Il turista italiano ai tempi del colera

Il turista italiano ai tempi del colera

di Gianluca Rossetti

Di ritorno dal nord Europa con un paio di ”boh” stampati in fronte.
Lei da dove arriva? Da Roma. Ah, ok.
Questo accadeva lunedì 24.
Sto a un paio d’ore da Amsterdam, esco a cena perché la sera ho fame. Posso saltare colazione e merende ma al tramonto non mi dovete rompere il cazzo: perché ho fame. Tutto bene, pare. Quando capiscono che sono italiano il solo effetto è lo sguardo un pelo più trattenuto: sulla mia faccia, sul mio corpo. A vent’anni avrei pensato a una qualche forma di approccio erotico- sessuale. Ora non più. A vent’anni ero un gran fico che si ammazzava di ginnastica. Ora non più. Tra 2019 e 2020 Ho preso dieci chili in tre mesi. Potrei fare la controfigura in Toro Scatenato.

Ho bevuto poco e male: molte IPA e APA prescindibili, un paio di distillati di cereali osceni e tanta acqua. Forse tutte cose scelte apposta: un paio di dritte buone le avevo, grazie almio amico Thomas. Ma le ho ignorate. Ragionandoci a mente fredda, penso che la voglia fosse quella di bere male per parlarne peggio. Per fargliela pagare. Peccato mortale per qualunque editor. Assurdo, vero?

Comunque, ricapitolando, non è andata poi così male. Solo una volta i vicini di tavolo hanno chiesto di cambiare posto. E dire che le posate le uso bene fin da piccolo. Se dovessi fare una media ponderata, quei due coglioni che hanno cambiato tavolo non avrebbero rilevanza statistica. Per cui non è andata poi così male.

Sono contento di essere tormato a casa.
Anche se il cane non mi guarda più come prima

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Gianluca Rossetti

Nato in Germania da papà leccese e mamma nissena. Vissuto tra Nord Reno westfalia, Galatina (Le) e Siena dove ho fatto finta di studiare legge per un lustro buono, ostinandomi senza motivo a passare esami con profitto. Intorno ai venti ho deciso di smettere. Sai com'è, alla fine si cresce. Sommelier Ais dal 2012, scrivo abbastanza regolarmente sul sito di Ais Sardegna. Sardegna dove vivo e lavoro da diciotto anni. Sono impiegato nella PA. Tralascerei i dettagli. Poi la musica. Più che suonare maltratto le mie numerose chitarre. E amo senza riserve rock prog blues jazz pur non venendo ricambiato. Dimenticavo, ho un sacco di amici importanti ma non mi si filano di pezza.

1 Commento

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Paolo A.

circa 3 mesi fa - Link

Capisco (e credo) che l'episodio dei vicini di ristorante che chiedono di cambiare posto sia una licenza poetica. Occhio perà che qualche sovranista potrebbe prenderla per vera e cominciare a inveire contro il perfido straniero...

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