I buoni propositi per il 2021 della redazione di Intravino

I buoni propositi per il 2021 della redazione di Intravino

di Redazione

Non restare mai più senza un’adeguata scorta di carta igienica: le quarantene sono infami e si presentano quando meno te l’aspetti.

Non perdere nessuna occasione ché, se ci si vuol salire davvero, anche il treno superveloce si fermerà alla tua stazione.

Tentare di conquistare il mondo!

Introdurre nell’uso comune le parole “nequitoso” e “negato” quali sinonimi di ‘negazionista”.

Vincere il concorso per la cattedra di Ontologia Renziana presso una facoltà di zoologia qualsiasi.

Tornare a fare il bagno a Munkkiniemi, a Fajã dos Padres e nella piscina dell’Hotel Bristol.

Affrontare il viaggio dei vini liquorosi come sherry Madeira e Marsala convinto che mi piaceranno moltissimo. Il Porto già lo adoro.

Non stancarmi di trovare giovani viticoltori entusiasti di provare a fare vino.

Inventare un frigovino per i bag in box.

Scrivere un libro sullo sfuso.

Non credere agli oroscopi di Paolo Fox.

Far nominare ZeroCalcare nuovo presidente del Consiglio.

Simulare un’apocalisse zombie e barricarmi nella cantina di Lucia Fattoi.

Convincere una DOC a mettere il vino in lattina.

Partecipare ai Grand jours, tornare a Bordeaux, giocare più a backgammon.

Trovare la killer app per la realtà virtuale nel vino.

“Soffrirò… morirò…Ma intanto Sole, vento, vino, trallallà”.

Conservare il peso forma senza dover fare diete massacranti prestando più attenzione alla dieta vegana.

Frugare nei cartoni da sei degli editor di Intravino e tirarci dentro le fialette puzzolenti.

Fare addominali finché non mi spunta il six pack, preferibilmente in can da 0.50 e con luppoli tedeschi.

Bere più vini spagnoli e tornare in Galizia.

Festeggiare il quarantesimo girando Carelia Lapponia o perdersi nel Caucaso.

Trovare un vino che sappia dì alchechengi e capire che cazzo di odore ha.

Evitare di dare credito agli abbinamenti musica vino fatti con heavy metal che mi fanno passare la voglia di bere.

Bere il meno possibile vini che si trovano all’interno di una bottiglia con sopra un’etichetta. Ho una coscienza storica e
un’anima radicale. “Vino naturale” è una dicitura bugiarda quanto una brochure aziendale. Un trucco per vendere. Io voglio bere vino che non è fatto per essere venduto, ma per essere bevuto.

Non bere piu da solo.

Bere di piu da solo.

Non bere mai la stessa bottiglia.

Un viaggio on the road in Scozia per capire il whisky.

Non bere due volte lo stesso vino.

Leggere di più.

Abbracciare.

E quindi uscire a riveder le stelle.

1 Commento

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Andrea

circa 2 settimane fa - Link

Aggiungerei anche: "Scrivere post e diffondere notizie solo per ciò che si ha prova e dimostrabilità della stessa". sarebbe un buon proposito, ma anche un buon principio da seguire, almeno per riguadagnare la credibilità degli anni scorsi. Cordialmente buon anno

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