Ho il dente avvelenato

Ho il dente avvelenato

di Sara Boriosi

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi
A far bevute senza offrire mai se non per calcolo
Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile
La bottiglia in gioco è ottima, l’imperativo è BEVERE!

L’occasione è arcinota, una tavolata di amici appassionati di vino che non si vedono da tempo, più qualche faccia nuova sconosciuta ai più. Per celebrare l’incontro, i soliti enofissati portano con sé bottiglie celebrative, alcune difficili da reperire; petardi da stappare nelle grandi occasioni: un super Sangiovese opera di quel produttore dai natali esotici di cui tutti parlano, il Gamay che ha nobilitato la parte sfigata della Borgogna, vini bianchi da invecchiamento supremo, quella bottiglia di Vino Santo Trentino con venti anni alle spalle, robe così.

Chiacchierette, entusiasmo e sorsi contati per soddisfare tutti i calici presenti nel desco; ognuno bagna il becco con misura, ché magari non ce n’è per tutti e tra uno schioccare di lingua e un calice roteato nel tentativo di sfoggiare nozioni sulla differenza tra Vinsanto e Vino Santo, ecco la manina del nuovo arrivato che sottrae la bottiglia da 0,375 con malagrazia e si versa nel bicchiere tre dita di vino, uggiolando mmmh ma che buono ‘sto vino, che è, un passito di Pantelleria?

In ogni tavolata che si rispetti c’è il bevitore da compagnia, quello finito inconsapevolmente in una riunione di alti papaveri del calice, che sprizza allegra giovialità che esorta e fàmose ‘sto vinello, mentre gli altri commensali ammutoliscono con le orecchie basse, valutando nel minor tempo se è possibile cambiare il Monfortino targato 1988 con un più modesto Sangiovese di Romagna dell’annata corrente senza che si dia troppo nell’occhio; una riunione tra amici non è tale se manca la signora che accompagna il nostro compagno di università – eterno scapolone e bon vivant- alla quale viene servito un N.P.U. 2002 di Bruno “bistecchina” Paillard, e che si sorprende di quanto sia buono questo prosecchino, se ne può avere un altro bicchiere per favore? Sennò faccio da sola, eh? E giù con l’idrante: un secchio di prosecchino self service per la gaudente inconsapevole signora con tutte stelle nella vita.

Situazioni che suonano familiari, eppure ci si rimane male. Sempre.

Ma l’intruso si riconosce a fiuto, perché quello che vuol bere tanto per, è lo stesso che si serve da solo rabboccando un calice già colmo, e lo fa senza premurarsi di servire anche gli altri, come creanza e buonsenso suggerirebbero. Certo, non si può dare colpa al suo disinteresse per le etichette, annate, produttori e zona di provenienza: fortunatamente, il mondo là fuori non è composto esclusivamente da noi Raymond Babbitt della bottiglia (anche se sarebbe bellissimo se così fosse, ci vivrei bene e pagherei le tasse con slancio). C’è gente che ha una vita là fuori, e che si gode esperienze immeritate grazie alla nostra fissazione perché si trovano nel desco giusto al momento giusto, senza che se ne rendano conto.

Bòno ‘sto vinello, mesci, mesci ancora, esortano con entusiasmo mentre, bottiglia inclinata in mano, nel cuore moriamo un po’.

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Sara Boriosi

Vivo come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, il mio cuore appartiene al Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osservo il mondo, più dei vini mi piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo faccio nel mio blog Rosso di Sara ma soprattutto per Intravino. Gestisco con godimento la migliore enoteca della città, ma lo faccio piena di sensi di colpa.

11 Commenti

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Enofobo

circa 3 mesi fa - Link

Articolo fighissimo e divertente, grazie! :-) Un solo punto: "...e che si gode esperienze immeritate grazie alla nostra fissazione". Mi sono fatto persuaso, come dice Montalbano, che il grado di godimento dell'esperienza enoica sia tutto in chi beve, nella sua "fissazione". Insomma, non esistono vini emozionanti, solo bevitori emozionabili (fissati). Per un non appassionato l'esperienza di un Monfortino, o di un NPU è simile a quella che un non appassionato di salmone affumicato avrebbe nell'assaggiare il miglior salmone affumicato del mondo. Direbbe "mmm, buono 'sto salmone!" E tornerebbe a parlare di calciomercato. Ci sono moltissime cose molto più universalmente emozionanti del vino, nel senso che una persona ugualmente non appassionata ne viene più toccata. Tanto per fare due esempi: - il concerto di Zucchero a Verona 3 anni fa (non sono un fan di Z. e ascolto poca musica) - La prima volta che vidi la piana di Castelluccio a maggio, durante la fiorita. - il finale de "l'attimo fuggente" - Partecipare al parto di una mucca - il bunjee jumping Per non parlare delle emozioni che scaturiscono dalle interazioni con gli altri esseri umani... Proprio su un'altra scala... Per cui è mia ferma intenzione imparare a diventare un inconsapevole, allegro e svagato bevitore da compagnia, a versarmi il Pergole Torte scroccato dall'invasato di turno nel tumbler di vetro anni cinquanta spesso un centimetro, che così "si sporca un bicchiere in meno". E a interessarmi delle cose del vino quanto mi interesso di quelle del pollo arrosto, dello stracchino o delle percocche. W gli allegri inconsapevoli dissacranti scrocconi.

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Vittorio

circa 3 mesi fa - Link

Atteggiamento che non condivido, il vino buono si beve e in compagnia parlando si di vino, ma soprattutto d'altro.

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Massimiliano

circa 3 mesi fa - Link

Devo ricordarmi il numero esatto di volte in cui ho letto questi articolo. Soprattutto originale.

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Gigi

circa 3 mesi fa - Link

Io avrei intitolato il post "quelli che ben bevono". Attenzione però. lo scroccone felice che parla di vinello o prosecchino è l'unica persona normale seduta al tavolo. La persona normale non è quello che colleziona i francobolli, ma quello che li incolla sulle lettere o sulle cartoline.

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rossellacosciabella

circa 3 mesi fa - Link

ma sono io, quella!

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Sara

circa 3 mesi fa - Link

Scusa, non sono riuscita a dirtelo di persona.

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Enrico

circa 3 mesi fa - Link

"con tutte stelle nella vita" è un colpo di genio.

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Mauro

circa 3 mesi fa - Link

"il bunjee jumping" Esempio simpatico ma così... In ogni caso lasciatemi dire che a tutti è capitato certamente di voler condividere emozioni irripetibili, almeno per noi "eletti" e sentirci dire "buono quel Brunello" tracannato come fosse un San Crispino ( con tutto il rispetto dei Santi). Non importa, se i miei gusti non vengono sempre capiti, forse sono solo delle mie fisime, mi piace comunque essere epicureo, o almeno provarci!

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stefano berti

circa 3 mesi fa - Link

molto divertente , peccato per il modesto Sangiovese di Romagna dell’annata corrente .

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Andrea

circa 3 mesi fa - Link

Gli amici più cari quando vogliono vedermi avvampare mi sbeffeggiano ricordandomi un San Silvestro di una decina d' anni fa. Ad ogni Ferragosto si parte a progettare la lista dei vini; quell' anno per i rossi si concorda una orizzontale di Amaroni 1997. Il 30 Dicembre sera stappo per tempo una Magnum di Le Salette Pergole Vecie . 24ore dopo si parte, con l' incognita di una coppia di imbucati che, sai, avevano prenotato per Mururoa, ma poi hanno scoperto che in Dicembre ci fanno i test nucleari e adesso son da soli in città. E poi sono veri appassionati di vino. Delle vere idrovore si rivelano! Cacciatori seriali di offerte sugli scaffali gdo! Livelli di alcool deidrogenasi da farci sembrare astemi!!! Visto l' andazzo, ancora pericolosamente sobrio quando manca solo la mia bottiglia da versare, penso bene di versarmi per primo un calice molto abbondante. Me lo coccolo con gli occhi e col naso e mi pregusto la bevuta. Mi assento il tempo di portare in tavola il cinghiale( lunga cottura con l'Amarone del Pam) e.... Trovo il mio calice vuoto!!!! Il Pantagruel se lo era " per errore" scolato!!! La beffa. Siccome non sono riuscito a mascherare la sonora incazzatura, si è tanto scusato e mi ha promesso una bottiglia di Santa Cristina; che i vini della serata non erano male, ma loro magari spendono qualcosa di più, e ad un vino di qualità non rinunciano mai.

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Sara

circa 3 mesi fa - Link

Fratello! Abbracciamoci in silenzio.

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