Il ristorante più bello d’Italia (è il Clandestino)

Il ristorante più bello d’Italia (è il Clandestino)

di Alessandro Morichetti

Ci sono posti del cuore e poi c’è un posto che li supera tutti.

Il Clandestino Susci Bar di Portonovo – proprio sotto al Monte Conero, vedetta di una spiaggia marchigiana così bella da non sembrare Marche – è una tale meraviglia che tutto il resto passa in secondo piano. La cosa si intuisce anche di pomeriggio ma è al tramonto che il colpo al cuore arriva secco.

Il Clandestino Susci Bar è il chiosco sul mare di Moreno Cedroni da ormai 20 anni. Me misero, me tapino per non esserci mai andato prima, non capendo fino in fondo il segreto di un successo che va ben oltre l’essere il ristorante più fotografato d’Italia. Il Clandestino apre a metà mattina con le colazioni, dolce e salata, prosegue con gli aperitivi, un light lunch di pesce, i rifornimenti di bevande pomeridiani, poi aperitivo serale e cena.

Alle ore 16 sono andato in esplorazione. Caldo assurdo, sudorazione ai massimi livelli, spiaggia imballata (nonostante l’app per prenotare gratuitamente il proprio posto), acqua trasparente e il bel chioschetto lì in bella vista, aperto senza soluzione di continuità per tutte le evenienze. Non mancano i curiosi che entrano solo per una foto dalle finestre interne con tavolo vista mare.

pomeriggio Clandestino

Da fuori non lo diresti ma il Clandestino, tecnicamente, è un buco. Due microcucine, più micro che cucine, e una cella frigo minimale necessitano di rifornimenti giornalieri da magazzino e laboratori esterni. Lo spazio fisicamente non c’è e si gioca nello stretto. Nulla che il cliente percepisca, a dire il vero.

Piccolo inciso. Sono in debito di un aperitivo con Giulia Gavagnin perché il titolo sopra è praticamente suo: essendo stata a cena pochi giorni prima di me, non ho potuto non leggere il suo articolo sul blog di Luciano Pignataro senza pensare che l’attacco fosse decisamente più incisivo del titolo “Susci Divino – Clandestino a Senigallia, l’anima pop di Moreno Cedroni“. Leggetelo, ne vale la pena per approfondire il menu annuale, tema “divinità”.

Questo però è stato il mio tavolo, manca l’audio e non servono troppe parole a commento.

tavolo

Questo invece è il colpo d’occhio che mi sono trovato davanti per 4 ore ruotando il collo di 45 gradi.

Clandestino

Il potere del luogo, al Clandestino, è devastante. Copre tutto, anche i piatti di Moreno Cedroni, che trasmettono uno smagliante stato di forma, tanto qui quanto alla Madonnina del Pescatore. Per dirla con Francesco Annibali, “Cedroni esprime una cucina di tecnica superlativa e colma di riferimenti internazionali, ma mai autoreferenziale. E soprattutto ludica, senza essere mai infantile. E il Clandestino è la sua interpretazione di chiosco sul mare.”

Colorito e delicatamente caricaturale ma centrato anche quest’altro passaggio (la recensione non è recentissima però cambia poco): “La sera di Ferragosto ti senti l’ospite ad una cena di alta moda. Ci sono – il riconoscimento alla cieca in questo caso non è poi così arduo – il commesso di corso Como con aspiranti veline, l’arredatore con un foulard che ci compri una vaschetta di beluga, il grande professionista del nord che spiega a voce volutamente eccessiva perché Bottura è meglio di Alajmo – che si capisca che è stato più volte da entrambi, l’Harleysta in nero dalla testa ai piedi che sbatacchia irriverente lo Champagne nel bicchiere, molti turisti abbronzati giunti al Clandestino perché il Clandestino sta qui. E anche qualche gourmet. Ma pochi.

Qui non si viene solo per mangiare ma anche per mangiare. Visto il colpevole ritardo con cui ci sono arrivato e considerata la sudata pomeridiana, io ho preso il menu degustazione Susci Divino (90 euro) con l’aggiunta di quattro piatti alla carta. In verità avevo anche sete, vabbè insomma un delirio.

Analizzare i piatti uno per uno, a questo punto, non servirebbe a nulla. Tutti ben realizzati e prima ancora ben pensati. Poseidone, ad esempio, cioè Orata, salsa tzatziki, acqua di cetriolo fermentato, mela e olio al basilico.

Poseidone

Altro piccolo inciso. Il team di servizio è una miscela affascinante: di bianco come in Costa Smeralda, di corsa come in pizzeria, di gusto come nei posti in cui puoi servire e sorridere insieme. La “narrazione” dei piatti – solitamente una iattura eterna della ristorazione – qui può anche arrivare al minuto pieno cronometrato (racconto della divinità + spiegazione piatto e ingredienti) ma niente di più gradevole: la squadra giovane, perennemente in equilibrio dinamico sui sassi, contribuisce al piacere complessivo.

Dalla carta, la Polentina ai frutti di mare cotti e crudi con salsa al prezzemolo (2001, 15 euro) mi ha fatto godere parecchio. Sullo stesso livello Atena, cioè Sarda a beccafico, salsa di olive verdi, foglie di senape e indivia (2020). Leggiadra e confortante lettura fritta e profumata di un classico siciliano (ma a voce vi racconteranno anche, praticamente a memoria: “Figura cardine nella mitologia. La dea Atena è la dea della saggezza, dell’ingegno, delle arti utili e dell’artigianato il cui simbolo è la foglia d’ulivo. Atena, in una sfida con Poisedone a chi faceva il dono più bello agli uomini, fece nascere dalla terra un albero bellissimo, il primo albero di ulivo. La splendida pianta illuminava la notte, medicava le ferite e curava le malattie e offriva inoltre prezioso nutrimento, donando benessere e pace a tutte le genti che lo avrebbero coltivato.”)

 

Atena

Ecco, memore di un vecchio menu solo crudo da Uliassi, ammetto di aver scelto bene con l’aggiunta di qualche piatto “caldo” perché tra crudi e poco cotti – anche per esigenze di spazio – mi sarebbe mancato qualcosa. Detto questo, un ottimo menu.

Capitolo vini: lista misurata, tanto Verdicchio come giusto che sia e pochissime “sboronate”. Per scelta, nessun profluvio di bombazze da centinaia di euro, che pur girerebbero. Pescando bene si può tornare a casa sulle ginocchia con 20 euro a boccia. Della scelta si occupa Massimo Franzin, da 20 anni direttore del Clandestino e braccio armato di Moreno Cedroni.

Parentesi personale: Massimo è stato per qualche mese mio collega ma questo è il suo regno. Supervisiona tutto, sceglie il personale e segue i servizi serali. Raramente ho visto un padrone di casa sentirsi così a casa in una casa non sua. Gestire un baracchino con 30 dipendenti, aperto full time e capace di 400 passaggi al giorno non è un gioco da ragazzi ma questi sono dettagli poco interessanti per chi si siede.

La cosa rilevante è che al Clandestino, il ristorante più bello d’Italia, si sta proprio bene. Con 250 euro in due si vola. Io ne ho spesi 300 da solo, ma questa è un’altra storia.

 

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

14 Commenti

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Maurizio

circa 2 mesi fa - Link

Meno di un mese fa, 22 luglio, è uscito un altro post sul Clandestino... Ma che senso ha? Che Cedroni è bravo lo sappiamo. Si sa da 20 anni anche senza che ogni mese esce un post a riguardo....

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Stefano

circa 2 mesi fa - Link

Articolo che mette voglia di andare da Moreno Cedroni certamente 😊 Ma certe affermazioni le trovo " irrispettose" ( tra virgolette per la pesantezza della parola) " il ristorante piu' bello d' Italia". O il Sig Morichetti gira poco😊....o non ha considerato l Alta Marea a Scauri a Pantelleria...lo Scoglietto a Rosignano....il Signum a Salina...alcuni Trabucchi in Abruzzo e similari...alcuni ristoranti nel Delta del Po'...etc etc etc... Poi per carita' sicuramente il ristorante descritto e' tra i primi 15....ma tra il vincere la Champion ed essere alle final eight....ce ne passa😊☺

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MicheleT

circa 2 mesi fa - Link

Ciao Stefano, sono interessatissimo all'argomento.. hai qualche nome da fornire sul Delta del Po? Grazie!

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Stefano

circa 2 mesi fa - Link

Ciao Michele Beh a Porto Tolle ce ne sono diversi Sicuramente il Canarin o la Palafitta

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Alessandro Morichetti

circa 2 mesi fa - Link

Stefano facciamo così, chiama Claudio Corrieri, ottimo degustatore, selezionatore nonché prima di tutto ristoratore dello Scoglietto a Rosignano, spendido posto in cui si mangia, beve e soprattutto sta bene a 360gradi. Ecco, chiamall e chiedigli se in termini di “potenza del luogo” lo Scoglietto vale il Clandestino: secondo me è lui il primo che ti spara a quel paese 😂

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Stefano

circa 2 mesi fa - Link

Bah conosco Claudio cosi come lo conosce molto molto bene la mia compagna. Il tavolo...e altri 2 tavoli vicini che ho avuto io per il mio compleanno al tramonto e cambio di luce a giugno non avevano nulla da invidiare a quelli da te postati. Poi Claudio non mi manderebbe a quel paese perche' e' educato ...magari si farebbe una risata. L Alta marea evidentemente non la conosci...ma a location mi spiace per Moreno ne ha cosi da correre...

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MicheleT

circa 2 mesi fa - Link

Ma visto che il sito tratta di vino (e visto che tra un paio di settimane sono al Clandestino...), che bocce hai bevuto??

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Alessandro Morichetti

circa 2 mesi fa - Link

Un Saint Aubin di Pillot e la Cuvee del professore di Rousset-Martin ma lì si deve bere Verdicchio :-)

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MicheleT

circa 2 mesi fa - Link

Avevo inteso che tu avessi fatto delle scelte sui 20€. L'anno scorso avevo bevuto un Collestefano extra brut e Passolento Marca San Michele che (vado a memoria) mi sembrava stessero più sui 40€ che sui 20€ e non mi pareva di ricordare molte proposte su quella cifra (ma potrei sbagliarmi) per quello ti chiedevo come avevi fatto a pescare così bene!

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Renato

circa 2 mesi fa - Link

Si, ma chi gli ha dato il permesso di costruire quell’orribile manufatto sulla spiaggia?

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marcow

circa 2 mesi fa - Link

Renato, non hai il senso del BELLO. Hai scarsa SENSIBILITÀ ESTETICA. :-)_____ Sul fatto che NOI ITALIANI abbiamo deturpato, nella seconda metà del 900, molti kilometri del lunghissimo litorale della penisola italiana non ci sono dubbi e sono stati scritti intere biblioteche. Sul fatto che si continui a concedere la concessione a costruire... a pochi metri dal mare...forse la giustificazione è che... si sarebbe trattato del "PIÙ BEL RISTORANTE D'ITALIA" che... avrebbe "abbellito" il litorale. __ Di questo locale, come dice Maurizio, sono usciti sul web molte "recensioni" (si fa per dire) che ripetono, più o meno le stesse cose. Che farebbe pensare: "ma allora è proprio vero che è... il... più... bel..." __ Comunque, è tutta una QUESTIONE DI GUSTI. Ma, signori, non dimentichiamoci mai che esistono DIVERSI Gusti Personali

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Salvatore Chiovini

circa 2 mesi fa - Link

Sara' bellissimo ma come si fa nelle Marche in un posto cosi a parlare di SUSHI BAR ! In italia con la ristorazione si stanno facendo gli stessi errori del tessile Distruggendolo a cominciare dagli chef della televisione

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Alessandro Morichetti

circa 2 mesi fa - Link

Salvatore, leggere la storia della cucina di Cedroni aiuterebbe di gran lunga a comprendere il perché del nome e della cucina di solo pesce, temo che tv e altro non c'entrino granché

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ma magari...

circa 2 mesi fa - Link

Il miglior brodetto all'anconetana si mangia ad Okinawa dallo chef Sonasega Suisughi...

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