Il Vangelo secondo Bressan


“Il vino è come un quadro, lo dipingi coi colori che hai nel cuore”. Non l’ha detto Oscar Wilde e non l’ho trovata nei baci Perugina ma è farina del sacco di Fulvio L. Bressan, controfigura mancata dell’A-Team (©) e produttore di vino friulano. Ascoltarlo nel notevole video di Mauro Fermariello è stimolante. Tra filosofia e tecnica viticola ce n’è per tutti i gusti e molto di quanto affermato da Fulvio sarebbe oggetto di accesa discussione. Però che passione travolgente, che voglia di essere puri fino all’osso. Parlando con Bressan l’interazione è difficoltosa perché la sua foga dialettica tende a dominare la scena; e perché le sue mani somigliano a delle pale. Fonti certe dicono che gli unici capaci di tenerlo a bada siano il papà Nereo – presente nel video con una frase significativa: “il vino non lo fai con l’uva bella lo fai con l’uva matura” - e la moglie Jelena. Ragionare attorno a selezione massale, concimi naturali, irrigazione vietata, lieviti indigeni, nessuna aggiunta di anidride solforosa, tappi rigorosamente di sughero, etichettatura manuale e utilizzo di aromatizzanti sarebbe un’impresa senza fine. Godiamoci la persona e le sue idee, condivisibili o meno che siano.

[Video: Mauro Fermariello. Montaggio: Mauro Di Schiavi]





62 commenti a “Il Vangelo secondo Bressan”

  1. Video bellissimo, per me è un GRANDE, in ogni senso, poi la frase del papà Nereo è vangelo puro, anzi un dogma!

  2. gionni1979 gionni1979 commenta:

    Basta una chiaccherata di pochi minuti e ti conquista…
    Poi se assaggi anche lo schioppettino sei apposto….

  3.  ivande commenta:

    bellissimo!! questi post li adoro..

  4. HatecoreConnection HatecoreConnection commenta:

    Ok. Prezzi?

  5. salva salva commenta:

    Bevuto giovedi scorso uno schioppettino 2006 fantastico, a scaffale sui (sotto)30€, come anche il PN. Papà Nereo che si commuove parlando della sua terra non ha prezzo: gran video!

    • Confermo in pieno. Metto lo Schioppettino 2006 tra le bevute più significative dell’ultimo periodo: naso di pepe intenso ma non esagerato, nitidissimo e intrigante. Bocca scorrevole e fluida, millimetrica per estrazione, gastronomica da bestia. Di quei (pochi) vini riconoscibili in mezzo a mille, altrochepuzze.

  6. Andrea Capobianco Andrea Capobianco commenta:

    Post bellissimo
    grandi vini
    grandissimo personaggio

  7. Mammamsterdam Mammamsterdam commenta:

    Fantastico, questo video lo rendo obbligatorio a tutti i miei corsisti.

  8. Francesco Amodeo Francesco Amodeo commenta:

    Lo schiopettino 2006 di Bressan lo abbiamo bevuto di recente in occasione di una bevuta di vini Friulani. Ha stravino su tutti, è davvero un grande vino. Se interessa trovate il resconto della bevuta qua: http://www.winetepee.com/friuli-si-friuli-no-friuli-gnamme-se-famo-du-spaghi-t108-25.html

    Altro vino grandioso è il Pignol 1999, meglio del 2000. Prezzo un po’ caro, ma ci sta tutto se pensiamo che esce dalla cantina dopo dieci anni.

    Sono vini da far assaggiare a tutti quelli che ogni santa volta si parla di “naturale” non sanno cosa dire di meglio se non che sono vini difettati. Assaggiate lo schiopettino 2006, che tira fuori una spezia come solo in Rodano prima d’ora avevo sentito, e poi ne riparliamo…:-)

  9. Eleutherius Grootjans Eleutherius Grootjans commenta:

    Bravo Ale. Bravissimo Fulvio, persona con la quale mi sento sempre sotto pressione: non la sua, ché è tipo veemente e sanguigno ma va benissimo così; piuttosto quella del tempo, che parlando con uno come lui sembra esser sempre scarso. E proprio a Fulvio, se legge: ci vediamo su da te, appena possibile e finalmente senza fretta, come detto a Fornovo.

  10. francesca ciancio francesca ciancio commenta:

    non me ne voglia morichetti ma il mio plauso va a fermariello: la bellezza di questo post dipende all’85 per cento dal video

  11. Alessandro Maule Alessandro Maule commenta:

    diciamo che Mauro ha fatto il 95% del post. Merito a chi ha lavorato su via…Bravo Mauro come sempre e bravo Fulvio; discorsi condivisibilissimi, senza dubbio .
    Mi dispiace solo non aver mai assaggiato il suo vino (grossa lacuna) ma prometto che mi impegnerò presto a cercarlo; mi incuriosisce molto!
    Non vorrei fare polemica ma Fulvio, esattamente al minuto 4 dice che già 2000 anni fà (i romani??) aggiungevano Zolfo al vino. Volevo sapere; su quale documentazione si basa questa affermazione?? Io non ho trovato testi che dicano questa cosa; si dice che usavano aggiungere miele o spezie varie per renderlo una bevanda più particolare (magari perchè altrimenti sapeva di aceto, non lo sapremo mai).
    Può essere un dato vero, per carità, vorrei solo documentarmi meglio e fare chiarezza!

  12. Alessandro Maule Alessandro Maule commenta:

    Wkipedia insegna :)
    L’Impero Romano dà un ulteriore impulso alla produzione del vino, [...].

    Ad ogni modo il vino prodotto a quei tempi era molto differente dalla bevanda che conosciamo oggi.A causa delle tecniche di conservazione (soprattutto la bollitura), il vino risultava essere una sostanza sciropposa, molto dolce e molto alcolica. Era quindi necessario allungarlo con acqua e aggiungere miele e spezie per ottenere un sapore più gradevole.

  13. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Un elogio al Bressan uomo. Tenace e strenuo difensore delle proprie idee, alterna vera e rara generosità. Ottimo pure come compagno di tavola, adoro i suoi vini, ritengo il suo moscato rosa veramente erotico; tuttavia Fulvio fa bene al mondo del vino con la sua stessa presenza.

  14. vincenzo busiello vincenzo busiello commenta:

    ciao Nereo, ciao Paolina, dite al vostro putel che questo è il linguaggio giusto ….

  15. Diego Diego commenta:

    @ Alessandro Maule
    I Romani e gli antichi Egizi(!) già utilizzavano il biossido di zolfo per “combattere” i batteri presenti nei tini dove veniva fatto fermentare il vino.
    Addirittura nell’antichità veniva utilizzato lo zolfo per sterilizzare le cantine. Antichi testi riportano la dose di 2 Kg. di zolfo per 100 metri quadri di cantina da bruciare ogni due mesi freddi e ogni mese in quelli caldi.

    Se usi google oltre che wikipedia vedrai che trovarai ancora altro… :-)

    @tutti gli altri
    Oggi tutti a fare complimenti a Bressan, ma vi chiedo: come mai esporta il 95% del vino all’Estero? Se lo stanno godendo più i giapponesi che gli europei ’sto vino.

    • Alessandro Maule Alessandro Maule risponde:

      grazie delle delucidazioni Diego,
      ho usato anche google certo, ma non ho trovato nulla comunque, puoi citarmi la fonte?
      Quindi non lo utilizzavano direttamente nel vino, ma lo usavano per disinfettare i cotenitori (come si fa ancora oggi con i dischetti di Zolfo per le botti). Se non sbaglio Fulvio dice che veniva usato lo zolfo nel vino …. mah!
      Comunque io credo che non sia una buona scusante dire “io lo utilizzo perchè i romani lo utilizzavano” (quando in realtà non è la stessa cosa…)

      • GiacomoPevere risponde:

        Bhè, a parte la frase di Bressan che messa così può anche sembrare imprecisa comunque il concetto resta valido, per fare il vino anche i romani avevano capito che serviva lo zolfo per disinfettare. Poi vai a spiegare tu ad un centurione romano che lo zolfo inibisce i batteri acetici e i lieviti. Una delle tante cose che mi affascinano del vino è proprio che nonostante una crescita tecnologica pazzesca alcune pratiche secolari per non dir millenarie si ritrovano ancora nelle più moderne cantine.
        Ilritorno a pratiche antiche io la trovo interessantissima come idea, ovvio che poi è il risultato quello che conta, ma come ricerca / sperimentazione è culturalmente (nel senso di riportare in vita certe tradizioni) da premiare.
        Guarda poi a uno come Gravner che proprio di queste idee è forse il capostipite qui in Friuli, la stessa frase di Bressan “l’acqua pura io la ricerco alla fonte non alla foce” l’ho sentita dire pari pari ancora anni fà da Josko in merito alla sua idea di tornare a vinificare in anfora. Criticatissimo ai tempi, un genio oggi, i suoi vini parlano per lui.

        • Alessandro Maule Alessandro Maule risponde:

          Non vorrei che ci si perdesse troppo nella poesia.
          La frase di Bressan a mio avviso è priva di logica, ascoltatela attentamente.
          Vorrei farvi capire!
          Nell’antichità si usava lo zolfo per sanificare o disinfettare le botti e i locali di cantina, era più che altro un’ottima intuizione, non conoscevano l’anidride solforosa da aggiungere al vino (conservante che oggi tutti, o quasi utilizzano)e tantomeno sapevano gli effetti reali dello zolfo.
          Lui invece sostiene di utilizzare SO2 (solforosa), così come facevano gli antichi 2000 anni fa! è un’affermazione non vera!

          Il progresso e la scienza ci hanno portato ad utilizzare SO2 ed a capire che questo conservante fa male alla salute umana! Sono convinto anch’io che l’evoluzione del vino sia in realtà un’involuzione. Credo però che approcciarsi al passato pensando che quello che si faceva una volta era indubbiamente giusto sia un approccio sbagliato, soprattutto se si altera la storia ; non so se riesco a spiegarmi!
          Allora perchè oggi non facciamo bollire il vino come facevano i romano?? Forse perchè la storia ci ha fatto capire che è meglio fare una fermentazione ed un affinamento in contenitore chiuso, pulito, fresco ed il vino poi si conserva lo stesso…

  16. giulio giulio commenta:

    Se in Italia molte persone la pensassero come loro (in ogni settore che ci circonda), probabilmente saremmo un paese migliore.

  17. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    E se smettessimo di farci tutti quanti le pippe mentali, sui romani, lo zolfo, wiki, i video e provassimo a berli questi vini?
    Vuoi scommettere che ci piacciono?

    • Diego Diego risponde:

      @ Alessandro
      Non fare il cavilloso la frase di Bressan è molto chiara a parer mio. Poi sull’argomento ho “intervistato” Bressan e lui è molto molto rispettoso di chi sperimenta con zero solforosa aggiunta ma “bisogna avere le palle, oltre che una grande esperienza…non escludo che ci arriverò”.
      Insomma Fulvio è lontano anni luci da dogmi ed assolutismi, non è di quelli che sostiene che è impossibile fare vino senza aggiungere solforosa. Però non è ancora pronto (umilmente) per quel passo.
      Ecco tutto.

      Dopo di che: carta canta. o meglio: bicchiere profuma.

      • GiacomoPevere risponde:

        Concordo. Mettersi a cavillare di come usavano i romani lo zolfo mi par peggio che discutere sul sesso degli angeli.

        I suoi vini sono una meraviglia, chi se ne frega se usa la solforosa (poca).

      • Alessandro Maule Alessandro Maule risponde:

        ok, io volevo solo farvi capire che forse non è poi tanto onesto e chiaro il personaggio!
        Usare solforosa in modo equilibrato mi sta benissimo (chi ha mai detto il contrario??) ma non raccontatemi le storielle di 2′000 anni fa per favore.
        Non intortiamo la gente con schiocchezze altrimenti poi rischiamo di essere presi per idioti!
        Il suo vino lo assaggio comunque, e sono convinto che mi piacerà caro Simone e Zeta (voi qui siete i primi a farvi le pippe mentali dietro i vostri nomignoli…)
        Auguri a tutti!

        • Forse non è poi tanto onesto e chiaro il personaggio (cit.) ma ha pur sempre un avambraccio grosso come il tuo tronco (ahahahah) e io ne terrei conto. Assolutamente giusto non intortare la gente con sciocchezze ma annoto che molti dicono esattamente questo dell’esclusione TOTALE di rame e zolfo in vigna. Perciocché la riflessione è aperta e vale per tutti :-) .

        • Francesco Amodeo Francesco Amodeo risponde:

          Anche Josko Gravner dice la stessa identica cosa al minuto 0:30

          http://www.youtube.com/watch?v=6-A1A4GNRNk

          Evidentemente anche lui è un personaggio non tanto onesto e chiaro.

          • GiacomoPevere risponde:

            Grazie per questo video non l’avevo mai visto. Cmq minuto 5:41, vi ricorda qualcosa?

            @Alessandro Maule: la questione non è intortare la gente perchè l’uso dello zolfo (bisolfito, solforosa chiamala come vuoi) è vecchio di migliaia di anni. Ora se dobbiamo discutere su come lo usavano i romani e come lo si usa ai nostri giorni mi par veramente poca roba. Il concetto fondamentale, e Gravner l’ha detto anche meglio di Bressan (non me ne voglia, con quell’avambraccio può anche sostenere qualunque tesi che gli dò ragione), è che anche i romani avevano capito che lo zolfo era utile per la produzione del vino. Se loro per ignoranza, non credo di doverti spiegare che chimica e biologia son scoperte tutto sommato recenti, pensavano fosse giusto utilizzarlo in un modo, oggi, si usa diversamente. Neanche poi tanto se si pensa che ancor oggi per le barrique si fà praticamente la stessa cosa.
            Spigami dov’è il problema nell’affermazione di Bressan/Gravner? Non aver perfettamente distinto l’utilizzo di 2000 anni fà e di oggi? Mi sembra di una pignoleria inutile tanto più che è un’intervista e uno certo non si mette a far conferenze di biologia davanti ad una telecamera.
            Io con Bressan personalmente non c’ho mai parlato e quindi non aggiungo altro, in merito a Gravner, che dice in questo video cose molto simili, ho raramente conosciuto persone più culturalmente oneste di lui. Poi anche lui sbaglia, ma ha l’onestà di ammetterlo e tornare indietro. Ti auguro di poterlo conoscere e capirai da te.

          • GiacomoPevere risponde:

            edit: credo che ti Gravner lo conosca già, puoi ben giudicare da te.

        • Christian Christian risponde:

          Caro Alessandro,
          Giuro che ci ho provato… Mi sono morso la lingua per alcuni giorni cercando di non risponderti per non creare inutili polemiche ( come se non ce ne fossero già abbastanza nel mondo dei “vini naturali ) ma non ci sono riuscito.
          Devo dirti che non so con certezza se i romani utilizzassero o meno la solforosa nel vino ( ma tu sei certo che non lo facessero?? ) ma posso dirti che provo un forte disagio nel leggere da te la frase: “non è poi tanto onesto… il personaggio”.
          Magari Bressan ha ragione sulla solforosa , magari no , ma trovo che la DISONESTA’ sia un’altra cosa… Come diceva il buon Nanni Moretti le parole sono importanti ( guarda che bello http://www.youtube.com/watch?v=qtP3FWRo6Ow ) e tu , nella triplice veste di figlio di produttore di vino , membro di Vinnatur e distributore di vini naturali forse dovresti soppesarle un pochino di più…
          Buon Natale
          Christian

  18. Filippo Filippo commenta:

    Cosa avete contro lo zolfo ? Un po’ di solforosa non fa mica male, basta non esagerare. Quali sono i produttori che affermano di non aggiungere solforosa ?

    • Francesco Amodeo Francesco Amodeo risponde:

      Ma infatti… non è che, siccome si vuole giustamente combattere il vino industriale, bisogna vinificare come facevano gli uomini della pietra, e magari ottenere risultati analoghi, è sufficiente fare un vino… buono! E i vini di Bressan lo sono.

  19. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    @Alessandro lasciamo perdere le baruffe nel cortile di Morichetti.
    Trovo più interessante partire dal vino, che dalle chiacchere intorno, per giudicare il lavoro di un produttore.
    Non credo inoltre che il trasporto, la fede, il rigore che dimostri per argomentare il tuo operato siano sufficienti ad apostrofare come non onesto un produttore sulla base di una frase estrapolata da un video.
    Sei esponente di un’importante associazione, non un giudice del Trubunale del Vino.

  20. salva salva commenta:

    Pesantuccio il Maule, eh!! Tutta ’sta tiritera sullo zolfo per dire che Bressan non è tanto onesto e chiaro. Stai sereno, è Natale, io preferirei brindare….magari con uno strepitoso Schioppetino. Cincin

  21. Nelle Nuvole Nelle Nuvole commenta:

    Il Signor Bressan e i suoi vini hanno indubbiamente un contenuto fenormonico a tasso altissimo.

    “…il suo moscato rosa veramente erotico..”

    In più ci fornisce un excursus storico eccezionale, gli antichi Romani che usavano lo zolfo e pure gli Egizi.
    ci sarebbero tante cose da dire, per esempio “azienda piccola, 20 ha. Cribbio dalle mie parti già 5 ha di Sangiovese ti fanno entrare nelle dimensioni medie e non piccole! Oppure, “azienda curata dalla famiglia più alcune persone fidate che ti aiutano” saranno pagate no?

    A me Fulvio Bressan piace, e ancora di più suo padre Nereo. Ma la mitologia attorno alla sua persona comincia ad innervosirmi. C’è proprio bisogno di usare credenziali per la qualità del suo vino il carattere aggressivo, il bicipite pesante, il volersi tenere fuori dalle DOC?
    si rischia così di degustare i suoi vini pensando ad una versione fiulana di “Affari di famiglia” (cit. Sky).

    Sig. Bressan molli uno sganassone a chi scrive di lei in modo folkloristico e non si preoccupi di confrontarsi con quello che fanno gli altri. Quello che fa lei va bene di per sé.

    Molto umilmente sua
    Nelle Nuvole

    nb. ho una gurdia del corpo cintura nera di karate 10mo Dan.

    • Alessandro Maule Alessandro Maule risponde:

      oh finalmente uno (o una?) che ragiona cribbio!
      è un simpaticone, bravo a fare il vino, nulla da ridire, che però ha scopiazzato qua e là frasi topiche (Gravner in primis), per avere un’immagine forte! nulla di male.

      Uno tenta di approfondire alcuni argomenti ma difficilmente qui trova risposte! Si viene subito catalogati per pippaioli o cavillosi, io voglio solo sapere e conoscere; non mi accontento di godere di un vino se non so come è fatto e perchè!
      Sarà deformazione professionale! A quanto pare sono nel posto sbagliato…

      @Morichetti non capisco “Assolutamente giusto non intortare la gente con sciocchezze ma annoto che molti dicono esattamente questo dell’esclusione TOTALE di rame e zolfo in vigna” potresti spiegarmi??
      Comunque il buon Fulvio avrà anche 2 braccini alla Bud Spencer ma non so se riesce a correre come me :)

      • GiacomoPevere risponde:

        Io dico semplicemente che “apostrofare come non onesto un produttore sulla base di una frase estrapolata da un video” (cit. Simone e Zeta) è quanto meno poco corretto.
        Andiamoci a parlare di persona e vediamo che ha da dire sul vino e in base a quello giudicheremo, giudicare una persona solamente da un’intervista è veramente stupido.
        Il probelma non è essere cavillosi o meno ma essere ragionevoli o no, se mi vieni a dire che è un contaballe perchè ha detto due parole imprecise in una intervista scusa ma non sei cavilloso, sei poco ragionevole, che a par mio è molto peggio. Ben vengano i cavillosi.

        In ogni caso se vai da Cormons a San Floriano del Collio e vai da tutti i produttori un buon 50% citerà Gravner in qualche modo. Magari scopiazzano tutti, magari è talmente importante in quella zona che gran parte dei locali lo considerano un maestro.

        Tanto per fare un esempio…
        http://www.youtube.com/watch?v=9TP2XydpVeg&feature=related

        • salva salva risponde:

          Il problema non è essere cavillosi o meno, la quaestio è Cerea o Villa Favorita!…ed in merito ai presunti scopiazzamenti di Gravner, mi pare, ascoltando Bressan in altri video, che ne stia prendendo le distanze

          • GiacomoPevere risponde:

            Spero che le affermazioni di Alessando Maule non siano legate a “faide” associative o simili altrimenti non sarebbero solo da considerarsi poco ragionevoli ma decisamente in malafede. Spero non sia così, sarebbe una vera schifezza…

    • Dan Dan risponde:

      Don’t worry Nelly, con il Fulvione non ti serve un 10mo dan, te ne basta uno solo di Dan ;-)

  22. Mauro Stopponi Mauro Stopponi commenta:

    Da tre anni bevo e lavoro con i Vini di Bressan e non avevo mai visto una sua foto ne’ tantomeno un video. Li trovo buoni, molto buoni e mi piace berli. Certo vederlo nel video e sentire quello che dice mi fa piacere. Ma a qualcuno evidentemente non piace o da fastidio……

  23. Paolo Rusconi commenta:

    Un pochetto di chimica di base.
    Bruciando zolfo si produce SO2, ovvero anidride solforosa, che è un gas irritante molto solubile in acqua e quindi anche nel vino che non è che una soluzione acquosa.

    (Il buon Fulvio quindi potrebbe pure avere ragione ;-) )

  24. Diego Diego commenta:

    @ Alessandro
    Tu dici: “Uno tenta di approfondire alcuni argomenti ma difficilmente qui trova risposte!”
    Ma scusa Alessandro, siamo su un sito pop, che non fa certo dell’approfondimento il suo punto di forza (vedi articolo su pompe funebri :-) ) e che partorisce più di un post al giorno. Insomma un poco di realismo!
    Gli spazi di approfondimento non mancano, magari sono meno sotto i riflettori, ma magari proprio per questo interessano meno…

    A me sembra invece che gli intervenuti qui si dividono in due categorie: chi ha bevuto i vini di Bressan (e li mette tra i migliori assaggi dell’anno) e chi non avendoli bevuti si sente in dovere di filosofeggiare, fare i distinguo, dare del poco onesto…continuando a dividere il fragile mondo del vino naturale in correnti e fazioni che neppure il PD (Bersani che viene subito rintuzzato da Letta!)…

  25. Francesco Maule Francesco Maule commenta:

    Oh quello che distribuisce vino sono io, non Ale!
    Poi bravissimo Bressan, io l’ho bevuto e l’ho conosciuto, grandissimo ed indiscutibile per il suo genio Gravner.
    Mio fratello voleva solo dire (e condivido) che è uno che fa gran bene il suo lavoro e che sa parlare benissimo.
    Ma che sia Fulvio, che sia Josko o che sia il Papa, se uno mi dice “uso la solforosa perchè tanto la usavano anche i romani” allora non ci siamo proprio.
    Se la riduci ma non ti fidi ad eliminarla, dici “non mi fido ad eliminarla, ma ci sto lavorando”. o no?

    perchè allora avere il bagno in casa con lo sciaquone pure? perchè non tornare alle baracche con il buco, al freddo, con la terra o la cenere?

    Comunque W Fulvio, W suo padre e W la solforosa, basta che sia poca!

    • Christian Christian risponde:

      Scusa Francesco per lo scambio di persona , ma sempre affari di famiglia sono… La frase che non mi è piaciuta di tuo fratello è:”ok, io volevo solo farvi capire che forse non è poi tanto onesto e chiaro il personaggio!” che tu interpreti con :” Mio fratello voleva solo dire (e condivido) che è uno ( Bressan n.d.r. ) che fa gran bene il suo lavoro e che sa parlare benissimo.”
      Io purtroppo non riesco a trovare nessun punto di contatto fra il suo pensiero e la tua traduzione…

      • Francesco Maule Francesco Maule risponde:

        ti completo la traduzione:
        “Ma che sia Fulvio, che sia Josko o che sia il Papa, se uno mi dice “uso la solforosa perchè tanto la usavano anche i romani” allora non ci siamo proprio.”

        è stato un po’ irruento forse, e spero bene che a breve non incontri Fulvio a qualche fiera. Tanto di solito sono io che va a fiere…speriamo bene! :-)

  26. Francesco Maule Francesco Maule commenta:

    ah, Mauro F. e compagno
    vi stimo e vi invidio!
    grandi video!

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