Il vulcano che cambia: eletto il nuovo Consorzio di Tutela Vini Etna Doc

Il vulcano che cambia: eletto il nuovo Consorzio di Tutela Vini Etna Doc

di Alberto Muscolino

Non è un mistero che il fascino del vulcano più alto d’Europa sia proprio la sua continua attività eruttiva. Un fermento frenetico e pulsante, che sembra tenere le sorti di questa parte della Sicilia in costante fibrillazione. Nessuno è escluso, men che meno il comparto vinicolo che, negli ultimi giorni, ha visto una vera e propria rivoluzione all’interno del suo organo più rappresentativo: il Consorzio di Tutela Vini Etna Doc.

È stato eletto il nuovo CdA che vede salire il numero dei membri da 5 a 7 e il nuovo presidente, per quello che sembra essere un decisivo cambiamento di rotta in occasione dei 50 anni della Doc. Giuseppe Mannino (Tenute Mannino di Plachi) lascia quindi il testimone ad Antonio Benanti (Benanti Viticoltori), che sarà supportato dal vice presidente Graziano Nicosia (Cantine Nicosia) e dai consiglieri Francesco Cambria (Cottanera), Seby Costanzo (Cantine di Nessuno), Alberto Aiello Graci (Graci), Federico Lombardo di Monte lato (Firriato), Graziano Nicosia (Nicosia), Piero Portale (Masseria Setteporte).

Si tratta di un rinnovamento molto importante per uno dei territori più promettenti dell’intero panorama vitivinicolo italiano e i nuovi vertici ne andranno a caratterizzare visione e obiettivi dei prossimi anni. Le carte in tavola, più o meno scoperte, riguarderanno decisioni strategiche e politiche di capitale importanza: dalla tutela del territorio e dei vini prodotti, al consolidamento dell’Erga Omnes recentemente ottenuto, fino ad arrivare all’ambita possibilità di ampliamento considerevole dei confini della Doc e all’ingresso in Docg.

Gli interessi in ballo sono decisamente consistenti, il mercato dei vini etnei è florido e cresce di valore soprattutto all’estero. Anche i terreni hanno accresciuto notevolmente il loro valore negli ultimi 5-6 anni, passando da 20/25 mila euro a 80/90 mila euro per ettaro. Il vulcano fa sempre più gola e, non a caso, è di qualche giorno fa la notizia dell’arrivo di Oscar Farinetti a Castiglione di Sicilia, dove gestirà 20 ettari tra vigneti e uliveti in una joint venture con Francesco Tornatore, navigato produttore, presente da anni sul territorio. Accanto ai signori del vino c’è, però, anche un brulicare di piccoli/piccolissimi produttori che arricchiscono il panorama etneo di approcci, visioni e filosofie produttive diverse, a volte più vicine alla tradizione, altre più all’innovazione, ma tutte finalizzate ad esprimere il territorio in maniera originale. La sfida sarà anche quella di non perdere questo patrimonio di diversità in favore del successo e dei numeri a tutti i costi. Staremo a vedere.

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Alberto Muscolino

Classe 86’, di origini sicule dell’entroterra, dove il mare non c’è, le montagne sono alte più di mille metri e dio solo sa come sono fatte le strade. Emigrato a Bologna ho fatto tutto ciò che andava fatto (negli anni 80 però!): teatro, canto, semiotica, vino, un paio di corsi al DAMS, vino, incontrare Umberto Eco, vino, lavoro, vino. Dato il numero di occorrenze della parola “vino” alla fine ho deciso di diventare sommelier.

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