsi a loro con il montepulciano. Però, perché questo avvenisse, dovevano essere sgrezzati e resi più eleganti e armonici. Questa era l’idea, che io seguito a condividere e perseguo.

E adesso, Francesco Paolo, quello che nessuno ha mai osato chiederti: perché non fai entrare le persone nella tua cantina? Sfatiamo una volta per tutte una chiacchiera da condominio che ti racconta burbero e schivo.
Non faccio entrare nessuno in cantina per due motivi. Il primo, fondamentale, è di natura tecnica: non voglio rischiare di avere un inquinamento di lieviti provenienti da altre cantine. Il secondo è di natura personale. La cantina è un luogo privato, direi intimo. Un pittore non è tenuto a mostrare il luogo dove crea. A che serve mostrare, cavalletti, pennelli, tavolozze, colori e tele bianche? La sola cosa che può e deve interessare al pubblico è la tela finita e dipinta. Tutto il resto è solo curiosità.

Io sono entrata nella cantina dei Valentini. Un regalo indimenticabile.

[Foto: Tesori d’Abruzzo]

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Cristiana Lauro

Cantante e attrice di formazione ma fortemente a disagio nell’ambiente dello spettacolo, che ha abbandonato per dedicarsi al vino, sua più grande passione dopo la musica. Lauro è una delle degustatrici più esperte d’Italia e con fierezza si dichiara allieva di palati eccellenti, Daniele Cernilli su tutti. Il suo sogno è un blog monotematico su Christian Louboutin e Renèe Caovilla, benchè una rubrica foodies dal titolo “Uomini e camion” sarebbe più nelle sue corde. Specialista di marketing e comunicazione per aziende di vino è, in pratica, una venditrice di sogni (dice).

25 Commenti

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erique

circa 4 anni fa - Link

vi chiedo un consiglio, con sincerità: come fare a comprare una (o più) bottiglie del suo montepulciano? viste le poche bottiglie, e il fatto che non esca con la tipologia da dieci anni, immagino la ressa. quali canali consigliate? andare da lui in azienda è uno di questi?

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

In azienda non esiste vendita. L'unico canale noto è l'enoteca, online e offline.

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Montosoli

circa 4 anni fa - Link

Per favore chiedi a Francesco Paolo se l'idea di rincorrere I vini Francesi ha piu importanza lavorare il Montepulciano nella vigna o nella contina...? Grazie

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Cristiana Lauro

circa 4 anni fa - Link

Al di là di quelle che sono le aspirazioni enoiche di ogni produttore, nella viticultura ed enologia artigianale non si può prescindere da due assiomi . Il primo assioma è che il vino nasce in vigna, il secondo è che qualunque vinificazione si decida di intraprendere, deve essere sempre rispettosa della materia prima, ovvero dell'uva.

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vinogodi

circa 4 anni fa - Link

...Cristià... Catalano 'tte fa 'nna pippa...

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Cristiana Lauro

circa 4 anni fa - Link

@vinogodi, un po' come a te il conte Nuvoletti in fatto di eleganza

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vinogodi

circa 4 anni fa - Link

... uff ... non fare il musino. Rimani bravissima nello scrivere e bella perché madre natura è stata generosa . Il mio è solo uno stimolo a scrivere sempre cose originali e interessanti, come sempre fai , perché leggerti è un piacere . Infatti mi ha solo preso in contropiede un'affermazione giusta ma un po' scontata del tuo intervento precedente . L'articolo è bellissimo ...

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amedeo

circa 4 anni fa - Link

Si ode lo stridìo delle unghie di Vinogodi sullo specchio...(e comunque a parte la finezza espressiva, si capisce che non maneggi bene il romanesco)

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Matteo

circa 4 anni fa - Link

Valentini è un mito, non si discute. Io ho assaggiato (purtroppo), solo alcuni dei suoi trebbiano ed ho davvero toccato il cielo con un dito, completamente rapito da girandole di profumi e sapori indimenticabili... come far capriole sulle nuvole. Però... si veniamo al però: mi sono capitate alcune bottiglie non all'altezza. A me una volta, ad un amico ancora, ecc. ecc. Poi in rete queste cose, dove averle sperimentate di persona le leggi e... Stessa annata, bevuta a pochi mesi di distanza, stessa annata, aperta a pochi minuti di distanza... bottiglie molto diverse, alcune, direi, "difettose". Ora, la risposta che ci diamo è che questo è il rovescio della medaglia del vino naturale, ancestrale, emozionale... non capita solo con Valentini, stessa esperienza con Dettori, ed un paio di francesi dei quali non ricordo il nome... e immagino altri. Questo mi lascia perplesso... mi piacerebbe sentire pareri ben più autorevoli del mio... In fondo sono bottiglie che costano non poco...

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wine princess

circa 4 anni fa - Link

@Matteo, come vedi, quando si accende la luce il risultato è sempre il solito, ovvero i burbiglioni scappano e corrono a rintanarsi nei loro reconditi anfratti da cui erano usciti.. Niente di nuovo. Ergo, tu hai posto una questione ben precisa e di colpo tutti i dotti, medici e sapienti, professoroni e dignitari di corte che abitualmente bazzicano queste pagine, sempre pronti a giudicare e pontificare, si sono come volatilizzati.. Nessuno vuole interloquire con te. Traine le tue conclusioni. come io ne traggo ovviamente le mie. Concludo dandoti un mio parere, che è quello non di un'esperta ma della semplice consumatrice che il vino lo paga, ahimè, tutti i giorni.. Se ogni volta che ti fermi a far benzina in un determinato distributore quando riparti la macchina singhiozza e funziona male, intanto non esitare a cambiare benzinaio, poi vedremo.. Ti auguro buone e gratificanti bevute, Matteo. Ai suddetti burbiglioni auguro invece di non dover trascorrere tutta una vita nel buio. Buonasera.

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sergio

circa 4 anni fa - Link

Questo è il commento già scritto e non pubblicato dopo aver letto quello di Matteo: "Questo mi lascia perplesso... mi piacerebbe sentire pareri ben più autorevoli del mio..."(Matteo). Questi commenti non dovrebbero essere archiviati senza che si dica qualcosa. Non sono in grado di farlo io, ma la problematica riguarda i vini cd. naturali e due dei più famosi produttori, Valentini e Dettori"... Wine Princess è stata più diretta ed efficace di me ma mi fa piacere condividere con lei l'importanza del commento di Matteo.Che merita delle risposte.

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Cristiana Lauro

circa 4 anni fa - Link

Scusate, Sua Altezza @wine princess e Sua, garbata e più apprezzata, Modestia @sergio, ma se Matteo, al netto dei puntini di sospensione, non ci indica le annate, le circostanze e soprattutto "all'altezza di chi e di cosa" non erano quelle bottiglie, come si fa ad affrontare una risposta, a formularla? Io sono una professionista non una ciarlatana quindi rispondo, magari sbagliando, ma non alla vaghezza distribuita fra l'interpunzione buttata lì, un po' a casaccio. Sarà "la girandola di profumi" che mi fa questo effetto, ma onestamente non riesco a capire a cosa rispondere.

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sergio

circa 4 anni fa - Link

Secondo me Cristiana Lauro ha dato una risposta. Può convincere o non, ma l'ha data. Ora, visto che nessuno è intervenuto per dire magari, prima di tutto, se l'impressione di Matteo non l'ha mai fatta bevendo i due vini (o, se la condivide invece, di cercare di dare delle interpretazioni) metto nella discussione un post di Alessandro Morichetti che è davvero coerente con la discussione stimolata da Matteo,. E' del 2012 e questo potrebbe essere un limite perché, può darsi, che le cose si siano evolute. Ma contiene ancora elementi interessanti. http://www.intravino.com/grande-notizia/del-tuderi-2006-di-alessandro-dettori-potremmo-discutere-fino-al-capodanno-2014/

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wine princess

circa 4 anni fa - Link

Io sono entrata nell'atelier del pittore. Un pennello indimenticabile. Bye bye...

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Matteo

circa 4 anni fa - Link

Ringrazio sergio e wine princess per aver rianimato il dibattito e mi scuso, con chi abbia letto il mio post, per la grammatica scalcagnata e ‘l'interpunzione buttata lì, un po' a casaccio’, della quale mi accorgo solo ora, rileggendo. @ Cristiana Lauro, il mio voleva essere lo spunto di riflessione dal punto di vista del consumatore finale, magari un po’ evoluto, che di fronte a certe filosofie naturali, integrali o chiamiamole come meglio ci conviene, a volte si trova un po’ spaesato e cerca nel confronto con i professionisti una miglior chiave di lettura. Certo, io non riesco ad arrivare alla statura del professionista neppur mettendomi in punta di piedi, e parlo con termini sbagliati… ma se il professionista si chinasse un tantino e tendesse l’orecchio, non farebbe fatica ad intendere il pensiero che sergio e wine princess hanno cristallinamente colto… ma si sa, capire e parlare al consumatore finale non è cosa per tutti. Il link che ha riportato sergio aiuta enormemente nell’avanzare nel discorso e sarebbe secondo il mio (modestissimo) parere risolutivo, il fatto di poter stringere un patto, così come raccontato da Alessandro Dettori, fra produttore e consumatore… Continuerò a bere Dettori, Valentini, Montisci, Dottori, Petterino, Musar e spero di scoprirne tanti altri, perché regalano emozioni uniche e… magari… Cristiana Lauro, un giorno potrò godere della sua guida durante una degustazione di San Lorenzo… ma se io mi perderò dietro ad una “girandola di profumi” e lei mi parlerà di gruppo etilico legato ad uno carbonile ed uno metilico… saremo punto e a capo. Salute!

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Cristiana Lauro

circa 4 anni fa - Link

Matteo, o io mi spiego male, o qualcuno ci gira intorno. Possiamo sapere a quali annate e circostanze si riferisce parlando di alcune bottiglie non all'altezza? Anche in rispetto di chi sta seguendo questo scambio di messaggi fra lei , le truppe cammellate col nome in codice intervenute in suo sostegno e la sottoscritta. Altrimenti non possiamo rispondere, diventa una partita di ping pong perpetua e noiosissima. P.S Valentini non fa vini cosiddetti naturali, non ha mai preso parte ad alcun movimento "vinnaturista".

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sergio

circa 4 anni fa - Link

"le truppe cammellate col nome in codice intervenute in suo sostegno" Ma perché dici 'ste fesserie?

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sergio

circa 4 anni fa - Link

"P.S Valentini non fa vini cosiddetti naturali, non ha mai preso parte ad alcun movimento "vinnaturista"." E' vero in parte. Anche se non fa parte molti lo trattano come se lo fosse. Dialetticamente Valentini è molto abile nel costruire un'immagine unica della sua azienda, dei suoi vini e della filosofia che lo ispira ma, lo ripeto, nelle recensioni reperibili in rete molti assimilano i suoi vini a quella categoria di vini.

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sergio

circa 4 anni fa - Link

Sulla parte in cui Cristiana Lauro contesta a Matteo l'indeterminatezza, la vaghezza dei vini c'è questo link in cui, nel dibattito(nel dibattito), si fa il nome della bottiglia di Valentini ed in cui vengono espresse le "stesse" considerazioni di Matteo. Che poi, nello svolgimento del dibattito, sono state confutate o condivise: ma sono le stesse.E'del 2012. http://gliamicidelbar.blogspot.it/2012/09/trebbiano-2002-valentini-di-n-desenzani.html

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Cristiana Lauro

circa 4 anni fa - Link

Sergio, voglio sorvolare sulle "fesserie" ma ti pregherei di fare attenzione a non scivolare nelle offese. Più interessante mi pare invece ribadire che Valentini non fa vini cosiddetti naturali e ha chiarito in più occasioni di non credere nei vini naturali. Credo che se cerchi su questo bellissimo sito, troverai anche un altro articolo mio proprio su questo discorso dei vini naturali e di Valentini che non è vinnaturista. Detto questo, io nel mio post ho parlato di bottiglie e di annate. @ Matteo si riferisce a bottiglie non all'altezza (suppongo delle sue personali aspettative, che non sono quelle di tutti) senza specificare le annate. Penso che se avesse circostanziato la questione avremmo avuto una risposta proprio da Francesco Paolo Valentini. Ora spero che il palleggio volga al termine perché non sta producendo contenuti interessanti per i lettori.

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Grand cru

circa 4 anni fa - Link

L'intervista, nella banalita' delle domande, propone sostanzialmente una sviolinata a un produttore. E' inutile che la Sig.ra Lauro autodefinendosi 'professionista' accusi chi interviene di non parlare dei singoli vini, primo perche' la prima a essere generica nell'articolo e' lei, secondo perche' chi ha davvero bevuto tanti Valentini sa bene, e sfido chiunque a smentirmi, che i rossi sono nella maggior parte dei casi caratterizzati da nasi ai limiti del corretto (e non mi dilungo sui difetti di pulizia e nettezza), cui l'invecchiamento non giova per nulla (ricordo che quando un vino non e' buono oggi, non lo sara' nemmeno tra 30 anni). I bianchi, invece, sono oggettivamente un'altra cosa, ma non stiamo parlando di vini top, alla base c'e' pur sempre il trebbiano, e soprattutto a questi prezzi si beve molto meglio quasi ovunque, senza scomodare i borgogna...

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Cristiana Lauro

circa 4 anni fa - Link

Io non sviolino e, aggiungo, che non faccio marchette coi produttori. Mi spiace molto che lei reputi banale il testo di un editor (professionista del settore , benché la cosa la disturbi) che scrive per farsi capire. Confondere semplicità con banalità è piuttosto spicciolo. Io mi pongo il problema di essere capita e letta fino in fondo. Parlo al popolo, non solo ai Grandi Cru come lei. Detto questo ho già ripetuto a sufficienza che se chiariamo le annate in discussione, siamo disposti a rispondere argomentando più che possiamo. Sui nasi ai limiti della correttezza si assuma lei la responsabilità di quello che afferma. Io mi dissocio. L'annata ''90 la conosco come le mie tasche e la trovo eccezionale. Ridotta inizialmente, ma una volta ossigenato il vino è soettacolare. A meno che qualcuno non osi considerare difetti anche le riduzioni. Mi aspetto di tutto, ne leggo talmente tante in giro di boiate sul vino.

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Grand cru

circa 4 anni fa - Link

Avendo gia' chiarito prima del Suo post che a me i montepulciano in questione non piacciono per una questione essenzialmente di vitigno, e che non intendevo assolutamente dire che presentano 'difetti' in senso tecnico (non l'ho mai pensato e mai mi e' capitata una bottiglia in tal senso), lascio a Lei che e' un'esperta del settore, e che definisce boiate quelle cho ho scritto, tutte le certezze che vedo e' convinta di avere

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Grand cru

circa 4 anni fa - Link

... Tornando ai rossi, la responsabilita' della scarsa attrattiva dei profumi dei rossi non e' certo colpa di Valentini, il fatto e' che a mio avviso e' il montepulciano a non avere le caratteristiche di finezza ed eleganza che oggi la maggior parte degli appassionati ricerca (me compreso). Ci tengo a chiarire a scanso di equivoci che i difetti di pulizia e nettezza di cui parlo, che talvolta ho riscontrato in degustazioni verticali anche di vecchi millesimi (la stessa 90 ad esempio, per quanto questa bevuta una sola volta e quindi con tutti le cautele del caso), non erano difetti in senso 'tecnico' delle bottiglie, ma rappresentavano l'evoluzione del vino su aromi terziari a me non graditi. Senz'altro ci sara' chi li giudica invece positivamente proprio per la loro unicita', ma personalmente preferisco altri profumi. Cio' detto, massimo rispetto per Valentini (padre e figlio) per aver saputo valorizzare i due vitigni in questione.

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Lorenzo

circa 3 anni fa - Link

"I bianchi, invece, sono oggettivamente un'altra cosa, ma non stiamo parlando di vini top, alla base c'e' pur sempre il trebbiano, e soprattutto a questi prezzi si beve molto meglio quasi ovunque, senza scomodare i borgogna..." fisso lo schermo incredulo da diversi minuti per cercare di capire dov'è lo scherzo..ma non riesco a trovarlo

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