Il mare in Val d’Aosta di Elio Ottin

Il mare in Val d’Aosta di Elio Ottin

di Giorgio Michieletto

Dentro lo schermo del cellulare i tralci incorniciano le cime spruzzate di neve. Qui sotto, nelle vigne di Elio Ottin, ci si scioglie dal caldo. Ad Aosta si suda, si irriga. Qualcuno la chiama la vite dei ghiacciai, ma la petite arvine vorrei portarmela in spiaggia. Arriva dalla Svizzera, ma quando passa dalla Valle d’Aosta scappa subito verso il mare con una coroncina hawaiana e un cocktail tropicale.

Uva, mele, latte: una volta l’azienda Ottin conferiva le uve alla Cave Des Onze Communes, vendeva direttamente le mele e pure il latte. Oggi è tutto capovolto. Ma nel suo vino c’è la croccantezza della mela verde e anche la profondità dei profumi di erbe di montagna della fontina. Prendo il bicchiere, mi tuffo in piscina. Poi corro sotto l’ombrellone con un libro arruffato dal vento del mare: “La confraternita dell’uva” di John Fante. La sua penna è come il tocco di Elio Ottin nella petite arvine. Esplosiva semplicità, essenziale, mai banale, energica, incisiva. Dritta al punto.

La versione solo acciaio – Petite Arvine Vallee d’Aoste Dop 2017 – è una lolita tutta vestita di bianco che corre a piedi scalzi sul bagnasciuga dopo un temporale. Sette mesi in acciaio, quattro in bottiglia: il vigneto è a 650/700 m esposto a Sud, 8mila ceppi ettaro. Si tratta di un semi aromatico a maturazione tardiva (vendemmia a inizio ottobre).

Naso seducente fra glicine e gelsomino, pesca bianca, ananas e agrumi (albedo di pompelmo e limone). Timo, salvia, forse una piccola macchia rossa di rabarbaro e ribes, sbuffi di pepe sempre total white. Ma è in bocca che esplode e trascina. Si può dire minerale? Lo dico. Acido… Che lo dico a fare. Sapido? Siamo al mare. C’è lo iodio. Finale asciutto, drittissimo, mandorla e un po’ di frutto della passione. Quella pioggia d’agosto che vorresti bere a bocca spalancata nelle torride sere d’estate prima di scappare al fresco in montagna.

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Giorgio Michieletto

Giornalista professionista: ieri cronaca nera, oggi rosa. Ieri, oggi e domani: rosso, bianco & co. Varesino di nascita e cuore, milanese d'adozione e testa. Sommelier Ais. Se c'è una storia la deve raccontare.

2 Commenti

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Enrico

circa 2 anni fa - Link

Vino splendido nella sua semplicità...come il libro di quello scrittore stupendo che è Fante!!! Entrambi da applausi.

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Alessandro

circa 2 anni fa - Link

Articolo interessante e davvero ben scritto. Se posso, ho un amico di quelle parti che ci tiene sempre molto: si dice Valle d'Aosta e non Val d'Aosta. Scusate la precisazione!

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