Incubi contemporanei: la vendita di vino interstatale negli Usa

Incubi contemporanei: la vendita di vino interstatale negli Usa

di Salvatore Agusta

Molti sanno che la regolamentazione americana in tema di vendita di alcolici è alquanto particolare, ma non tutti sono al corrente del fatto che la stessa muta da stato a stato, sia per ciò che concerne la vendita al dettaglio/ingrosso, sia per ciò che riguarda l’aspetto fiscale della medesima vendita.

Ed infatti, gli elementi di discussione che riguardano questo intreccio grottesco sono molteplici e rendono l’idea di come negli Stati Uniti ancora oggi le sostanze alcoliche siano sottoposte ad una sorta di protezionismo. Il nodo cruciale della discussione è la vendita di alcolici al dettaglio che avviene tra un rivenditore presente in uno stato e un cliente residente in un stato diverso.

Va precisato che ciò accade molto spesso, poiché coloro che risiedono in stati con una scarsa offerta di prodotti stranieri, per acquistare determinate etichette o determinate annate non reperibili in zona, possono scegliere alternativamente tra il prendere l’auto e guidare per ore oppure fidarsi dell’enoteca, alzare la cornetta e ordinare ciò che vogliono via telefono.
A questo punto entra in gioco un altro aspetto essenziale della questione: internet.
Esatto, perché mentre prima reperire un vino costava tempo ed energie da destinare alla ricerca, oggi grazie alla banda larga e ai motori di ricerca online, tutto è molto più semplice ed immediato.

Wine-Searcher rappresenta il sito più consultato in assoluto e permette di effettuare l’acquisto in pochi click.
Per l’effetto, il flusso delle transazioni interstatali ad opera dei dettaglianti è cresciuto drasticamente negli ultimi 8 anni e, non a caso, anche l’enoteca più piccola oggi è munita di un sito web pronto per l’e-commerce.
Altro elemento da tenere a mente riguarda la disciplina relativa a questo genere di transazioni; quest’ultima è abbastanza vaga e specie nel 2005 sembrò prendere una via di interpretazione molto elastica. Infatti, in occasione della sentenza della Supreme Court of the US in Granholm v. Heald, i giudici affermarono il diritto delle cantine di spedire, oltre i confini del proprio stato, i loro vini, acquistati dai turisti durante le visite guidate; sulla scorta di tale pronuncia, si ritenne che ciò fosse possibile anche per i turisti che decidevano di acquistare quantità di vino durante le loro vacanze nelle grandissime e fornitissime metropoli, tipo New York, Chicago o L.A..

Ad un certo punto, i più parsimoniosi usarono questo escamotage per acquistare notevoli quantitativi di vino dal New Jersey e Connecticut, per via della modesta o quasi assente tassazione degli alcolici.
Da tutta questa situazione ne risultarono danneggiati gli interessi economici dei distributori che non riuscivano a sfondare con certi prodotti in certi stati per via della bassa domanda presente, domanda che comunque veniva soddisfatta attraverso il commercio interstatale.
Tutto ciò portò Mr. Daniel Posner, presidente dell’Associazione Nazionale Distributori di Vino, a esercitare pressioni non indifferenti sui vertici delle autorità statali per il controllo della vendita degli alcolici, richiamandoli ad un intervento diretto per arginare il fenomeno.

La cosa più esilarante riguarda le motivazioni ufficiali che sono state poste alla base del richiamo: si ritiene, infatti, che l’attuale sistema di vendita interstatale rappresenti una grave falla nel divieto d’accesso al consumo di alcolici per i minori di 21 anni. Ovviamente una banale scusa, visto che a New York basta ordinare del vino con consegna presso la portineria del proprio stabile per ottenere alcolici e super alcolici senza mostrare alcun documento identificativo.

Tuttavia, sembra che non vi sia stata una vera e propria modifica alla disciplina preesistente; piuttosto sono stati coinvolti nella vicenda i vettori, ovvero le compagnie specializzate nel trasporto terrestre di beni.
E sì, perché i controlli sono stati inaspriti proprio verso i canali di trasporto, tanto che di recente le compagnie hanno cominciato a rigettare le richieste di consegna interstatale di sostanze alcoliche, perché in caso di consegna a minori, sarebbero proprio loro i responsabili.

L’impatto dell’intera vicenda sul mercato al dettaglio sembra poter rimaneggiare gli attuali equilibri economici del mondo del vino in U.S. tutto a vantaggio dei distributori che in questo modo potranno iniziare a tessere le loro reti commerciali anche in stati apparentemente poco appetibili.

L’associazione dei rivenditori al dettaglio dello stato di New York non ha lasciato attendere la sua risposta e indovinate che genere di richiesta ha mosso; che le restrizioni interstatali vengano affievolite e che almeno l’e-commerce sia risparmiato da questi limiti.
Secondo voi riuscirà nell’intento? Vi do una mano: oltre alla catena commerciale Costco, oggi sul mercato dei vini abbiamo un nuovo competitor che fa paura a tutti e che forse è la vera ragione di tutta questa storia: Amazon.

Amazon, dopo aver acquistato l’intera catena Whole Food Markets con le relative licenze di vendita al dettaglio per alcolici e super alcolici, è pronta a sconvolgere e ridisegnare il mercato del vino in U.S. e possibilmente in tutto il mondo.

Siamo all’alba di un possibile cambiamento epocale che, a mio modesto parere, potrebbe giovare soprattutto ai piccoli produttori.

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Salvatore Agusta

Giramondo, Francia, Lituania e poi Argentina per finire oggi a New York. Laureato in legge, sono una sorta di “avvocato per hobby”, rappresento uno studio di diritto internazionale negli Stati Uniti. Poi, quello che prima era il vero hobby, è diventato un lavoro. Inizio come export manager più di 7 anni fa a Palermo con un’azienda vitivinicola, Marchesi de Gregorio; frequento corsi ONAV, Accademia del Vino di Milano e l’International Wine Center di New York dove passo il terzo livello del WSET. Ho coperto per un po’ più di un anno la figura di Italian Wine Specialist presso Acker Merrall & Condit. Attualmente ricopro la posizione di Wine Consultant presso Metrowine, una azienda francese in quel di New York. Avevano bisogno di un italiano ed io passavo giusto di là. Comunque sono astemio.

3 Commenti

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elle

circa 3 anni fa - Link

va che "tribunale supremo" non si può proprio leggere... ;-) Corretto, grazie.

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Daniele

circa 3 anni fa - Link

Americani... puoi comprarti tutte le armi che vuoi, ma non sia mai che provi a prenderti una bottiglia...

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Salvo

circa 3 anni fa - Link

Daniele, a riprova di quello che hai detto, dal Texas ti mandano una cartolina. Una terra senza valori morali che ha sacrificato la dignità dell'uomo per il denaro.

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