di | gio 16 ago 2012 ore 15:00
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delusioni

Credetemi, il default enologico della Grecia è già avvenuto

L’isola di Patmos, patrimonio dell’Unesco, indiscutibilmente unico, vive prevalentemente di turismo. Nella zona interna, superando mandrie di caproni utili per la produzione di rinomati formaggi simili al nostro Galbanino, ma con un marcatore olfattivo prepotente quasi ai limiti della maleducazione, vi sono coltivazioni di ortaggi per consumo locale. Ma anche tanti cocomeri e qualche vigna malconcia con cui viene prodotta, per fermentazione, una bevanda alcolica che non conoscevo ma, per semplificare, chiamerò vino. Il lettore integralista mi passi l’accostamento acrobatico. Ho intervistato diversi produttori di vino patmioti, non senza vergogna per le mie lacune, cercando di capire l’origine di quei vitigni, per dare un’ordine alla mia idea di indigeno, di autoctono. Uve miste, ecco la risposta poco chiara che ho ottenuto.
Ho acquistato alcune bottiglie fra bianchi, rossi e rosati, di svariate zone di produzione greca e isolana e con un paio di amici ho improvvisato una degustazione alla cieca.
Nulla di interessante da rilevare, ripeto, non conosco queste bevande quindi la mancanza totale di flessibilita’ e’ certamente figlia della mia ignoranza. Evitero’ di fare nomi nel rispetto del lavoro altrui e per onorare il sacrosanto motto: taci se non puoi lodare!
Sulla degustazione, in via del tutto generica, mi limito a riferire un attimo di panico al secondo assaggio, quando ho scambiato un “filino”di carbonica per una scossa di terremoto. Inoltre, riflettendo su sentori gustativi decisamente caotici, ho capito cosa intendessero i produttori con l’ affermazione: uve miste. Volevano dire incasinate, un bordellone tremendo in bocca, un Motorshow! Un paio di rossi dell’isola di Kos, mi hanno riportata a casa, grazie a quei sentori terribili che manderebbero in brodo di giuggiole buona parte della nostra curva sud del vino. Quelli che amano i difetti, le puzze. Quelli alla Morichetti per intenderci.
Solo un bianco ci ha soddisfatti, Domaine Hatzimichalis, Alfega Lefkos 2010, un blend di Sauvignon blanc, Robola e Malagousia, vitigni leggermente aromatici e piuttosto sottili. Domaine Hatzimichalis, nome di agevole pronunzia soprattutto in ristorante stellato, accompagnati da gentil donzella, produce vino nella valle di Atalanti, Grecia centrale, che e’ una zona vocata per la coltivazione di uve aromatiche, grazie alle escursioni termiche dovute alle fresche brezze del monte Parnaso. Ecco perche’ Dimitri Hatzimichalis, proprietario dei 220 ettari vitati, ha pensato bene di allevare prevalentemente: aglianico, merlot, refosco, cabernet sauvignon e una decina di altri vitigni a me ignoti ma non per questo da sottovalutare. Lefkos e’ un vino molto fresco e floreale con note di agrumi, pompelmo e buccia di cedro. In bocca frutti bianchi, pera e susina. Acidita’ spiccata che regge una struttura buona ma non opulenta e soprattutto privo di sentori surmaturi, assai frequenti nelle vinificazioni locali. Da dimenticare, dello stesso produttore, un omaggio all’Italia, “Prima terra”, dove refosco e merlot fanno a cazzotti e, fatalmente, nessuno li da’ ma entrambi li pigliano. Bocca lunga e, purtroppo, persistente.
Non ho organizzato una gran degustazione, lo ammetto, ma credo di aver capito cos’avesse tracannato San Giovanni a Patmos prima di scrivere l’Apocalisse.

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68 commenti a Credetemi, il default enologico della Grecia è già avvenuto

  1. La Grecia ha un imponente patrimonio di vitigni autoctoni, in gran parte sconosciuti e moltissimi di sicuro interesse. E pure dei bravi ampelografi come Kalliopi Roubelakis Angelakis.
    http://gvd.biology.uoc.gr/gvd/contents/index.htm
    purtroppo negli ultimi trenta anni i produttori si sono occupati d’altro, con risultati in genere modesti. E molte varietà sono andate perse per sempre.

    • avatar Cristiana Lauro

      Si’ Maurizio ed e’ un vero peccato.
      @ Guardiano, piu’ che recidiva, masochista ;-)

  2. Di nuovo un Ferragosto a Patmos?? Te le vai a cercare.

    Recidiva !

    http://www.scattidigusto.it/2011/08/15/pranzo-di-ferragosto-black-mamba-a-patmos-un-disastro/

  3. avatar Paola

    Gent.ma Sig.ra Cristiana Lauro
    vorrei chiederle semplicemente che mestiere fa Lei , e se posso avere una risposta in merito.
    Grazie Paola

    • avatar Adriano Aiello

      Azz è arrivata l’agenzia delle entrate!?:)

    • avatar Riccardo I.

      Paola,
      la Grecia è unica e Patmos stupenda, se solo si riuscissero ad affondare le navi da crociera prima che arrivino alla fonda.
      Il vino fa schifo.
      Ma mica si può avere tutto, anche in paradiso. :-)

  4. avatar Paola

    Gent.mo Adriano
    Nn é l’agenzia delle entrate ad aver scritto ma una persona comune.
    Prima di scrivere commenti di quel taglio, quello della Lauro, sicuramente competente in campo enologico, bisognerebbe avere un minimo di delicatezza e sensibilità per il Paese della Grecia.
    Se oggi beviamo vino lo dobbiamo ai Signori Greci , basta leggere la storia .
    La parola ” ampellografia” etimologicamente analizzata ha una provenienza totalmente Ellenica . Basta leggere.
    Quindi é molto chiaro che forse oggi la Grecia non produce buoni vini ma ha insegnato a tutti come farlo . Come godere del vino . E molte altre cose legate dl vino i Signori Greci ci hanno insegnato . Basta leggere.
    Usare la parola ” Default é molto cool “ma tristemente da la dimensione della pochezza contenuta nella descrizione data dalla Signora Lauro , dotta del vino, e mi permetto umilmente di dare un consiglio alla Signora Lauro :
    Di bere ed assaporare la vera cultura greca e non di bere il vino se così se le sta scomodo.
    Profuma più una bella porzione di cultura greca che una di enologia .
    Per concludere non serve essere blasfemi per descrivere L’Apocalisse di S.Giovanni come un bagordo a base di vino non buono .
    L’isola di Patmos é patrimonio Dell ‘Unesco ma forse questo è un dettaglio che é sfuggito alla Signora Lauro.
    La Grecia é una terra dove Dio si è soffermato a lungo ed è evidente a tutto il mondo la sua bellezza.
    Ora se qualche produttore non riesce a creare un buon vino non si può parlare di Default enologico.
    Mi sembra che il default sia ad attribuire ad altro od altri.
    Per precisare sono di nazionalità italiana ., ma sicuramente molte cose della nostra cultura sono basate su quello che ci hanno i Greci e i Latini.
    Tutto il mondo ce lo invidia il nostro passato .
    Pensavo dalle notizie raccolte sulla Signora Lauro
    , peraltro di valore, fosse meno banale come critico.
    Grazie e scusate la lungaggine

    • avatar Sir Panzy

      Ci sono tanti modi di leggere ed interpretare un post.
      Cara Paola, lei ha scelto l’unico sbagliato.
      Capita. ;)

    • avatar Cristiana Lauro

      Gentilissima Paola,
      siamo su Intravino e per questo parlo di vino. Mi sembrava chiaro ma evidentemente non lo era. Non per lei. Sulla storia greca puo’ trovare interi scaffali di pubblicazioni e approfondimenti o dare un’occhiata in rete, altrove. Io, qui, non la posso accontentare, andrei fuori strada. Tuttavia, giacche’ la storia greca rientra nelle mie passioni, la invito a scrivermi privatamente, anche su facebook, se preferisce. Sarei lieta di approfondire insieme questo tema che le sta cosi’ tanto a cuore.
      Ricambio il suo umile e garbato suggerimento con un invito a non sottovalutare le proprieta’ benefiche del senso dell’umorismo. Forse non lo ha colto fra le righe, puo’ capitare, pero’ provi a rileggere, se ha un attimo. Cosi’ mentre fa chiarezza sul significato del termine blasfemo, recupera anche la menzione del patrimonio Unesco che ho indicato nella prima riga e probabilmente le e’ sfuggita.
      Dimenticavo: sono casalinga ma, se puo’, se lo tenga per lei ;-)

    • avatar Stefano Cinelli Colombini

      Scusi sig.ra Paola ma dalle mie parti e in qualche Università numerosi bischeri, me compreso, credono che il vino ci sia arrivato dalla Georgia e non tramite Teseo e argonauti vari ma bensì passando dai sumeri e da loro ai fenici. Che lo dettero agli etruschi (toscani DOC, ben s’intende) senza fare scalo ad Atene. Lí poi i nostri baldi antenati lo passarono a Roma, loro colonia, che ne impestó l’universo globo. Spiacente, ma noi vinofili (noti che evito l’improprio termine greco) possiamo benissimo anche amare l’Ellade, ma per il nostro liquido non gli dobbiamo un bel tubo di nulla.
      Per cui lasci perdere Dioniso e si concentri casomai su Tinia e Astarte, se proprio ci tiene tanto a fare l’intellettuale.

      • avatar Manilo

        Sig Cinelli mi perdoni i veri Etruschi sono a Cerveteri,abbiamo la più grande necropoli europea e siamo patrimonio dell’Unesco.(:_
        Per il vino siamo messi male.

    • avatar Armando Castagno

      Il mio grosso, grasso patrimonio greco.

    • avatar Massimiliano Montes

      “ampellografia” sembra una radiografia dell’ampolla rettale

  5. avatar Elena

    Mi metto in coda per desperate housewife ” de noialtri”

    • avatar pietro

      sempre #1.
      un caslingo mancato.

  6. avatar Paola

    Gentma Sig.ra Lauro
    La ringrazio per aver risposto .
    Non posso scriverle su facebook perché nn sono iscritta .
    Mi farebbe piacere scriverle privatamente ma non so come.
    Pensavo lei si occupasse “professionalmente ” di
    Vino , oppure lei fa la “casalinga ” come me.
    Nessuna polemica voleva innescarela la mia riflessione , comunque grazie per risposto e le auguro buon lavoro.
    Paola

  7. avatar Paola

    Gentma Elena
    Di disperato non c’è nulla in una casalinga
    la saluto

  8. avatar Paola

    Gent mo Sir Panzy
    Appunto perché non c’è un solo modo di leggere un post io lo leggo nel mio.
    Il libero arbitrio lo concede questo lusso.
    Buon proseguimento

  9. Per la mia esperienza (ammetto, limitata) i Greci hanno molto da dire sui vini liquorosi/dolci, sebbene le potenzialità siano ampiamente inespresse, probabilmente per limiti tecnici. Ma ci si può lavorare.
    In particolare mi sono rimasti impressi:
    - Un Moscato di Limnos (non mi ricordo di che produttore)
    - Il Moscato di Samos (quello doux naturale della cooperativa produttori: le selezioni sono pretenziose e non perfettamente a fuoco a mio avviso)
    - Mavrodaphne di Patrasso, l’Imperial di Achaia Clauss (Ok: qui siamo nel campo dell’eccessivamente rustico, ma assolutamente interessante).

  10. avatar Elena

    Gentile Paola si vede che non mi conosce parlavo di me non di lei.
    Buona giornata

  11. avatar Paola

    Gentmo Signor Stefano Colombini Cinelli
    La invito a leggere meglio la storia del vino.
    E a proposito di intelletto le dico un proverbio Greco:
    Quando Dio faceva piovere cervello molti avevano l’ombrello aperto .
    Caro signor Stefano io nn uso ombrelli non so Lei.
    Beato lei che non deve nulla a nessuno.
    Quello che devo lasciar perdere lo decido io se permette.
    Se voglio fingere di far l’intellettuale sono cose mie . Non mi doveva rispondere vista la mia evidente ignoranza e non credo lei si dovesse abbassare a tanto.
    Comunichi con persone più dotte di me.
    Nn perda il suo tempo.
    Grazie per avermi illuminata
    Paola

    • avatar Stefano Cinelli Colombini

      Gentile signora Paola, qualche nozione di storia del vino mio malgrado la possiedo, e quanto le ho scritto sull’origine della vitis vinifera é un fatto, non una mia opinione. Non é ovviamente tenuta a credermi, ma qualunque testo di genetica della vite le confermerà quanto le scrivo. Io quando piove uso l’ombrello perché fino ad oggi ho sempre visto piovere acqua, non cervello, ma sono lieto che lei abbia approfittato dell’occasione in cui gli Dei hanno provveduto diversamente. Concordo con lei che io non sia stato così fortunato come lei, e le auguro ogni bene.

  12. avatar Cristiana Lauro

    @Armando Castagno: mi hai regalato un sorriso
    @ Paola e Stefano Cinelli Colombini: dai non fate cosi’! :-) Io cerco di dare un po’ di leggerezza a una passione comune a tutti noi che spesso nel vino lavoriamo, parlandone fin troppo anche in vacanza. Orsu’ fate un bel : mannaggia al diavoletto che ci ha fatto litigar… ;-)
    @ Marco: mi fa piacere leggere il tuo contributo che condivido. Anch’io ho provato alcuni moscato interessanti. Uno era di Samos ma a memoria non mi pare quello da te menzionato. Anche di Patrasso ricordo piu’ di un assaggio interessante e qualcosa di Santorini non mi e’ dispiaciuta. A parte un paio di noti bianchi secchi a mio avviso scadenti e facili da trovare anche nelle enoteche italiane. C’e’ un ampio margine di miglioramento ma concordo che la Grecia abbia molto piu’ da dire su queste tipologie che non su altre dove siamo decisamente fuori strada.

    • avatar Stefano Cinelli Colombini

      Cristiana sei grande. Signora Paola non se la prenda, noi toscani siamo bestiacce che prenderebbero in giro anche il Padreterno. Che spero non mi legga. Sa, qui da noi più uno si piglia sul serio e più ci viene naturale lo sberleffo; non la prenda per disistima nei suoi riguardi, è che il mondo é un posto troppo serio per non riderci sopra.

  13. avatar Paola

    Gentmo Signor Stefano
    Non si affanni a sottolineare le mie fortune , ne sono cosciente addirittura conosco anche i miei limiti.
    Comunque rileggendola mi permetto da pura ignorante farle notare che la parola “vinofili” è composta da metá latino e metá greco . E le diró di più che “vino ” proviene anche dal greco .
    Ma di sicuro lei avrà modo di consultare un dizionario etimologico.
    Quindi forse qualche “tubo” glielo dobbiamo .
    Non fosse altro per le origini della nostra lingua.
    E per buona sorte anche il suo nome (Stefano)
    é di provenienza greca , spero non le dispiaccia
    .Tra l ‘altro é anche un bel nome non me lo faccia andare in antipatia .
    Sicuramente ne conoscerà anche il significato.
    Uno dei Monasteri delle Meteora (in Grecia) é Agios Stephanos , Sacro luogo che bacia il cielo.

    Le auguro un buon proseguimento
    Paola

    • avatar Stefano Cinelli Colombini

      Gira gira i nonni dei nonni dei nonni miei, di Socrate e della Merkel venivano tutti dagli stessi villaggi pulciosi del Caucaso (da cui arriva la vite!) per cui non giurerei più di tanto su chi discende da chi, sennó si finisce come nel Mio Grasso Matrimonio Greco col babbo della protagonista che faceva risalire tutto al paesello suo. Confesso che ho praticato la lingua di Pericle solo nei miei lontanissimi trascorsi liceali, ma stephanos non voleva dire corona?

  14. avatar Paola

    Signor Stefano io non me la prendo affatto , ci mancherebbe, vivo nella città eterna : Roma
    quindi sono “raccomandata” vista la vicinanza al Vaticano e semmai lei dovesse aver problemi con il Padreterno chiederò udienza al Santo Padre per guadagnare indulgenza per Lei.
    Bella terra la Toscana.
    Paola

    • avatar Stefano Cinelli Colombini

      Grazie davvero, i miei due antenati beati gliene renderanno merito. E anche il mio antenato che era il maestro di Calvino, almeno per la buona intenzione.

  15. avatar Paola

    (Stephanos) vuol dire esattamente incoronato.
    Quando si svolge la funzione per celebrare un matrimonio cristiano ortodosso vengono poste sulla testa degli sposi delle coroncine , poi fanno 3 giri intorno all’altare , infine le stesse coroncine vengono scambiate dal celebrante sulle teste degli stessi etc etc
    Quelle coroncine si chiamano Ta Stephania da li i nomi di Stefano e Stefania.
    Saluti

  16. Chiedo cortesemente un contributo filmato, vedere Cristiana che intervista il produttore sull’assemblaggio dei suoi vini e questo che risponde “uve miste, stica…” potrebbe portare un, seppure effimero, sollievo a chi, come il sottoscritto, ogni tanto si rode d’invidia di fronte a bevute antologiche.
    Anche le smorfie alle prese con le puzze potrebbero risultare interessanti.
    Chiudo in “bellezza” e visti i precedenti interventi non posso esimermi dalla citazione dei classici:
    Il grandissimo Telly Savalas AKA il tenente Kojak, in un episodio del telefilm omonimo asseriva “Il vino greco è talmente forte che potresti metterci un topo morto e non cambierebbe sapore”.

  17. avatar ciro9999

    il mio, non richiesto, parere è che la grecia non sia una meta per chi abbia molte aspettative verso il vino.
    direi che ci si va per la calma, la pace, l’accidia dei greci.
    per mettersi a tavola alle undici di sera ed essere serviti verso mezzanotte.
    poi, crecando proprio con pazienza, qualcosa magari si trova pure.
    per esempio proprio oggi sull’affidabile cds c’è un articolo sui vini di paris sigalas, che fa pure due versioni di assyrtiko (con e senza uso di botte) a santorini.
    anche il mavrodafne, già segnalato, a me piace.
    ma soprattutto mi piace mettere le zampe sotto un tavolo (squinternato) che ti hanno apparecchiato davanti al mare, mangiare polpo alla brace, salaturi, polpette di zucchine.
    e bere qualche litro di PETZINA.
    γεια μας

  18. Io ho assaggiato diverse volte dei gran vini di Santorini, in modo particolare quelli di Hatzidakis, che possiedono grande mineralita’, carattere, bevibilita’. Vini seri che niente hanno da invidiare a vini italiani di alto livello.
    Noi in Maremma usiamo molto l’Ansonica come vitigno, che e’ ovviamente l’Inzolia siciliana, e che da analisi del DNA risulta molto simile al greco Roditis. Per i bianchi mediterranei credo che l’eredita’ greca sia molto piu’ alta di quello che non si pensi. Poi che tutto piu’ o meno viene dal Mar Nero, e’ verita’.

  19. avatar Paola

    Gentmo Gianpaolo
    la ringrazio per il suo commento sui vini di Santorini.
    É evidente che si seduto alle giuste tavole in Grecia.
    Anche i suoi accenni storici mi hanno fatto piacere, sembrava che io venissi da un altro pianeta.
    Se le capitasse di soggiornare a Creta provi
    a degustare alcune grappe (Raki) rimarrà meravigliato , l’ottimale sarebbe farsi servire
    dell’ottimo polpo grigliato e bere grappa ,un classico loro antipasto .
    Un saluto ed un grazie,
    Paola

    • avatar Giovanni Petriliggieri

      Gentile signora Paola,
      mi permetto di farle notare che il termine “grappa” può essere utilizzato solo per distillati di vinacce prodotte nel territorio italiano.

  20. avatar Nelle Nuvole

    Non bisogna rivolgere l’animo ai mali,
    infatti a nulla giova, o Bicchide,
    rimedio ottimo è farsi portare del vino
    e ubriacarsi
    (fr.335, Alceo; VII – VI secolo a.C.)

    Beviamo, perché aspettare le lucerne? Breve il tempo.
    O amato fanciullo, prendi le grandi tazze variopinte,
    perché il figlio di Zeus e Sémele
    diede agli uomini il vino
    per dimenticare i dolori.
    Versa due parti di acqua e una di vino;
    e colma le tazze fino all’orlo:
    e l’una segua subito l’altra….
    (Alceo; VII -- V sec. -- traduzione di Salvatore Quasimodo)

    Porta l’acqua, porta il vino, ragazzo,
    porta a noi corone
    fiorite: fare a pugni
    con Eros io non voglio.
    (Anacreonte, 700 -- 750 a.C.)

    Impastato è il mio pane nella lancia;
    nella lancia è il mio vino della Tracia;
    alla lancia io mi appoggio quando bevo

    Con la grande coppa vieni spesso tra i banchi
    della nave veloce, e togli i tappi agli orci panciuti;
    fino alla feccia spilla il vino rosso: noi,
    in questa guardia, non potremo essere sobri.

    Sul banco della nave sta la mia focaccia impastata;
    sul banco della nave sta il vino d’Ismaro;
    disteso sul banco io bevo.
    (Archiloco, VII sec. a.C.)

    Non saranno stati i primi a piantare le viti e a produrre vino, ma sono stati quelli che ne hanno trasmesso la passione e la poesia al mondo occidentale.
    Mi sono divertita a seguire i commenti, dal più scanzonato al più dotto. Il testo del post è migliore del titolo che potrebbe essere fuorviante.Infatti la Signora Paola si è “fuorviata”, regalandoci così la possibilità di imparare qualcosa.

    ps Chissà se qualcuno degli Editors ha passato le vacanze in Islanda, mi piacerebbe conoscere la produzione locale, trattandosi di suolo vulcanico potrebbero esserci delle sorprese.

  21. avatar Paola

    “Nelle nuvole” lei ha colto il mio messaggio ,
    Per prima cosa non sono preparata per quanto riguarda la attuale o recente o addirittura passata scienza dell’enologia.
    Solo da pochi anni cerco , e non da sola, di educare il mio palato ad assaporare il vino o altro “liquido” pregiato perché amando cucinare e mangiare ho capito quanto sia importante unire i due piaceri . Sono lontanissima dal saper bere ma ci sto provando facendomi guidare da chi sa.
    Ma riportandomi alla Grecia di sicuro hanno dato il “la” per l’iniziazione alla produzione della sacro nettare.
    Dopo molti anni passati molto vicina alla cultura greca e ai modi di vivere degli stessi greci ho potuto imparare che molte anzi moltissime delle cose che ci circondano ce le hanno date in patrimonio come peraltro anche ricevute dai nostri valorosi Romani.
    Penso che ogni patromonio sia degno di una giusta ricapitalizzazione non può che arricchirci
    Ecco perché oggi mi inquieta pensare che un paese non dotato di sensibilità intellettuale ma solo economica come per esempio la Germania nella persona , senza grazia, della Merkel possa pensare ad un Europa senza la Grecia. Quando I Greci brillavano nelle arti ed altro i teutonici si chiamavano Barbari.
    Non conoscevano il bello il gusto il teatro ed altro.
    Perchè invece di andare in vacanza in Spagna , Portogallo , Italia e Grecia non vanno a Capo Nord. ?
    Meglio che mi fermo sennó finisco tra giorni.
    Mi scuso per la lungaggine la ringrazio per l’apprezzamento e buon proseguimento.
    Paola

  22. avatar Paola

    Gentmo Giovanni
    Ha ragione per il termine grappa usato impropriamente , era solo per dare un indicazione approx .
    Ho anche messo tra parentesi il termine locale Raki o per meglio distinguere avrei dovuto usare “Sipuro” che si avvicina di più ad un acquavite

  23. avatar Paola

    Un saluto al sig Giovanni Petriliggieri e grazie per la giusta precisazione
    Paola

  24. avatar Stefano Cinelli Colombini

    Cara signora Paola prenda fiato, d’accordo che non si può non amare la Grecia e quella gente che ha inventato commedia, tragedia, democrazia e triremi. Ma il vino proprio no. Nel Caucaso e succursali hanno trovato resti di cantine risalenti a ben prima dell’alba dei micenei, e figuriamoci del resto. Poi non si arrabbi tanto con la Merkel, i Dori invasori dai capelli biondi e le attitudini militar cattivelle mica venivano da Marte! Con quello stesso patrimonio genetico la prima minestra tedesca si sarebbe benissimo potuta chiamare Merkelos e venire dalla Messenia, solo che é troppo ignorante per saperlo. Peró fossi nei greci non confiderei granché nella parentela, se ricordo bene neppure la versione spartana dei tedeschi era particolarmente comprensiva dei bisogni del prossimo.

  25. avatar Paola

    Gentmo Stefano
    Lei pensa che io me la prenda .. Ma si sbaglia .
    Dico ciò che penso direttamente senza tanti complimenti e filtri emotivi.
    Aridaje con il vino ! Glielo dico alla romana..
    Non ho mai detto che sanno fare il vino .
    Del resto io sono come i toscani che pensano che solo loro sanno fare il vino.. Vero sapete fare il vino ma non siete i soli .. Mica se la prenderà ora..
    Comunque la Merkel farebbe bene ad andare in Grecia e magari ” fidanzarsi ” per qualche giorno.
    Parteciperebbe con successo ad G 8/20 o di più
    Saluti Paola

  26. avatar Paola

    Gentmo Stefano
    Comunque , se non sbaglio altrimenti chiedo scusa, mi sembra lei si occupi di Vino .. Se lei volesse istruire ed industriarsi in terra Ellenica le posso far da interprete , parlo sufficientemente la lingua per fare affari .
    Spero non si offenda di questa mia esuberanza
    Buon proseguimento
    Paola

    • avatar Stefano Cinelli Colombini

      Gentile signora Paola, in effetti io e i miei facciamo vino in vari posti della Toscana da un po’. Qualche vigna proprio di fronte alla Grecia l’ho anche avuta in tempi più felici ma ora siamo in quaresima stretta, e purtroppo investire nella bella terra di Grecia (o in Italia, se é per questo) è solo materia di sogni.
      Sentirò il mio vicino Fisher, lui la vede spesso a quel Bundqualcosa che hanno loro e magari sa se è interessata ad un fidanzato ellenico.

  27. avatar Paola

    Gentili Signori … Per essere 20 di agosto svegli e attenti tutti..
    Se smetto di parlare della Grecia .. Ci si addormenta. ? Speriamo di no
    Paola

  28. Non mi pare questa la sede per disquisire su chi ha inventato il vino, sul ruolo del genoma orientale e delle migrazioni etc. etc.: sono questioni assai complesse, controverse e tutt’altro che chiarite in via definitiva, ma in ogni caso è indubbio che la Grecia occupi un posto di primo piano nella storia del vino. Proprio per questo è abbastanza triste che i produttori greci, in particolare quelli più grandi, non abbiano finora valorizzato a sufficienza l’originalità e la storia della loro viticoltura, preferendo scimmiottare quella francese,di assai più breve storia, nell’inseguimento di una logica di marketing che, sul lungo periodo, si è rivelata sbagliata e controproducente per i vini greci. Nella mia elementare visione della viticoltura, e nel contempo per la mia formazione classica, a veder piantare il Cabernet a Creta mi incazzo.
    Ed anche nella testimonianza di Cristiana non ho trovato dileggio, ma la delusione di una persona che, come me, ama quel paese, a cui dobbiamo molta parte di ciò che siamo.

    • avatar Cristiana Lauro

      Maurizio, hai centrato il punto. Non era questa l’occasione per ritrovare la genesi o ripercorrere la storia. Ancor di meno per infilarci dentro, a piacimento, pezzi di attualita’ e opinioni (più’ che pensieri) sull’operato della Merkel che qui c’entra ben poco. La Grecia ha fuor di dubbio un ruolo fondamentale nella storia del vino. Ed e’ altrettanto provato da fonti documentarie, cio’ che Stefano Cinelli Colombini ha tenuto, con garbo e perizia, a riferirci sulle origini georgiane. A maggior ragione la mia delusione nell’assaggio di tanti vini che seguono progetti di marketing concepiti altrove, non di certo importabili da queste parti, basti guardare i risultati. Il cabernet a Creta irrita, poche storie! Lo stesso si dica per la valle di Atalanti dove i filari d’uva sono talmente incasinati di tipologie che non ci si capisce nulla fra cabernet, syrah, aglianico, refosco e tanto merlot. Io poi lo dico e lo scrivo alla mia maniera, ironica e cazzeggiona. E’ il mio stile e metto in conto che possa non essere compreso da tutti o semplicemente non piacere.
      Amo la Grecia, eccome! ;-)

      • avatar Giovanni Solaroli

        me gusta: ops μου αρέσει

    • avatar Giovanni Solaroli

      ben detto Maurizio

  29. avatar Manilo

    Onore per i Greci, ma grazie al popolo Romano che colonizzarono quasi tutto il mondo, ed ogni colonia piantava vino, poi purtroppo i barbari tedeschi stanno cambiando la storia.(:-.

  30. avatar Mauro

    Povera Grecia, un paese con una grande storia, ma in un gioco troppo grosso per lei, l’unione monetaria

  31. avatar Eleutherius Megaioànnis

    OT: dopo un post così posso morire esterrefatto.

  32. avatar Paola

    Gentmo Eulefteris
    Finalmente un Greco che si affaccia a commentare.
    Spieghi lei cosa veramente é la Grecia, anche al sig. Mauro che inizia con un “Povera Grecia”.
    Una Grecia che non può , secondo un giudizio personale del Sig. Mauro, allinearsi o addirittura compararsi con il “gioco marziano dell’Unione monetaria “.
    Il Signor Mauro credo a mio avviso ha poche informazioni di spessore sulla Grecia e soprattutto sulla preparazione accademica e non dei Greci.
    Non bisogna confondere un popolo intelligente con un manipolo di politici che ha guidato male il proprio paese togliendo l’orgoglio nazionale alla propria gente .
    E non solo elemosinare aiuti economici ma subire la frustrazione continua del dentro o fuori dall’Europa.
    “Europa” = Ευρώπη
    Mi sembra un termine Greco
    Capisco anche lo spirito affettuoso del Sig. Mauro
    nei confronti della Grecia ma non possono dei debiti pubblici offuscare la dignità di un popolo altrimenti noi in Italia siamo messi male credo.
    Spero di non aver offeso nessuno.
    Paola

    • avatar Mauro

      non mi ha offeso, ma penso non abbia capito bene

      Ho amici greci, come lo è la moglie di un mio vecchio capo, e sono greci medici che lavorano nell’ospedale di zona, so bene in quale situazione vivono.
      Capisco cosa significhi alzarsi la mattina con l’angoscia di non poter avere lo stipendio a fine mese.
      Titoli di stato con rese al 25% non li abbiamo mai avuti, è un paese tecnicamente fallito che ora non può onorare il proprio debito, la bancarotta non è ancora avvenuta solo perché è in Europa, dove si discute ancora se tenerla o meno.

      • avatar Mauro

        Aggiungo l’errore grande fu introdurla nell’unione monetaria, ora ne paghiamo le conseguenze

  33. avatar Paola

    Gentmo Mauro perché non si propone come consulente per Rating Agency se ha di queste intuizioni. Nn se abbia a male ma le voglio domandare come andrà la nostra crisi italiana?
    Le sarei grata se mi rispondesse.
    Lei ha degli amici greci e sicuramente sa ., io ci vivo 6 mesi l’anno
    Spero di leggerla presto
    Paola

    • avatar Mauro

      Non serve essere ne un impiegato di un agenzia di rating e nemmeno laureato in economia,ma basta informarsi un poco per conoscere lo stato gravoso in cui versa la Grecia.

      L’Argentina quanto fallì aveva indicatori in miglior stato della Grecia e tassi sui loro di titoli di stato dimezzati. A mio modesto parere, discutibilissimo, solo una certo ossequio verso il paese citato nel trattato costituzionale come portatore della cultura fondante l’UE l’ha finora tenuto dentro l’euro, se la Slovenia si trovasse in queste condizioni l’avrebbero già fatta uscire

  34. “Non bisogna confondere un popolo intelligente con un manipolo di politici che ha guidato male il proprio paese togliendo l’orgoglio nazionale alla propria gente.”

    Col suo permesso io li confondo: non li ho mica votati io quei politici corrotti, sa?

  35. avatar Paola

    Penso sia successo anche qualcuno di noi in Italia con il suo permesso Sig Tomacelli
    Paola

  36. avatar Paola

    Domandarsi e rispondersi mostra acume e obiettività .
    Al mio ritorno da Mykonos Le dirò , sempre dal mio punto umile punto di vista, che atmosfera si respira in Grecia e magari prendero qualche “saggio ” consiglio dai vacanzieri tedeschi .
    Buon proseguimento
    Paola

    • avatar Mauro

      Immagino saprà che Mykonos non è la Grecia, dato che la conosce bene, come Formentera non è la Spagna e Pantelleria non è l’Italia

  37. avatar Paola

    Mauro lei ê completamente fuori strada mi creda.
    Si informi non dico bene ma più accuratamente .
    Paola

    • avatar Mauro

      si si, sono fuori strada ha ragione, la Grecia è a posto, meglio della Finlandia
      Legga qui

      http://www.bloomberg.com/quote/.GRGER10:IND

      Tassi sui titoli di stato al 25%, nemmeno l’Argentina li aveva così alti.
      Fitch, non Mauro, ha definito i titoli greci RD, resctricted default, già da marzo, tecnicamente la Grecia è fallita

      Ripeto, solo una certa riverenza verso la sua grande storia, gli permette di stare anche nell’Euro

  38. avatar Paola

    Oltre al fatto che nn si informa accuratamente non legge quello che scrivo.
    Comunque nn un problema Sig Mauro, almeno per me.
    La saluto cordialmente
    Paola

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