Il vino non è politica e il gossip enoico è noia

di Nelle Nuvole

Sono di nuovo in partenza. Stavolta per gli Stati Uniti, ago della bilancia per i nostri conti. Gli sherpa come me devono aprire e consolidare mercati: magari bastassero qualche bottiglia venduta al ristorante sotto casa o un po’ di filosofia per campare. Eviterei con piacere di sbattermi in giro per il mondo. Preparo la valigia e penso che mi aspettano giorni faticosi e domande sgradevoli, relative al vino e all’Italia in generale. Ho già le risposte pronte e poi gli americani continuano ancora a trovarci simpatici, nonostante il nostro “randy little fu**er”.

In valigia metterò anche l’indignazione per come in Italia si perda tempo sulla forma ignorando la sostanza. Prendiamo il caso di James Suckling – ex editor della rivista Wine Spectator – e del suo arruolamento nella squadra del Gambero Rosso. Cosa vuol dire che la sua collaborazione sarà utilizzata per svolgere azioni promozionali a favore del vino italiano in Asia, cioè in un mercato emergente e difficilissimo che continua a rappresentare una minima percentuale delle nostre esportazioni? Perché non utilizzarlo con le stesse funzioni per un mercato maturo come quello americano che lui conosce benissimo? Viene quasi l’impressione sia solo un nome per vivacizzare l’interesse nei confronti di un gruppo editoriale che arranca. Dal suo sito “moderno”, il suddetto mostra video e valutazioni stra-risapute, dov’è la novità? Non merita tutta l’attenzione prestatagli, sia dai giornalisti che da tanti produttori ansiosi di vedere il proprio punteggio, entrambi a spettegolare su perché e percome. Così facendo, il detto “nel bene o nel male purché se ne parli” si conferma veritiero.

Più o meno lo stesso trattamento è stato riservato a Daniele Cernilli, dopo mesi di scambi di cortesie da mercato del pesce. Questo signore ha meriti grandi e colpe altrettanto importanti, ma vederlo denigrare ora che si è dimesso da chi gli è andato dietro per anni è davvero troppo. Adesso il Padre-padrone non c’è più e chi ne prende il posto merita di essere seguito: Gianni Fabrizio, Eleonora Guerini, Marco Sabellico sono persone con capacità ed esperienza. E’ a loro che dovrebbe essere dedicata più attenzione.

Per questo mi indigno, per chi dovrebbe informarci e invece ristagna sulla superficie delle notizie proponendoci scoop degni di Novella 2000. Ma sono ancora più indignata per noi, audience bloggista, che affoghiamo in questo pettegolume, andando appresso a “chi ne sa di più”, infarcendo i nostri commenti con proclami esagerati. Uno su tutti: “il vino è politica”. Maddeché?! Sono sopravvissuta al “voto poltico”, alla “canna politica” e anche alla “scopata politica” e non sopporto di veder svilita una parte importante della mia/nostra vita con queste cretinate. Chiudo la valigia, tanto all’ultimo secondo dovrò riaprirla per togliere o aggiungere qualcosa, compresi i commenti.

29 Commenti

avatar

RAMPAVIA

circa 9 anni fa - Link

Mi sembra di notare un poco di stanchezza nelle tue parole. Ma è un lusso che non ti puoi permettere: sono davvero pochi quelli che lavorano sodo e nello stesso tempo riescono a rendere partecipi gli altri delle proprie conoscenze e delle proprie emozioni. Good luck.

Rispondi
avatar

francesca ciancio

circa 9 anni fa - Link

e questa volta non sono d'accordo con te cara NN non arriverei ad affermare che il vino è politica, ma politica è senz'altro anche la linea editoriale che ha scelto Dissapore Network. Questo, secondo me, è ciò che lo rende differente da tutti gli altri blog. Passare attraverso il filtro della quotidianità ( politica cronaca esteri costume....) cibo e vino: due azioni, due elementi presenti a loro volta nelle nostre giornate. A volte qualche scivolone sul gossip si fa - e non sempre lo condivido - ma credo che sia inopportuno estraniare due fattori così familiari dalla vita di tutti i giorni. trovo noiosissimi quei blog - tutti in pratica - che spiegano l'oggetto prescelto rifacendosi all'oggetto stesso.Senza contimazioni e senza relazioni

Rispondi
avatar

Marco

circa 9 anni fa - Link

Io trovo ridicolo mischiare politica e vino... ad ogni modo ognuno ha la sua

Rispondi
avatar

Nino Sobrini

circa 9 anni fa - Link

"Estraniare due fattori così familiari dalla vita di tutti i giorni"? "Senza contimazioni"? Ma cosa vuole dire? Perché non si esprime in italiano?

Rispondi
avatar

francesca ciancio

circa 9 anni fa - Link

evidente che parlavo di contaminazioni. estraniare è verbo più che italico

Rispondi
avatar

antonio tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Un piccolo contributo rubato a Wiki: "Al di là delle definizioni, la politica in senso generale, riguarda "tutti" i soggetti facenti parte di una società, e non esclusivamente chi fa politica attiva, ovvero opera nelle strutture deputate a determinarla" Cosa c'è di ridicolo in questo? Poi ognuno ha la sua, certo, ma attenzione: anche il definirla "una cretinata" è un atto politico, ed è uno dei peggiori che si possano fare.

Rispondi
avatar

Marco

circa 9 anni fa - Link

Tomacelli, continua a scriver di vino che sei già deficitario lì, non fare altri danni,ti prego!

Rispondi
avatar

Marco

circa 9 anni fa - Link

pronto?

Rispondi
avatar

enrico togni viticoltore di montagna

circa 9 anni fa - Link

Cara N.N., se mi dice dove posso incontrarla al prossimo vinitaly non mancherò, sono sempre più curioso di conoscerla personalmente, sono affascinato da come riesce a dar forma a pensieri,che condivido e sento appartenermi,con estremo tatto ed eleganza. badi bene che questa non è adulazione, è vera e propria ammirazione!

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

"Reveillez-vous!". Avevo pensato di intitolare così il post, ma poi mi sono ricordata che la frase aveva a che fare con i testimoni di Geova e ho lasciato perdere. anche "Indignez vous" sarebbe andato bene, ma Monsieur Hessel é intoccabile. Perché risvegliarsi o indignarsi, seppur in maniera blanda? Perché, dal punto di vista di chi il vino lo fa e lo vende mi sembra che ultimamente su questo blog sia andato appresso più allo scoop dell'ultimo minuto, al gioco "io ne so più di te". Il discorso poi si é allargato a prese di posizione più che legittime, ma che, scusate, possono anche disaffezionare chi vi legge per altri motivi. Così, invece di stare sul balcone a guardare l'avvicendarsi, mi sono permessa di farlo presente. Quanto all'uso della parola "politica", questa può essere intepretata in tanti modi. Negli anni ho sviluppato un'idiosincrasia per frasi vacue come, appunto, "il vino é politica", buttate lì senza un seguito. Certo che il vino é politica, basta guardare come in certi Consorzi viene spartita la piccola torta del potere locale, o come vengono decisi certi disciplinari di produzione. Basta considerare i criteri in base ai quali vengono scelti personaggi responsabili del futuro economico del nostro settore. Basta partecipare a qualche fiera o manifestazione organizzata all'estero da enti pubblici (ICI in primis) e vedere come spesso certe scelte "politiche" sbagliate portino all'approssimazione e all'insuccesso. E' sufficiente rompersi la testa su etichette astruse e vincoli burocratici paralizzanti, mentre alla Commissione Europea noi arriviamo sempre dopo francesi e spagnoli. Quest, ahimé, é la poltica che "contamina" il vino, quella spicciola di tutti i giorni, niente a che vedere con la concezione alta e nobile che mi sembra sia di casa a Intravino

Rispondi
avatar

kenray

circa 9 anni fa - Link

a ) la canna non è mai stata politica. lo posso affermare con assoluta certezza. b ) la politica contamina la politica. tra 6 mesi la capirete, come bravi carabinieri. c ) per la serie a volte ritornano oggi di politico c'è la fellatio randomica indotta (300 euro pare) buongiorno scellerati. a torino tutto bene la fiat comanda la città esplode di vitalità le ragazze sempre più belle il vino non ve lo dico nemmeno

Rispondi
avatar

antonio tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Mi permetta: vengo a sapere da fonte certa che l'uomo più influente negli ultimi 20 sui destini del vino si dimette e non dovrei dare la notizia (scoop)? Suvvia, NN, "non svilisca Intravino con queste cretinate" (cit.). Questo è Intravino, non "Tutto Uncinetto" ;-)

Rispondi
avatar

Marco

circa 9 anni fa - Link

siete dei fenomeni, scrivete sul vostro blog e vi commentate tra voi!!!! cosa non si fa per aumentare le visite!

Rispondi
avatar

kenray

circa 9 anni fa - Link

marco permettimi due parole questi ragazzi sono enomaniaci non sessomaniaci per far aumentare le vistite basterebbe pubblicare la foto di qualche succinta ragazzotta del premier. invece no, questi si ostinano pervicacemEnte a parlare di spremuta di acini saranno dei coglioni?

Rispondi
avatar

Marco

circa 9 anni fa - Link

bhè la foto (non osè) della Minetti l'hanno pur pubblicata!!!

avatar

Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Gentile Antonio Tomacelli, Lei é così corretto che da spazio anche a opinioni che non corrispondono alla linea editoriale di Intravino. La ringrazio sinceramente. Mai saputo lavorare all'uncinetto, forse sarebbe stato meglio per me impegnarmi ad imparare quest'arte femminile e delicata. Invece mi ostino a mettere bocca su questioni virili che toccano la vita quotidiana di un gruppetto di "avvinazzati". Mi sarebbe piaciuto leggere qualche commento di produttori o di persone dedite alla "mercificazione" del vino, come si rischia di definire chi fa il mio lavoro. Non é lo scoop in se' che critico, ma l'ambaradam di commenti superficiali che ne é seguito, invece di interrogarsi sul lavoro futuro di chi é finora vissuto all'ombra del Padre Padrone. Invece di cercare di capire perché un personaggio come Suckling viene riciclato come dubbio promoter del vino italiano su mercati per ora secondari. In quanto all'uso della parola "politica" ho già chiarito la mia idea. A disposizione per altre "cretinate".

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Se può farle piacere tolga TuttoUncinetto e ci metta "La mia moto", il risultato non cambia: una notizia è una notizia e in quanto tale va data. Se possibile prima degli altri. Quanto al resto, non sempre i commentatori sono operatori del settore come lo è lei, né, lo spero vivamente, espertissimi di vino. Non tocca sempre a loro tirare le conclusioni su questioni che solo a pochi sono chiare. Per quello che ci riguarda, dopo lo "scoop" avremo anche gli approfondimenti e qualche idea sul mercato futuro me la sto già facendo. Chiudo l'intervento con la "politica" e le ricordo (dovremmo essere coetanei) i penosi anni del "riflusso": come lei sa, furono la peggior reazione agli anni de "il privato è politico" che come slogan avrà avuto le sue pecche, ma certo avrebbe meritato miglior fortuna. "Un popolo ignorante è più facile da governare". Se lo ricordi sempre, tra una nuvola e l'altra...

Rispondi
avatar

francesca ciancio

circa 9 anni fa - Link

Be' secondari si fa per dire.Nel 2020 cioè tra 9 anni la Cina dovrebbe superare gli Usa

Rispondi
avatar

Nelle Nuvole

circa 9 anni fa - Link

Va bene, se fra 9 anni la Cina avrà superato gli USA nell'importazione di vino italiano di qualità e questo sarà merito di James Suckling inviterò a cena tutto lo staff di Intravino (basta che qualcuno si offra di spingere la mia carrozzella). Nel frattempo posso continuare a insinuare qualche dubbio, anche se non politically correct?

avatar

Fabrizio pagliardi

circa 9 anni fa - Link

una mappatura approfondita dei diversi terroire del Verdicchio (per fare un esempio) sarebbe un atto politico rivoluzionario.

Rispondi
avatar

Marco

circa 9 anni fa - Link

E non da poco... come pure di altre zone!

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

uno dei limiti maggiori dell'Italia del vino e' il suo essere concentrata sul proprio ombelico e pensare che ogni movimento d'aria al suo interno sia di fondamentale importanza per le sorti del vino a livello mondiale. La realta' sembra invece essere molto distante da questo, e sembra ricalcare pari pari il modello "Italia" nel mondo che funziona un po per tutti i settori: ci amano, a dispetto del fatto che "we couldn't organise a piss up in a brewery".

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Quoto: nel mondo del vino non contiamo nulla. Infatti siamo solo i primi produttori di vino al mondo e i primi esportatori di vino negli Stati Uniti e gli unici, forse, con gli indici di esportazione al rialzo (+10%) :-) Giampaolo, questa la prenderò come una battuta...

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

chi avrebbe detto che "nel mondo del vino non contiamo nulla"? Io ho detto semmai il contrario, ovvero che contiamo qualcosa malgrado la nostra pochezza organizzativa. Le cifre possono dire tante cose, una per es. e' relativa al prezzo medio di esportazione del vino, che e' molto piu' basso del vino francese, anche a causa del fatto che uno tra i vini italiani piu' popolare nel mondo e' il Pinot Grigio, vedi tu quanto spazio questo vino trova nei commenti degli appassionati o nei blog o nelle riviste specializzate. Gli USA sono per ora il piu' grande mercato del vino, con potenziale di crescita, ma non c'e' dubbio che il futuro non fosse altro che per questioni aritmetiche si trova in India e Cina, e li' purtroppo di emigranti italiani che hanno aperto ristoranti non ne trovi tanti. Ma forse anche loro impareranno ad amare il Pinot Grigio, non si puo mai sapere.

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

giusto per dare due cifre forse utili a capire di che stiamo parlando: Esportazioni Italia 2010 Mondo: Valore 3,7 Miliardi di euro, prezzo medio per listro Euro 1,79 Esportazioni Francia 2010 Mondo: Valore 6 Miliardi di euro, prezzo medio per litro Euro 4,50 Spezzeremo le reni al Retzina, eh Tomacelli?

Rispondi
avatar

Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Concordo ancora: 3,7 miliardi di euro sono veramente una miseria :-D Però deciditi Gianpaolo: contiamo un ca**o o "contiamo qualcosa malgrado la nostra pochezza organizzativa."?

Rispondi
avatar

gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

da cosa si capisce che Tomacelli sta diventando un vero giornalista professionista? Dal fatto che mette in bocca ai suoi interlocutori delle cose che non hanno detto, come io non ho mai detto che "contiamo un ca**o" oppure "Quoto: nel mondo del vino non contiamo nulla." Hai un avvenire luminoso, continua cosi.

avatar

Alberto G.

circa 9 anni fa - Link

Siamo poco organizzati,voglia di fare squadra poca, con qualche truffaldino qua e la, ma miracolosamente con l'aiuto della natura e quindi del buon Dio, almeno i numeri sono dalla nostra parte.Certo potremmo ed assolutamente dovremmo fare di piu'.Ma forse i consumatori esteri amano proprio questo di noi.Da un italiano o da un prodotto italiano, puoi aspettarti di tutto.Il meglio ed il peggio ad un tiro di spu.., di schioppo.Nelle Nuvole la prossima volta portami con te.Sara' pure complicato vendere vino all'estero,ma vuoi mettere la soddisfazione...please.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.