Il vino d’estate (e la birra d’inverno)

Il vino d’estate (e la birra d’inverno)

di Gianluca Rossetti

“Ma come si fa a bere vino d’estate? Rosso poi. Assurdo, impensabile”. Chi non l’ha letto in giro dopo il solstizio?

È un problema serio, altro che. Come facciamo, chiudiamo il blog per tre mesi? Baci e abbracci, ci si rivede a settembre e, mi raccomando, saluta tanto zia? E io che vivo in Sardegna dove, per dire, nel 2017 la canicola ha preso il via ad aprile ed è finita a novembre, che dovrei fare? Astenermi per sei, sette mesi all’anno? Sul serio? Tanto vale prendere i voti. Ma, ecco, nel migliore dei mondi possibili aspirerei alla continenza perché  – va detto – l’astinenza è un depressivo naturale.

Veniamo a noi. Potrei farvi un mega-pippone su quanto è bello bere birre nei mesi estivi, sui vantaggi del minore grado alcolico che, in genere, contraddistingue il “pane liquido”, sulla magnificenza della sensazione tattile che certa carbonazione sa donare (azz, è quasi l’idea per un altro post). Ma io bevo birre tutto l’anno, e penso che ogni stagione sia buona per vestirsi di malto e luppolo. Peraltro se riesco a non bere vino per una settimana senza troppi patemi, chiedermi di non stappare una birra per sette giorni è cattiveria. Ciò detto, torniamo al vino.

Le scuole di pensiero sono molte:

  1.  1. da giugno a settembre solo bianchi;
  2.  2. da giugno a settembre solo rosati;
  3.  3. da giugno a settembre solo bollicine;
  4.  4. da giugno a settembre solo rossi diafani, scarni, poco alcolici;
  5.  5. da giugno a settembre ecc. ecc..

Mah.

Non da sempre – sia chiaro – ma almeno da quando hanno inventato il frigo, io tutte queste seghe mentali ho smesso di farmele. Dice: “Eh ma con 40 gradi all’ombra, sotto il sole cocente…”. Certo, perché invece d’inverno, con -10°C, ti metti in veranda e sorseggi Monfortino, preferibilmente se nevica di traverso, vero? Cosa mai è questa storia per la quale mi metterei a bere rossi strutturati a temperatura ambiente sotto l’ombrellone tra mezzogiorno e le tre del pomeriggio il 15 agosto? Mica son deficiente. Dice pure : “ Eh, ma la cucina estiva è leggera, fresca e chiama vini che pari sono”. Come no. Quindi, fammi capire: da aprile a settembre solo verdure e pesce crudo e da ottobre a maggio unicamente cinghiale in dolceforte e tortellini brodosi, giusto? Non per altro, per par condicio almeno.

Ari-mah.

Io dico che d’estate non si ferma il mondo e siccome, grazie a un minimo di tecnologia, tutto l’anno si va in macchina, a far la spesa, si accende il condizionatore in ufficio e a casa, la questione imho non sussiste. Bevete quello che vi pare: i sistemi per non pentirsene ci sono. Perfino da giugno a settembre. Che poi si preferiscano vini che hanno meno peso e muscoli ci può anche stare, ma siamo nel campo dei gusti personali, non delle scienze esatte.

Adesso vado, un Cannonau pazzesco mi aspetta.

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Gianluca Rossetti

Nato in Germania da papà leccese e mamma nissena. Vissuto tra Nord Reno westfalia, Galatina (Le) e Siena dove ho fatto finta di studiare legge per un lustro buono, ostinandomi senza motivo a passare esami con profitto. Intorno ai venti ho deciso di smettere. Sai com'è, alla fine si cresce. Sommelier Ais dal 2012, scrivo abbastanza regolarmente sul sito di Ais Sardegna. Sardegna dove vivo e lavoro da diciotto anni. Sono impiegato nella PA. Tralascerei i dettagli. Poi la musica. Più che suonare maltratto le mie numerose chitarre. E amo senza riserve rock prog blues jazz pur non venendo ricambiato. Dimenticavo, ho un sacco di amici importanti ma non mi si filano di pezza.

7 Commenti

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vinogodi

circa 5 mesi fa - Link

...mai bevuto un Barbaresco Montestefano giovanissimo di Serafino (Teobaldo) Rivella bello freddo di frigo con una grigliata di pesce? Oppure un Nebbiolo di Teresa Mascarello oppure di Cappellano sempre giovanissimi e sempre belli freddi con un panino al culatello oppure un bel pollo alla diavola? E il Bourgogne Pinot Noir di Rouget con la rana pescatrice in umido a 6 gradi a ferragosto scolandotene una bottiglia intera in solitaria o , al massimo in un impeto di condivisione , con un compagno ( o compagna) di desco? Allora non ti piace godere...

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ErreCI

circa 5 mesi fa - Link

Vini molto strutturati, come Amarone o Buttafuoco, serviti "da frigo" possono essere più piacevoli di quanto si possa persare di primo acchito. Se "psicologicamente", col caldo, quasi tutti sono più predisposti a bere bianchi o rosati (o birra), è un altro discorso. Io, a 25 gradi davanti ad un caminetto o alla stessa temperatura davanti ad un climatizzatore, un Monfortino me lo berrei comunque...

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Francesco Fabbretti

circa 5 mesi fa - Link

Proprio sabato a pranzo ho bevuto un Riserva Rancia 2017 e un Gran Selezione Colonia 2016 di Felsina, rinfrescato per un'oretta in frigo...beh, che dire? Ho goduto tranquillamente.

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Fertile G.

circa 5 mesi fa - Link

Infatti!

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Lanegano

circa 5 mesi fa - Link

Credo che stia tutto nelle temperature di servizio. Da quando esistono le 'mutande' refrigeranti il problema quasi non si pone. Altro esempio risale a qualche sera fa: ad una cena un mio enotecaro di fiducia ha esibito uno Chateauneuf du Pape Celestine 2004 di Henri Bonneau con una T-Bone di manzo danese. L'abbiamo tenuta dentro una glacette usata prima per una bolla. Ghiaccio ormai sciolto, ha mantenuto il vino fresco che poi si scaldava lentamente nel bicchiere. Ne avrei bevuto sei litri ! Al limite si può ragionare sul tenore alcolico: d'estate prediligo vini con una gradazione più lieve ma nulla vieta di aumentare quando ne vale la pena......Un amico mi raccontava che mr. Angelo Gaja beve i suoi vini a temperature da bianco, tenderei a fidarmi di lui.... :)

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josè pellegrini

circa 5 mesi fa - Link

Che mr. Gaja beva Barbaresco fresco la dice lunga sul suo essere profondamente piemontese. In terra Sabauda è tradizione il rosso fresco , di cantina .Così mi insegnò la nonna a gustare LA Barbera .

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marcow

circa 5 mesi fa - Link

"Bevete quello CHE VI PARE: i sistemi per non pentirsene ci sono. Che poi si preferiscano vini che hanno meno peso e muscoli ci può anche stare, ma... siamo nel campo dei GUSTI PERSONALI... non delle scienze esatte". __ Ho voluto soffermarmi su questo passaggio che mette in risalto il GUSTO PERSONALE. In un mondo che tende ad OMOLOGARE, conservare e "usare" il proprio gusto personale è un modo per riaffermare la priopria autonomia. Chiaramente il gusto personale senza un pensiero critico personale forte è più facilmente influenzabile dai mille messaggi che ogni minuto raggiungono la nostra mente. _______ Viva il vino, fresco, d'estate. Viva la birra "ghiacciata" e "alla bottiglia" quando... faacaaldo. Viva... quello "CHE VI PARE"... come dice l'articolo

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