Il whisky in lattina terrorizza l’occidente
Il whisky in lattina non è tra le “dieci cose che porterei su di un isola deserta” e, d’altronde, anche il prosecco in lattina non mi ha fatto impazzire. Essì che Paris Hilton ce la mise tutta per convincermi.
Neanche vi parlo del grado di incazzatura degli scozzesi, pari a un Mercalli di proporzioni bibliche: la società (irre)responsabile che lo messo in vendita ha sede a Panama, staterello sudamericano notoriamente allergico ai trattati internazionali, per cui la causa intentata per “etichetta cazzara” andrà un pochino per le lunghe.
E così, mentre gli avvocati cercano sull’elenco telefonico l’indirizzo dei responsabili, milioni di cocacole troveranno il rinforzino giusto per il cocktail dell’anno: “Aluminium orgy”.
Che lo Spirito Scozzese sia con voi.








Mi hai fatto venire voglia di un bel torbato puzzolente, di quelli che rimangono in bocca per anni. Non é molto appropriato a quest’ora, ma sempre meglio della sbobba in lattina.
Si intendono a distanza suoni minacciosi di cornamusa, gli Scotsmen comandati da Rob Roy e Sean Immortale Connery marceranno giù dalle Highlands per fare carne di porci dei Panamensi furbetti.
A chi lo dici…
questa è quasi peggio del “Giacobazzi is my wine”
che i più giovani non si ricordano.
allora ve la ricordo io.
qualcuno, indovinate chi, decise che un bel lambrusco in lattina poteva diventare la bevanda del secolo e alternativa alla coca cola.
sto ancora ridendo
[...] me l’ha fornito una notizia pubblicata quasi in contemporanea da due siti, l’italiano Intravino e l’americano The Barley Blog: è stata messa da poco in commercio da una [...]