I Gattopardi di Montalcino


Non è la lista degli inquisiti dell’inchiesta sul Brunello taroccato, anche se gli somiglia tanto. Certo è che a scorrere i nomi del consiglio di amministrazione appena eletto qualche dubbio sulla voglia di voltare pagina in quel di Montalcino viene. Le grandi aziende (Antinori, Frescobaldi e Banfi) piazzano i loro tecnici al completo (Ratto, Morlacchetti e Buratto) anche se qualche piccolo produttore c’è. Eletto anche Ezio Rivella, grande sostenitore del cambiamento del disciplinare per cui preparatevi alla cabernettizzazione della zona.

Da rilevare la presenza di Donatella Cinelli Colombini, segno che le preghiere di Angelo Gaja hanno trovato ascolto ai piani alti della direzione. Presente in consiglio anche Bernardo Losappio che è contemporaneamente piccolo produttore e avvocato difensore dell’enologo Carlo Ferrini, inquisito per una faccenda di cisterne volanti. Insomma, a Montalcino si preparano per la battaglia campale e, invece di voltare pagina, voltano la faccia dall’altra parte. Considerato che il prossimo presidente verrà scelto tra gli eletti, c’è da scommetere due cents che il prossimo sarà Ezio Rivella. Ma non ci metto su più di due cents, sia chiaro.





15 commenti a “I Gattopardi di Montalcino”

  1. Cattamax Cattamax commenta:

    Per aver scritto nel suo libro (il vino degli altri) una cosa simile Andrea Scanzi è stato attaccato duramente sul suo blog.
    Mi riferisco alle cisterne volanti e alla causa in corso e ricordo anche che il sig. Cernilli di Slow food aveva espresso il suo rammarico per aver dato queste informazioni a suo dire tendenziose. Evviva i blog del vino come il vostro, strumenti a disposizione dei consumatori per sapere come si comportano questi personaggi e cosa ci danno da bere.

  2. Giorgio Giorgio commenta:

    Daniele Cernilli è il direttore del Gambero Rosso e non ha nessuna carica all’interno dell’Associazione Internazionale Slow Food.

  3. Francesco Francesco commenta:

    si conferma che, strutturati come sono, i consorzi sono solo la grancassa di alcuni tipi di aziende. amen

  4. Andrea Gori commenta:

    si vede anche che come sempre i piccoli non riescono a fare massa comune intorno a nomi alternativi…ma ce ne erano?

  5. TERROIR commenta:

    Merlottello di Montalcino il nuovo nome ?!
    il Palmucci vuol vendere da tempo ed il vecchietto da me citato nell’avatar al quale auguro l’eternità non potrà dare ancora per molto,altri pseudo-bio riempono le cantine di barriques ed i pochi “seri” annaspano e si inchinano alla legge dei soldi…una gita in Francia non gli avrebbe fatto male…300 anni di storia stoicamente sul pezzo,vitigni simbolo di territori divenutene l’eccellenza…Chapeau e vive la france!

  6. Paolo Cianferoni commenta:

    Bah, vedremo cosa ci dirà la storia.
    Però il problema della partecipazione, accennato da Andrea Gori, è esatto. La partecipazione dei piccoli produttori è sempre limitata e sempre più subalterna alle decisioni dei grandi numeri. Io stesso non riesco a partecipare quanto vorrei nel mio territorio di Chianti Classico…
    comunque (alla Troisi) una cosa è certa: son tutti, siam tutti, di passaggio.
    Amen.

  7. Michele Braganti Michele Braganti commenta:

    chissa’ contento il darth”Gori”vador di Brozzi…….il lato oscuro (del merlot)…. sta prendendo il sopravvento in Toscana………concordo con Terroir, vive la France!!!!!

  8. [...] inconsueta (12)Letture di vino. Gli imperdibili (12)Non tutti dicono "I love Verdicchio" (11)I Gattopardi di Montalcino (11)Lambruschi | Evoluzione della Specie (9)Una birra per l'estate. Di frumento (8) ais alcol [...]

  9. Andrea Pagliantini Andrea Pagliantini commenta:

    Viva la Francia, almeno loro le palle per fare ciò che hanno fatto e per difenderlo le hanno.

  10. TERROIR commenta:

    intravedo nei post collegati il grande rosso 2007 di Salvioni…a mio parere il 2012 con l’uscita dell’attesissima annata 2007 ci sarà il “punto di svolta” ,che dio ce la mandi bona…( e senza mutande diceva ì mi nonno ;) )

  11. Marco Sommelier commenta:

    Condivido perfettamente il post, speriamo che si potrà sempre trovare un Sangiovese in purezza vinificato alla vecchia maniera (messo in commercio tre o quattro anni dopo la vendemmia)o saremo costretti ad assoggettarci al gusto marmellatoso americano! in ogni caso aspettiamoci aumenti di prezzi per chi manterrà lo stile antico! Alla fine è ilconsumatore che ci rimette sempre!

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