Il <strike>brutto</strike> bello dei blog è nei commenti. Manuale di sopravvivenza nell’arena digitale del vino

Il brutto bello dei blog è nei commenti. Manuale di sopravvivenza nell’arena digitale del vino

di Alessandro Morichetti

Scritto per Enogea 35 ma consegnato in ritardo, l’articolo originario dal titolo Raccontare il vino al tempo dei blog e delle marchette è stato integrato e sarà pubblicato a puntate. Questa è la terza. Leggere la prima e la seconda è vivamente consigliato.
La differenza sostanziale tra “prima” e “dopo” l’Internet condivisa non è il supporto fisico. Un testo di Dante Alighieri e l’ultima guida dei vini si giovano del profumo della carta ma un buon 50% dei miei amici godrebbe altrettanto leggendoli sul nuovo iPad 2 fiammante. Pur avendo una casa foderata di libri in ogni dove, li capisco. La novità non è il supporto ma la relazione. Questa sconosciuta. Chi sei tu per commentare il testo che ho scritto? Qual è il tuo curriculum? Chi mi garantisce che dici il vero? E poi, perché non ti firmi con nome, cognome e codice fiscale? Blog e social media sono sublimazione della chiacchiera sterile, regno incontrastato del cazzeggio o la più grande novità dopo la rivoluzione industriale? Ho poca simpatia per futurologi da strapazzo e analisti de noantri come quelli che “Facebook fa schifo”, “Sai come funziona?”, “No”. Documentarsi, riflettere criticamente, sperimentare il giusto, poi parlare. Nell’Italia del Gattopardo, mi schiero. Con tutti i se e i ma del caso, i social media sono una rivoluzione e il vino ci è dentro in pieno. Iniziamo da questo video, tanto veloce quanto illuminante. Sinceramente, guardatelo prima di continuare.

Social media e blog non sono oro colato. C’è immondizia a bordo? Si. Imprecisione e dati inaffidabili? Si. Disinformazione e autoreferenzialità? A pacchi. Internet non è infallibile né la panacea di tutti i mali. È una possibilità nuova, una opportunità. Probabilmente, il più grande vettore di diffusione della conoscenza della storia moderna: prende tutti gli altri media, li accorpa e nel mentre li supera, aggiungendoci un gomitolo intricato e affascinante di opinioni e riflessioni. Non diresti, ma Internet aggiunge la real life.

Esempio pratico. Batteria di Brunello di Montalcino. Ci sono il produttore, l’importatore americano, il giornalista famoso, il sommelier alle prime armi accompagnato dal relatore storico e l’anzianotto montalcinese. Tutti assaggiano, qualcuno neanche sputa, qualcuno parla, qualcuno valuta se comprare o meno, qualcuno si ubriaca poi tutti si confrontano. A chi vi rivolgereste per capire fattura produttiva, stile, valore e importanza dei vini in oggetto? Bene, 5 secondi per meditare la risposta. Io ascolterei tutti. Non ho dubbi: il diverso peso specifico delle considerazioni di ciascuno è il top dell’informazione.

Prendo con le pinze il produttore ma ascoltarlo mi dice parecchio di lui e dei suoi vini. Ascolto l’importatore, è qui per fare affari compra-vendendo prodotti che piacciono, vediamo se e come come pensa di collocare questi. Il giornalista ha uno storico, cataloga, confronta, mi dirà se sono migliori o peggiori dello scorso anno. I sommelier aiutano coi descrittori e al terzo “vaniglia” qualche risposta inizio a darmela, come quando il vecchietto si rifiuta di bere oltre (“ammappa che pesantoni sti vini”). Il vino condiviso sul web è questo, o meglio può esserlo. Anziano e giornalista siano due voci distanti, vera libidine è ascoltarli entrambi. Credo ai 98/100, ma se il vino fa la muffa nel bicchiere ci credo molto meno.

In teoria, il ragionamento non fa una grinza. In pratica, il meglio come il peggio dei blog sta nei commenti. Moderati o meno, anonimi o meno, argomentati o meno. Che tutti possano dire tutto non è una novità di Internet ma solo una trasposizione di quanto non poteva avvenire sui media tradizionali. Ho smesso di credere all’elogio della carta, ad autorevolezza del controllo redazionale e altri miti quando ho cominciato a leggere con attenzione. Di articoli documentati, testate serie e autori validi non è pieno il mondo. Gran parte degli scritti è roba discutibile e parziale: trovi publiredazionali camuffati in una pagina si e nell’altra pure, per non parlare del magnifico e dilagante copia-incolla che farebbe felice anche il peggiori ufficio stampa di Milano. La difesa aprioristica di un mezzo ha poco senso.

La mia Buona Azione del giorno è un bignamino dal titolo: “5 facili regole per sopravvivere ai commenti dei blog“:

1) Il commento nobilita il commentatore, non viceversa. Ogni blog ha i commentatori che si merita, con eccezioni. Interviene chi se la sente, chi ha dimestichezza, chi reputa il luogo adeguato a se stesso. Interviene anche chi vuole disturbare o solo mettersi in mostra, ove possibile. Se un commentatore ti delude sistematicamente, evitalo. Se ti stupisce, seguilo. Se ti conquista, cercalo, informati. Se cerchi uno Champagne e quel “fabrizio pagliardi” ti sembra ferrato, chiedi. Scoprirai che ne sa e non è un trombone. Non ti consiglierà porcherie, e scrive pure libri. Non tutti abitano a Roma ma tu hai avuto cu*o a incontrarlo qui.

2) Non demonizzare i commenti anonimi. L’anonimato può nascondere tante ragioni, più o meno discutibili. Guarda alla ciccia, non alla carta d’identità. Confrontati, se qualcuno suggerisce una bottiglia tu comprala e poi vatti a rileggere cosa ne è stato detto. Affina il tuo gusto e intercetta gli interlocutori che prediligi. Tutti hanno qualcosa di interessante da dire. Ma tutti diciamo qualche minchiata, ogni tanto.

3) I commenti intelligenti scacciano i commenti stupidi. Invece di criticare i commenti stupidi, inserisci commenti intelligenti. Dai il buon esempio, invece di frignare aggiungendo commentini noiosi. L’etica del commentatore è tutto. Ricorda che qualcuno leggerà e pensa prima di aprire la bocca. Chiediti se quanto stai per dire aggiunge qualcosa alla discussione o solo rumore di fondo. Partecipando, ti prendi una responsabilità. Se ne sei consapevole, dimostra a chi non lo è come pensi sia giusto comportarsi.

4) Le “dimensioni” non contano. Il numero dei commenti non è indice di nulla, tantomeno di qualità. Potrei raccontare di post straordinari rimasti nel silenzio come di post ciofega da 100 commenti. Prendi qualsiasi numero con le pinze, alla fine sei tu che giudichi il valore di un post.

5) Tutti siamo importanti, nessuno è fondamentale. Nessuno è il Dio del vino. Non Robert Parker o Hugh Johnson, figurarsi l’ultimo blogger di periferia. Però. Ascoltare gli uni o gli altri, su specifiche istanze, è la scelta giusta. Nessuno sa tutto di tutto, ora c’è una bella alternativa e non me la voglio perdere.

Parlare di blogger e giornalisti come fossero due categorie necessariamente distinte è fuorviante. Entrambe identificano una funzione in relazione ad un mezzo, possono essere molto distanti come coincidere. Il mezzo garantisce poco. Dovessi credere ad Augusto Minzolini perché è il direttore di qualcosa, sarei bello e fritto. Il blog è uno strumento per comunicare e incasellare chi ci scrive in base allo strumento ma prescindendo da competenza, onestà e autorevolezza è un errore comune che dovremmo iniziare tutti a non commettere più. È la rivoluzione dei social media, bellezza, e tu non puoi farci proprio nulla. O forse si?

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vendo vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vivo nelle Langhe. Amo tutti gli animali e qualche umano.

21 Commenti

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

Ho atteso la fine dell'articolo per ripetere quello che penso, sai che non concordo in tutto con te. Quello della "rivoluzione dei blog" è un falso mito. Anche all'epoca della carta stampata era possibile il commento, ma si faceva in piazza, o in libreria, o via carta (in forma privata). Quindi il blog ha "solo" una funzione enzimatica: facilita i processi già esistenti, ma non ne crea di nuovi. Dunque concordo con Antonio Tombolini quando dice che internet è un luogo. Nuovo, ma solo un luogo. Altra cosa: nessuno è fondamentale? Ho forti dubbi, sento puzza di populismo da 1 km. Se bettane è così seguito non è per giudizio divino, ma perchè ha dimostrato di dare giudizi condivisibili. 'Ad salùd

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corrado dottori

circa 6 anni fa - Link

Internet è potente, questo è il punto. Ma come tutti i mezzi di comunicazione veicola contenuti. E il rischio è sempre quello: che i contenuti soccombano rispetto alla potente velocità del mezzo. A volte ascolto certe lente e misurate trasmissioni di RADIOTRE e mi accorgo di quanto lontana sia la velocità pazzesca, astronomica, della rete. lo stesso mi capita entrando in libreria o nel piccolo negozio di dischi, a Jesi, dove ancora compro i vinili. Non è nostalgia. Non è nemmeno una forma di rifiuto radicalchic: io la rete la uso moltissimo. E' solo che le cose importanti necessitano di tempo, di sedimentazione, di riflessione, di ascolto, di calore. Non sempre tutto ciò internet te lo può offrire. E forse è una fortuna.

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Paolo De Cristofaro

circa 6 anni fa - Link

strepitosamente condivisibile.

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gianpaolo paglia

circa 6 anni fa - Link

bravo, meglio di cosi' non potevi scrivere. Concordo appieno.

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Lizzy

circa 6 anni fa - Link

Assolutamente anch'io. Quoto dal primo all'ultimo punto. Dov'è il tastino "mi piace"?

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luigi fracchia

circa 6 anni fa - Link

Carissimi, ne approfitto per fare ammenda di alcuni eccessi nei miei commenti passati , entrare nella lista dei commentatori-molestatori mi spiace assai, per cui pongo formali scuse a Morichetti. Ciò detto, ammetto che questo ultimo post mi è piaciuto molto. Ciò detto, malgrado non mitizzi i blog, non sono per nulla d'accordo con @Annibaldi perchè commentare un tempo, per dei signori nessuno come me era impossibile e/o inutile. L'inutilità risiedeva nell'assoluta mancanza di pubblico che leggesse le opinioni e potesse condividerle. Oggi, persino questo mio delirante commento, rimane nella memoria del web e verrà letto da centinaia di persone che si faranno una idea delle mie tesi. Io credo che se il web è un luogo (in realtà è un non-luogo) lo è ma non è assimilabile ad un bar o una piazza proprio, perchè la memoria delle sciocchezze che diciamo rimane e non si dissolve nell'aere. Quindi più che un luogo è un testo, anzi un ipertesto navigabile e denso di informazioni stabili e permanenti che sono la solidificazione dello streaming. Credo che, come sostiene Morichetti, anche se non so se siano delle rivoluzioni, i blog/web/sn permettono una informazione più condivisa, controllata, trasparente senza la pesantezza Ex-cathedra della carta stampata.

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Quello che ha scritto Corrado Dottori é pienamente condivisibile. Ha tanto più valore perché scritto da un produttore di vini che é soprattutto un vignaiolo. Pianta la vite per il figlio, pianta l'olivo per il figlio del figlio. L'uso di internet assolve la nostra pigrizia moderna e anche la nostra fretta, altrettanto moderna. La rete può essere uno strumento formidabile, ma dietro alla tastiera ci siamo noi. Se é vero che possiamo scambiarci informazioni e creare un rapporto virtuale con qualcuno di cui non vedremo mai il sorriso o ascolteremo la voce, questo non può sostituire la profondità di un rapporto personale diretto. Nel caso del vino, i blog possono aiutarci a comunicare, a volte anche a conoscere, ma certo non a sapere e a fare. Per questo ci vuole il tempo che internet non offre, come ha scritto bene Corrado. Ciò scritto, mi rendo conto di utilizzare il mezzo per esprimere un mio pensiero che altrimenti avrei tenuto per me. La sensazione cche qualcuno di sconosciuto possa leggermi e magari anche tovarmi interessante é senz'altro adrenalinica. Quindi va benissimo utilizzare i blog e partecipare attivamente ai commenti, basta mantenere un certo distacco e la freddezza che un rapporto vis a vis non ha.

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

Per me è una forma di patologia, degenerativa (?). Prendete una persona come me di 30 anni che ha visto, da principio, internet crescere e svilupparsi nella piena potenza negli ultimi 10 anni di vita. E' diventato parte fondamentale dello studio, delle relazioni, del lavoro e infine nel bene o nel male della tua vita. Ormai ogni cosa viene fatta per mezzo di internet ed è parte preponderante di tutta la tua giornata. Si lavora 10 ore al giorno usando mail, internet e file digitali(il cartaceo è qualcosa di utilizzato solo dai vecchi ingegneri in società), si parla o meglio "chatta" quasi solo usando skype o google talk limitando l'uso del telefon(in)o agli sms (modalità sempre ben diversa da una telefonata vera e propria), si organizzano eventi e weekend tramite prenotazioni internet ed email, ci si "svaga" nel tempo libero con facebook o youtube/blog o giocando a poker online, si ascoltano mp3 (scaricati), si guardano film (scaricati) o in streaming. Il tutto in un rapporto morboso con il personal computer che vive in simbiosi con te. Le uniche occasioni dove vengo privato di internet sono i voli intercontinentali e le vacanze in qualche posto sperduto dove internet ancora non esiste. In queste occasioni non mi manca assolutamente ma solo perchè ho altro da fare come per esempio leggere un libro vero di carta e riprovare l'emozione di essere "trascinato" ed immerso nella lettura... e forse anche pienamente concentrato. Tutto questo è terribile? non saprei... sicuramente una dipendenza, inevitabile per stare al passo con tutto quello che ci circonda. Una cosa è sicura, tutto questo distrae e non permette di concentrarsi al meglio sull'attività principale che si sta facendo a discapito della qualità delle cose ma con ovvio vantaggio della quantità.

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

Flachi10, mi fai venire i brividi...sarà forse che sei un ingegnere e passi molto tempo in Corea per lavoro, ma il tuo caso mi preoccupa. Quando scrivi che tutto ciò é inevitabile per stare al passo con quello che ci circonda mi vien male. Se la forzata mancanza di internet ti procura l'unico piacere di leggere un libro di carta sarà il caso di dire un paio di paroline alla tua fidanzata e anche ai tuoi amici. Mi consolo pensando che sono una vecchia babbiona autodidatta costretta dalla vita al ruolo di ambasciatrice di qualcosa che necessita l'uso di tutti i sensi e anche la capacità di saper incontrare fisicamente tanta gente. PS quando mi verrai a trovare ti darò un paio di scapaccioni per niente virtuali :)

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

Attenzione... ho detto che la mancanza di internet mi procura (tra le tante cose) il piacere di leggere un libro citando una cosa che non faccio di solito perchè travolto da mille altre cose. Vedere gli amici, giocare a calcio, stare con la fidanzata sono cose che, fortunatamente, considero normali della vita quotidiana. Meglio specificare perchè sono tutto nella vita meno che un "nerd". Te lo assicuro... Per il resto tutto quello detto rappresenta il vero, almeno il mio vero. P.S. Non vedo l'ora degli scapaccioni... :P

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Nelle Nuvole

circa 6 anni fa - Link

I am waiting :)

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

@Francesco e Corrado Con la quarta e ultima parte il cerchio si chiuderà.

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

Scusa non potevi essere più sintetico?

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Manilo

circa 6 anni fa - Link

Bah,invidio un pò Flachi e condivido un pò NN,tutto ciò che mi appassiona lo trovo in rete ed è diretto, mentre un libro non sarà mai al passo dei tempi( non mi uccidete parlo di libri tecnici) avete mai provato arileggervi una cosa del passato? come vi fà sorridere, quella è memoria dei tempi. Però internet non mi appasiona, i file gli mp3 4 fra un pò anche 5 le foto da scaricare da inviare i zip è come l'aramaico per me, anche il navigatore dopo un pò mi stressa e quì invidio Flachi. Solo una cosa non condivido con NN, mi piace ascoltare un produttore quando non fà il commerciante e quando non fà malolattica forzata, quindi son d'accordo con Morichetti mejo il vecchio e forse il giornalista non dovrebbe avere interessi. Ora vi faccio fare due risate,perchè quando parlo con qualche produttore e dico scrivo ogni tanto su Intravino(spiegando sempre che sono alle prime armi), mi aprono le loro migliori bottiglie, quanto siamo ipocriti, l'ultima ieri sera in quel di Vinoforum(nessuno dei miei amici bevitori è venuto son andato da solo, A3C dove sei?) entro in uno stand di distribuzione e mi propone di assaggaire una cantina toscana"industria" con ultimo acquisto vigneti del Friuli, io un pò schifato e con educazione, qualcosa che non sia stracorto(ero sui bianchi) poi parlando di enoteche di Roma ed ecco che mi spunta il mitico Fabbretti e si son aperte tutte le porte del paradiso enoico,in questi casi se non esisteva il blog, cosa sarà stato di me:).

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Flachi10

circa 6 anni fa - Link

No aspetta fammi capire... basta dire che scrivo stronzate su intravino e i produttori mi aprono le loro bocce migliori?! e che cazzo aspettavate a dirmelo??? :D

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Manilo

circa 6 anni fa - Link

E già, ieri sera parlando solo di vino e arruffianandomi la sommelier, son riuscito aa assaggiare un Riesling della Mosella dell'89, se arrivi entro venerdi, lo potrai assaggiare anche tu.

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Massimiliano Montes

circa 6 anni fa - Link

"Io ascolterei tutti. Non ho dubbi: il diverso peso specifico delle considerazioni di ciascuno è il top dell’informazione" Condivido pienamente. La liberta è data da una voce in più, non da una voce in meno. La "verità" è un "noumeno" al quale ci possiamo soltanto avvicinare, per approssimazione. Più voci ci sono, più vicini siamo alla verità. Ma il blog non è solo questo caro Alessandro. Il blog è anche (e fondamentalmente) "Sockpuppeting" ( http://it.wikipedia.org/wiki/Sockpuppet ), metodica ampiamente usata dagli editor per vivacizzare e condurre le discussioni. Inventi un personaggio carino (uomo, donna, colto, ignorante), lo caratterizzi bene, e lo usi quotidianamente. Se sei abile diventerà un mito. Il limite del Blog sono proprio gli editor. Le emozioni personali degli editor, i rancori personali degli editor, le frustrazioni personali degli editor, le simpatie e le antipatie personali degli editor. A volte un blog non decolla proprio per i limiti di chi lo crea. Altre volte un blog di successo viene affondato proprio dai limiti personali ed emozionali degli editor, che temono di essere "sovrastati" e messi da parte proprio dalla loro creatura. Una sorta di "sindrome di Crono" il re degli dei che venne spodestato dai propri figli. Per evitare di perdere il potere Crono si mise a divorare i propri figli (nel blog i figli sono i commentatori), finchè Zeus gli diede un veleno facendogli sputare tutti i figli mangiati, ed insieme a loro tolse il potere a Crono.

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Zeus

circa 6 anni fa - Link

So' io Zeus Attento Tomacè che te magno!

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Massimiliano Montes

circa 6 anni fa - Link

Non vorrei essere frainteso. Non mi riferisco ad Intravino, i cui editor apprezzo e stimo moltissimo. Ma ad altri blog un tantino più autoreferenziali. Quindi vatti "a magnà" qualcun'altro :-)

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Manilo

circa 6 anni fa - Link

A proposito di Fabrizio Pagliardi, stasera sarò a cena nel suo locale, chissà se ce lo trovo?

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marta

circa 6 anni fa - Link

Salve, vorrei suggerire un sito che ho testato con ottimi risultati, http://www.blogcommenting.it/ si possono comprare commenti attinenti ai vostri contenuti e che collegano il vostro sito senza incappare nello spam e permette di ottenere link di qualità da blog importanti.

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