Gambero Rosso | Fare i giornalisti con il c**o degli altri


Shame on you, Gambero Roso! La tua newsletter Tre bicchieri si aggiudica d’imperio il premio Copiaincolla of the year con l’aggravante dello scasso per ignobili motivi. Ecco le motivazioni dell’attonita giuria intravinica: “Per aver scopiazzato integralmente un post pubblicato dall’ottimo blogger Marco Baccaglio (I numeri del vino) senza mai citarlo e, anzi, attribuendosi biecamente precedenti dati e conclusioni. Come prova dello scasso, la giuria riporta i seguenti passaggi:

Testo di Marco Baccaglio:

Cio’ che non piace, ma questo e’ argomento piu’ volte affrontato qui, e’ che continuiamo a esportare a prezzi molto bassi, circa 1.7-1.8 al litro, con il vino imbottigliato e spumante a 2.4-2.7 euro al litro e il vino sfuso a meno di 0.5 euro al litro.

Testo della newsletter Tre bicchieri

Il guaio è - come ha sottolineato spesso Tre Bicchieri - che continuiamo a esportare a prezzi molto bassi, circa 1,7 euro al litro, con il vino imbottigliato e spumante a 2,4 euro e il vino sfuso a meno di 0.5 euro.

E adesso cosa ne facciamo di tutti i blabla sui tesserini e la deontologia dei giornalisti per diritto divino? E delle palle sui “blogger che ci rubano contenuti”, ne vogliamo parlare o stendiamo un pietoso velo? Non oso immaginare di cosa sarebbe capace il direttore Carlo Ottaviano se scoprisse una rece copiaincollata dalla sua guida, ma già me lo immagino nei corridoi della redazione, tutto rosso e con i riccioli scompigliati, che urla : “Querela! Querela!”. Ecco, la prossima volta che dal Gambero Eroso vi arriverà la minaccia fantasma (cit.), mostrategli questo post: gli sparirà il sorriso, garantito al limone!

(Grazie a Giampaolo Paglia per segnalazione)





25 commenti a “Gambero Rosso | Fare i giornalisti con il c**o degli altri”

  1. rampavia rampavia commenta:

    Non ci tengo a difendere il Gambero, però qui si tratta di dati statistici, accessibili e spendibili da tutti. Certo la frase è quasi identica ma pensare che quelli del Gambero non fossero in grado di “usare” parole loro e che si siano abbassati al copiaincolla mi sembra eccessivo.

  2. anonimo anonimo commenta:

    come se a scuola tomax non avesse mai sbirciato il compito della compagna di banco….

    suvvia. chi è senza peccato si beva una bottiglia di lambrusco

  3. Pablo Pablo commenta:

    Che brutta storia.. veramente brutta. E parlo da giornalista.

  4. stefano bonilli stefano bonilli commenta:

    Ottaviano avrebbe fatto questo?
    Non ci posso credere :-) )

    • EnzoPiet EnzoPiet risponde:

      Caro Professor Bonilli perchè si pone questo annoso quesito !?!?
      Io mi limito a credere che ormai non v’è più limite all’indecenza e che quella cosa chiamata PROFESSIONALITA’ sia andata, da tempo, a farsi benedire.
      Ps. magari il sig. Ottaviano non è direttamente colpevole di quanto accaduto ma questo credo che sia davvero un brutto colpo per il Gambero. Almeno fino a prova contraria.
      Tempi duri ragassuoli, si salvi chi può !

  5. Lpittalis commenta:

    Credo che tutti (e meno male!) si informino prima di scrivere di qualcosa. Io personalmente trovo “I numeri del vino” una fonte preziosa cui attingo volentieri, anche per lavoro, ma credo che citare le fonti sia (oltre che un obbligo) anche un segno di professionalità che nulla toglie alla qualità (se c’è) del messaggio.
    Forse solo chi non ne è abbastanza sicuro può essere tentato dall’appropriazione indebita. Perché alla fine di questo si tratta, dal momento che “i numeri” su queste cose lavora bene e molto.

  6. Carlo Flamini Carlo Flamini commenta:

    Buongiorno,
    sposto qui un commento già fatto sul blog di Marco, visto che la soffiata gliel’ho data io ieri sera. A noi del Corriere era successa la stessa cosa qualche tempo fa, un intero articolo sulle giacenze del Brunello copiato in maniera abbastanza subdola dal Gambero. Chiesi al direttore una spiegazione e mi disse che nella fretta avevano fatto un taglio inopportuno. Accettai, con il beneficio del dubbio.
    Siccome questo è il secondo indizio, e dopo due indizi scatta la prova, credo che il giornale in questione abbia tra le sue strategie (non la sola, ma insomma in buona parte) quella di riprendere a mani basse cose fatte da altri. Passino le agenzie, sono lì apposta, ma sui dati e sui commenti ai dati si dovrebbe avere il pudore di citare sempre e comunque la fonte, specie su quelli dell’export, che Istat non sforna così come li pubblica Marco o noi sul Corriere, ma sono frutto di selezione di categorie doganali (spesso molto complesse, noi andiamo persino al dettaglio del varietale sfuso e in bottiglia), incroci, elaborazioni sul prezzo e sul trend rispetto all’anno prima. Vedersi scippare il lavoro in questa maniera è davvero uno sconcio.
    Altro discorso comunque è quello che fanno altri tipi di siti internet, ma anche quotidiani, che pur citando la fonte all’inizio ti copiano tutto l’articolo, le analisi e i commenti, magari mettendo qua e là virgolette. Cioè, mi copi tutto e mi virgoletti qua e là: cosa può pensre un lettore? Di aver letto una cosa interessante sul sito web o quotidiano in questione, che ha citato un altro giornale da cui ha preso spunto per un approfondimento, farina del proprio sacco.
    Insomma, le vie del copy and paste sono infinite, ma credo che alla fine tutto ti ritorna indietro. Con gli interessi, come in questo caso.
    Saluti

  7. vitruvio vitruvio commenta:

    Bene bene……. vai vai vai e non fermarti mai….

  8. Carlo Flamini Carlo Flamini commenta:

    A Enrico Nera
    Perdoni, ma noi siamo abituati a chiamarlo “Corriere”, perchè nel mondo del vino di solito Vinicolo viene di conesguenza. E’ Corriere Vinicolo, e non copiamo né incolliamo. Ma se qualcuno dei nostri lo fa, gli incolliamo le mani alla tastiera…
    Saluti

  9. Mara Mara commenta:

    Signori, al di là del caso specifico, mi sembra che da tempo Gambero Rosso abbia perso la professionalità indispensabile per fare seriamente giornalismo enogastronomico.
    Ulteriore prova a carico sono le pubblicazioni che vengono editate: qualcuno ha visto la guida FOODIES? Viene spacciata come una guida in grado di svelare produttori e locali di qualità assolutamente sconosciuti ai più, frutto di una loro ricerca… non è altro che la ripresa dei soliti noti, un’operazione di marketing in cui si cambia solo la copertina…
    Oltre a copiare le loro stesse segnalazioni, ora copiano anche le parole altrui, non sono sorpresa.

  10. carlo rondani carlo rondani commenta:

    E come direbbe il buon Emilio Fede: ” che figura di m………..a !!!!!!!!!!!!!!!!

  11. [...] Il fatto è che stavo rileggendo alcuni dei commenti relativi all’ultimo caso Gambero Rosso, su Intravino, e mi dicevo: “possibile non intervengano per spiegare, o anche solo per [...]

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