Il wine blogger è qui per restare. Otto buoni motivi per tenerlo presente

di Jacopo Cossater

È un fatto che negli ultimi cinque anni si sia prepotentemente affermata nel mondo del vino e non solo la figura del blogger. Ma chi è blogger? A voler essere precisi il termine non ha un significato preciso: è relativo ad uno strumento e non all’uso che se ne fa: tutti telefoniamo, nessuno di noi penserebbe a se stesso come ad un telephoner. Blogger può essere il produttore che dalla cantina racconta il proprio lavoro quanto l’appassionato che scrive delle bottiglie bevute a casa. Possono essere il sommelier, l’enotecaro, il commerciante, il giornalista e tanto altro; categorie fluide, che spesso convergono. Ad unire tutte queste figure il fatto di creare comunicazione relativamente ad un argomento, in questo caso il vino.

Negli ultimi tempi (indicativamente negli ultimi due-tre anni) “l’industria del vino” si è via via accorta dell’importanza di questi wine writer digitali. All’inizio – in Italia correva l’anno 2004 – si trattava per lo più di appassionati con derive geek ma con il tempo e con il diffondersi di piattaforme di publishing sempre più semplici da usare il fenomeno si è allargato enormemente. Oggi nel nostro paese sono molte decine i wine blog considerati come attivi, aggiornati cioè con una certa frequenza (giornaliera, settimanale, etc.). Quei primi pionieri in molti casi si sono specializzati sempre di più ed oggi sono seguiti da un folto pubblico di lettori. La qualità media dei contenuti è cresciuta enormemente e spesso può essere paragonata a quella delle tante pubblicazioni esistenti sul vino, a pagamento.

Tutti questi elementi hanno portato sempre più cantine ad avere molta attenzione nei confronti dell’online, ad investire tempo e risorse in un lavoro di pubbliche relazioni capace di portare visibilità tanto a un’etichetta quanto a un territorio. Certo, viviamo in un periodo di grande confusione editoriale, la pubblicità occulta è dietro l’angolo e in Italia siamo ancora lontani da una regolamentazione (come quella della Federal Trade Commission negli Stati Uniti) che impone al blogger di dichiarare se un contenuto è stato pagato dall’azienda oggetto del post. Il publiredazionale, per capirci.

Come devono comportarsi le cantine – oggi, nel 2012 – con questo mondo? Quanto e in che modo devono prendere in considerazione la figura dei blogger? Paul Mabray di Vintank ha provato a dare una risposta in un post dal titolo “Hey Wine Industry, You’re Looking at Wine Bloggers all Wrong“, un post da cui abbiamo preso ispirazione e che abbiamo in parte tradotto ed adattato alla realtà italiana. Queste le sue indicazioni per “l’industria del vino”.

  1. In un mondo in cui la saturazione di informazioni ha reso l’accesso alla stampa sempre più difficile, i blog possono rappresentare un perfetto canale cui rivolgersi. E anche se un blog avesse un’audience di sole dieci persone, ricordatevi che nel momento in cui racconteranno la vostra storia staranno parlando ad un pubblico che potrebbe avere fiducia in loro. Non è poco.
  2. Voi, cantine, sui blog potete partecipare alla conversazione. Il bello è proprio questo, grazie ai commenti potete farvi conoscere esprimendo il vostro punto di vista o la vostra opinione e, perché no, potreste anche trasformare qualche lettore in vostro cliente.
  3. Decidete con attenzione che storie associare al vostro nome. Chi pensate abbia costruito Robert Parker? Voi. Ad un certo punto avete cominciato ad accompagnare ad ogni vostro vino il punteggio che gli era stato assegnato sperando aiutasse a vendere. Adesso è il momento di usare (anche) i contenuti generati dai blogger. Sono testi che non si riducono quasi mai ad un punteggio e che quindi possono essere utilizzati in diversi modi, in particolare se associati alla vostra comunicazione su internet: sul vostro sito, sui social media, nelle vostre comunicazioni via email.
  4. I blogger non influenzano solamente i loro lettori, i contenuti che hanno creato spesso sono indicizzati molto bene sui motori di ricerca e di conseguenza aiuteranno chi vi cerca a farsi un’idea di voi e dei vostri vini. Immaginate qualcuno che in enoteca, di fronte ad una bottiglia di Morellino di Scansano di Poggio Argentiera, decida di fare una ricerca veloce dallo smartphone: decine e decine di blog lo aiutano nella scelta. Non dimenticate infine che nel momento in cui qualcuno scriverà di voi e magari metterà un link al vostro sito vi aiuterà con il vostro page rank.
  5. L’influenza dei blogger non si limita ai soli blog: spesso e volentieri sono persone particolarmente attive sui social media (Facebook e Twitter i più noti ma ne esistono tanti altri), capaci quindi di allargare anche di moltissimo la propria audience.
  6. Un blogger può influire sulle vendite, anche se indirettamente. Posso testimoniare – per averla vissuta in prima persona – la vicenda di una piccola cantina umbra, Collecapretta; una realtà che nel corso degli ultimi due anni ha ricevuto molta attenzione da diversi blog senza mai apparire sulla stampa tradizionale. Oggi una percentuale rilevante dei loro visitatori, in particolare durante il fine settimana, arriva in cantina dopo aver letto di loro solamente in rete.
  7. I blogger sono loro stessi consumatori: comprano vino. Spesso poi nella loro cerchia di amici sono anche le persone riconosciute come più competenti, quelle cui chiedere un consiglio. Potete stare sicuri ci sia una correlazione tra i vini di cui scrivono e quelli che comprano e che consigliano di comprare.
  8. In conclusione quella dei wine blogger è una comunità che vale la pena coltivare. È difficile fare una stima assoluta ma rappresenta al tempo stesso un valore ed un risorsa. Sarebbe un peccato sprecarla.

[Immagine: Phis.org]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Blogger della seconda ora, su Intravino dal 2009.

18 Commenti

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michelangelo tagliente

circa 7 anni fa - Link

Parole sante Jacopo!

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

Bravo Jacopo! Credo sia quanto mai interessante considerando il successo che talune cantine hanno avuto grazie ai blog negli ultimi anni Io stesso ho acquistato, fatto acquistare e diffuso il verbo, generando altri acquisti, per bravi produttori altrimenti sconosciuti all over italy che grazie ai Blogz sono balzati alla popolarità... ma..entrando un pò a sviscerare alla Intravino way..oltre a Collecapretta quali potrebbero essere i nuovi campioni scoperti dal mondo del wine blogging? Quali sono insomma i Blog-new_Robert Parker's favourite degli ultimi anni? Immagino ad esempio che i fantastici vini di Ciro Picariello avranno incrementato il loro successo grazie a + di 1 blog.. ;)

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maurizio gily

circa 7 anni fa - Link

sono sostanzialmente d'accordo con te, Jacopo, ma penso anche che il fenomeno in Italia sia molto giovane e che, per ora, non abbia prodotto la rivoluzione che qualcuno profetizzava. Ne ho accennato, e ne scriverò presto più diffusamente, su millevigneblog

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gianpaolo paglia

circa 7 anni fa - Link

Non c'e' da aspettarsi rivoluzioni, ormai il mezzo e' maturo ed appare finalmente per quel che e': un mezzo. Tutta le differenza la fa e la fara come e' sempre stato e come sempre sara, colui che sta dietro, colui che scrive. Di quelli bravi ce ne sono pochi, ma, e qui sta semmai la rivoluzione rispetto al passato, il mezzo consente loro di uscire fuori, amplia il bacino di scelta, consente a tutti di provare a dire la loro, abbatte drammaticamente le barriere in entrata.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

IL WINE BLOGGER E' QUI PER RESTARE - tu che lo stai leggendo magari no. Puoi sempre spegnere il monitor e andartene in cantina. Se lo fai qualcosa perdi e qualcosa acquisti, a te la scelta. OTTO BUONI MOTIVI PER TENERLO PRESENTE - uno solo per farsene una ragione: la sua età è inferiore alla tua. A volte anche la sua esperienza relativa al vino, ma ciò non è fondamentale. Lui sa comunicare meglio. La polverizzazione delle offerte ha creato un bel po' di confusione. Come ha scritto bene Gianpaolo Paglia, sono pochi quelli bravi ed è vero che il nuovo mezzo dona loro più visibilità Allo stesso tempo però c'è un appiattimento nella percezione del valore autentico di quello che si legge. Spesso si leggono tante stupidaggini, frutto di superficialità e pigrizia nell'informarsi. Chi le legge non è in grado di capire la differenza fra opinione ed informazione, fra pettegolezzo e notizia. La diffusione dei blog può forse aiutare a farsi conoscere, ma anche a creare miti inutili, confinati in una ristretta cerchia di lettori-commentatori, creando un' illusione di notorietà destinata presto a svanire. Detto questo, non si può ignorare il fenomeno. Basta dominarlo e non esserne dominati e neanche perderci troppo tempo. Quindi selezionare con una certa autonomia critica. Poi farsi una passeggiata in vigna, o aprire una bottiglia con gli amici, quelli veri, non virtuali.

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

In vigna o nella in vigna? Ancora questo rebus non è stato risolto!!!

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Luigi Fracchia

circa 7 anni fa - Link

NN carissima, per una volta dissento interamente con ciò che dici. Il web ha grande potenziale e nn è solo un semplice medium perchè comunque il mezzo influenza l'informazione. Per cui direi che il web è molto importante nell'influenzare i consumi e i blogger, in particolare quelli amatoriali (i cui redattori non sono giornalisti di professione) sono visti come più oggettivi e affidabili di quelli professionali o di quelli aziendali (sono le risultanze di uno studio a cui mi sono sottoposto). Trovo molto reazionario guardare al mondo del web ponendolo in contrapposizione con un presunto mondo reale più fisico e quindi più vero. Io ho conosciuto negli ultimi due anni le migliori e più stimolanti persone che abbia mai incontrato a cominciare da te passando da Gianpaolo per finire con Jacopo. E scusami se è poco, prima la mia passione la vivevo in tristerrima solitudine. Sempre tuo Luigi

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Luigi, sei carissimo anche tu. Diventare mio amico è stata una tua scelta, aiutata dal web, non subita. Anche a me la rete mi ha fatto dei bellissimi regali, e ho imparato parecchie cose che prima ignoravo. Nello stesso tempo noto che ci siano tante notizie? informazioni? voci infondate? non proprio autentiche, quantomeno distorte. Il fenomeno esisteva già prima, internet l'ha solo amplificato. Tornare indietro non è possibile, rifiutarne l'importanza sarebbe stupido. L'importante è valutarlo per quello che è, un mezzo e non un fine. Ora me ne torno NELLA vigna.

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Andrea Pagliantini

circa 7 anni fa - Link

Si, la capisco signora, questo è il momento perfetto per la discesa nella vigna. Dopo le recenti pioggie il terreno si è ammorbidito ed è il momento di ripiantare pali di sostegno e fare manutenzione ai fili di cortina rimettendoli in tensione prima che inizino le operazioni di pulizia al piede e successive cimature della chioma.

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

:)

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luigi fracchia

circa 7 anni fa - Link

Carissima NN, la tua presenza assidua sul web, forse, smentisce un poco ciò che dici e credo invece che sia una implicita ammissione di valore del.mezzo. Che ha sdoganato nuove visioni dal basso del mondo del vino sul loro valore nn starei piu di tanto a discettare perchè di immani sciocchezze ne ho lette tante sul mainstream e sentite dai commerciali e dagli enotecari e dai somellier. Poi sulla deriva gossip dei sn si puo parlare. Con sincero affetto tuo Luigi

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Marco De Tomasi

circa 7 anni fa - Link

Blogger o no, rimaniamo sempre le stesse persone. Chi trombonava tra gli scaffali delle enoteche e a degustazioni/fiere continua a essere trombone anche in rete, ha solo esteso la platea (ma conseguentemente anche la possibilità di venire contenuto) Abbiamo un mezzo in più, da prendere in considerazione, ma che non elimina i canali tradizionali. Un mezzo potente perché da voce a tutti, cani e porci compresi, a chi legge stabilire a quale delle due categorie appartengo :-) ... la cosa più interessante del fenomeno è che a differenza dei canali tradizionali, grazie alla possibilità di commentare in tempo reale gli articoli di un blog, chi legge ha la possibilità di smentire/correggere/sbertucciare chi scrive (sempre che il detentore delle chiavi del blog glielo consenta).

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Elena Rossi

circa 7 anni fa - Link

Che il blogger resti, e con lui la libertà di espressione, condivisione, partecipazione, informazione. Così come troviamo una marea di "libri spazzatura", allo stesso modo troviamo tanti blog poco utili, tanti articoli scritti male e che poco vogliono dirci: a noi la facoltà di scegliere, discernere ed eventualmente celebrare o condannare tali articoli (e i relativi autori). Il web 2.0 ha portato sicuramente uno stravolgimento importante nelle abitudini di tutti noi, nella modalità di fruizione dei contenuti e nella loro generazione; un maggiore coinvolgimento. Mi trovo in Svizzera attualmente e nonostante il pochissimo tempo avuto a disposizione, questo bellissimo blog mi ha permesso di "sentirmi vicino" a tutti voi, enoappassionati ed enonauti. La vigna ce l'ho nel cuore e qualche simpatica discussione tra voi tutti mi ha aiutato meglio a sopportare tutti questi vinacci svizzeri che mi è toccato bere e vendere tutto l'inverno… Per questo vi sono infinitamente grata :) M.Elena Rossi

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Giovanni Solaroli

circa 7 anni fa - Link

Cara M.Elena Rossi, sono appena tornato dai Grigioni passando per il Ticino. Mi interesserebbe approfondire l'argomento vini del ticino. mi puoi contattare o lasciare la tua mail? grazie e scuse all'editore per questo uso privato. giovannisolaroli@gmail.com

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Villa Job

circa 7 anni fa - Link

Buongiorno a tutti, Qualcuno mi conosce ma molti di voi noi. Io sono una piccola cantina di vino che produce vino a Udine. vi posso raccontare le mie sensazioni da produttore. Scorso anno, per un incontro casuale, mi sono imbattuto nel mondo web 2.0 come strumento di business. Adesso , dopo 8 mesi posso tirare le prime conclusioni. Quest ann mi hanno selezionato per partecipare a Identita golose con il Merano wine festival. potete immaginare la mia emozione iniziale. dopo due minuti mi sono posto il problema: ma ora come lo faccio sapere agli altri? io sono una cantina giovanissima e io ho 30 anni, pertanto sono un novizio in questo mondo arcaico. Bene, ho pensato di usare twitter per informare a tutti che ero li durante la manifestazione. Il risultato, dopo i tre giorni di manifestazione è stato stupefacente. sul web erano apparsi molti articoli. Da quel giorno io sto cercando di coltivare questo nuovo modo di dialogare e mettersi in discussione. Tuttavia ho notato questo: Durante il Food and Wine ero solo io a parlare sul web. era diventato uno scambio di tweed tra me e hash tag del Merano wine festival. preciso qualche tweed appariva in giro qualcun altro, ma giusto per dire: l ho fatto. In questi giorni, girando l italia per la promozione del libro fornelli in Rete, sto notando un fenomeno. I Food Blogger parlano di cibo...ma mai o poco di vino. Il motivo? Ritenuto inaccessibile, troppo elettario e difficile da parlarne. Questo secondo me è il vero limite in Europa. Il vino è per pochi addetti, il cibo per tutti. Le cantine, io per primo, dovrebbero cercare di avvicinare le persone al questo mondo trasmettendo più emozioni e meno tecnicismi. Spero di non avervi tediato troppo e sperodi coltivare anche con voi questa mia avventura. Alessandro

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margherita longo

circa 7 anni fa - Link

Ciao Alessandro, Ho letto il tuo post e l'ho trovato davvero interessante. Mi presento, sono una studentessa laureanda in Markeitng e che ha deciso di sviluppare una tesi sul Wine 2.0 attraverso i Social Media; in particolar modo mi soffermerò sui Wine blog. Dopo una prima parte teorica, vorrei sviluppare delle Case history ( come un'azienda vitivinicola Italiana è riuscita ad avere successo tramite i Social media marketing) se ti va di raccontarmi la tua esperienza puoi contattami tramite la mia e-mail: margherita.longo87@gmail.com Grazie in anticipo, Margherita

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