Insider Ais | C’è una sottile differenza tra autopsia e degustazione

di Intravino

Ne è passata di acqua sotto i ponti dalla nostra ultima volta. Ora non seguo più il corso AIS, seguo il corso dell’Associazione Italiana Sommelier. Renilde (la direttora del corso) e Pàmela (l’assistente della direttora del corso) non si presentano più in giacca d’ordinanza, ma si vestono come odalische, danzando stacchetti musicali e tenendo il bicchiere con due mani, infine in classe nessuno si permette più di aprir bocca, nel timore si sospetti che di vino qualcuno volesse “[…]parlarne in maniera interattiva con più persone[…]”. Son cose brutte, segno dei tempi. Vi avevo lasciato da uomo nuovo e con le budella colme di liquame venefico. Mi ci è voluto un po’ per riprendermi. Neppure il gentile trattamento offertomi dalla Cartour Delta sulla tratta Salerno-Messina del sei gennaio ha avuto effetti minimamente paragonabili a quelli sofferti dopo l’esperimento del Dr. FrankeSTEEN. Ma passiamo oltre, non rivanghiamo.

Le lezioni otto, nove e dieci del corso dell’Associazione Italiana Sommelier (sic) di primo livello rappresentano lo scollinamento, siamo a 2/3 del cammino. Superate le tre lezioni di tecnica della degustazione (esame visivo, olfattivo e gusto-olfattivo) il discente dovrebbe a questo punto avere acquisito tanto le competenze teoriche che quelle pratiche. Dovrebbe in altri termini essere in grado di affrontare un bicchiere di vino col camice dell’anatomopatologo, pronto a redigere la famigerata scheda analitico-descrittiva del vino ® (sì cari, il marchietto ci va).

A tal proposito concedetemi una considerazione da ciarlatano (non difficile): assieme ai due libri di testo intitolati “La degustazione” e “Il mondo del sommelier” viene fornito un quadernetto per prendere gli appunti durante le lezioni. Nel quadernetto, organizzato per lezioni, vengono inoltre riportate le schede da compilare durante le degustazioni. Giunto alla decima lezione, con due o tre degustazioni per lezione, nel mio quadernetto ho contato quasi trenta schede compilate. Tutte uguali o quasi. Mi spiego: nella scheda vanno descritti i tre stadi di degustazione (esame visivo, olfattivo e gusto-olfattivo). Prendiamo ad esempio l’esame visivo (ma vale anche per gli altri due): si valutano limpidezza, colore, consistenza e nel caso ci si confronti con un vino spumante, l’effervescenza. Per ognuna di queste voci sono stati codificati pochi, generici termini descrittori. Ad esempio quelli per descrivere la limpidezza di un vino sono: velato, abbastanza limpido, limpido, cristallino, brillante. Dato che velato lo si dice di un vino malato, abbastanza limpido di un vino assai invecchiato, magari non filtrato o non chiarificato o ancora rifermentato in bottiglia, e che brillante è termine utilizzato sostanzialmente per descrivere i vini con le bollicine, secondo calcoli piuttosto precisi per descrivere la limpidezza di tutti i vini bianchi, rossi e rosati del globo rimangono i termini limpido e cristallino. La cosa che poi ho appena imparato è che addirittura si possono dire assieme. Non ve la sentite di azzardare un cristallino? Nema problema, perché in pieno spirito condonale è anche concesso metterli vicini, mai non vi sentiste del tutto sicuri, mai vi venisse un dubbio tra l’uno e l’altro eh? La stessa regoletta vale più o meno sempre. Quindi sappiate che per bullarvi con gli amici basta stare sempre nel mezzo. Nessuno potrà mai contestarvi.

Bene dicevo lezioni otto, nove e dieci. Sono rispettivamente le lezioni su: 1) spumanti; 2) vini passiti, vendemmia tardiva, muffati, icewine, liquorosi, aromatizzati; 3) legislazione ed enografia nazionale.

Per le prime due torna il mio preferito: Joe lo Straniero. Per l’ultima il mio incubo: Tronco. Per i profili dei due soggetti, se di interesse, leggere qui. Di queste lezioni non c’è molto da dire, non credo vi interessi leggere per la milionesima volta di metodo champenoise  e metodo classico o di metodo solera e vermouth. Wikipedia semmai vi basti e vi avanzi. Piuttosto, per elevarlo a paradigma,  segnalo l’odioso comportamento di Tronco il quale,  dopo avere dato nuova abbondante prova di sé con frasi del tipo: “ […]In Italia, nel mondo e quant’altro” (sì, nella galassia uranico pandòlo!), indulge in un mantra di frasette che dovrebbero risultare rassicuranti per gli studenti svogliati, ma indisponenti per chi da una lezione si aspetta di imparare qualcosa, non di ricevere inviti ad approfondire sui testi. Insomma dire: ”Non si dice più DOC e DOCG, ma solo DOP e non si dice più IGT ma IGP, ma non voglio farvi confusione” senza aggiungere altro, mentre tieni una lezione che si intitola “Legislazione ed enografia nazionale” a me fa girare i cabbasisi. Ok, mi calmo. Sono tranquillo. Torno nel flusso.

A Tronco comunque debbo riconoscere una strepitosa capacità di spiegazione durante le degustazioni guidate a fine lezione. Di certo  la cosa più importante. Ho imparato da lui a riconoscere l’anice stellato, l’unico vero motivo per cui mi sono iscritto al corso AIS, e per questo gli sarò grato in eterno. Però forse l’Associazione Italiana Sommelier, più che in pornospot dovrebbe investire in corsi di Public Speaking. Bene, finito. Ora, mentre là fuori la Lega porta soldi in Tanzania, chi ci porterà fuori dalla crisi si beve champagne da GDO alle Maldive e Unicredit ci chiede di partecipare all’aumento di capitale per salvare l’Italia, qui dentro possiamo, nella confortevole alcova di Intravino, riprendere ad azzuffarci un po’ su quello che ci pare, facendo finta di nulla. E di questi tempi, essendo gratis, scusate se è poco.

14 Commenti

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she-wolf supporting the insiders

circa 9 anni fa - Link

Caro Insider, mentre gli altri abituali o occasionali frequentatori si stanno accapigliando nei post precedenti riguardo ai massimi sistemi dell'universo enoico, benché sola soletta ci tengo a dirti che la tua saga mi rallegra e mi conforta. Finché esisteranno le Renilde, le Pàmele e i Tronco anche io avrò una ragione di esistere.

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carolina

circa 9 anni fa - Link

continuo ad insistere: tempo perso. anche perchè le schede le fate sempre alla ca**o. e te lo dice una che a volte le faceva pure lei alla ca**o, sui banchi :) ciao belumat!

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Eleutherius Grootjans

circa 9 anni fa - Link

Caro Insider, il reportage meritava una seconda lettura. Lei non sa chi sono io, io so chi è lei, e per sapere che fine farà - lei insieme a tutti i ciarlatani fannulloni mangiapane a ufo che pretendono di fare opinione con un click e qualche parola messa in fila, mentre noi siamo gli unici, veri, titolati custodi della vera cultura del vino; lei, deh, che è oltretutto ingrato e irriconoscente a fronte della grazia di frequentare i nostri corsi; lei, soggiungo, che non scriverebbe mai un inciso così lungo e paralogico perché non è così bravo a esrimersi elegantemente (e soprattutto perché non soffre come noi tastevinici di nevrastenie, ma questo non rileva) - riceverà a breve il link a un articolo-scoop nel quale si svela un retroscena agghiacciante (inpirare, espirare): il destino dei blogger. Tanto le dovevo. Addio.

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Insider

circa 9 anni fa - Link

anch'io la stimo molto.

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Francesco

circa 9 anni fa - Link

suona come una minaccia!!! attento insider!!!! LUI sa chi tu sia!!!!! a roma dicono: mei coj..... !!

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Tommaso Farina

circa 9 anni fa - Link

'Sta cagata di post ha ricevuto solo sei commenti incluso il mio. Il mondo è un po' meglio di quello che sembra.

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Insider

circa 9 anni fa - Link

grazie. sette.

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she-wolf loves Tom and Gerry

circa 9 anni fa - Link

Otto, come il voto che ti darei se fossi la tua Prof.

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luigi fracchia

circa 9 anni fa - Link

nove. stai andando alla grande.

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gustavo

circa 9 anni fa - Link

dieci. pasta e ceci.

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giampiers

circa 9 anni fa - Link

cavolo, tutto qui? e io che sognavo di irrompere al n.23 con l'epica battuta di nando martellone.. (undici)

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Promote the insider

circa 9 anni fa - Link

"quant'altro" lo può dire solo DM dell'AIS... e quindi tronco = DM! un uomo un intercalare!

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Insider

circa 9 anni fa - Link

dammi l'indirizzo. hai vinto un abbonamento gratis a Intravino per sempre. ;)

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lomazz

circa 9 anni fa - Link

Quando ho letto "quant'altro " , ho avuto un flashback di una lezione riguardante la legislazione ed enografia nazionale, durante la quale ricordo solamente "quant'altro".:)

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