Franco Ricci e Terenzio Medri dell’Ais condannati per violenza privata


La cronaca locale riserva sempre sorprese. Terenzio Medri e Franco Maria Ricci – rispettivamente presidente dell’Associazione Italiana Sommelier e presidente della sezione regionale del Lazio dell’Associazione Italiana Sommelier nonché di Bibenda editore – sono stati condannati per violenza privata (art. 610 c.p.) nei confronti del giornalista Paolo Morelli, 56 anni. A dicembre avevamo raccontato dell’avviso di garanzia nei confronti delle due teste di serie dell’Ais, molto colpiti dai metodi eventualmente usati da un’associazione meritoria come l’Ais.

Leggere quanto segue sul portale Altarimini.it è stato abbastanza deprimente:

La vicenda risale al settembre 2005, quando Paolo Morelli, sommelier onorario, faceva parte del collegio dei probiviri dell’Ais cui fu sottoposta una denuncia per attività in concorrenza con l’Ais da parte di Ricci. Secondo quanto riportato nel decreto penale di condanna emesso dal Gip del Tribunale di Forlì Rita Chierici, Medri e Ricci misero in atto atteggiamenti intimidatori nei confronti di Morelli per “costringerlo ad acconsentire all’archiviazione della denuncia” avanzata da un socio nei confronti di Ricci. Morelli fu poi privato della qualifica di sommelier onorario, espulso dall’Ais e la denuncia contro Ricci fu archiviata

Il seguito, cioè la notizia della condanna, è anche peggio. I 15 gg di reclusione previsti sono sostituiti da 570 euro di multa per ciascuno dei condannati: cifra irrisoria, per di più coperta da indulto. No comment. Ditemi che è uno scherzo, o non so, magari che è colpa della giustizia italiana.





16 commenti a “Franco Ricci e Terenzio Medri dell’Ais condannati per violenza privata”

  1. Simone e Zeta Simone e Zeta commenta:

    Da quando parlano di vino, sono accusabili di “violenza privata” verso tutti quelli li ascoltano ;-)

  2. Francesco Annibali Francesco Annibali commenta:

    Mi auguro che la sentenza serva a un pò tutto l’ambiente AIS – al quale nessuno nega meriti enormi – per darsi una calmata. Soprattutto nell’atteggiamento con i soci meno propensi ad abbassare la cresta e con maggiore – e sacrosanto – desiderio di iniziativa.

  3. francesca francesca commenta:

    Si va rafforzando una brutta tendenza alla cronaca nera, sarà un segno dei tempi?

  4. Una storia bellissima! Ma gli hanno anche puntato il tastevin alla gola?

  5. falletto falletto commenta:

    Mi auguro che data la sentenza, Ricci e Medri mostrino un poco di dignità e si dimettano! Possibile che in Italia non ci sia vergogna? Nessuno mai si dimette, a partire dai politici. In Svizzera accadono cose simili, ma le persone si dimettono…

  6. Vincenzo Geminiani Vincenzo Geminiani commenta:

    E non mi riferivo a questo suo post, ma ad altri a sua “firma” dove avrei ben visto che scrivesse chiaramente lei chi è. Ma uno il coraggio non se lo può dare.

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  8. Andrea Dolcetti Andrea Dolcetti commenta:

    Mi spiace che l’immagine dell’AIS venga intorbidita da tali comportamenti, soprattutto mi spiace per quanti sommelier di servizio hano creduto nell’organizzazione, al punto da fornire la loro prestazione lavorativa, sovente in condizioni faticose ed orari disagiati, accontentandosi di un salario mascherato in forma di solo rimborso spese per la tintoria della divisa. Si sarebbe potuti intervenire prima, ma purtroppo, siamo di fronte ad un personaggio assai autocratico ed influente, al punto da riuscire a fare terra bruciata nelle pubblicazioni del settore a chiunque abbia espresso anche solo un minimo di perplessità nei confronti del suo operare.

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