Il crowdfunding nel vino, funziona?

Il crowdfunding nel vino, funziona?

di Simone Di Vito

Dal lontano 1991 ad oggi, internet è entrato di prepotenza nelle nostre vite, cambiando il modo di comunicare, fare informazione e intrattenimento, ma è dal punto di vista commerciale e economico che ha veramente smosso mari e monti.

Tra criptovalute (ricordate i bitcoin?) e i tanti e-commerce, un’altra novità rivoluzionaria è stata quella del crowdfunding, un sistema di raccolta fondi sicuramente vecchio come il mondo, ma che attraverso la rete ha ampliato il ventaglio di probabili investitori, permettendo a chiunque e in qualsiasi parte del mondo di contribuire a un progetto, attività o iniziativa, folle o concreta che sia.

Il sito di crowdfunding per eccellenza è Kickstarter.com, il primo e il più usato, dove puoi finanziare progetti tecnologici, la realizzazione di fumetti, oggetti di design e tanti altri, roba da perderci intere giornate a sfogliare pagine e pagine di idee, alcune curiose, altre piuttosto strampalate. Esistono poi piattaforme più specifiche, come Angellist per raccolte fondi azionarie o lo spagnolo Housers dedicato al mondo immobiliare.

Ma veniamo a noi, smanettando in giro per la rete, mi capita sotto mano Winefunding.com, sito francese di crowdfunding dedicato al vino, a cui per altro avevo dato già uno sguardo un paio di anni fa, non so se ora è il più famoso ma a giudicare dai progetti attivi e terminati sembra il più prolifico.
Una piattaforma nata nel 2016 con l’intento di finanziare progetti e ampliamenti di aziende vitivinicole, ma che a differenza di Kickstarter, in cui si raccoglie denaro per un qualcosa che alla fine ti verrà consegnato, offre diverse possibilità di partecipazione e alcune opzioni di rimborso sono ovviamente a tema vino.

Dando un’occhiata a progetti in corso e realizzati, si va dalla conversione in biologico di un vigneto, la realizzazione di un bnb aziendale, l’ampliamento della sala degustazioni, fino al finanziare addirittura la produzione di un grand cru di Borgogna.

Per diventare un investitore Winefunding basta iscriversi e scegliere la modalità di pagamento, successivamente si potrà decidere il progetto su cui puntare e la modalità di rimborso.
Ben tre opzioni di rimborso:
Wine pay-back: forse la più accessibile delle tre, scegli quanto vuoi versare in base ai tagli stabiliti dal tipo di progetto, solitamente dai €100 fino ai €1000 per uno o fino a cinque anni di seguito, e per quella somma riceverai annualmente un rimborso sotto forma di vino, oppure, qualora l’azienda disponga di tale possibilità, potrai scegliere di essere ripagato con un soggiorno in loco.

Wine bond, come un classico bond, le aziende emettono obbligazioni, che una volta acquistate ti consentiranno di ricevere man mano il rimborso del capitale versato, con l’aggiunta di eventuali interessi che in questo caso però verranno pagati in vino.

Wine equity: acquistando una percentuale di azioni messe a disposizione diventi a tutti gli effetti comproprietario di un’azienda, con il vantaggio, tra l’altro, di poter acquistare i loro vini a prezzi scontati. Non sarà come avere il proprio chateaux ma…

 

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Penso che per il mondo del vino sia una proposta piuttosto valida, una chance per tante aziende nuove o con l’intenzione di rinnovare e ampliare. Attualmente il sito finanzia solamente progetti francesi, ma in futuro chissà se estenderanno la possibilità ad altri paesi o se magari anche noi avremo la nostra piattaforma.

 

P.S. Ok tutto molto interessante, ma come me forse vi sarete chiesti: funziona o è il solito specchietto per le allodole? Non mi sono accontentato di quel che il sito mostra, e anche se in rete trovi diverse interviste al CEO di Winefunding, tra cui quella molto attendibile di Forbes, come san Tommaso devo sbatterci la testa, così ho voluto contattare aziende con progetti in corso e completati per saperne di più.

Ne ho parlato con David Vallet del domaine de Valmengaux in zona Bordeaux, il quale nel rispondermi è stato gentilissimo e sorprendentemente dettagliato. David e la moglie Valérie hanno un progetto in corso, con cui stanno finanziando la ristrutturazione del loro wine-cottage. Per lui Winefunding ha molti lati positivi: la possibilità di ottenere un prestito senza alcun indebitamento e senza dover coinvolgere le banche (che difficilmente concedono prestiti ai giovani), se sei in fase di avvio dell’attività hai la possibilità di vender vino ancor prima di produrlo(quindi bottiglie ordinate e già pagate), senza contare che i finanziatori sembrano tutti soddisfatti delle modalità e felici di partecipare. Unica nota dolente potrebbe essere quel 10% di contributi che la piattaforma trattiene, ma nonostante questo e gli sconti concessi ai propri sostenitori, i ricavi con la “vendita” di bottiglie tramite Winefunding sono maggiori rispetto a quelli che ottiene con rivenditori e commercianti. Mi conferma che lo rifarebbe, ma solo per investimenti legati alla produzione di vino e al mantenimento della biodiversità.

Io intanto ho già cominciato a sbirciare tra i progetti disponibili, ho messo gli occhi su uno che per una somma ragionevole mi invierà sei vini, è facile intuire di quale zona parlo.

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Simone Di Vito

Sommelier Ais, ex bassista e batterista incallito, operaio di giorno, di notte invece si trasforma in un anomalo assaggiatore; appassionato di terroir, tipicità e di tutto ciò che è autentico nel mondo del vino. Per la Borgogna ha un'ossessione, per le Langhe un sentimento; coltiva il sogno di parcellizzare tutto quel che lo circonda, quartieri di Roma compresi...

6 Commenti

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Francesco Trovato

circa 2 mesi fa - Link

Adoro l’idea di sostenere attraverso il crowfunding piccole aziende meritevoli. Vi segnalo una azienda siciliana che si distingue per iniziative originali e molto innovative. https://www.indiegogo.com/projects/tenuta-san-giaime-vini-bio-di-sicilia#/ L’idea di adottare un filare e semplicemente geniale https://forbes.it/2020/11/05/tenuta-san-giaime-sostenibilita-innovazione-e-voglia-di-fare-rete-le-chiavi-del-successo/

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Franco Naso

circa 2 mesi fa - Link

Funziona con ogni cosa, potrebbe in effetti funzionare anche nel mondo del vino

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Tommaso

circa 2 mesi fa - Link

ciao! L'az.agr. Pisoni (Valle dei Laghi- Trentino) già nel 2018 aveva lanciato un progetto di crowdfunding (#YourVineYourWine), chiedendo ai sostenitori di dare il proprio nome ad una vite di un nuovo vigneto dedicato al Reboro. Il progetto ha avuto successo ed è andato avanti anche dopo la fine della campagna, e ad oggi sono circa 1000 le targhette appese nel vigneto sulla collina di San Siro. Ora il progetto ha avuto una nuova evoluzione "tech", grazie alla collaborazione con il laboratorio di ricerca ELEDIA dell'Università di Trento: l'Intelligenza Artificiale tradurrà in emozioni umane lo stato di benessere delle vigne, elaborando i dati raccolti dai sensori posti nei vigneti, e i sostenitori del progetto #YourVineYourWine riceveranno i messaggi dalla loro vigna direttamente sullo smartphone. Il progetto si chiama #TalkingVine:

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Giacomo

circa 2 mesi fa - Link

" l'Intelligenza Artificiale tradurrà in emozioni umane lo stato di benessere delle vigne" a pôr pan...

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Gianluca

circa 2 mesi fa - Link

Buongiorno Simone, a nome di WineFunding ringrazio per l'articolo e le ottime spiegazioni dei modelli di rimborso. La risposta alla tua domanda è assolutamente SI ! Lo spirito di WineFunding è proprio quello di permettere a tanti WineLovers di "Prendere parte all'avventura del vino " e con i progetti già finanziati, oltre 3000 Founders hanno contribuito a realizzare i progetti di oltre 20 Aziende produttrici francesi. Veramente positiva la tua iniziativa di contattare un produttore per valutarne la soddisfazione e per raccogliere una testimonianza diretta. Riguardo all'estensione della piattaforma in Italia confermo che presto partiranno i primi progetti con aziende virtuose e con vini d'eccellenza del nostro tanto amato territorio. Tenete gli occhi aperti !!! Gianluca - Sales Partner Italy - WineFunding SAS

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Simone Di Vito

circa 2 mesi fa - Link

grazie Gianluca, essendo a mio avviso un'ottima opportunità per aziende giovani e in crescita, non può che far piacere la conferma di una futura estensione della piattaforma alle nostre latitudini.

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