Il sommelier: la rece collettiva del film su Netflix (non lascia scampo)

Il sommelier: la rece collettiva del film su Netflix (non lascia scampo)

di Redazione

La redazja diffusa e casalinga di Intravino s’è messa d’accordo per guardare, tutti assieme in ordine sparso, “Il sommelier”, che è su Netflix e quindi anche nei principali siti illegali di download (informazioni in privato). Comunque, ecco la recensione della mente collettiva, che contiene qualche spoiler ma che ci vuoi fare. Buona visione (pun intended).

Fiorenzo Sartore
Io ecco, boh, quando si dice che la quarantena fa sclerare, secondo me si riferiscono agli effetti che fa la visione di ‘sto filmetto. Che per i vinofili non rileva quasi niente – la sommelieritudine è un pretesto. In sostanza visione inutile. Classica storiella esile di rapporto conflittuale padre-figlio in cui il figlio va a fare il corso sommelier un po’ perché ci piace e un po’ perché probabilmente vuole pure distinguersi dalla figura paterna. Come in Ufficiale e gentiluomo, senza il boot camp le flessioni e il sadismo (al posto loro ci sono gli addestramenti alle degu alla cieca). Soprattutto senza Richard Gere. Lasciate perdere.

Alessandro Morichetti
Sartore non ha tutti i torti anzi ha praticamente tutte le ragioni, il vino è protagonista e sfondo insieme e il film non rientra proprio tra gli imperdibili, però un enofilo in quarantena si diverte con poco e qualche sorriso si porta a casa. Non proprio convintamente, guardatelo.

Giorgio Michieletto
Attorno al quarto d’ora, attorno a un tavolo da pranzo, va in scena un dialogo più o meno così…
– che fine hai fatto ieri?
– avevo un incontro per una scuola per sommelier
– vuoi diventare africano?
– no, quello è un somalo
“Sommelier” non fa ridere, non fa piangere, neanche quando… no spoiler! Scivola via su una trama telecomandata che si snoda, senza guizzi, attorno al al classico racconto di un rapporto padre e figlio; aspettative e sogni da realizzare, famiglia e amori. Vino? Decisamente troppo poco. Si fa finire, ma ti lascia indifferente. Tutto quello che non vorresti mai da una bottiglia. Quel Barolo Briccolina 2012 vorrebbe essere lo Chateau Cheval Blanc 1961 di Miles di Sideways? Non ci siamo. Ma guardatelo, perché presto dimenticheremo di avere avuto così tante serate libere in quarantena.

Giovanni Corazzol
Il film non è un film inguardabile perché il tema vino o sommelliè è trattato male. È un film inguardabile e basta, anche se parlasse di lacci per le scarpe o fisica quantistica. Inguardabile. È scritto da uno sceneggiatore automatico, un pastasimac in cui butti dentro i 6 ingredienti del bravo sceneggiatore e sai che cambiando la trafila in bronzo usciranno fusilli, maccheroni o spaghettoni, comunque immangiabili. Manco i 3 sceneggiatori di Boris potevano far peggio, fa rimpiangere il giorno del grazie. Inguardabile l’ho detto?

Sara Boriosi
C’è il riscatto sociale, il grande sogno da realizzare, una famiglia problematica che mette i bastoni tra le ruote, un doppio lavoro, quello per sopravvivere e l’altro più attinente alle aspirazioni, il ravvedimento operoso ma tardivo da parte del padre. Insomma, se non sapessi che il film è “Il Sommelier” potrei affermare che questa è la versione 4.0 di Flashdance. Un bel frittomisto di luoghi comuni tenuti insieme da sentimentalismo in saldo. Un paio di ore buttate nell’umido ma tanto c’è il lockdown, ora più o ora meno fa lo stesso.

Gianluca Rossetti
Fico nel suo tentativo social/motivazionale/pickup arrugginito, che fa tanto pimp my ride. E poi la tipa del protagonista che è bella forte – e [ATTENZIONE SPOILER] la mamma che muore ma, cazzo, perché? Insomma, tutto quello che a 16 anni vi sarebbe piaciuto da matti, qui lo trovate. E se c’è chi si è arruolato guardando Ufficiale e gentiluomo (lo so che c’è, inutile che vi nascondiate), anche questo, nel suo piccolo, funziona. L’avessi visto a 16 anni mi sarei iscritto ai corsi sommelier, e magari adesso sarei master qualcosa. Solo una nota, una sola: zinfandel e pollo, no! Non ve lo perdono.

Simone Di Vito
Un film particolarmente scialbo, il tipico “sogno americano” moltiplicato per due; la voglia e l’ossessione di un ragazzo che insegue la propria strada per realizzarsi, ostacolato da un padre severo e pressante (e visto il risultato finale, giusto), e poi il nero che spopola in un mondo di soli bianchi ricchi e viziati. Gli sceneggiatori utilizzano banalmente l’argomento vino, potevano tranquillamente sostituire il ruolo di master sommelier, col ruolo di master pescatore, carpentiere, attore, ballerino. Del classico sogno americano potevano almeno sfruttare lo scontato lieto fine, invece si è scelta una chiusura in levare. Forse è più un film per chi non sa proprio nulla del mondo del vino. Per fortuna Netflix offre anche altro.

[Immagine – Crediti]

8 Commenti

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franco

circa 6 mesi fa - Link

Bella la gag sommelier-somalia (sentita in lingua inglese è altra cosa), per il resto poca roba... Rimango con un dubbio sulle degu alla cieca... davvero in qualche parte del mondo indovinano produttore, bottiglia e anno? c'è un campionato a parte per questi?

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Paolo A.

circa 6 mesi fa - Link

I film prodotti da Netflix sono IL MALE.

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BT

circa 6 mesi fa - Link

non tutti, molti magari ma non tutti. hell or high water é un maledetto capolavoro. diamanti grezzi un altro. e ci sono altre perle ma bisogna vagliare molto...

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Sancho P

circa 6 mesi fa - Link

Le mie figlie, ahimè, non guardano altro. Meglio un libro. Di viole e liquirizia di Nico Orengo, per esempio. Per barolisti, amanti dei gialli.

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michelangelo

circa 6 mesi fa - Link

In Ufficiale e gentiluomo però c'era anche una giovanissima Debra Winger; non è sempre e solo merito di Richard Gere se quel film gira, diciamolo una volta per tutte.

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Emanuele

circa 6 mesi fa - Link

Vaciuzzùni. Debra Winger, rievocazione mistico-sensuale.

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Lanegano

circa 6 mesi fa - Link

Visto su Netflix settimana scorsa. Mi viene da parafrasare lo stimato Rag. Fantozzi riguardo al commento sulla Corazzata Potemknin........

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Sebas

circa 6 mesi fa - Link

Da appassionato del vino, fa piacere trovarne uno girato su esso... Ma dico io.. 1 ne avete fatto, fatelo bene almeno!

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