I Mandorli | Biodinamica fin dall’origine: sangiovese, cabernet e terroir in Val di Cornia

I Mandorli | Biodinamica fin dall’origine: sangiovese, cabernet e terroir in Val di Cornia

di Andrea Gori

Quando un’azienda in Toscana stupisce per il suo sangiovese fuori zona, ma raccoglie premi anche per il cabernet che produce, pare lecito pensare che le vigne sorgano in luoghi davvero speciali e fortunati. In questo caso si rivelano tali anche grazie alla biodinamica applicata praticamente sin dal principio, in un territorio tra il mare e le Colline Metallifere non certo semplice e accogliente, quindi da sempre poco considerato per la viticoltura.

Ma la passione e l’intuizione felice spesso aiutano a riscrivere la storia di un territorio e delle sue potenzialità. È cosi che nascono I Mandorli, in un luogo meraviglioso come Belvedere di Suvereto, quasi 300 metri sopra i vigneti posti in pianura, vicino al mare. S’inizia nel 2002, e i primi vini arrivano sul mercato nel 2011 con l’annata 2008, riscuotendo subito grande interesse  all’interno della comunità del vino cosiddetto naturale (e finendo anche in un post di Emanuele Giannone da queste parti).

Oggi, con l’arrivo sul mercato delle annate 2013 e 2014, è forse tempo di bilanci, anche grazie ad una breve degustazione verticale che ci permette di seguire l’evoluzione e la crescita di queste vigne parallele, con il cabernet della Vigna al Mare e il sangiovese della Vigna alla Sughera, esposti a nord est guardando le Colline Metallifere e in mezzo alla macchia.

Entrambi i vini sono vinificati nei mastelli, 8-10 quintali per volta con rimontaggi a mano, poi botti di rovere di Allier da 25 ettolitri mai nuove. Finito il tempo del legno, si passa in cemento per la decantazione. La filtrazione è sempre rarissima. Nel 2014 è nato un terzo vino che raccoglie uve da entrambe le vigne in versione meno matura e ricca (vista l’annata decisamente difficile) ed è già  pronto, beverino e immediatamente godibile. Tanto che si sta pensando di riproporlo ogni anno in piccola tiratura.

mandorli vigne

I Mandorli IGT 2014. Sangiovese 85% cabernet 15%. Il nuovo nato ha rotondità, dolcezza, tannini lievi e gentili, naso fresco, fragola lampone mirtillo, bella lunghezza e ritmo sbarazzino. 86

Sangiovese 2009 Vigna alla Sughera. Vendemmia a fine settembre tra il 24 e il 27: caldissimo, note di frutto molto maturo, confettura e frutta di bosco, nota dolce sul finale che stanca un poco ma coerente con l’annata, tannino sul verde che rende piacevole il tutto. 86

Sangiovese 2010 Vigna alla Sughera. Annata perfetta, equilibrata: vendemmia il 30 settembre, per un vino sapido e fruttato con uno slancio notevole nel bicchiere, naso sontuoso con frutto scuro pepato di mirtillo e ribes, visciole ciliegie e pepe, cardamomo e menta, alloro; in bocca è materico e deciso e c’è solo un tocco lieve di alcol a rendere imprecisi certi profumi, perché il tannino è quello regale della maturazione perfetta e la freschezza tiene sempre saldo il banco. 91

Sangiovese 2011 Vigna alla Sughera. Vendemmia 23 settembre, acidità 5,7 volatile 0,58. Scirocco e caldo per gli acini al sole, quasi secchi, e si vinificano solo quelli in salute: naso di frutta molto matura e candita, bocca con equilibrio sapido e marino intrigante, tannino fine, dritto e ben colto, finale di arancio. 88

Sangiovese 2012 Vigna alla Sughera. Acidità 6,4, vendemmia dal 3 al 5 ottobre, maturazione in pianta bloccata a causa del caldo e acidità altissima. Viene lasciato più a lungo in vasca: arrotondato in maniera aggraziata, al naso sconta all’inizio qualche leggera mancanza di pulizia che si fa perdonare al palato, dove è lieve, freschissimo e saporito; tanti rimandi fruttati scuri di mirtillo, ribes prugne e amarene, tabacco cuoio e alloro; finale agile e ideale su tante tavole. Meno corpo di altre annate ma resta un episodio piacevolissimo. 87

Sangiovese 2013 Vigna alla Sughera. Vendemmia tra 1 e 3 ottobre, volatile 0,48 acidità 6. Freschezza e ritmo già dal naso: lamponi e fragole fragranti e succose, lavanda, rosa, menta, lentisco e ginepro; corpo netto, sapido, con struttura in equilibrio, acidità e piacevolezza, grande allungo, piacere mediterraneo carnoso, dolce, gentile ma con fermezza e decisione, e freschezza di tannino sorprendente. Dissetante e piacevolissimo senza perdere importanza. 92

Cabernet 2010 Vigna al Mare. Vendemmia 1 ottobre: sapido, carnoso, ruffiano, con mirtillo e ribes in evidenza, pepe, arancio; finale lungo e persistente, tannino rustico ma piacevole. 86

Cabernet 2012 Vigna al Mare. Vendemmia 16 settembre: inchiostrato e succoso, prugna e resine, rustico e ostico con tannino graffiante, profumi di sole e influssi balsamici suadenti e bellissimi, finale splendido e cangiante. 92

Cabernet 2013 Vigna al Mare. Vendemmia 4 ottobre, 6,6 di acidità totale. Naso squillante, profondo e integrissimo, di una pulizia e un nitore incredibili, bocca dal tannino vispo e ficcante che ruga un poco il palato ma insieme al frutto e al corpo, pervasi di sapidità e salinità, formano un insieme dotato di bella armonia e sapore. 88

Dopo il buon exploit iniziale (con la 2008) i due vini de I Mandorli stanno guadagnando una bellissima maturità, con i vigneti che ogni anno reagiscono in maniera genuina e naturale alle bizzarrie del clima, anche dimostrando che l’annata ideale per il sangiovese non coincide spesso con l’annata ideale per il cabernet. Quando le condizioni mettono in difficoltà i vitigni il terroir sa esprimere comunque grandi vini e grandi soddisfazioni, con una prevalenza del sangiovese che pare avere più sfumature e dinamica espressiva. Della difficile 2014 abbiamo dato conto, e ci siamo ritrovati con un piccolo grande nuovo vino. Attendiamo con molta fiducia una 2015 che promette meraviglie, ma intanto godiamoci davvero queste prime bellissime prove di vero terroir della Val di Cornia.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

avatar

Luca

circa 4 anni fa - Link

Tracannato giusto la settimana scorsa Il Sangio 2011...meraviglioso!! Un filino caldo ma grande frutto, elegante nota animale da sangiovese purosangue e in più si sente tutta la costa con evidenti sentori di macchia mediterranea. Grande beva e perfetta corrispondenza naso-bocca.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.