iBrunello: ancora un piccolo sforzo e ci siamo

di Andrea Gori

Il Consorzio del Brunello di Montalcino lancia la sua app per iPhone e questa è una gradita notizia vista la scarsità di applicazioni sul meraviglioso terroir ilcinese. Ma proprio perchè meraviglioso, ci pare che questo sia solo un inizio perchè, al momento le caratteristiche non fanno gridare al miracolo.L’app rappresenta una trasposizione di quanto già presente sul sito del Consorzio e mette a disposizione dei navigatori tutte le informazioni utili ad esplorare Montalcino. È presente l’elenco di tutte le aziende appartenenti al consorzio con una bella scheda e soprattutto le esatte coordinate per trovare le cantine il cui semplice indirizzo (tra un “vie case sparse” e un “strada provinciale XX”) non è sufficiente per la maggior parte dei navigatori sul mercato.

Molto bello anche altro materiale come le foto perfette per fare da sfondo al telefono o impreziosire qualche descrizione. Pleonastici i testi dei disciplinari dei vari Brunello, Rosso, Sant’Antimo e Moscadello mentre mancano gli abbinamenti e, magari, un po’ di ricette o simili.

Si sente invece tanto l’assenza in questa applicazione delle opzioni di geolocalizzazione, una feature che, dovunque mi trovi, mi permetta di localizzare la cantina più vicina e tutti i collegamenti tra le cantine, i vini e il territorio stesso di Montalcino. Gran parte del fascino del vino e del successo del borgo dipende dalla sua assoluta bellezza fatta di paesaggi, panorami, sentieri e altri elementi importanti che qualsiasi turista non dovrebbe perdersi. Mancano, in particolare, un calendario dei principali eventi (rassegne, festival e altro), i locali e i ristoranti dove poter bere i vini, i sentieri da fare a piedi, in MTB, in moto, e gli itinerari in auto.

Assente anche la possibilità di segnare i propri assaggi e un minimo di personalizzazione delle schede aziendali: sono tutte uguali e spesso scarne mentre potrebbero recare le foto delle etichette o almeno il logo aziendale: aiuta la memorizzazione dei vini e rende l’esperienza di assaggio più gratificante anche visivamente. E poi visto che sul sito del Consorzio se ne parla, perchè non mettere un bello store di merchandising anche qui?

Nonostante quanto detto sopra, l’applicazione non è malaccio e, anzi, la troviamo ben fatta, completa, pulita e facile da maneggiare ma la consideriamo come un ottimo inizio di un prodotto che dovrebbe essere più completo e accattivante. Immaginiamo, però, i grandi limiti dovuti al fatto che un Consorzio debba stare attento a molti delicati equilibri.

  • Categoria: Cibi e bevande
  • Pubblicato: 23/10/2012
  • Versione: 1.0.1
  • Dimensioni: 22.3 MB
  • Lingue: Italiano, Inglese
  • Sviluppatore: Brookshaw&Gorelli S.n.c. di Alexander Brookshaw e Gabriele Gorelli
  • © Consorzio del Vino Brunello di Montalcino 2012
Vietato ai minori di 17 anni.

  • Frequente/Intenso Uso o riferimenti ad alcol, tabacco o stupefacenti

Requisiti: Compatibile con iPad. Richiede l’iOS 5.0 o successive.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

25 Commenti

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Era ora che tornassimo a fare innovazione, ottimo lavoro e grazie al presidente Bindocci. Certo però che la geolocalizzazione sarebbe un'aggiunta vincente; avete presente la fatica d'inferno che fanno i camionisti (e i turisti!) per trovare le aziende? Soprattutto ora che una Provincia di Siena miope e autolesionista ha tolto tutti i cartelli indicatori! Aggungerei anche numerosi e sempre nuovi ipertesti sui vini di Montalcino e la loro storia, le poche righe schematiche vanno bene ma sarebbe bello che chi vuole sapere qualcosa di più si potesse sbizzarrire; non dimentichiamo che molti dei nostri clienti sono appassionati. Un'altra cosa che aggiungerei è un motore di ricerca interno, purtroppo le aziende di Montalcino sono tante e spesso hanno nomi formati da più parole per cui è difficile trovarle; ad esempio, Ciacci Piccolomini sta alla C ma potrebbe essere anche alla B di Bianchini, alla F di Fattoria Ciacci Piccolomini o alla T di Tenuta Ciacci Piccolomini. O Villa Banfi potrebbe stare alla V di Villa o alla B di Banfi, e vi grazio la A di Azienda Agricola e simili.

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Silvana Biasutti

circa 5 anni fa - Link

Se questo vuol dire che c'è voglia di far valere lo spettacolare territorio di Montalcino, evviva. E' anche uno stimolo per tutti quelli che stanno qui - migliorare i siti, tener conto della bellezza che ci circonda, sostenere i progetti che 'fanno paesaggio' (magari alla Gilles Clément, tenendo conto che molto del fascino locale è legato alla naturalezza), preoccuparsi anche del visitatore più sensibile e avvertito - ed è la riprova del tanto che c'è ancora da fare in una delle più carismatiche scenografie vitivinicole. Dell'universo mondo.

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giacomo

circa 5 anni fa - Link

Ottima innovazione. Fa piacere vedere che ci sono ancora investimenti per promuovere le eccellenze Italiane. Come verra' comunicata l'applicazione per fare si che i consumatori la conoscano e utilizzino?

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Rossano Ferrazzano

circa 5 anni fa - Link

Domanda: è solo per iphone o c'è anche la versione per android, ormai leader di mercato per i palmari? Nota a margine: perché pleonastici, i disciplinari? Io li trovo documenti fondamentali per capire cosa sono in realtà i vini di Montalcino. Per mia esperienza sono utili a tutti, a chi non sa che Brunello fa riferimento al Sangiovese, e a chi pensa di sapere tutto, ma nelle spigolature dei testi trova sempre qualche utile spunto di focalizzazione e approfondimento. Magari sono io ad avere una particolare predilezione per le architravi costituzionali, ma quando vedo pubblicati i disciplinari sono sempre contento.

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Andrea Gori

circa 5 anni fa - Link

per ora solo iOS, spero presto che esca anche per Android, in effetti non la si può prescindere. Disciplinari pleonastici perché dal punto di vista dell'appassionato leggere che un Brunello deve essere "visivamente limpido, brillante di colore granato vivace" non è così importante...ma concordo su te sul fatto che ci debbano essere per essere in un prodotto per tutti e che si pone come riferimento per il territorio

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Rossano Ferrazzano

circa 5 anni fa - Link

Secondo me invece il consumatore potrebbe essere molto interessato a sapere che il Brunello di Montalcino deve essere di colore granato, altrimenti non si può chiamare Brunello di Montalcino. Specie se magari è abituato a trovarsi nel bicchiere un Brunello di Montalcino più violaceo che rubino... ;-)

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Rossano Ferrazzano

circa 5 anni fa - Link

Se può essere utile, e senza alcuna inflessione polemica. Visto che non ricordavo precisamente a memoria sono andato a controllare, e ho verificato che il Disciplinare oggi dice: "rosso rubino intenso tendente al granato". Alfredo Giuseppe Maria, per la precisione...

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Due cose: 1) non capisco perchè tutti si ostinino a fare le app per iPhone quando tutti dovrebbero sapere che android è molto, molto, molto più diffuso. Penso sia frutto della pubblicità edel fatto che i gastrofighetti sembra non riescano farne a meno. 2) Ieri noi del CCCP ci siam bevuti una serie di Brunelli. La maggior parte erano molto, molto scuri..... . Ciao

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Nelle Nuvole

circa 5 anni fa - Link

Per il punto 1) pensala come ti pare. Il punto 2) è più intrigante, pensavo che ti piacesse più il rosso che il nero.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

A parte che adoro Stendhal, a me piacciono i vini buoni. Indipendentemente dal colore..... . Ciao

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Comunque da un dottissimo sondaggio da me proposto su facebook per ora risulta che i gastrofighetti con iPhone sono 10 mentre quelli con altro cellulare sono 17.....ditelo a quelli del Consorzio del Brunello !!! . Ciao

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Francesca C

circa 5 anni fa - Link

sulla questione iPhone/android: non credo sia una questione di gastrofighetteria ma semplicemente di sviluppo, iPhone fino al 4S ragionava su standard uniformi, ottimizzare per tutte le piattaforme android è un più lungo e in casinato :)

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Francesca C

circa 5 anni fa - Link

*incasinato (il correttore automatico è il mio peggior nemico)

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gp

circa 5 anni fa - Link

Sante parole! A proposito di spigolature, nel caso specifico il disciplinare prevede terreni "geocronologicamente attribuibili ad un intervallo di tempo che va dal cretaceo al pliocene; comunque idonei a conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche qualitative; giacitura: collinare". Non sono un geologo, ma credo che un certo numero di terreni di origine alluvionale su cui sono piantate vigne iscritte all'albo del Brunello non posseggano questi requisiti obbligatori, e potrebbero essere utilmente declassate a Rosso di Montalcino -- contribuendo tra l'altro a raddrizzare la piramide rovesciata che vede produrre a Montalcino molto più Brunello che Rosso. Questo naturalmente a qualcuno non farà piacere, ma tanto è solo questione di tempo: prima o poi i nodi vengono al pettine, come ha dimostrato la vicenda giudiziaria del mancato rispetto dell'obbligo di Sangiovese in purezza nota come "Brunellopoli", che si è conclusa con milioni di litri di vino declassati e patteggiamenti da parte degli imputati. Un Consorzio capace di guardare al futuro dovrebbe saper sciogliere i nodi prima che ci pensi qualcun altro, in Italia o in Europa.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Posso dire che spero non venga mai fuori qualche demente a dire che bisogna analizzare il sottosuolo di ogni vigneto per verificare se risponda o meno ai requisiti della Denominazione? . Ciao

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gp

circa 5 anni fa - Link

Non c'è bisogno di procedere vigneto per vigneto: salvo casi particolari, intere zone hanno caratteristiche omogenee. Se sei in un fondovalle vicino al letto di un fiume è ben difficile non avere un terreno alluvionale recente, per quel poco che ne so.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Cambierebbe poco. Sempre di demenza si tratterebbe. . Ciao

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gp

circa 5 anni fa - Link

Complimenti per la qualità delle tue (mancate) argomentazioni. Aggiungo che probabilmente in passato si è chiuso un occhio su impianti a bassa quota in zone geologicamente giovani perché potevano servire a compensare i difetti di maturazione delle zone alte in annate sfavorevoli. Ma negli ultimi anni il cambiamento climatico ha reso superlua la presenza di un paracadute del genere, e contempotaneamente ha fatto salire a livelli proibitivi le gradazioni ottenute alle quote basse, con correlata perdita di aromi e di contrasto acido naturale.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

E quindi cosa proponi? Di declassare quei terreni che forse qualcuno ha pagato cari sapendo di poterci produrre legittimamente brunello? . Ripeto le mie povere convinzioni: sarebbe un comportamenti da dementi. . Ciao

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Scusate, ma tutta questa argomentazione ha senso solo sulla carta. Invito chi parla di terreni adatti (quando volete, io sono a disposizione) a prendere un paio di scarpe buone ed a girare a piedi con me nelle vigne di Montalcino; troverete uno dei territori più mescolati che esista in Italia, un guazzabuglio incredibile. Ho le analisi geo pedologiche di tutte le mie vigne, in una ci sono tredici diversi tipi di suolo in quattro ettari e nessuna di loro è uniforme. Certo, sulle mappe a grande scala sembra tutto molto chiaro e ben definito, ma pedibus calcantis é tutta un'altra storia.

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Bravo !! . Ciao

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gp

circa 5 anni fa - Link

@ Cinelli Colombini Vuole dire che ai 13 tipi di suolo corrispondono altrettanti periodi geologici diversi? Mi sembra difficile. Su questo sito mi sembra che ci abbia parlato di una vigna in zona calda che negli ultimi anni lei considera inadatta (o meno adatta) a produrre Brunello, quindi è uno di quei produttori che si pone il problema della maggiore o minore attitudine delle vigne in connessione con il cambiamento climatico. A parte il caso singolo, non pensa che ci possa essere una correlazione generale tra età geologica, quota altimetrica e idoneità a "conferire alle uve e al vino derivato le specifiche caratteristiche qualitative", come previsto dal disciplinare?

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Vignadelmar

circa 5 anni fa - Link

Sono certo che questa relazione esista. Sono altresì convinto che non sì possa declassare un terreno pagato come da Brunello in un terreno da Rosso. La soluzione forse accettabile sarebbe una giusta zonazione. . Ciao

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Il problema dei suoli di Montalcino é che é un punto di incontro di più aree diverse, che si sono sovrapposte e mescolate in un modo pazzesco. Se va tra Castelnuovo dell'Abate e la Velona vedrà che per fare la strada hanno tagliato un costone dove vede strati orizzontali, che poi venti metri più in là si piegano a novanta gradi e poi finiscono in un deposito alluvionale palesemente più recente. Il tutto in pochi metri. Il terreno mescolatissimo di cui parlavo era un fondovalle a duecentocinquanta metri SLM, altezza ideale ma al confine tra una zona di crete ed una di galestri, con la parte inferiore di riporto e da un lato quello che probabilmente in altra epoca era un torrente; un casino pazzesco, ma dava sangiovesi ottimi. Vai a capire perché. Con la massima sincerità, finché non vedo l'uva non sono in grado di prevedere a pieno il risultato di una nuova vigna perché l'iterazione tra terreno, portainnesto, clone, piovosità, microclima e tecnica colturale da sempre delle sorprese. Per non parlare dello scasso, che può rovinare il terreno, delle concimazioni, delle lavorazioni e Dio solo sa quante altre variabili. Scusate se sono stato verboso, ma mi è difficile far capire quanto questa sia un'arte più che una tecnica, e quanto il risultato finale dipenda più dall'intuito dell'uomo che dal mero suolo.

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Angelo Di Costanzo

circa 5 anni fa - Link

Utile, certo. Però io frattanto, dovendo mettere mano al portafoglio, uno studio serio, ufficiale, approfondito e definitivo sui terreni, le differenze, i cloni, le vigne comincerei a metterlo in programma. O no?

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