Gelate primaverili, quella volta che un comunicato stampa sarebbe servito davvero

Gelate primaverili, quella volta che un comunicato stampa sarebbe servito davvero

di Jacopo Cossater

Come forse sapete durante le scorse settimane l’Europa Continentale -con una scodata che è arrivata fino in Toscana, in Umbria, nelle Marche e oltre- è stata colpita da un generale e improvviso abbassamento delle temperature. Una condizione che specie di notte ha portato il termometro a scendere sotto le zero con inevitabili danni anche molto gravi alla viticoltura francese, svizzera, tedesca e (in parte) italiana.

Scrive Angelo Peretti su Internet Gourmet:

Nei giorni scorsi ho pubblicato varie notizie relative alla stima dei danni delle gelate d’aprile in numerosi territori vinicoli della Francia. Ho detto per esempio che in Champagne i danni vanno in media dal 20 al 25%, oppure che più del 70% dei vigneti di Saint-Émilion e dei suoi satelliti, di Lalande de Pomerol e di Castillon sono stati colpiti nella prima notte di gelo. Che le perdite nel Jura vanno dal 40 al 50%. Che le nella Languedoc sono stati devstati 20 mila ettari e ancora brutte, bruttissime notizie provenienti da altre regioni. Insomma, numeri, cifre, anche se la conta dei danni è ovviamente provvisoria. Il tutto ripreso da giornali francesi che hanno fatto riferimento alle valutazioni dei vari comitati interprofessionali o di altri organismi che sovrintendono al mondo del vino transalpino.

Da noi, la percezione del disastro la si è avuta quasi solo dalle foto e dalle cronache diffuse sui social dai vignaioli di tutt’Italia. Le fonti ufficiali non parlano o se lo fanno, questo avviene con grandi ritrosie.

Non so se potete immaginare il grandissimo numero di comunicati stampa che girano nel mondo del vino ogni giorno. Sono tantissimi. Molte decine di email che intasano anche la casella postale di Intravino e che troppo spesso non hanno alcuna utilità. Email che celebrano ogni possibile avvenimento ma che solo in una percentuale piuttosto residuale fanno ciò che dovrebbe fare ogni comunicato stampa che si rispetti: informare.

Un peccato, perché mai come oggi sarebbe utile sapere con precisione e con certezza quello che è successo ai vigneti delle maggiori denominazioni italiane. E invece niente, gli stessi consorzi che sono sempre così celeri a informarci sulle loro attività di promozione non hanno ritenuto importante comunicare cosa è successo e in che percentuali. Non è stato un evento eccezionale? I danni sono circoscritti a pochi ettari? La produzione ne risentirà solo in piccola parte? Ditelo, fatelo sapere al mondo.

L’unica realtà che ha ritenuto opportuno muoversi in tal senso è stato il Consorzio Tutela Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani:

Nella prima mattina del 19 aprile si è verificato un forte abbassamento delle temperature dovuto all’arrivo di correnti di aria fredda provenienti dal nord Europa che hanno causato nelle vallate un abbassamento delle temperature sotto gli zero gradi, per effetto dell’inversione termica. Eventi simili si sono verificati già in passato senza creare danni sostanziali, in quanto i fondovalle raccolgono, come un serbatoio, queste masse di aria gelida. In relazione alla notte del 19 aprile, si sono verificate particolari condizioni, con venti che hanno spinto queste masse di aria gelida negli anfratti delle colline producendo delle ustioni sui germogli ormai in fase di sviluppo destando non poche preoccupazioni. Nelle Langhe, i vigneti sono posizionati sui versanti delle colline per cui abitualmente non vengono interessati da questi fenomeni, ma in questo caso tali correnti si sono spinte anche ad altitudini inusuali. Oggi, a distanza di una settimana, siamo in grado di quantificare la portata dell’evento. Le gelate per fortuna non hanno interessato vaste aree di vigneti, i danni sono riconducibili a zone molto circoscritte e in alcuni casi hanno interessano solo pochi filari. La stagione è ancora agli inizi, e confinando in un buon andamento climatico, non si esclude la possibilità che alcuni vigneti possano recuperare parte del danno, specialmente su alcune varietà più fertili. Riteniamo pertanto che non ci siano elementi per creare allarmismi e che possano far presagire delle drastiche riduzioni sulla produzione dell’annata in corso.

In pratica, senza fornire dati a supporto ma limitando la questione a “pochi filari”, dicono che non è successo niente e che non vanno creati “inutili allarmismi”. Okkey, almeno è un inizio.

[immagine: Titouan Rimbault]

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Giornalista, su Intravino dal 2009.

9 Commenti

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Massimiliano

circa 3 anni fa - Link

Quale puó essere la ragione dietro questo mutismo ostinato?

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ALE

circa 3 anni fa - Link

che poi il vino 2017 non lo compra nessuno poichè tutti penserebbero a una annata disatrosa? che è poi lo stesso motivo per cui alla vendemmia poi i comunicati si sprecano per "la vendemmia del secolo".....

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

E chi lo sa, Massimiliano. Un po' credo influisca la tendenza tutta italiana a tenere per sé tutto ciò che potrebbe dare un'impressione non positiva, motivo per cui i comunicati stampa, specie nell'agroalimentare, tendono ad essere sempre e solo celebrativi. Però davvero non so, vado a braccio.

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Gurit

circa 3 anni fa - Link

Per valutare bene i danni devi osservare anche il comportamento delle gemme di controcchio, quindi attendere ancora un attimo..se addirittura non germogliano, addio anche 2018.

Bella fotografia, fuoco e acqua allo stesso scopo.

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Stefano

circa 3 anni fa - Link

Segnalo che il Consorzio Franciacorta ha mandato ben due comunicati stampa, uno appena dopo la prima gelata delle settimane scorse, uno ieri, entrambi ripresi dalle testate locali. Arrivati a me, illustre sconosciuto, possibile non a voi?

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

Grazie Stefano, sono andato a controllare nella casella di posta e come immaginavo negli ultimi mesi ho ricevuto un certo numero di comunicati stampa da parte del Consorzio, nessuno però relativo alle gelate delle scorse settimane. L'ultimo è di ieri e titola: "Franciacorta all'asta per le popolazioni terremotate". Me li puoi girare tu magari?

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Stefano

circa 3 anni fa - Link

uno è del 19 aprile, l'altro di ieri: se mi scrivi sulla mia mail, te li inoltro, diversamente non saprei come fare (ma ho comunque avvisato la responsabile us del Consorzio, magari te li rimanda lei).
Servirebbe un addetto stampa che seleziona i comunicati stampa...

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Jacopo Cossater

circa 3 anni fa - Link

Grazie mille Stefano, copincollo qui che questo della Franciacorta mi sembra esempio decisamente virtuoso:

"Dopo le condizioni meteo straordinarie delle scorse settimane, sono iniziate le prime valutazioni, ancora in corso, degli effetti sui vigneti grazie al censimento delle aziende associate.

Il primo bilancio è piuttosto critico, quasi il 50% dei vigneti sono stati colpiti dalle gelate anche se non in modo uniforme: il gelo si è manifestato in modi diversi, in alcuni punti più evidente, danneggiando tutte le foglie, in altre zone solo parzialmente, ledendo solo la punta del germoglio.

In entrambi i casi la pianta andrà a sviluppare nuove gemme la cui produttività è stimabile dal 20 al 40%, ad oggi non si possono fare delle valutazioni ufficiali, bisognerà aspettare ancora un paio di mesi per vedere come reagirà la vigna, si potranno infatti riscontrare variabili che potrebbero migliorare la situazione attuale. Per esempio le precipitazioni piovose di questi giorni, dopo una situazione di siccità, stanno favorendo lo sviluppo vegetativo riattivando la pianta.

Ad oggi si può stimare un terzo della produzione in meno rispetto agli altri anni, la stima sarà confermata solo durante la vendemmia in cui sarà pesata l’uva e potremo dichiarare le rese ufficiali. Da tenere in considerazione anche il fatto che la maggior parte dei Franciacorta sono vini di assemblaggio, i non millesimati rappresentano infatti l’88,4% del mercato, quindi la produzione dipenderà da quanto questa annata sarà mediata dai vini di riserva delle cantine, le cosiddette cuvée, che consentono di ovviare alle grandi differenze da una vendemmia all’altra.

La gelata passata è stata un evento straordinario di cui non si hanno esperienze precedenti, è difficile quindi prevedere cosa accadrà e dichiarare dati certi, il danno c’è ed è reale ma non tutto è perduto.
"

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Giacomo

circa 3 anni fa - Link

In langa, più che "correnti spinte ad altitudini inusuali" parlerei di vigneti "discesi" a quote inusuali.

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