Il giovane Gevrey-Chambertin 2005 di Armand Rousseau. Le annate mi interessano più delle etichette

Il giovane Gevrey-Chambertin 2005 di Armand Rousseau. Le annate mi interessano più delle etichette

di Cristiana Lauro

Metti una domenica di fine estate, quando vieni da una settimana in giro per lavoro senza un attimo di sosta. La sera prima hai fatto tardi perché, nel frattempo, ti eri scordato di aver compiuto gli anni. C’è poco da festeggiare, ma una bottiglia come Dio comanda l’hai non solo meritata, ma finita volentieri per i cacchi tuoi. È vero che le ricorrenze chiedono l’impegno di aprire bocce che solo un bevitore di Sprizzoni oserebbe lasciare a metà, ma lo avresti fatto comunque e tutto questo è molto più divertente di un marito malato di calcio, di una fidanzata gelosa anche delle mosche, della tartaruga del personal trainer e di Adua Villa che parla di vino.

Fare un salto a mangiare da Benni alla Baia a Fregene (Roma) è routine per molti buongustai che vivono dalle mie parti. Ristoratori, enotecari, coppie in amore, genitori capaci di educare i propri figli a non correre sulla tavola quando arriva il sauté di cozze. Persone che fanno caso alla qualità senza tanti fronzoli, al servizio attento e a tutto quello che fa stare bene senza spendere una fortuna. E poi ci sono tanti appassionati di vino come me, perché non è così facile trovare sul litorale laziale una carta dei vini così ben fatta e senza capitoli dispersivi.

Una coppia di amici che è solita stappare molto bene, quella domenica mattina ha avuto il buon gusto di pensare a me prima di andare alla Baia a bere, fra gli altri, un ottimo vino di Borgogna, Gevrey-Chambertin 2005 di Armand Rousseau. Stanchezza da lavoro? Ore piccole? Il nome Rousseau desta anche i morti. Sono scesa dal letto sveglia come un picchio, ho indossato un bel paio di occhiali scuri e mi sono presentata a Fregene all’orario previsto, pronta per iniziare una seduta di calici e buona cucina di pesce che è finita al tramonto.

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L’annata 2005 in Borgogna è formidabile – come a Bordeaux del resto – tutto quello che sentite dire su questo millesimo, agli assaggi corrisponde a verità. Più classica della 2009 – progressivamente più ricca e profumata – non arriva all’assoluto della 2010, ma è più buona della 2004 su cui continuo a nutrire più di un dubbio, come scrissi riguardo a La Tache qualche tempo fa. D’altra parte con la Borgogna bisogna fare molta attenzione a parlare di annate fino a che non si assaggiano i vini. I primi ad esprimersi sulla qualità dell’annata sono i produttori di Bordeaux e se da quelle parti viene dichiarata eccezionale, il sospetto che la Borgogna vada un po’ a traino è più che legittimo. Con la 2005 andate sicuri, avete a che fare con un vino pronto, fresco, brillante e non troppo